ANDARCI. Non certo perchè day fa rima con gay. E nemmeno per “disturbare”, come qualcuno ha sussurrato, spaventato e sopreso dalla adesione di molte associazioni omosessuali.
Certo in realtà il Family Day è nato ed appoggiato in contrasto con la legge dei Dico ed in difesa dei valori della Costituzione. Saremmo d’accordo anche noi omosessuali, infatti. Basterebbe estendere l’articolo 29 della Costituzione anche a noi.
Ma parliamo di Famiglie e del perchè tutti i ministri, tutte le parti politiche e anche noi omosessuali dobbiamo essere presenti quel giorno.
In Italia, fare un figlio per una donna che lavora è diventato un sacrificio sovrumano. Tutto sembra dirle: se vuoi fare un figlio non puoi lavorare. Comunque non puoi fare un lavoro da uomo: riunioni interminabili, orari assurdi, straordinari. Al massimo, mia cara, puoi fare l’impiegata perchè anche se ti assenti nessuno se ne accorge (sarà vero poi?) Quando torni ricominci (o non trovi più la scrivania e ti fanno fare altro). Come faccio, io Azienda, ad affidarti incarichi di responsabilità se tu da un momento all’altro, donna tra i 28 e i 35 anni, mi ti metti in maternità ed io devo anche pagarti! Scherziamo?
Non parliamo delle donne precarie. E delle piccole aziende che fanno firmare la lettera di licenziamento alle donne assunte da depositare in caso di gravidanza. Così beccano i sostegni pubblici perchè assumono, ma in caso di maternità fuori dalle scatole.
La verità è che fare delle leggi per la famiglia non significa fare pagare meno tasse ai singoli nuclei. Questi sono palliativi assistenziali non risolutivi. Significa fare delle leggi che consentano alle donne di fare dei figli, di avere dei nidi aziendali e condominiali, di essere tutelate anche oltre i 3+3 mesi post parto. Che inchiodino i padri alle loro congiunte responsabilità. E’ vero: il bambino ha bisogno della mamma. La società, l’Italia, ha bisogno di bambini. Ma la società ha anche bisogno che la donna, per essere una brava madre e una brava moglie/compagna, sia realizzata e per alcune donne realizzarsi, significa anche fare carriera. Leggi per la Famiglia significa migliorare la qualità della Scuola Pubblica, non solo quella dei quartieri “bene”, affinchè ci siano luoghi dove il bambino cresca davvero, anche se entrambi i genitori lavorano.
La mia paura è che non si vogliano fare leggi sulla Famiglia perchè farle significa assottigliare la differenza uomo-donna che esiste in questo paese. Significa concedere alle donne troppo spazio. Così si accusano i Dico di essere contro la Famiglia, per nascondere quello che c’è veramente dietro: un parlamento di maschi, anziano rispetto al’età dei parlamenti europei, lontano dalla realtà giovane e dinamica che pure esiste Italia.
La manifestazione del 12 maggio va politicamente annullata con la presenza di tutti gli schieramenti, perchè la famiglia è una valore dell’Italia, ne etero, ne omosessuale, nè di destra , nè di sinistra.