NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “novembre, 2007”

REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI a Roma

Domani, tenterò di fare passare questa cosa. D’altronde sono qui per rompere le scatole, certo non per stare a guardare il vecchio sistema che si mette una maschera.  

PROPOSTA di Ordine del Giorno: orientamento dell’assemblea regionale del PD sul Registro delle Unioni Civili a Roma  

In questi giorni il consiglio comunale romano discuterà una petizione popolare che ha raccolto migliaia di firme (circa 10.000) per istituire il registro delle unioni civili. Sappiamo tutti che il Registro delle Unioni, istituito nei comuni è uno strumento “tecnicamente” debole paragonato al vuoto legislativo di cui l’Italia è vittima rispetto a tutte le altre democrazie occidentali.  Il Partito Democratico è nato come un partito coraggioso, un partito che doveva dare delle risposte all’Italia, delle risposte che la politica così come era, non stava più fornendo e questo è innegabile. Veltroni si è candidato con un discorso al Lingotto in cui ha toccato dei temi caldi, compreso quello del riconoscimento delle coppie di fatto, in particolare dello stesso sesso visto che queste ultime non possono accedere al matrimonio civile. Ora si presenta l’occasione per il nostro sindaco, nostro segretario e futuro candidato premier, di dimostrare che con lui la politica sa dare delle risposte anche sui temi delicati. E’ proprio sui temi che impantanano l’Italia, che Veltroni sarà chiamato a segnare una discontinuità. Ed è proprio questa l’occasione migliore per dimostrare che il Partito Democratico, guidato da Veltroni queste risposte forti le sa dare con coraggio e senza impantanare il dibattito per mesi come è successo sui Dico, distogliendo l’attenzione su tanti altri temi importanti per il Paese. Il comitato promotore della Petizione in queste settimane ha accettato di trovare un compromesso rispetto al testo proposto che potesse consentirne l’approvazione in Consiglio Comunale. Un compromesso che sembrava fare contenti tutti, tanto che molti di noi davano già per scontato un voto positivo. Ora si sta delineando l’abdicazione di molti consiglieri del nostro partito e sembra che mancheranno i numeri per l’approvazione di questo testo che comunque rappresentava un compromesso al ribasso per chi lo aveva promosso. Chiediamo che quest’assemblea e il suo segretario si esprimano personalmente in questa sede e nei confronti del gruppo consigliare romano affinché non sia sprecata la prima occasione di dimostrare il coraggio politico di questo partito e del suo segretario nazionale. Chiediamo che l’assemblea si esprima a favore del sì al registro delle unioni civili e che i consiglieri comunali tengano conto del parere dell’assemblea.Chiediamo anche che il segretario regionale e cittadino si battano affinché la votazione arrivi in consiglio e non decada a causa dei tempi tecnici o venga messa in secondo piano rispetto alla questione dei tassisti.     Qui devo trovare delle firme per fare arrivare AL VOTO l’ODG.

Voglio aggiungere una cosa a titolo personale: oltre ad assicurarvi che a Roma ci sono molti più omosessuali che tassisti, vi posso dire che in questo partito ci sono moltissimi omosessuali. Persone che sono state criticate ed accusate di partecipare alla costruzione di un partito che mai avrebbe dato delle risposte concrete sui temi dell’omosessualità. Questa è l’occasione per darci la possibilità di riguadagnare affetto politico tra gli omosessuali d’Italia. Se perdiamo quest’occasione, al di là di tecnicismi politici incomprensibili agli elettori, collochiamo il partito nel posto sbagliato. Sarà difficile spiegare agli italiani perché il più grande partito del centro sinistra con ambizioni europeiste e moderne non riesce a trovare unità su temi che più moderni ed europei di così non possono essere.

Ancora sul separatismo

Riprendo il dibattito sulla manifestazione contro la violenza sulle donne che sta infuocando il Blog.

Per quanto mi senta partecipe fisicamente di questa violenza che in tutto il mondo le donne subiscono mi rifiuto di pensare che esista una colpa genetica nel genere maschile. Esiste una colpa culturale, di connivenza congiunta, che risiede nella debolezza fisica che di solito è propria delle donne, ma non sempre. Soccombe anche il piccolo maschio gracilino preso in giro per la sua effeminatezza e viene preso in giro anche dalle donne, dalle compagne di scuola e dalle madri dei compagnucci, che anzi, fomentano più dei padri il ludibrio. Se le donne fanno così perchè soccubi di una cultura maschile la giustificazione vale anche per tutti gli uomini. O no? La donna è vittima anche della cultura e l’uomo no?

Le mie compagnucce di scuola che mi detestavano perchè giocavo a calcio? Di quale cultura erano vittime? Di quella banalissima di non sapere accettare la diversità. Che è di tutti, maschi e femmine, perchè è degli ignoranti.

Ho trovato nei maschi grandissima sensibilità a temi fortissimi: quello dell’omosessualità femminile che li vede esclusi (e non perchè la considerano una piacevole perversione a cui partecipare) , ma anche nei confronti dell’omosessualità maschile che li mette in gioco. Ho trovato una spalla negli amici maschi gay, ma anche nei colleghi, nelle persone che ho incontrato sul lavoro. E’ la verità, non sto inventando. Mettere in gioco la mia femminilità e insieme la mia omosessualità mi ha tradito solo una volta. Avevo 13 anni e dall’altra parte c’era una donna. Chi ha detto che la violenza la perpetrano solo gli uomini? Era una donna, adulta. E si è approfittata della mia fiducia, della mia infanzia.

Avevo un padre, un maschio, che era un fratello.

Se si legge la vita come la storia, per macroeventi, non si dà merito alla realtà. Non posso credere che possa esserci questo integralismo nei confronti della “maschilità”.

Ma poi esiste davvero la maschilità? Non esistono forse dei ruoli culturali a cui ognuno di noi, maschio e femmina si riferisce? Se gay non si nasce allora nemmeno maschio si nasce. Non potete condannare il neonato gay e poi richiamarvi geneticamente alla superiorità femminile. E’ un dannato controsenso.

 La maglietta qui sotto è stata indossata da moltissimi atleti il we della manifestazione. La maggior parte maschi.

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Il separatismo e la manifestazione delle donne contro la violenza

Ma che senso ha una manifestazione di donne? E’ come se noi gay non volessimo gli etero al GayPride….anzi, abbiamo fatto di tutto in questi anni per coinvolgere tutti da destra e sinistra, etero e no, famiglie e single. E’ stata la nostra forza del 2000 ed anche del 2007: coinvolgere.

Già vedere un gruppo di sole donne che preparava un ordine del giorno durante l’assemblea del PD mi aveva fatto rabbrividire e catapultato a 30 anni fa. Dissi: io non firmo. Pensate invece a trovare convergenze per eleggere donne negli organismi provinciali e territoriali. Dove invece, infatti, nessuna donna è stata eletta.  Se le donne continuano a “chiacchierare” su grandi temi e sulle decisioni seguono gli uomini o quando comandono sono cooptate…è finita. E’ una forma di autorizzazione alla violenza che non sempre è fisica.

A cosa serve una manifestazione che esclude persino quelli che non toccherebbero mai una donna con un dito e nemmeno la considerano inferiore? Noi dobbiamo lavorare culturalmente, anche su di noi. Noi donne. Una manifestazione rabbiosa e separatista serve solo a farsi una gita a Roma.

Quanto al separatismo mi sembra la forma di integralismo più idiota che si sia mai potuta inventare. Essere femministe non significa odiare gli uomi, ci sono tanti di quei maschi al giorno d’oggi, così evoluti e sensibili che che non se ne accorta vive davvero in un altro mondo. Il separatismo fa passare anche un messaggio negativo: che la propria rabbia di donna etero o l’essere lesbica passi per un rifiuto subito, una violenza subita. O vogliamo fare passare l’idea che le lesbiche sono tali perchè odiano il genere maschile. 

MAGGIORITARIO

Non mi dò pace. Ma se raccogliessimo le firme?

Il suffisso BE e i ricorsi

BE..NITO

BE..RLUSCONI

Iniziano come socialisti. Non muoiono socialisti. Uno fonda il Giornale del Popolo. L’altro vuole fondare il Partito del Popolo. Entrambi hanno vinto le loro prime elezioni sventolando la paura comunista. Raccolgono le piccole paure della piccola borghesia. Entrambi erano bassi e con pochi capelli (il primo non aveva però i mezzi del secondo per ragioni di scoperte tecnologiche.) ed entrambi una passione per le belle donne e per l’umiliazione della compagna ufficiale. 

Ma questa volta non mi fa paura. E’ l’ultimo colpo di coda e mi sembra che persino Fini abbia compreso che il bene del Paese viene prima della poltrona. E noi gliene renderemo merito. Basta: eliminiamo l’anomalia e ricominciamo a fare funzionare la democrazia.

Veltroni, il registro delle Unioni Civili a Roma e la prima vera occasione

La prima settimana di dicembre grazie soprattutto all’azione di Mario Mieli e Radicali romani il Comune di Roma voterà a favore o meno del registro delle unioni civili. Si susseguono le riflessioni soprattutto nel neonato PD e soprattutto tra gli ex margheritini del tutto nuovi a riflessioni del genere, almeno come partito. Il sindaco è anche il segretario del partito appena nato, Veltroni, che si è detto da subito, fin nel discorso al Lingotto, a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.

Per Veltroni il primo banco di prova: dimostrare che può quello che Prodi non ha potuto. Sfruttare la forza dei numeri che lo danno vincente persino su Gianfranco Fini, per dimostrare il coraggio di fare, ultimamente una componente politica in difficoltà. Alcuni vedono in questo voto al Comune di Roma una possibile trappola per Veltroni: sia nel caso che la delibera passi, ma spaccando il Pd, sia nel caso che la cosa non passi. Ritengo invece che l’approvazione del Registro, nella città di Roma, la capitale, la città del sindaco candidato premier, può guadagnare l’ultima sponda rimasta perplessa ed estranea a guardare la formazione del PD: la comunità GLBT, che oggi La Stampa stimava in circa 2 milioni di persone. Veltroni ha la prima grande occasione per dimostrare di avere la forza di traghettare il Paese verso la modernità, oggi con il riconoscimento delle coppie di fatto, domani nel risolvere il nodo energetico o quello dello sviluppo e del rinnovamento.

Resta il nodo del senso di questo strumento: quasi nulla, visto che un Comune non può certo legiferare al di sopra dello Stato. E’ molto probabile che non molti omosessuali sfrutteranno questo registro perchè andarsi a registrare attualmente, visto che il riconoscimento effettivo non sussiste, significa solo esporsi senza tutele. Si guardi, in questo caso, ai dati della Spagna: nei primi 8 mesi in cui è stato istituito il matrimonio sono stati 1000 i matrimoni omosessuali officiati. E comunque, come aggiungerebbe il mio amico Andrea Maccarone, sarebbe giusto combattere anche per una sola coppia omosessuale.

Per conto mio continuo sempre di più a convincermi che l’estensione del matrimonio civile sia la cosa più correta, in quanto una legge per le coppie di fatto è di serie B per noi e può rappresentare una scappatoia fiscale per coppie etero o affini. La questione eterosessuale (il matrimonio light) si deve risolvere alla base: il divorzio breve e veloce in caso di assenza di figli o di altri contenziosi. Così ci si sposerebbe di più. Noi, ma anche gli etero.

I gay fuori dal ghetto

Comprate La Stampa di oggi e andate a pagina 40. L’articolo di Irene Tinagli, finisce così:

Nei pur bigotti Stati Uniti i gay stanno già uscendo dai loro ghetti, da noi devono ancora lottare per averli.

Assemblea Costituente Regionale del PD del Lazio – Commenti

La giornata è iniziata alle 10 del mattino e finita circa alle 18:00. Niente pausa pranzo e non perfetta organizzazione. Come molti altri “digiuni” di partito (non di politica) sono rimasta abbastanza stupita dal sistema di dibattito che ho subito soprannominato “blogger”: era come postare un intervento senza leggere quello che gli altri hanno da dire. Gli interventi si succedevano mentre almeno il 60% delle persone era fuori dall’assemblea (un pò come accade in parlamento). La maggior parte degli interventi sono stati fuffa, aria fritta: dobbiamo combattere questo e quell’altro, quanto siamo belli, ecc. Nessuna proposta. Come vado dicendo da mesi in questi incontri politici, siamo tutti d’accordo che i giovani hanno un problema di lavoro (precariato, ecc). La vera questione è come risolvere questo tipo di problemi sociali. A distinguersi il segretario che pur avendo letto un intervento lunghissimo, dopo avere dato l’immagine di uno scenario politico dal punto di vista della teoria ha subito introdotto una serie di proposte, tra cui, nell’ambito della partecipazione diretta, l’idea della notte bianca delle sezioni suggeritagli dalla sottoscritta e da lui allungata in una settimana.

Alcune note:

1) Marguerite Lottin, una dolcissima camerunense, donna ds ha ritirato la propria candidatura alla presidenza dell’assemblea regionale, perchè quel posto doveva essere di una della Margherita. Alla faccia delle tante parole sul fatto che ora siamo tutti dello stesso partito. Ha vinto la donna del ministro Fioroni. Insomma tutte queste donne “proposte” da un uomo. Le candidate erano tutte donne. C’è una motivazione: i segretari delle province e di Roma qualcuno li vorrebbe maschi perchè vorrebbe riproporre una spartizione tra i vecchi responsabili dei due partiti che ovviamente erano uomini . Io ho proposto ufficialmente che le donne del partito propongano una donna candidata come segretario cittadino. Vediamo se mi riesce questo colpo basso. La cosa difficile è che le persone che prenderanno la segretaria dovranno essere persone che fanno politica di mestiere. Persone come me che stanno 10 ore in ufficio non possono certo fare il segretario cittadino. Anche di questo si dovrà parlare: riportare la politica ad essere umana ed accessibile alla società civile, significa fare in modo che anche chi lavora possa ricoprire della cariche.

2) Molti capannelli di gente che trattava e preparava ordini del giorno. Anche qui c’è un problema di accessibilità della politica per chi non è esperto di dinamiche di partito. Ma impareremo presto e soprattutto è necessario darsi un metodo di trasparenza.

3) Ho avuto modo di parlare con Fioroni sulla questione del bullismo nelle scuole. E’ stato molto schietto e di questo gliene dò atto. Mi ha confermato che le associazioni dei genitori, compresa Agedo (Associazione genitori di omosessuali) avranno dei finanziamenti per organizzare corsi di orientamento nelle scuole contro l’intolleranza su qualsiasi diversità (e fin qui sono d’accordo). Mi ha detto: Non posso mandare Arcigay nelle scuole, perchè altrimenti mi accusano di fare promozione dell’omosessualità. Ho riflettuto molto su questa sua affermazione e ho tirato delle conclusioni su cui vorrei il vostro parere. Se sono donna, nero, ebreo o mussulmano, la mia diversità è visibile, non posso nasconderla, è un connottato fisico o comunque una appartenenza familiare: condivido l’essere nero od ebreo con la mia famiglia. Posso avere dei problemi a scuola, ma non li avrò certamente in famiglia. Se sono omosessuale, soprattutto a 16 anni può accadere: che ne ho le movenze e tutti mi prendono in giro, ma ancora non ho ammesso con me stesso di esserlo. Per assurdo potrei essere più omofobo di chi mi prende in giro. Non crede il ministro Fioroni che vedere persone omosessuali sane e tranquille della loro condizione possa dare coraggio a chi vive una diversità non familiare o fisica, ma tutta da accettare o scegliere di vivere? Una diversità che nemmeno in famiglia trova cittadinanza? Per assurdo è come se gli altri omosessuali fossero dei familiari di una condizione che la famiglia non potrà mai capire, a differenza delle altre diversità. Nella vita di ogni omosessuale, in fondo, capita davvero così: avviene la costruzione di una famiglia alternativa (amici che accettano come cosa secondaria l’orientamento sessuale, altri omosessuali che possono comprendere il dolore di certe scelte e di certe scoperte). Sto preparando una lettera per il ministro su questo argomento. Vogliamo elaborarla insieme ( dico a voi, lettori, sì, anche a te Eccezione ed anche a te AnellidiFumo)

La strada da fare è lunga. Ieri il mio umore non era dei migliori visto l’andazzo, ma Nicola mi dà fiducia e mi sembra avere l’autorità per gestire il vecchio traghettandolo al meglio nel nuovo. Durante il mio intervento ho un pò polemizzato sui metodi di gestione. Un ragazzo gay mi è saltato addosso, dopo, entuasiasta del mio coming out pubblico in cui ricordavo che donne, giovani e gay non devono occuparsi da soli delle proprie questioni. Così almeno non sono sola. Effettivamente questa volta c’erano anche i popolari. Eh eh…

C’era tanta brava gente, soprattutto donne, ma anche quelli della cosidetta “sinistra per veltroni”, con cui ho fatto la campagna elettorale: Marco Tolli, Giusy, Giovanni Carapella. Staremo a vedere e vi tengo aggiornati.

Assemblea Costituente Regionale del PD del Lazio – Intervento

Intervento 10 ottobre 2007. Assemblea costituente Regione Lazio, PD. Buon giorno a tutti, mi chiamo Cristiana Alicata. Sono ingegnere meccanico, lavoro per la casa automobilistica del recente miracolo, per due anni prima di laurearmi ho insegnato in uno degli istituti tecnici più disagiati della Capitale, scrivo libri, nel 2000 ho fondato il portale www.affittistudenti.it, un servizio gratuito per gli studenti che cercano un alloggio.  

Malgrado tutto questo, come alcuni di voi già sanno, la mia candidatura è stata una candidatura di opinione: sono omosessuale e ho deciso di partecipare al PD, insieme ad altri omosessuali, perché la nostra causa avesse una testimonianza all’interno di questo partito.  Ma non è di questo che vi voglio parlare oggi, perché questa assemblea regionale si svolge in un periodo delicatissimo.Da una parte un governo fragile dal cui destino dipende anche il governo della città di Roma. Roma sta vedendo in queste settimane una campagna elettorale a tutti i livelli: da consiglieri comunali dell’opposizione che aprono sportelli di informazione al cittadino, al futuro candidato sindaco Gianfranco Fini. Tutti fiutano la fine del governo Prodi e insieme quella della giunta comunale romana. La morte di Giovanna Reggiani ha acceso e giustificato un focolare molto pericoloso contro una comunità di stranieri. Molto, molto simile a quello che gli italiani hanno vissuto meno di mezzo secolo fa, in Svizzera, a New York, a Londra, in Belgio. Credo sia opportuno mettere in campo delle azioni molto forti: 

1)               presidiare le periferie e non lasciarle alla destra: attraverso iniziative forti di riqualificazione rapida, di comunicazione (perché vengono fatti o non vengono fatti certi interventi, a volte c’è una motivazione per questo che resta a sopire in qualche cassetto di qualche ufficio tecnico: DOBBIAMO COMUNICARE, ESSERE TRASPARENTI)2)                coinvolgere le forze che ci sono già sul territorio, valorizzandole. Assistenti sociali, volontari, incentivando eventi che favoriscano lo scambio culturale con altre comunità.  Chiedo quindi a Nicola di spingere affinché venga istituita fin da subito una task force che lavori in accordo con gli amministratori locali, coinvolgendo i volontari, le ASL, l’Ama: un gruppo di persone che riesca fare e a comunicare il nostro impegno sul territorio anche contro il degrado delle periferie e contro la xenofobia recentemente riesplosa. Se questa cosa già c’è (e per caso vi sto parlando dell’acqua calda), come spesso accade: diciamola. Facciamola vedere.  

Prima della morte di Giovanna Reggiani il mio intervento era completamente incentrato sulla partecipazione. Secondo me la presenza sul territorio delle sezioni deve rinascere attraverso una nuova militanza. Molto spesso in questi mesi le persone “ nuove” si sono sentite non accolte dalle sezioni anche quando vi si avvicinavano. L’esclusione era dovuta in parte al fatto che una persona che arriva in sezione non conosce nessuno e non partecipa delle relazioni preesistenti, dall’altra parte è la mancanza di offerta di cose da fare. Propongo pertanto l’organizzazione di una “Notte Bianca” delle sezioni del PD, un evento contemporaneo in cui:

1)     si accolgono le persone

2)     si organizza il lavoro “nuovo” coinvolgendo le persone

3)     ci si dà un’agenda condivisa a livello localeAll’interno di questo “evento” possiamo cominciare a costruire un rapporto attivo, di partecipazione e di comunicazione con la cittadinanza, attraverso un dialogo tra amministratori locali e cittadini ( penso per esempio al bilancio partecipato). 

Un’ ultima cosa. In una delle ultime puntate di Report una delle buone notizie era l’esperienza di una della Asl di Imperia, guidata da una donna, che offre un servizio di distribuzione dei farmaci soggetti al rimborso pubblico a prezzi assolutamente competitivi. Con un enorme risparmio per le finanze locali. So che sono in piedi progetti simili. Bene. Facciamoli funzionare in modo diffuso, lavorando in modo strutturato e soprattutto: COMUNICHIAMO QUELLO CHE FACCIAMO.

La Birmania, Fassino e le questioni di stile

L’ex segretario dell’ex partito più grande d’Italia se ne va in Birmania a fare l’inviato speciale, un’azione diplomatica importantissima ed insieme un viaggio lontano dall’Italia e forse anche dagli interessi di bottega. Stile: quello di un piemontese che di potere non è stato mai, accompagna un partito a fondarne un altro e poi si fa da parte.

Trovatemi esempi simili.

Bravo Piero.

Le lacrime (vere) di Emma Bonino

Bisogna essere giusti. Certe battaglie c’è chi le fa da sempre e chi le fa da poco. I radicali e questa donna forte, la battaglia contro la pena di morte l’hanno fatta da sempre. L’hanno scritta nel DNA. Emma Bonino che piange per la presentazione della moratoria della pena di morte all’ONU, è un bello spettacolo. E’ uno spettacolo sincero di chi per tutta la vita, e senza occupare grandi posti di potere, ha combattuto una battaglia per i diritti della persona, in tutte le se forme. E piangere, poi, in questo momento in cui la xenofobia è infettiva come un raffreddore, tanto che persino, qui a sinistra, ce la ritroviamo in casa.

Grazie Emma. Anche delle tue lacrime.

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