NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Ancora sulla Gay Street e sulla sinistra e sull’omofobia

9 Settembre 2007 · 22 Commenti

Le vacanze che incombevano mi hanno impedito di approfondire il mio pensiero sulla Gay Street romana. Da romana, voglio prima raccontarvi che cos’è, doveste fare confusione con SOHO o il Village.La Gay street romana è una via che da san giovanni porta al Colosseo. I cattolici dicono che la facevano i pellegrini nel passato, io ricordo dai libri di storia che la facevano i gladiatori che andavano ad ammazzare i cristiani. Ma vabbé: era per dire che “i passeggiatori” cambiano, è la storia del mondo. In questa strada stretta ci sono ristoranti di basso livello dedicati soprattutto ai turisti vista la zona centrale, ci si affaccia un albergo e c’è un piccolo pub gay, il Coming Out. Un piccolo pub frequentatissimo, anche d’inverno e che, come tutti i locali molto frequentati, riversa sulla strada un sacco di gente che fuma e beve in mezzo alla strada, come fuori da ogni pub romano e credo del mondo. Non è una strada gay. Non è abitata da gay. Se ci camminate durante il giorno vedrete due suorine che raggiungono le varie chiese, turisti con la cartina in mano, camioncini che scaricano bibite e fusti di birra per il business notturno. Non immaginatevi coppie gay mano nella mano, negozietti di arredamento trendy o di abbigliamento cool, o i bambini delle coppie gaye che giocano per strada. Via san giovanni in laterano non è nulla di tutto questo. PURTROPPO. 

Gli abitanti della via, alcuni di loro, si sono addirittura incazzati per la pedonalizzazione e hanno scritto persino un piccolo manifesto di protesta.

La sua inaugurazione è saltata alla ribalta per la storia del bacio gay. Arcigay che da anni insisteva con il comune per la pedonalizzazione e per poterla chiamare gay street, ha unito le due cose e ha organizzato il kiss in di protesta contro il fermo dei due ragazzi che si baciavano, proprio nel giorno dell’inaugurazione, con tanto di bacio tra il presentatore Cecchi Paone e il povero Marrazzo (presidente di arcigay roma), come se Pippo Baudo baciasse durante le trasmissioni le ragazze che lo assistono, per dimostrare la sua eterosessualità (a me ha fatto abbastanza schifo la cosa). A me piacerebbe che le gaystreet nascessero perchè i gay fanno comunità, perchè vanno ad abitare insieme negli stessi quartieri mischiandosi con gli abitanti gay friendly o facendoli diventare gay friendly, aprendo attività, facendo figli, importando la parte buona di noi: il colore, l’allegria, la creatività. Allora la gay street nascerebbe da sé, come altrove. La verità è che i gay in Italia questo senso della comunità non ce l’hanno. La verità è che in Italia prima di inaugurare la Gay Street dovremmo creare la comunità.

Ed aggiungo: nella stessa settimana in cui i due ragazzi venivano fermati a Roma, a Gaeta usciva il caso del ragazzo cacciato da scuola perchè il suo essere gay infastidiva le lezioni. Che fine ha fatto quel ragazzo? Come mai non siamo scesi in piazza per supportarlo? Perchè ci saremmo trovati in quattro gatti come per Pegah.

Torno su questi argomenti perchè su Kilombo , aggregatore di blog di sinistra,  si vuole cacciare un blogger per questo post . E il mio caro amico Elfo risponde così.

Ora: questo Pieroni è un pò omofobo, questo è certo. Ma il fianco scoperto glielo abbiamo offerto noi. Diciamo la verità: tacciamo di omofobia qualsiasi pensiero contrario non solo a noi, ma ad alcune manifestazioni della nostra comunità. Io per esempio trovo che la mostra di Milano e quell’altra diavoleria della Madonna piange Sperma sono state due cose totalmente inopportune, visto che l’opionione pubblica italiana le intende come manifestazione di tutti gli omosessuali, quando invece è pubblicità per 4 artisti di media bravura. Io non censuro niente e nessuno, ma nemmeno ho voglia che il mio essere lesbica venga abbinato a qualsiasi evento GLBTQ sulla faccia della terra. Ognuno organizzi ciò che vuole, ma non compiamo l’errore di difendere qualsiasi cosa abbia l’etichetta gay. Facciamo l’errore del sindacato che è contrario ai licenziamenti anche quando sono per giusta causa. Insomma, non ci facciamo un bel servizio, date retta. Ma d’altronde la maturità politica del movimento è ancora là da venire.

Categorie: IMPOLITICO

22 risposte finora ↓

  • Elfo Bruno // 9 Settembre 2007 a 2:03 pm | Replica

    Cara Cristiana, sono piuttosto d’accordo con te quando dici che essere gay o lesbica non significa accettare tutto ciò che di gay o di lesbico viene fatto.

    Ma dall’ “altra” parte il problema è diametralmente inverso: lì si critica tutto ciò che è gay, a prescindere da ciò che è ma per il fatto che è gay.

    Quindi qui non si tratta di difendere a spada tratta madonne che piangono sperma o strade inaugurate da Arcigay per la propria personale gloria, bensì di combattere un atteggiamento che vede ogni nostra manifestazione, giusta o sbagliata che sia, come sbagliata in quanto gay.

    In altre parole: se mi si dice “la mostra della Ohlson non mi piace perché non mi sembra bella” è una critica legittima, ma se qualcuno se ne vien fuori con un “non mi piace perché mette assieme e Gesù i froci” allora quella è omofobia.

  • FireMan // 9 Settembre 2007 a 2:19 pm | Replica

    ma che c’entra la madonna (qualsiasi cosa pianga) e kilombo con la GS? mi sa che hai azzardato un po troppo accostando ragionamenti che nulla hanno a che vedere: da una parte l’idea e l’ideologia, dall’altra l’opportunismo politico… guarda che – sebbene d’accordo con te sui due eventi su citati – comportarsi bene e non andare a “sfruculiare” non ci mette in buona luce e non ci aiuta ad avere ciò che ci spetta…
    e penso che anche dario sia stato abbastanza chiaro su questo punto…

  • Antonio Vergara // 9 Settembre 2007 a 3:44 pm | Replica

    il fatto che veltroni insista però è un fatto positivo.

  • Vincenzo Rao // 9 Settembre 2007 a 4:08 pm | Replica

    Cara Cristiana,
    sottoscrivo il tuo post in toto, perchè mette il dito sulla piaga.
    La gay street, intesa come evento politico del movimento o di una sua parte, è una delle cose più stupide, forse controproducenti, che un’organizzazione politica, di movimento o istituzionale, possa sponsorizzare. In questa calda estate post Roma Pride, si era pensato, addirittura, di mettere bandierine glbtq su tratti di spiaggia. Come tu stessa fai notare, la gay street romana è un bluff tutto italiano. In altre parti del mondo, tu citi soho ad esempio, non esiste certo una strada che porta il nome “gay street”, a soho la strada si chiama old compton street, e perchè quella zona fosse popolata da tanti frequentatori glbtq, non sono scesi in piazza partiti ed associazioni e, tanto meno, non vi è stata una ufficializzazione in tal senso da parte del comune di Londra. Ci mancherebbe, infatti. Ciò che rende gay una street sono, semplicemente, come in tutte le parti del mondo, il fiorire di attività commerciali gestite da glbtq e/o rivolte ad una utenza lgbtq. Purtroppo, in Italia, abbiamo un movimento che, nella sua parte più nota e visibile, ha creduto normale fare politica attraverso la sponsorizzazione, con il proprio marchio politico, di attività commerciali, sponsorizzazione che non è un semplice “patrocinio”, ma è essenza del suo essere associazione politica. Quale associazione politica lgbtq nel resto del mondo tessera i suoi soci in una sauna, in una discoteca, in un cruising bar senza che l’iscritto abbia una copia dello statuto dell’associazione e nel prendere una tessera lo sottoscriva? Quale associazione politica lgbtq al mondo accoglie soci a tutti gli effetti, con diritto di voto, senza avere idea di quale sia l’orientamento politico dei propri tesserati in merito alle battaglie che essa porta avanti?
    Quale associazione politica lgbtq al mondo concede affiliazioni ad attività commerciali che si caratterizzano non per i contenuti politici e culturali che quella attività promuove ma perchè, al suo interno, vi sono dark room, cabine relax e labirinti? Fatta qualche eccezione, giustamente, questi luoghi non producono cultura, consapevolezza politica, visibilità di cittadinanza, perchè la loro natura è ben altra. La loro natura è quella di far divertire le persone per quello che offrono, e l’unica regola è quella di rispettare le regole della fruizione dei servizi di quel dato locale, non certo di condividere percorsi di lotta e di rivendicazioni politiche.
    L’autofinanziamento è fondamentale per la vita di una associazione, perchè il denaro non è mai vile se utilizzato per nobili cause, ma l’autofinanziamento lo si gestisce in prima persona e lo si caratterizza già a monte per i suoi scopi. Non è certo il trovare una rivista periodica abbandonata in un angolo che caratterizza politicamente un posto, semplicemente perchè chi sceglie di andare in quel posto lo fa per ben altri motivi che per leggere un trimestrale. Anche una discoteca può veicolare dei messaggi politici, ma appunto lo può fare, ci deve mettere dentro un contenuto. Ma chi gestisce un’attività commerciale, prima di mettere questi contenuti, giustamente, deve pensare a pagare strutture, fornitori e portare a casa qualche soldo per campare, dopo viene il resto. E chi gestisce una discoteca o una sauna sa che i suoi utenti entrano nel proprio locale per ascoltare buona musica, bere buoni cocktail, avere un posto pulito dove conoscere qualcuno e, magari, farci del buon sesso. Che sia di destra o di sinistra, che voti lega o prc, che sia favorevole o contrario al matrimonio gay o alle adozioni, che sia visibile o invisibile, non fa alcuna differenza. Un ecumenismo sano per chi vuol vuole gestire un’attività commerciale ma assolutamente insano per chi vuole fare politica.
    Un’associazione politica che ha queste modalità di tesseramento fatta, quindi, essenzialmente, di utenti e non di soci, paradossalmente, può rappresentare i gusti musicali dei frequentatori di una disco, i loro look, i cocktail maggiormente in voga, il luogo dove meglio gradiscono far sesso, e molto meno, direi quasi per nulla, le istanze, le aspirazioni, le idee di tutta questa gente.
    La gay street romana è in piena sintonia con questo modo di intendere la politica di movimento, di chi conta 200.000 tesserati politici non per scelta ma per divertimento, a volte per necessità. La gay street romana è l’ennesimo esempio del voler mettere un marchio politico sopra qualcosa che è ben altro e che dovrebbe essere valorizzata per quello che è e non per quello che per sua natura non può e non deve essere.
    Purtroppo, far notare queste cose, far notare certi evidenti e dannosi conflitti di interessi (Berlusca è stato solo uno dei tanti, il più grande esempio), viene letto come la solita aggressione ad una associazione sempre presa di mira per invidia. Purtroppo, chi si sente preso di mira dall’invidia altrui, non ha il coraggio di ammettere che la politica per i diritti civili non si fa mettendo un marchio in una discoteca, in una sauna o in un pezzo di strada, e chi ha deciso di essere il sindacato dei gay, quindi di contrattare diritti invece di affermarli, di fatto ha completamente smarrito il senso del proprio essere politico, per il semplice fatto di essere una associazione di utenti e non di cittadini lgbtq.
    E’ più probabile, oggi, vedere scendere in piazza a protestare 200.000 omosessuali perchè per un mese gli chiudiamo i loro locali di divertimento, piuttosto che vedere quelle stesse persone incazzarsi e protestare per un loro diritto di cittadinanza negato.
    Cristiana, l’arretramento del nostro Paese nel campo dei diritti civili non è responsabilità solamente della nostra classe politica, ma di quel movimento che ha prodotto o è stato dietro ad un certo modo di fare politica. Perchè una tessera politica non deve mai dare accesso a dei servizi ma deve produrre politica, pensiero, cultura, consapevolezza, visibilità per dare accesso alla fruizione dei diritti di cittadinanza.
    Ma il capo di accusa non pende solo su Arcigay ma anche su tutti coloro, tutti noi, che, non essendo Arcigay, non siamo stati capaci di costruire quello che solo Arcigay ha saputo creare in Italia: un’associazione nazionale che sapesse produrre metodi politici alternativi. E questo perchè, in fondo in fondo, ai metodi di Arcigay ci sono andati dietro in tanti, perchè, in fondo in fondo, i metodi di Arcigay, in piccolo, sono stati riprodotti da tanti altri.
    E’ per questo, per interessi poco chiari e poco nobili, che vedo ancora molte ombre e poche luci nel movimento lgbtq di casa nostra. La tanto sbandierata unità di movimento, sarò pessimista, mi appare un bluff tanto quanto la gay street. Ma una speranza c’è, ed è quella di un movimento di cittadini lgbtq, che fuori da certe logiche spartitorie e di protagonismo fine a se stesso, prenda coscienza di se e non si lasci più rappresentare da chi non può e non sa rappresentarli. La rete oggi aggrega molto più su idee e pensieri di quanto altri canali istituzionali sanno e vogliono fare, ed anche un sito come questo, un aggregatore di blog, può creare un nuovo movimento lgbtq ed un nuovo modo di lottare e di conquistare diritti negati. Forse non c’è da scavalcare solamente la nostra classe politica ma, purtroppo, anche certe logiche del nostro movimento, di cui tutti noi, come associazioni singole, siamo responsabili.
    Baci.

  • cristiana alicata // 9 Settembre 2007 a 7:39 pm | Replica

    @vincenzo: grazie come sempre della tua lucidità
    @elfo: lo so, per loro qualsiasi cosa gay è da attaccare, ma non compiamo lo stesso errore.
    @fabio: la GS c’entra con la sinistra e con l’omofobia perchè su kilombo, aggregatore di sinistra si sta cacciando un blogger tacciandolo di omofobia per un post sulla gay street….forse non sei stato attento a leggere il post e i suoi riferimenti?

  • cristiana alicata // 9 Settembre 2007 a 8:49 pm | Replica

    @ANTONIO VERGARA: Antonio, Veltroni insiste su cosa? Non ho capito…

  • FireMan // 10 Settembre 2007 a 10:05 am | Replica

    no, ho letto il post ed ho etto anche quanto scritto da elfo, e ribadisco: che c’entra la GS con Kilombo?

  • cristiana alicata // 10 Settembre 2007 a 10:21 am | Replica

    Fabio ti ho risposto…comunque: Valerio Pieroni ha espresso un giudizio sulla Gay Street su Kilombo e su Kilombo discutono se cacciarlo per omofobia manifestata in quel post. Spero sia esaustivo.

  • Valerio // 10 Settembre 2007 a 2:11 pm | Replica

    Ringrazio Vincenzo Rao per l’ottimo post che ha scritto e che ricalca in toto anche il mio pensiero sull’azione politica dell’arcigay.

    Respingendo invece l’accusa di omofobia al mittente, sono d’accordo con quanto hai scritto nell’ultimo periodo. Ma vorrei precisare che la frase “l’unica discriminazione che esiste è quella loro verso gli altri”, così come d’altronde tutto il post, ha come diretto destinatario l’associazione dell’arcigay. Se avessi saputo il risalto mediatico che avrebbe avuto questo mio post di un mese fa, sarei stato molto più chiaro ed esaustivo nel mio pensiero e non mi sarei limitato a quelle 4 battute.

    Fortuna che ci stanno tutt’ora i commenti che ho lasciato su quel post (che vi invito a leggere), che dimostrano chiaramente che non è stata omofobia la mia.

    Detto questo, anche questo continuo voler rivendicare “l’esistenza” da parte dell’associazione è un modo sbagliato di forzare il giudizio della gente e più l’arcigay tende a distinguersi per un solo aspetto, più farà valutate anche i gay solo per quello.

    Questa discorso che ho fatto naturalmente vale per qualsiasi gruppo sociale esistente, non solo per i gay.

  • Valerio // 10 Settembre 2007 a 2:13 pm | Replica

    PS: scusatemi per gli errori di battitura e per le ripetizioni, ma ho postato senza rileggere.

  • cristiana alicata // 10 Settembre 2007 a 2:36 pm | Replica

    Caro Valerio, però io alcuni tuoi post li ho letti e mi hanno lasciato un pò basita. Immagino che se tu sei qui a parlare con noi che, sebbene in piccolo, siamo esponenti della comunità GLBTQ (Vincenzo fa parte di un’associazione, io scrivo libri e sono tra i fondatori di http://www.gaytoday.it) , tu sia un “pochino” più aperto di quello sembra.
    Se sei a Roma mi piacerebbe incontrarti e bermi una birra con te…perchè sono davvero convinta che le relazioni umane siano capaci di risolvere molti pregiudizi.
    Ti chiedo però una cosa: non esiste una lobby gay in Italia. Purtroppo. Altrimenti avremmo una legge e la maggior parte di noi potrebbe vivere tranquillamente la propria omosessualità come un fattore secondario della vita. Ti assicuro che conosco persone che sul lavoro non possono dirlo (che non è ostentarlo, è come quando tu dici: ieri io e la mia ragazza abbiamo fatto una passeggiata, ecc). Ti prego di essere consapevole di questo.
    Molti adolescenti in Italia hannpo seri problemi di integrazione (adolescenti che magari ancora non sanno nemmeno di esserlo gay!). Se davvero vuoi dimostrare la tua NON omofobia, aiutaci ad intervenire su questi aspetti del vivere la propria omosessualità. Molti omosessuali invisibili sono oggetto di quotidiane violenze da parte della famiglia, dell’ambiente di lavoro e persino da parte di se stessi.
    Mi piacerebbe che intervenissi su questi argomenti per dimostrare la tua non omofobia… poi sulla gay street sono d’accordo con te.

  • Fabio // 10 Settembre 2007 a 3:50 pm | Replica

    Non leggo Pieroni da molto, non condivido una riga di ciò che scrive in merito all’omosessualità – anzi sono fortemente contrario a ciò che scrive – e trovo molte sue posizioni sostanzialmente strumentali all’affermazione del Binetti-pensiero, comprese quelle apparentemente morbide. Detto questo, trovo veramente gretta l’intenzione di espellerlo dall’aggregatore. Una grettezza che la sinistra – purtroppo molto spesso geneticamente illiberale – pratica volentieri e generosamente.

  • Valerio // 10 Settembre 2007 a 9:09 pm | Replica

    Secondo me per combattere questo razzismo, la strada che ha intrapreso (da tempo) l’arcigay non aiuta.

    Ma non lo dico solo io: ho letto su molti forum il disagio che vivono molte persone omosessuali nel venire rappresentate da manifestazioni come il gay pride. Sono sicuro che pure a te è capitato di leggerli.

    Ormai, per colpa di queste manifestazioni, si sta creando fra la gente lo stereotipo del gay=gaypride, ossia di gente che fa o pensa solo al sesso. Questo non è un bene. I gay sono anche altro. Sopratutto altro.

    Se davvero i gay vogliono sentirsi accettati devono intraprendere solo una strada: il dialogo e il saper quindi arretrare da certe posizioni troppo estreme, comprendendo le ragioni dell’altra parte e senza giungere a metodi di lotta offensivi (vedi madonna che piange sperma) che come unico risultato vi hanno sempre di più allontanato dal traguado.

  • Valerio // 10 Settembre 2007 a 9:15 pm | Replica

    L’Italia non è la Spagna. Qui in Italia bisognerà fare una politica dei piccoli passi.

    Infatti non capisco perchè non fu colta al volo 2 anni fa l’apertura di Ruini quando disse che era opportuno regolare le coppie di fatto “secondo il diritto comune”. Te lo ricordi?

    Forse per voi non era niente, ma era una buona base di partenza per poter iniziare a dialogare riguardo l’approvazione di una legge al riguardo.

    Invece cosa è successo? è successo che l’arcigay gli ha dichiarato guerra con toni da crociata (mettendosi quindi sullo stesso piano di certi cattolici integralisti) e il risultato è stato che non è cambiato niente in tutto questo tempo e che Ruini si è rimangiato quella piccola apertura che aveva manifestato.

    E per di più ha prodotto un grave isolamento dei moderati nei rispettivi movimenti.

  • cristiana alicata // 10 Settembre 2007 a 10:49 pm | Replica

    Valerio, vorrei che tu venissi con me al gay pride nel 2008, a Bologna. Per dimostrarti che purtroppo quello che vedi in TV non è il vero Gay pride. Il gay Pride ha una storia antica, una storia, di orgoglio, di appartenenza…è come se ti dicessi: perchè Ratzinger si veste con quelle tonache colorate e con il cappello di ermellino? Perchè ci sono delle tradizioni mi risponderesti…
    Quanto all’estremismo: hai ragione sulla politica dei piccoli passi in ottica cinica e perchè siamo in Italia. Ma se è estremista fare una mostra offensiva del credo religioso, non è estremista volere il matrimonio civile. E’ solo giusto perchè tra e la mia compagna non passa alcuna differenza che tra te e tua moglie.
    Se vuoi affrontiamo anche il tema della genitorialità…ma ripeto…sarebbe meglio davanti ad una birra.
    Ti rinnovo l’invito al Gay pride e presto ti manderò delle foto, così vedi come ti sbagli, soprattutto su quello del 2007.

  • cristiana alicata // 10 Settembre 2007 a 10:53 pm | Replica

    per esempio guarda questo post: http://wordwrite.wordpress.com/2007/06/20/quello-che-le-tv-non-hanno-fatto-vedere-del-pride-e-le-bandiere-che-non-cerano/

  • Valerio // 11 Settembre 2007 a 12:10 pm | Replica

    Cristiana, ho pubblicato sul mio blog il commento di Vincenzo Rao, perchè secondo me presenta degli aspetti molto interessanti riguardo il movimento dell’arcigay che finora sono rimasti sempre inosservati.

    Come dice bene Vincenzo, la rete – ed in particolare un aggregatore di blog come Kilombo – può servire molto per creare una nuova opinione pubblica ed un nuovo modo di lottare e di conquistare diritti negati.

  • ElfoBruno // 11 Settembre 2007 a 6:37 pm | Replica

    Cristiana, io penso che alla base dell’omofobia palese di Pieroni ci sia una profonda ignoranza sul mondo GLBT. Anche in questi commenti non ragiona per analisi della realtà ma per stereotipi. E gli stereotipi stanno alla base dei pregiudizi.

    La ricetta Pieroni prevede che per essere accettati si debba:

    - non essere visibili
    - assecondare le richieste della chiesa
    - accontentarsi di quello che passa il parlamento secondo una logica dilatoria

    e tutto questo va in netta opposizione rispetto a quello che rivendica il movimento GLBT – ricordi il motto “Diritti ora”? – di cui, nel tuo piccolo, anche tu fai parte.

    Ammiro la tua voglia di dialogo, ma come si fa a parlare e discutere con gente che fra te e il resto del mondo vede il tuo essere “oggettivamente disordinata” prima di ogni altra cosa?

    E visto che a te t’ascolta senza insultarti – per il momento – gli spieghi che io non faccio parte di Arcigay come lui sostiene?
    Sai, certa gente funziona con criteri binari, o bianco o nero…

    :D

  • Nino // 12 Settembre 2007 a 6:09 pm | Replica

    @Valerio:

    “Ma non lo dico solo io: ho letto su molti forum il disagio che vivono molte persone omosessuali nel venire rappresentate da manifestazioni come il gay pride. Sono sicuro che pure a te è capitato di leggerli.”

    esitono altre manifestazioni che rappresentano il mond GLBTQ ? E poi tu parli dei 5 secondi di Pride fatti vedere al TG per colpire la gente. Il Pride è altro.

    “si sta creando fra la gente lo stereotipo del gay=gaypride, ossia di gente che fa o pensa solo al sesso.”

    Ma stai scherzando, vero ? Vuoi vedere le foto delle famiglie festanti e dei giovani mano nella mano che partecipano al Pride ?

    “Se davvero i gay vogliono sentirsi accettati devono intraprendere solo una strada: il dialogo e il saper quindi arretrare da certe posizioni troppo estreme, comprendendo le ragioni dell’altra parte e senza giungere a metodi di lotta offensivi ”

    Quello che è stato fatto fin’ora con risultati nulli. Non capisco perchè dialogo vuol dire che la comunità GLBTQ deve arretrare e gli altri no.

    “L’Italia non è la Spagna.”

    Posso aggiungere purtroppo ?

    “Qui in Italia bisognerà fare una politica dei piccoli passi.”

    La politica dei piccoli passi, che è quella portata avanti anche da Arcigay fino a poco tempo fa ha portato a … niente.

    “Infatti non capisco perchè non fu colta al volo 2 anni fa l’apertura di Ruini quando disse che era opportuno regolare le coppie di fatto “secondo il diritto comune”. Te lo ricordi?”

    Non esistono coppie di serie A e di serie B, e non capisco la intromissione di un rappresentante di uno stato estero (il vaticano) nelle cose italiane. Alla faccia della laicità dello stato

    “Forse per voi non era niente”

    Esatto, era niente, e mi meraviglio che voi non ve ne rendiate conto,

    “ma era una buona base di partenza ”

    Opinione opinabile

    “per poter iniziare a dialogare riguardo l’approvazione di una legge al riguardo.”

    “Ruini si è rimangiato quella piccola apertura che aveva manifestato.”

    Ma Ruini (rappresentante del Vaticano, ribadisco) che c’entra con lo Stato Italiano ?

  • Nino // 12 Settembre 2007 a 6:12 pm | Replica

    Era saltato questo commento:

    “per poter iniziare a dialogare riguardo l’approvazione di una legge al riguardo.”

    Dialogo che per voi vuol dire o si fa così o niente, ma si sa , il dialogo non fa parte della cultura cattolica, non dei suoi vertici, almeno

    Assolutamente OT …Pare che Pegah sia libera, almeno una bella notizia

  • La Tela di penelope // 18 Settembre 2007 a 5:19 pm | Replica

    E’ un pò di tempo che mi faccio domande sui percorsi politici e di rivendicazione del movimento glbtq italiano. Da quando cioè lessi un interessante erticolo, apparso credo sul manifesto, nel quale un vecchio compagno comunista veniva coinvolto da amici omo a seguire per un pò i loro posti di ritrovo. Le considerazioni del compagno, lungi dall’essere anti, erano però un pò perplesse su alcuni fatti: egli non riusciva a spiegarsi perchè i suoi amici gay sentissero il desiderio di riunirsi esclusivamente in posti riservati ai gay, perchè le loro rivendicazioni assumessero delle forme per lui incomprensibili, ecc.. insomma, le sue domande sono anche le mie e per questo ringrazio Vincenzo Rao per avermi dato degli input molto importanti.
    Un saluto!

  • cristiana alicata // 18 Settembre 2007 a 5:29 pm | Replica

    In realtà, cara Tela di Penelope, una storia c’è. Il Gay Pride è come lo vediamo oggi perchè nel alla fine degli anni sessanta un manipolo di trans si ribellò alle violenza della polizia a tacchettate a spillo. Fu la prima rivolta. Da quel giorno ogni anni l’orgoglio gay è la manifestazione di una libertà, quella sessuale. Diciamo che purtroppo siamo rimasti legati a forme di manifestazione che negli anni sessanta/settanta erano di tutti, etero ed omo. Noi non ci siamo evoluti perchè nemmeno i diritti si sono evoluti.

    Quanto all’autoghettizzazione, io invito sempre a fare questa prova. Chiudete gli occhi, dico a voi, eterosessuali. Ora apriteli, siete in un ristorante pieno di coppie gay e lesbiche. A volte qualcuno fa una battuta anche bonaria sugli etero. Vi guardano strano per il vostro atteggiamento, per come accavallate le gambe. Per come accompagnate la sigaretta alla bocca. Non state facendo nulla di male. Sei solo seduto, a modo tuo, a fumarti una sigaretta.

    Non sentite il bisogno di andare in un posto dove ci siano persone simili a voi? Almeno qualche ora?

    Ci sarà un tempo in cui l’orientamento sessuale non farà più la differenza. Ci sarà un giorno in cui sarà un particolare totalmente indifferente dela nostra esistenza.

    Ma oggi è dolore e sofferenza. Emarginazione, spesso. Per questo a volte, alcuni spesso, pochi sempre, abbiamo bisogno di circondarci di persone simili a noi.

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