quattro e gli alberi in lontananza

Entries from Settembre 2007

Gramsci.

Settembre 29, 2007 · 2 Commenti

Stupefacente. L’ho trovato perchè oggi nella sezione DS di Prima Porta c’era un cartellone che riportava un pensiero di Gramsci sui giovani. Un giovane 18enne mi ha fatto sentire vecchia. Era bravo, puntuale, moderato, carismatico, preparato. E di sinistra.

Esistono molte «quistioni» dei giovani. Due mi sembrano specialmente importanti: 1°) La generazione «anziana» compie sempre l’educazione dei «giovani»; ci sarà conflitto, discordia ecc. ma si tratta di fenomeni superficiali, inerenti a ogni opera educativa e di raffrenamento, almeno che non si tratti di interferenze di classe, cioè i «giovani» (o una parte cospicua di essi) della classe dirigente (intesa nel senso píú largo, non solo economico, ma politico-morale) si ribellano e passano alla classe progressiva che è diventata storicamente capace di prendere il potere: ma in questo caso si tratta di «giovani» che dalla direzione degli «anziani» di una classe passano alla direzione degli «anziani» di un’altra classe: in ogni caso rimane la subordinazione reale dei «giovani» agli «anziani» come generazione, pur con le differenze di temperamento e di vivacità su ricordate; 2°) Quando il fenomeno assume un carattere cosidetto «nazionale», cioè non appare apertamente l’interferenza di classe, allora la quistione si complica e diventa caotica. I «giovani» sono in istato di ribellione permanente, perché persistono le cause profonde di essa, senza che ne sia permessa l’analisi, la critica e il superamento (non concettuale e astratto, ma storico e reale); gli «anziani» dominano di fatto, ma… «après moi le déluge», non riescono a educare i giovani, a prepararli alla successione. Perché? Ciò signífica che esistono tutte le condizioni perché gli «anziani» di un’altra classe debbano dirigere questi giovani, senza che possano farlo per ragioni estrinseche di compressione politico-militare. La lotta, di cui si sono soffocate le espressioni esterne normali, si attacca come una cancrena dissolvente alla struttura della vecchia classe, debilitandola e imputridendola: assume forme morbose, di misticismo, di sensualismo, di indifferenza morale, di degenerazioni patologiche psichiche e fisiche ecc. La vecchia struttura non contiene e non riesce a dare soddisfazione alle esigenze nuove: la disoccupazione permanente o semipermanente dei cosi detti intellettuali è uno dei fenomeni tipici di questa insufficienza, che assume carattere aspro per i piú giovani, in quanto non lascia «orizzonti aperti». D’altronde questa situazione porta ai «quadri chiusi» di carattere feudale-militare, cioè inacerbisce essa stessa i problemi che non sa risolvere.

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Cosa dirò oggi per la mia candidatura al XXII colleggio (Formello, Olgiata, Casalotti, La Storta) - Lazio 1- Lista regionale Sinistra per Veltroni

Settembre 29, 2007 · 5 Commenti

Buon giorno a tutti la mia candidatura fa parte di quella componente cosiddetta società civile. Sono ingegnere meccanico, lavoro per una casa automobilistica, per due anni prima di laurearmi ho insegnato in uno degli istuti tecnici più disagiati della Capitale, scrivo libri, nel 2000 ho fondato il portale www.affittistudenti.it, un servizio gratuito per gli studenti che cercano un alloggio.

Vi sto dicendo tutte queste cose perché poi dovrò spiegarvi come mai, invece, la mia candidatura è conosciuta da voi, come una candidatura di opinione in particolare come una candidatura di testimonianza dei cosiddetti diritti civili. Quando ho conosciuto Nicola Zingaretti, mi ha colpito perché mi ha detto: vorrei che nel partito ci fossero omosessuali non connotati soltanto per il loro indirizzo sessuale, ma per le loro competenze. Io spero che questo momento sia arrivato, vorrei tanto scordarmene anche io e considerarla una parte di me totalmente secondaria.In questo momento, in piccolo, un omosessuale che si candida alle primarie del partito democratico, vive quello che una lista che ha nel suo nome la parola sinistra vive in dimensioni più macroscopiche: la gente ci dice che questo non è il nostro posto. La nostra battaglia in questo momento è dimostrare che nel PD ci possono stare persone omosessuali per testimoniare l’urgenza di alcune questioni e che questo partito può essere, non in una delle sue coraggiose componenti, ma in modo diffuso e convinto, di sinistra. Non devono essere i miei amici omosessuali che in questo momento non vogliono nemmeno sentire parlare del PD a chiedermi perché sto nello stesso partito della Binetti, ma qualcuno a chiedere alla Binetti perché sta nello stesso partito di Paola Concia, mio e di altri.

Questo dipende molto dalla cittadinanza che tutti noi daremo a certe questioni. 

Mentre pensavo cosa per me doveva fare ed essere il PD, mi sono accorta che pensavo a cosa dovesse fare ed essere il Paese. Immagino questo percorso mentale sia capitato ad ognuno di noi e questo testimonia ancora di più la missione che si pone questo partito.

Mentre pensavo di cosa avesse bisogno l’Italia, mi è venuta in mente una metafora tutta femminile.Questa Nazione ha bisogno del taglio e cucito, versione femminile dell’assai maschile: distruggere e ricostruire. Diciamo che Beppe Grillo è proprio maschile nelle sue manifestazioni, per capirsi.Tra i due metodi ci passa la stessa differenza che intercorre tra fare le riforme e fare la rivoluzione.

In questi anni ho avuto modo, grazie al mio lavoro, di conoscere molta parte del Paese, nelle sue componenti diversissime tra loro. Diversità che raramente si è in grado di toccare poiché ognuno di noi tende a vivere ( o a sopravvivere) nella propria casta, nella propria classe sociale, nelle proprie idee politiche. In questo paese non c’è una casta. Ci sono centinaia di caste ed ognuno di noi appartiene ad una di esse.L’Italia è fatta di ambienti stagni, non circolano più le idee, non nel senso che non ci siano idee. Ma nel senso che l’idea espressa da un settore del Paese, non viene comunicata agli altri settori, non viene condivisa, non viene compromessa. Viene postulata per essere imposta.L’Italia è il paese delle contrapposizioni in cui ci sono i noi e i loro. In cui si sostiene sui blog che un paese di 60 milioni di abitanti è in malora per colpa di 680 parlamentari. Una proporzione numerica assurda. Non sto certo affermando che non si debbano eliminare alcuni macroscopici privilegi. L’Italia ha bisogno di essere ricucita e la lacerazione politica centrodestra/centrosinistra  politica e antipolitica, è solo la superficie del problema, ne è solo la manifestazione finale.

E’ questo che mi è piaciuto del discorso di Veltroni: il suo tentativo di femminilizzare la politica tagliando e ricucendo contrapposizioni. Saremo chiamati a ricucire la distanza sociale tra partite iva e pubblico impiego, tra famiglie povere e coppie omosessuali, tra giovani ricercatori e i coetanei che lavorano nel privato, gli uni guadagnando meno dei secondi e gli altri che magari non hanno potuto neanche accedere alla ricerca, senza contare quelli che per farla, la ricerca, sono scappati all’estero. Ricucire il contrasto generazionale bloccato dal corporativismo anagrafico.Ricucire, definitivamente, il divario di genere un problema che non è solo della politica, ma che la politica può risolvere e che il PD, con una piccola regola, si accinge, speriamo, a ridurre.Dovremo ricucire il disimpegno con l’interesse.

Prima di concludere, voglio aggiungere un’osservazione. Si parla tanto, ed io stessa ne ho parlato, di questa componente “società civile” come in contrapposizione con un’altra fantomatica componente colpevole di tutti i mali del mondo. Io credo che questo partito debba servire anche a valorizzare tutte quelle persone che fanno politica da sempre, che di questo non hanno e non devono avere nulla di cui vergognarsi.Vi ringrazio e ci auguro buon lavoro. 

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un applauso a repubblica.it

Settembre 28, 2007 · 4 Commenti

ed in particolare a Claudia Fusani che ha fatto uscire su repubblica l’iniziativa di www.gaytoday.it il nostro aggregatore di Blog che pone domande scottanti ai candidati segretari al PD.

Nell’articolo che vi linko qui Claudia Fusani parla dell’iniziativa e riporta alcune delle domande più scomode. E’ bello che oggi sul giornale si parli di noi, dal basso, si parli di omogenitorialità e di omofobia.

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Ha ragione l’aragosta…sul cittadino.

Settembre 24, 2007 · 16 Commenti

Visto il film della Guzzanti. Bello ed intimo perchè del pubblico e del politico esprime una visione intima e cinica.

E aggiungo: è un film in totale contraddizione con quanto sta facendo Grillo.

La Guzzanti si lamenta neanche tanto velatamente di essere chiamata a destra e a manca ad aiutare i cittadini nelle questioni più disparate, cui l’aragosta è la metafora satirica.

La Guzzanti ci dice la verità: che i colpevoli siamo noi, sti fantomatici cittadini, che ci lamentiamo di tutto, ci fa schifo tutto ma perfavore: “vada avanti lei, lo dica lei io non posso mostrarmi.” Così la Guzzanti si ritrova a fare politica per le aragoste, a modo suo, ma abbandonata dal pescatore che l’ha cercata. La Guzzanti ha poche speranze di fomentare la folla, non vuole fomentarla: vorrebbe vederla cosciente e in questo film ne esprime il disincanto.

Ma sto cittadino, chi è? Ci sarebbe da fare un bel personaggio satirico….il sindacalista, il primario nepotista, il polizziotto corrotto, il politico non è un cittadino? Viene da Marte? E’ un alieno? Ognuno di noi deve fare la propria parte, il proprio dovere, non pensare che la colpa sia nella categoria a cui non appartiene.

Resta il fatto che per anni ci riunivamo per guardare Avanzi, Tunnel, Pippo Chennedy Show come se ci venisse offerta dell’aria per respirare.

Resta il fatto che un gruppo di comici bravissimi sono stati censurati senza ritegno e non sono stati difesi da nessuno. Ora presentano il conto perchè il WEB offre uno spazio di comunicazione incredibile. Io vorrei Sabia Guzzanti in TV con il fratello e la Dandini, come una una volta. Vorrei Grillo in teatro. E i politici a fare il loro dovere in parlamento.

Non mi fa piacere vedere la Guzzanti accanto al Grillo di questi giorni. Tra loro c’è un abisso artistico incolmabile. Sabina resisti, anche se hai ragione: siamo noi ad averti lasciato sola!

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Il capitalismo sostenibile di Sergio Marchionne

Settembre 23, 2007 · 3 Commenti

Non mi sento nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.

E a volte sospiro, perchè in Italia ci sono barlumi di sapienza. E di coscienza. Ed io ne sono testimone.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/09_Settembre/23/intervento_marchionne_mercato_welfare.shtml

Può dare fastidio perchè occupa il posto del “padrone”, eppure questo è uno che fa. E fa bene. E non sulla pelle del “proletariato”.

Anzi.

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