NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Fac-simile scheda elettorale elezioni a Roma

Eccola qua. E ricordatevi di votare 2 volte Marino, una nel senso di Ignazio ed una nel senso di Estella (che non sono parenti, sia chiaro)

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Zanda e Finocchiaro e la trave e la pagliuzza.

Ne ho contate alcune (di travi), sul blog de IMille.

Dedicato a chi restringe l’omofobia alla violenza.

Ho deciso che oggi respingo al mittente tutte le belle parole sull’omofobia che restringono la questione a casi di violenza (ho detto restringono, occhio). Io so che l’unico modo per combattere l’omofobia non è niente altro che fare leggi che ci rendano uguali agli altri. Il resto sono solo parole vuote e ipocrite. Se volete fare stare meglio gay e lesbiche in Italia sbrigatevi ad estendere il matrimonio civile. Vedrete che sempre meno adolescenti verranno pestati a scuola, le due cose sono la faccia della stessa medaglia ed hanno a che fare con la cultura dell’uguaglianza.

Così come se si vuole combattere la transfobia tocca trovare un sistema per integrare a pieno nella società le persone transessuali e consentire loro di accedere alla propria vera identità, senza traumi, senza spese e senza discriminazione.

Le Nazioni Unite per la giornata mondiale contro la omo-transfobia

Guardate che bello. 

 

Alemanno al Colosseo (ehm)

Dice che Alemanno in spregio al protocollo da lui stesso firmato chiuderà la campagna elettorale al Colosseo. Confesso che mi vengono in mente tantissime cose truculente e molto antiche. Ma mi conterrò per correttezza istituzionale. Mi basta sapere che è l’ultima volta che questo piccolo uomo che ha infestato le aziende pubbliche di parenti, che marcia con Militia Christi e che ha ridotto Roma in uno stato di sporcizia e abbandono potrà abusare così della città nel suo cuore più bello. Daje, che è finita.

La Mutua della Casta

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Libero si scaglia contro la Camera che estende (con una scelta storica) i diritti alle coppie gay. Diritti che fino a ieri erano di tutti, non solo delle coppie sposate, ma anche delle coppie conviventi (vedere alla voce del cattolicissimo Casini pluridivorziato, per dire). Quindi questa non è la “mutua” gay, al massimo è la “mutua” dei parlamentari che oggi non discrimina più i gay. Ora la mia proposta è che tutto ciò che hanno i parlamentari lo abbiano anche i cittadini. Oppure via anche i diritti ai parlamentari. Ed Ivan Scalfarotto farà esattamente così con quel pezzo di carta:  O per tutti, o per nessuno.

“Estella è Estella. E il PD è il PD…”

Scrive Claudia Di Paolo che non è di Roma e di mestiere traduce e scrive cose alle quali non devo aggiungere nulla e che vi chiedo di leggere, fino in fondo:

Estella è Estella.
E il PD è il PD, lo so.
Ma Estella è Estella.
Se ci fossero tante Estelle nel PD, il PD non sarebbe questo PD.
Sarebbe un partito forte, con intenti chiari cristallini, laico, coraggioso, onesto, produttivo, fattivo, progressista, moderno, trasparente, innovativo, di sinistra.
Non sarebbe il pd-amoeba e sfuggente, debole e opaco, dei dirigenti e non delle menti brillanti e indipendenti, deludente e genuflesso, che è adesso.
A un PD del genere, con quello che ha combinato, io – oggi – non darei il mio voto.
Ma una candidata come Estella – proprio oggi – avrei dei problemi a non votarla.
Perché c’è anche da dire che Roma è Roma. E a Roma Alemanno è in rimonta. Che si fa? Bisogna scegliere e decidere come comportarsi alle elezioni del 26 e 27 maggio.
Il fatto è che una candidata come Estella, che “in gamba” è dir poco – che è: intelligente, competente, onesta, tosta, preparata, concentrata, che non perde tempo, che risponde a tono (mi ha colpito: mai vista una persona che risponde a ogni domanda, anche alle più provocatorie, senza andare di un millimetro fuori contesto, con calma, precisione, e chiarezza), che sa quello che dice e sa fare bene quello che fa, che è una risorsa PREZIOSISSIMA per Roma – onestamente una candidata come Estella mi manda in crisi, nel mio rifiuto di votare PD.
Qui sotto il suo sito. Andate a conoscerla, romani amici miei, leggetevi che meraviglia le idee sulla mobilità per esempio. Ecco – concretezza, precisione, cose fattibili, reali. Questa è Estella: una reale possibilità. A ROMA SI PUÒ, non a caso, è il suo slogan. Ossia lei non si riempie la bocca della parola “cambiamento” e bla bla bla. Te lo fa proprio toccare con mano. Già ad ascoltarla, Roma comincia a funzionare. Con tanti tram, con gli autobus in orario, con le piste ciclabili e con la raccolta differenziata porta a porta. Ricominci a crederci.
Andate a incontrarla anche di persona (nel sito, le date e i luoghi dove poterla conoscere e ascoltare). Poi mi direte se non ho ragione. E se non viene voglia di darle la possibilità di fare oltre che di spiegare come fare.
Se fossi residente a Roma, nonostante questo PD, non potrei non votare Estella Marino. E, se Estella Marino ce la fa, la vittoria è grande. Perché questa città splendida e malandata ha bisogno di persone capaci e in gamba come lei, e perché se il PD si riempisse di Estelle, beh, sarebbe tutta un’altra storia.”

PD: Astenersi finti giovani o vecchi rottami

Dovete perdonarmi se non ho scritto nemmeno una parola sull’assemblea del PD. Sul tema ho le idee molto chiare e le ho comunicate a chi da tesserata mi rappresenta in assemblea:

1) reggenza breve con impegno a NON candidarsi per chi farà il reggente

2) appena possibile primarie aperte come da statuto

3) forma partito leggera ma non liquida (Sul tema non ho capito Bettini che vuole far morire il PD per far rinascere il PD, basterebbe la pensione di molte teste non solo anagraficamente vecchie…il PD già c’è perché cambiargli di nuovo nome e per di più usando gli stessi metodi sbagliati con cui lui ed altri hanno traghettato PDS in DS e poi in PD cambiando tutto per non cambiare nulla?)

4) identità tra segretario e premiership (Sul tema Consiglio di leggere anche Vassallo e Ceccanti.)

Aggiungo: che il segretario non deve secondo me avere altro ruolo (sindaci o capogruppo alla camera li lascerei dedicati alla loro attività) e non mi importa se sarà giovane o vecchio, l’importante che sia giovane ed innovativo nell’anima. Astenersi finti giovani o vecchi rottami.

Andreotti e l’identità nazionale.

Pensiero breve, prima di cena.

C’è una cosa sicura. Andreotti, come Berlusconi, ha incarnato in un corpo solo pezzi di Paese enorme e l’epoca in cui il Paese che incarnavano si sentiva di vivere. Ecco forse a sinistra abbiamo bisogno di persone che non siano leader per imposizione, ma che lo siano per identità, per “partecipazione”. Il problema è: quanto assomigliamo al Paese qui a sinistra? Rispondere a questa domanda è la chiave per vincere e governare a lungo come loro hanno fatto e noi no. Mai. (non esiste politica che duri così a lungo che non assomigli – e tanto – al Paese, su questo almeno ognuno di noi rifletta. Vale anche per il periodo fascista, per dire)

I dipendenti del Senato e il falso problema del badge.

Un servizio delle Iene ha messo in luce alcuni (pare molti) dipendenti del Senato che timbrano il cartellino e poi si fanno i fatti loro. Grasso ha ringraziato le Iene e promesso sanzioni. A mio avviso se si vuole fare un servizio al Paese (che quei dipendenti paga e questo approccio vale e valga per tutti i dipendenti pubblici) la cosa da fare e’ capire che lavoro fanno, se lo fanno e se lo fanno bene e soprattutto punire per primi i loro responsabili che non hanno vigilato o non hanno denunciato, in ogni caso non stanno servendo il Paese secondo il mandato che hanno da assolvere. Ecco dovremmo anche superare la demogagia che restringe ai costi della politica lo spreco. Come abbiamo raccontato in questi mesi noi non spendiamo piu’ di altri Paesi per i dipendenti pubblici, il problema e’ che spendiamo male e in modo mal distribuito. E magari non premiamo quei tanti, tantissimi dipendenti pubblici che lavorano tanto e bene e per primi a loro dobbiamo un poi’ di ordine nella macchina pubblica. Ecco questa e’ una battaglia culturale da fare non demagogica ma utile al Paese che comincia col nominare dirigenti per merito e non per appartenenza (questa si’ una pratica politica da falcidiare), nel premiare chi lavora e nel sanzionare chi si approffitta dei soldi di tutti noi.

Speriamo che Grasso non si limiti a qualche timida, inutile sanzione.

#tornabiondo un progetto per il Tevere

#tornabiondo è l’idea che è venuta ad Estella Marino e a tutti noi per ridare vita al fiume Tevere. Leggete un po’ qua e il 26 e 27 maggio ricordatevi di votare Estella scrivendo “Marino” accanto al simbolo del PD (no, non sono parenti con Ignazio :-) )

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