Inserito da: cristiana alicata | 20 Novembre 2009

Domenica ore 19:30, prove generali di comunità…

Inserito da: cristiana alicata | 19 Novembre 2009

I socialisti non scelgono D’Alema

Tramonta l’ipotesi di D’Alema candidato per i socialisti come ministro degli Esteri dell’Unione Europea. Al suo posto scelta (all’unanimità) una donna più giovane di lui di 7 anni.

Sono cose che in Italia stupiscono, soprattutto i galvanizzati dal congresso PD.

Non me (come non ricordare le frasi d D’Alema sul matrimonio omosessuale? Socialista? Ah ah ah ah)

 

Inserito da: cristiana alicata | 18 Novembre 2009

Piero Bruno è un ragazzo che ha sempre 17 anni.

“Piero è un ragazzo che ha sempre 17 anni” Dice Alfredo, portiere di palazzo, Roma, parlando di Piero Bruno ucciso dai carabinieri nel novembre del 1975 mentre manifestava contro lo Zaire che aveva invaso l’Angola appena liberato dal dominio portoghese.

Ieri sera ci siamo teletrasportati al teatro dell’Orologio a vedere “Gli occhi di Piero” dell’amico Massimiliano Coccia, autore poco più che ventenne, del libro da cui è stato tratto lo spettacolo.

Il monologo del portiere (interpretato da un bravissimo Fabrizio Giannini) diviene un viaggio. Un bel viaggio. Un viaggio nella Roma di quei tempi, un viaggio di classe, un viaggio dentro quel tempo.

Ieri, poi alla fine mi sono anche commossa, ho detto a Max che trasudava veltronismo da tutti i pori nella sua scrittura. Sia nel bene che nel male. Non mi piace la consacrazione mitologica di quegli anni, pur con l’ansia di volerli superare. Non mi piace che si assuma che coloro che sono morti giovani siano eroi che volevano cambiare il mondo, è un torto che facciamo a chi invece è divenuto adulto e persino al nostro invecchiare. E’ un torto dire che essere giovani nel 1968 o nel 1977 era più bello che esserlo oggi. Essere giovani è bello sempre ed essere giovani è sempre vivere in modo estremo la vita. All’epoca non erano la maggioranza, quei giovani, proprio come oggi. Ma se ne parlava con fascino letterario. Oggi no. Oggi noi siamo descritti da un giornalismo cinico che è poi è “fatto” da coloro che sono stati giovani allora e rivendicano, ancora, di essere stati gli ultimi ad essere stati giovani. Non si può banalizzare, certo. Nel 1968 c’era un fermento collettivo che ha invaso tutto e tutti e tutte, anche chi non partecipava in modo diretto. Il 1977 ha falcidiato un’intera generazione se non con le pallottole con la droga o con gli aperitivi craxiani che hanno ammazzato i neuroni avanzati alla droga. Ne ho incontrato uno lunedì sera, in pieno testaccio, era accanto al nostro tavolo e aveva un’intera storia scritta in faccia. E’ rimasto per strada a parlare con me fino a notte fonda. Era triste. Desolato e aveva abdicato.

Diceva Guccini: “ ci vuole scienza, ci vuol costanza per invecchiare senza maturità”. E forse un giorno dovremo celebrare i vivi e i sopravvissuti. Non lo abbiamo mai fatto.

“Gli occhi di Piero” è sublime quando lascia fluire l’ironia sull’essenza di Roma. Un atto d’amore dell’autore. E’ scritto da un ventenne quando parla di amore e di giovinezza (e quindi ci sta). Va visto perché comunque due schiaffi in faccia te li dà. E, infine, è recitato e tenuto in piedi da un bravissimo Fabrizio Giannini.

Inserito da: cristiana alicata | 15 Novembre 2009

Se gli intellettuali tornano a tuonare

Il fatto che Saviano sia intervenuto così duramente sulla questione Giustizia è il segno evidente che la situazione ha assunto una gravità inaudita e che, nello stesso tempo, il mondo intellettuale (di alto livello, ora poi faccio qualche cenno a nani e ballerini degli ultimi 20 anni!) si sta svegliando, anchilosato, ma molto preoccupato.

Nel primo dopo guerra, quando i grandi scrittori dell’epoca, pur avendo partecipato alla resistenza chiesero a gran voce l’indipendenza dal PCI, Togliatti, per bocca di Mario Alicata (non a caso nella mia libreria c’è un libro dal titolo “Intellettuali e azione politica”), allora responsabile cultura, si fece una bella litigata con Elio Vittorini sull’argomento.

Negli anni, senza che ci fosse un piano definito, gli intellettuali, gli scrittori, i registi, i cantanti, si sono emancipati dalla politica. Lentamente. Fino a rivendicare una sfera privata anche nella produzione culturale. Intimista. Una forma di fuga per chi ne chiedeva a gran voce l’impegno e le parole.

L’ultimo intellettuale politico fu Pier Paolo Pasolini che, malgrado la vicinanza carnale al PCI, fu, con esso, molto critico. Con l’apoteosi della sua libertà, moriva l’intellettuale politico. Bobbio morì dopo, ma era ancora uno degli altri tempi. Fu solo graziato dal tempo.

Per un periodo il rischio di strumentalizzazione ideologica fu fortissima. Forse gli anni settanta completarono questo processo con il dolore dello spettacolo di una generazione che andava in fumo (o in siringa).

Finì che negli anni ‘80 nacquero, alla corte di Craxi (ora con tette nuove, labbra nuove, naso nuovo e 20 anni di più) i nani e le ballerine. Sì i “parladitutto” che ancora vediamo da Vespa. Da Sgarbi a Vittorino Andreoli, passando per Bevilacqua ed altri scrittorucoli, cantanti, attricette cresciuti a pane e craxismo e che ora danno l’ultimo barbaglio di luce alla corte del Re Sole. Persino i direttori dei giornali se si toglie qualche pochissima eccezione (De Gregorio, Calabresi, De Bortoli) sono ormai delle macchiette medagliate di un ruolo di cui non sono più all’altezza.

Saviano, ieri, si è stagliato sul deserto. Ma, attenzione. E’ solo l’elemento visibile di qualcosa che sta rinascendo, a dispetto – o forse proprio grazie a questo – della situazione politica: un PD ancora incapace e una destra imbecerita e prigioniera della volgarità del Re Sole passando per quella della Lega e tiene questo paese in una velinopoli che dura ormai da troppo tempo.

Saviano è il diamante di un tessuto intellettuale che si sta svegliando, di una quantità di giovani artisti, scrittori, musicisti che stanno riportando la loro azione e produzione artistica al servizio della società in forma di denuncia, in forma di impegno.

Ieri, questa cosa di Saviano, mi ha fatto felice. Consentitemi di considerarlo il giro di boa e la preannunciata morte di nani e ballerini.

Inserito da: cristiana alicata | 13 Novembre 2009

Intervista su Polisblog.

Qui. (considerate che me l’hanno fatta un mese fa).

Inserito da: cristiana alicata | 13 Novembre 2009

Erri De Luca su Stefano Cucchi…

…e la potenza della scrittura.

12 Novembre 2009

Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita.

I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato. Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato.” (Erri de Lucascrittore)

Inserito da: cristiana alicata | 13 Novembre 2009

Matematica politica carpiata

Quando prendo l’aereo leggo il giornale. Quello di carta.

All’alba, mentre il sole baciava Torino e le alpi già imbiancate, avevo tra le mani La Stampa e in albergo avevo letto il Corriere della Sera facendo una schifosa colazione (caffé americano..bleah)

Un pò di notizie che mi sono saltate agli occhi:

1. qualcuno (di cui non faccio il nome per non fargli pubblicità) ha pubblicato un fumetto offensivo su Giorgia Meloni, dal titolo berlusconiano (leggi: per vendere più copie in mancanza di veri contenuti). Dalle poche cose che ho visto e ho letto il fumetto è misogino, è politicamente ignorante e soprattutto è disegnato e “scritto” da un ragazzo di sinistra. Uno di quelli che sono ancora nella Giungla e a cui non hanno raccontato molte cose sul 1989. Qualche “compagno” non si è accorto che la destra ha superato gli anni settanta prima di noi e meglio di noi. La destra, eh. Berlusconi gli anni ‘70 non li ha nemmeno fatti.

2. qualcuno sta mettendo in discussione la candidatura di Vendola passando per l’affaire sanità. La sanità, signori. Sì. Sembra essere, dopo il cemento e dopo le Mafie, il più grande business del nostro Paese. Gli stessi che mormorano su Vendola sono quelli che hanno fatto scoppiare la bomba Marrazzo (ferme restando le sue responsabilità morali e quanto pare non solo quelle, ma non illudiamoci sia l’unico. E’ solo il più ingenuo)

3. a Milano se devi abortire basta che ti tocchi la pancia alla stazione della Metro. Vi chiederete….perché Milano? Forse perché in Lombardia, di contro, la Regione è in pace con la Sanità in mano a chi sappiamo noi (sappiamo, abbiamo anche le prove ma dobbiamo tutti tacere). Chi sappiamo noi fomenta l’obiezione di coscienza negli ospedali. Indugia sui giudizi morali. E di aborto si ricomincerà a morire.

4. A Napoli Cosentino incontra il premier e si conferma candidato alla Regione Campania, malgrado tutto.

5. A Roma Rutelli presentava la sua nuova creatura invece di stare in aula a votare la finanziaria. Felice che non sia più nel PD.

Tutto questo non è scollegato. Tutto questo ha a che fare con la politica degli affari e dei soldi. Tutto questo ha a che fare con il consenso fatto con i soldi e non con la politica. Tutto questo ha a che fare con l’incapacità della sinistra di portare avanti valori diversi e nello stesso tempo di evolversi, svegliarsi, non stare ripiegata. Due sinistre. Una attratta dal centro. Una attratta dal proprio ombellico e dal passato nostalgico. Non tutto il passato è nostalgico, ma noi abbiamo la capacità di coccolare solo quello. La crisi è tutta lì. In una sinistra, PD compreso, di non volere crescere e in una destra che è capace di capitalizzare la nostra incapacità, la nostra lentezza decisionale, la nostra titubanza. Possibile, mi chiedo, che nessun giornalista veda i collegamenti? Colga i fili matematici di una medaglia che ha ovunque la stessa vecchia, stantia, faccia?

p.s. E giù le mani dalla Bresso in Piemonte. Vergogna (per restare in tema)

Inserito da: cristiana alicata | 13 Novembre 2009

E viola sia.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Secondo Leonardo da Vinci potremmo aumentare di dieci volte il potere delle nostre preghiere immergendoci in una luce viola. Ai suoi tempi il modo più facile era mettersi vicino alla vetrata viola di una chiesa. Oggi puoi ottenere lo stesso effetto con una lampadina. Oppure puoi chiudere gli occhi e immaginarti circondato da uno scintillante alone viola. Nei prossimi giorni ti consiglio di provarci. È il momento ideale per intensificare la tua forza spirituale. Ps: secondo la teo ria dei colori il viola aiuta a sviluppare la fantasia. Questo potrebbe esserti molto utile per tonificare e consolidare i tuoi impulsi religiosi.

Inserito da: cristiana alicata | 7 Novembre 2009

Ivan Scalfarotto e le responsabilità dell’Olimpo.

Quando lo abbiamo saputo, pensavo fosse un scherzo. Ivan Scalfarotto vice-presidente del PD?

E’ chiaro, e lo comprenderete, che una cosa così a noi, a chi è stato vicino ad Ivan in questi anni lungo la strada difficile ma ineluttabile di cambiare questo partito, non ha potuto che riempirci di gioia.

Un sorriso a 32 denti, non per avere conquistato una poltrona in termini di corrente. Noi, si sa, non siamo una corrente. Noi siamo quelli che entriamo dalla porta senza chiedere nemmeno permesso. Noi siamo quelli che assomigliano a noi, tanto è vero che, per noi, gente come Sarubbi, come la Serracchiani, come Paolo Masini (e potrei davvero andare avanti parecchio) che stava nelle mozioni di Franceschini e Bersani, è gente come noi e ci batteremmo in ogni sede possibile per promuovere la loro politica.

Un sorriso, che poi, stamane, mi si è comunque ricomposto in una smorfia meno ebete.

Eh, già. E’ chiaro che la presidenza di questo partito si fonda su un triangolo al cui vertice c’è Rosy Bindi, considerata popolare, ma laica ( e io avrei molto da dire su quest’ultimo aggettivo) e alle cui basi ci sono Marina Sereni, quella che disse, al tempo dei DICO che i Dico non erano affatto una priorità (una di quelle frasi abiette che in questi anni ha contrapposto la questione omosessuale alle altre, creando il mostro LGBT) e Ivan Scalfarotto. Si sa che il triangolo è una figura rigida. Una figura indeformabile. In questa vicepresidenza ci sono, ancora, tutte le nostre difficoltà che in tutta evidenza Bersani dovrà risolvere in questi anni che ci separano al 2013.

Proprio perché noi non siamo una corrente, non siamo gente in cerca di autore, ma siamo gente in cerca di attori, perché il testo lo abbiamo qui e lo abbiamo scritto noi, oggi siamo divisi in due. Da una parte il lato umano, la felicità per il riconoscimento dato ad Ivan, per essere stato, indubbiamente uno dei quarantenni che ha creduto in questo partito fin dall’inizio, in modo così leale e appartenente, da difenderlo spesso anche contro chi, più in alto, lo umiliava (il partito) nel suo agire politico centrifugo e/o correntizio. Per la sua storia di pioniere delle primarie e per il coraggio con cui il suo corpo, le sue candidature, hanno interpretato i cambiamenti che il popolo del centro-sinistra chiedeva a gran voce per uscire dal secolo scorso. Dall’altra il peso collettivo di una responsabilità di essere nell’Olimpo e sentirsi dire, un giorno: c’eravate anche voi. Nel bene, ma soprattutto nel male.

So (lo immagino perché l’ho sentito solo per due secondi) che Ivan sente la stessa separazione in questo momento. Da una parte la soddisfazione personale. Dall’altra il peso del compito e di saperlo interpretare al meglio e come sempre al servizio della causa.

E noi, non facciamo sconti. Nemmeno a noi stessi. E continuiamo inesorabili ad essere quelli che aspettavamo.

p.s. Per quanto riguarda Bersani non giudicherò mai i suoi discorsi. Giudicherò solo i fatti e solo quelli.

Inserito da: cristiana alicata | 6 Novembre 2009

Brezsny a pennello sui Pesci (tantopècambià)

Dall’attuale allineamento dei pianeti deduco che potresti raggiungere l’orgasmo con la sola meditazione. O che potresti generare denaro e attirare nuove risorse inseguendo la felicità, o imbatterti in un tesoro che finora hai cercato nei posti sbagliati. Non posso assicurarti che saprai sfruttare bene queste opportunità. Dipenderà dalla tua capacità di esprimere fino in fondo una delle abilità tipiche dei Pesci: quella di essere sregolato e al tempo stesso disciplinato.

Inserito da: cristiana alicata | 6 Novembre 2009

Bersani!!!!!!!!!!

Un segretario con le palle a certe cose risponde con una pernacchia.

Giù le mani dalla Bresso. E che caspita.

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