NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “ottobre, 2007”

Mario Alicata e i nomi delle sezioni del PD

Riporto qui la mia risposta a Kkarl che ieri mi ha visto pensierosa davanti alla foto del mio prozio Mario Alicata nella sezione a lui intitolata, alla quale alcuni ragazzi di Generazione U e non solo, vorrebbero cambiare nome come simbolo della novità. Cari tutti, grazie per il vostro affetto e grazie a te Karl per la tua sensibilità che sempre di più mi colpisce in decine di situazioni. Mario Alicata è morto di ictus dopo avere pronunciato un acceso e appassionato discorso contro l’abusivismo edilizio nella valle di Agrigento. Mario Alicata era impegnato nella denuncia della trascuratezza di parametri ambientali che avevano, per esempio portato, all’alluvione di Firenze. Temi molto attuali.

Mario Alicata è stato in carcere perchè, anche se alcuna propoganda lo dice iscritto al GUF fino all’ultimo momento (fu un periodo giovanile quello caratterizzato dal dibattito Croce-Gentile), faceva la resistenza. Restò in carcere 8 mesi, era il 1943.

Insieme alle sorelle Zina e Maria Felice, una faceva la staffetta sui ponti di Roma he i tedeschi minacciavano di fare saltare e l’altra strisciava nelle fogne di Bologna.Mario Alicata è stato il primo direttore dell’Unità così come la conosciamo.Mario Alicata era un intellettuale, un critico letterario, che rinunciò alla carriera universitaria (spinto da Natalino Sapegno) perché credeva nell’impegno degli intellettuali in politica in un momento in cui il paese andava ricostruito e rappacificato. Questo fu il suo motore politico ed insieme la sua grande colpa: fu molto duro con tutti gli intellettuali italiani che non si allineavano al partito, in un tempo in cui il bene del partito coincideva con il bene del Paese. In quegli anni (succede ancora adesso in forma minore) i deputati del PCI versavano quasi tutto il loro stipendio al partito. La sorella di Mario Alicata, addirittura, non voleva la pensione, perché considerava il suo, un “servizio”, non un lavoro.

I tempi sono cambiati. E’ vero, ci ho riflettuto, che alcune cose vanno cambiate. E’ vero, però, che certi uomini che hanno fatto la storia del paese, non del partito, spesso sono stati dimenticati, cancellati. Persino il partito ha rimosso certe personalità.

Mi piace l’idea della sezione dedicata a Pasolini.

Mi piace l’idea che si conservi qualcosa di Mario Alicata almeno il suo senso delle istituzioni. Almeno la sua passione politica, l’amore per il suo Paese.

Neonato gay. E allora?

Toscana. Festival della Creatività. Una campagna contro l’omofobia, già pagata dallo stato del Quebec (Canada). Un assessore coraggioso, Agostino Fragai. 

Non capisco. Qual’è il problema? I neonati vengono sfruttati (davvero…economicamente) per pubblicizzare i pannolini o promuovere la bontà natalizia. Cosa c’è di male a dire che l’omosessualità non è una scelta (dipenda dal DNA o dall’ambiente o da entrambe le cose), ti succede, può succedere a tuo fratello (sì, dico a te che leggi), a tuo figlio, a tuo padre.

C’è qualcosa che mi sfugge, sempre (in realtà no, ma voglio provocarvi): le piume no, la nudità no. La famiglia nemmeno. Un neonato nemmeno. Cosa dobbiamo fare? Siamo pervertiti, ma non possiamo mettere su famiglia. Oh. Forse dobbiamo chiuderci in una camera a gas? Bertone dice: non occorre arrivare a questo punto. A no?

Vogliamo raccontarlo a Matteo, il ragazzo di Torino che si è ucciso quest’anno? O al giovane cacciato da scuola, a Gela, perchè la sua effeminatezza, disturbava le lezioni?

Quale aberrazione mentale vi fa negare la nostra esistenza? La nostra voglia di vivere. La nostra gioia. La nostra voglia solo di amare, qualcosa che non vi tocca, non vi sfiora. Invece le botte a Matteo erano fisiche. L’asfalto, contro il suo cranio triste, che ha accolto la poltiglia della sua vita disperata, era duro. Toccava.

Basta. Non toccateci più.

del comunismo e del carbone ovvero della cattiva informazione.

Due fatti:

1) Gianni Naggi, responsabile energia di PRC  (non un passante qualsiasi!) conteggia come morte “da carbone” la tragica morte del operaio Michele nel cantiere di Civitavecchia dove si sta ristrutturando la centrale ad olio, molto inquinante, con una a carbone che inquinerà di meno. Gli risponde il sottosegretario del ministero per lo sviluppo e l’economia Stefano Di Traglia, della sua stessa coalizione, accusandolo giustamente di bieca demagogia. Michele è morto per un tubo innocenti, componente di una tensostruttura che poteva essere utilizzata anche per costruire un complesso abitativo ecologico o una centrale idroelettrica o un impianto solare.

2) Il TG2 manda in onda un servizio penoso e falso sulla Rivoluzione di Ottobre, mischiando Lenin con Stalin e accomunando nazismo e comunismo. Addirittura sostenendo che il comunismo sarebbe la causa della nascita del fascismo! Un errore di analisi storica macroscopico. Il comunismo è una scienza, per alcuni una filosofia, teorizzato da tale Marx, tedesco. Molto, molto europeo. Il comunismo NOn è stato applicato da chi lo ha teorizzato. Il nazismo sì. Marx non ha scritto di eliminare gli ebrei nei pogrom. Hitler sì. Marx parlava, nel XIX secolo, di libertà. Hitler, Mussolini, Franco, no. Se il servizio invece di parlare di comunismo, avesse parlato di dittatura in URSS sarebbe stato molto, molto diverso. In questo sì, URSS di Stalin e Germania nazista di Hitler avevano cose in comune. Comunista è stato anche chi ha combattuto contro il nazismo. L’URSS di Stalin ha contribuito a liberarci dal nazifascismo, questa è storia, non si può negare. E’ come chi è antiamericano per quello che gli USA hanno combinato in sudamerica, ma si dimentica che gli USA hanno liberato da ovest l’Europa dagli stessi di cui sopra. Forse Putin (il peggiore frutto della peggiore feccia sovietica) è meglio di Gorbaciov (ultimo leader comunista dell’URSS)?  Il nazismo ha teorizzato l’olocausto. L’URSS ha eliminato molti ebrei, ma non era scritto in nessun trattato comunista. E’ come dire che il cristianesimo è criminale perchè in sudamerica i vescovi tacevano mentre la gente volava giù dagli aerei con il benestare degli USA e Allende sottoterra. E la Cina comunista? Come mai non la boicottiamo o non la bombardiamo e tutti sono così felici di fare affari in Cina? Perchè una oligarghia capitalista che fa comodo a tutti, travestita da impero comunista?

Ipocriti. Giornalisti. Politici. Oggi ho una deriva populista? No. Solo voglia di verità e saggezza.

La Carta Blu e l’Italia extracomunitaria

Leggo qui  che l’Europa si appresta a varare una Carta Blu che possa consentire agli extracomunitari di talento di essere chiamati da aziende o enti di ricerca.

Ho sorriso di compassione per il nostro Paese. Ho l’agenda del telefono piena di italiani di talento, amici, ingegneri, fisici, perfino storici dell’arte rinascimentali e traduttori dal greco antico, che servono la Spagna (centri di ricerca e università) , la Francia (centri di ricerca e multinazionali), l’UK (aziende, università), gli USA (Columbia), la Svizzera (CERN, università varie, Alstom), il Canada (vero anellidifumo?).

Con quale faccia i nostri politici italiani (ai quali non conferisco in questo caso alcuna connotazione di parte) andranno a votare questo provvedimento? Anzi: rischia persino di essere deleterio per gli italiani, visto che sono gli unici europei di alto livello a NON potere lavorare nel proprio paese.

Cari extracomunitari, comunque mi dispiace per voi: in Italia nessuno vi chiamerà. Non chiamano nemmeno noi.

“Proteggimi di meno, includimi di più”

Posto l’invito ad un convegno organizzato dai Radicali. Mi piace che se ne parli in modo trasversale, mi piace il proteggimi di meno se inteso come privilegio e la maggiore inclusione se inteso come diritto al lavoro. Certo i radicali sono piccoli e deboli però riescono ad essere spesso, molto aperti. Che cosa ne pensate? 

Più welfare e più inclusione nel mercato del lavoro per le donne

Venerdì 26 ottobre dalle ore 11.00 alle 13.30 Sala del Cenacolo Camera dei Deputati, Vicolo Valdina 3/A, Roma

 Introducono: Rita Bernardini, segretaria Radicali Italiani Valeria Manieri, Gruppo Welfare to Work e Radicali Italiani Interventi: Emma Bonino, Ministro per le Politiche comunitarie e il Commercio internazionale Cinzia Dato, Rosa nel Pugno Maria Teresa Armosino, Forza Italia Maria Leddi Maiola, L’Ulivo Margherita Boniver, Forza Italia Donatella Poretti, Rosa nel Pugno Fiorella Kostoris, economista Natale Forlani, Amministratore Delegato Italia Lavoro Giulia Bongiorno, Alleanza Nazionale Benedetto Della Vedova, Riformatori Liberali Marco Pannella, eurodeputato radicale Natale D’Amico, L’Ulivo Alessandra Servidori, imprenditrice, rappresentante regionale Fondazione Marisa Bellisario Modera il dibattito: Angela Padrone, giornalista Il Messaggero

Qualcuno mi spiega a cosa serve la manifestazione del 20 ottobre?

1) a fare vedere se esiste una Cosa Rossa e quanto e’ grande?

2) a fare cadere il governo?

3) a fare una gita a Roma?

4) Un minestrone?

Non sono al governo quelli che manifestano? Lo sanno di avere un enorme potere di ricatto politico? Perche’ non lo usano?  Perche’ mischiare tutto e il contrario di tutto per fare venire piu’ gente possibile?

La Scuola e i no senza senso

In quarta ginnasio, una mattina, trovai tutta la scuola fuori dal portone. La scuola era iniziata da poche settimane. Mi avvicinai a quello che conoscevo come il capetto della scuola, chiedendogli che diavolo fosse accaduto. Mi disse: “niente, ma oggi non si entra”. All’epoca non lo sapevo, ma negli anni successivi lui sarebbe stato il capo dei fascisti e io dei, ehm…comunisti, a quei tempi era cosi’ e nella nostra scuola per fortuna, ci risparmiammo i ciellini.

Io ero piccola. Lui grande. Lui alto due metri, io avevo gia’ raggiunto il mio metro settanta. Immaginatevi la diagonale di forza.

Entrai. Seguita da due persone. Tra i fischi di tutta la scuola e le minacce dei ragazzi con il bomber e lo scudetto dell’Italia.

Dopo 3 anni ero rappresentante di istituto, di questo piccolo liceo sul mare, sezione distaccata del liceo scientifico di Anzio. Niente palestra. Riscaldamento capriccioso e un governo di centro sinistra prima (Berlinguer) e di centro destra (D’Onofrio) che dava i soldi alle scuole private.

Una mattina, incazzati neri per il gelo delle classi e l’indifferenza della sede centrale, andammo a piedi fino ad Anzio ed entrammo nel liceo scientifico, sdraiandoci tutti per terra…in un metodo Gandhiano che passo’ alla storia. Il preside che si era rifiutato di venire quella mattina perche’ impegnato mi ritrovo’ davanti alla sua porta con 300 persone sdraiate che ridevano come pazze, per non parlare degli studenti dello scientifico che uscivano dalle classi e si mischiavano alla nostra protesta.

Inaugurammo, mentre tutta Italia occupava, un’autogestione che non fosse nonfareuncazzodallamattinaallasera. La mattina lezioni a porte aperte, niente carte, niente corsi di yogaacrobatico o di pattini a rotelle. Per quelle c’era la notte e il pomeriggio. Ci tirarono una molotov una notte (ricordo quanto era duro dormire sui banchi, una volta ci ho dormito per 10 giorni di seguito). Persino il ministro ci chiese il giorno dopo se eravamo sani e salvi: riuscimmo ad organizzare un’assemblea con alcuni notabili, Oliviero Beha mi intervisto’ con la sua aria saccente. Sgarbi al telefono provava a fare il piacione con ML.

Un giorno occupammo tutto, niente autogestione la mattina. Ricordo il cancello chiuso, i prof fuori dalla scuola, dall’altra parte della strada che non volevano entrare perche’ sarebbero passati come pubblici ufficiali che collaborano nell’interrompere il pubblico servizio. La digos venne a prendermi nel pomeriggio. Avevo firmato tutte le carte. Mentre salivo dal questore chiesi: “ora mi prendete le impronte?” Pensavo alla faccia di mio nonno. Quello mi fece un sorriso e il questore mi tratto’ come se fosse dispiaciuto che avessi ragione. Altro che 1968. Questa polizia aveva imparato ad uccidere lo scontro non i manifestanti, e poi io non ce l’avevo mica con il questore (la cui figlia, tra parentesi, faceva l’occupazione con noi se non ricordo male).

Insomma: protestavamo per non dare i soldi alle scuole private, per avere una palstra e del riscaldamento. Eravamo incazzati e lo sono ancora adesso al pensiero dello stato in cui versano alcune scuole pubbliche e al lusso che c’e’ nelle scuole private, tra marmi e palestre.

Ma oggi protestano per non fare gli esami di riparazione quando noi protestammo per non farli togliere.

Sono passata dall’altra parte che contesto la protesta giovanile? O la sinistra giovanile, colletivi vari e chi per loro, cavalcano l’ignoranza per fare proseliti?

Poche cose buone sta facendo questo governo, ma queste sono buone e protestare e’ davvero stupido. A volte andare contro l’ignoranza dilagante, entrare a scuola da soli quando la massa e’ fuori senza un perche’, rende piu’ merito e si ricorda.

O forse sto solo invecchiando.

intanto beccatevi questa

Da repubblica.it di Claudia Fusani  <<E’ l’elemento più certo perché stabilito dal regolamento: metà dei delegati della Costituente sono donne. Da questa metà del cielo dovrebbero arrivare i volti più nuovi, quelli che proprio non c’entrano con la politica. Simbolo di questa rivoluzione rosa è la non elezione della senatrice teodem Paola Binetti, nemica assoluta di ogni tentativo di riforma laica, dal testamento biologico ai Dico. La Binetti potrebbe essere ripescata col sistema dei seggi-premio. Ma è significativo che il popolo delle primarie del Pd non l’abbia votata domenica non riconoscendola, quindi, come una propria rappresentante. In Umbria entra nell’assemblea nazionale Maria Prodi, sorella del prmier, in lista con Rosy Bindi. >>

Nella mia valigia da oggi.

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1) NON ACCETTARE ALLEANZE CON IL CENTRO DESTRA (a partire dall’UDC e passando per la Lega)

2) obiettivo GLBT: matrimonio (ogni passo in quella direzione e’ cosa buona e giusta, MA NON SARA’ MAI ABBASTANZA). Ma prima dei diritti della coppia, guerra all’omofobia in tutte le sue forme (vorrei corsi obbligatori per tutti i docenti sulla diversity), testimoniare l’omosessualita’ in modo trasparente: nulla da nascondere, ma nemmeno da ostentare. La forza di quanto ci spetta di diritto. I fratelli e sorelle piu’ fragili: gli adolescenti fragili allo scherno, gli anziani soli e scoperti, i/le trans senza lavoro.

3) fare rinascere le sezioni (o come si chiameranno) come luogo di PARTECIPAZIONE. Penso ai luoghi che ho visitato prima di partire per NYC, ad una discussione interminabile fino alle due di notte in un circolo Arci, pieno di giovani che non ci credevano  probabilmente ancora non ci credono, abbandonati. Ridare senso all’ uscire di casa la sera per discutere di scelte sul territorio.

4) la SCUOLA dove ho insegnato, le migliaia di altre, con i laboratori di amianto inutilizzabili, le porte sfondate, gli avanzi di docenza reietti dai licei del centro di Roma. Una prof di italiano sotto psicofarmaci che insegna alla classe piu’ difficile del mondo. Aiutiamo lei e non abbandoniamo loro.

5) i CERVELLI IN FUGA che abbiamo pagato con le nostre tasse e adesso arricchiscono le universita’ e i centri di ricerca stranieri. Il loro dolore, l’odore dei noodles cinesi e delle patate, la polvere di un altro Paese.

6) le DONNE che non possono fare figli in Italia(non le famiglie, le donne)

7) la mania per l’efficienza: FARE

8 ) SINISTRA

9) le donne e sorelle della mia vita, nonche’ staff tecnico di tutto rispetto dall’urbanistica teorica e applicata, Kyoto, passando per le onde di piena e  la monnezza, fino all’energia e alla docenza, praticamente un GOVERNO ROSA a livello accademico da fare invidia a Sarkozy

10) UMILTA’

 

Al lavoro.

NYC chiama Italia – 5th

E’ successo che la mia Nikon e’ morta senza nemmeno scattare una foto e la mia conversione al digitale e’ stata quasi obbligata: sto per acquistare una reflex digitale. Non lo avrei mai pensato e comunque mi sono ripromessa di acquistare anche una vecchia reflex…magari cercando la vecchia Yashica che mi hanno rubato 4 anni fa. Questo e’ il tramonto di ieri sui tetti Brooklyn.

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La settimana trascorsa a NYC e’stata una specie di montagna russa emotiva. La sofferenza di essere lontano dalla campagna elettorale e dal nuovo lavoro. Il lusso sfrenato di questa citta’, accanto alle mille lingue, i mille giornali, la poverta’ dei molti.

Sotto un diluvio universale degno della citta’ piu’ atlantica del mondo ho visto un piccolo fagotto viola (un bambino? Una bambina? Un ragazzo? Una donna?) cadere sotto il treno della metro. E’ stato straziante. Sono restata con lo sguardo nel vuoto a piangere pensando che non mi sarei piu’ ripresa, finche’ G. non mi ha trascinato via, mentre ambulanze, NYC Police Department e Vigili del Fuoco arrivavano in massa per estrarre i resti. Ho trovato incredibile anche la capacita’ della mente, la mia, di scacciare il trauma, elaborarlo, ricominciare a mangiare, a respirare, in una specie di assoluzione che dice: ogni minuto muore qualcuno non di vecchiaia. Qusto morto non e’ diverso solo perche’ tu lo hai visto.

Il giorno dopo sotto il ponte di  Manhattan, una luce forte, di ombre cielo terso, capita che un tale, Antonio Banderas, si fa le foto a pochi metri da noi per l’invidia generale delle amiche etero.

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E capita, nella citta’ dove si guarda solo in alto…di guardare in basso e…

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FACCIAMO UN GIOCO

Dedicato ai detrattori (mentre gia’ 600.000 persone sono andate a votare) 

Tutti a sputare sul PD…ma la sinistra cosiddetta radicale cosa sta facendo? (INTENDO: STA FACENDO CADERE IL GOVERNO PERCHE’ NON RIESCE A PASSARE UNA LEGGE PER LE COPPIE OMOSESSUALI? NO!)

Allora indico un gioco: elimina il PD e dai una alternativa. Davvero, supponiamo che sia successo quello che tutti desiderate: questo aborto di partito non c’e’ piu’, e’ morto, non si e’ formato, lo abbiamo boicottato. Esistono di nuovo DS e Margherita.

Ditemi una forza o un insieme di forze che in Italia puo’ avere il 51% e fare la politica dei vostri sogni di sinistra senza il PD (cioe’ quanto adesso NOn sta accadendo visto che non si riesce a governare, anche per colpa della legge elettorale e delle microforze di ricatto)

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