La prima settimana di dicembre grazie soprattutto all’azione di Mario Mieli e Radicali romani il Comune di Roma voterà a favore o meno del registro delle unioni civili. Si susseguono le riflessioni soprattutto nel neonato PD e soprattutto tra gli ex margheritini del tutto nuovi a riflessioni del genere, almeno come partito. Il sindaco è anche il segretario del partito appena nato, Veltroni, che si è detto da subito, fin nel discorso al Lingotto, a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.
Per Veltroni il primo banco di prova: dimostrare che può quello che Prodi non ha potuto. Sfruttare la forza dei numeri che lo danno vincente persino su Gianfranco Fini, per dimostrare il coraggio di fare, ultimamente una componente politica in difficoltà. Alcuni vedono in questo voto al Comune di Roma una possibile trappola per Veltroni: sia nel caso che la delibera passi, ma spaccando il Pd, sia nel caso che la cosa non passi. Ritengo invece che l’approvazione del Registro, nella città di Roma, la capitale, la città del sindaco candidato premier, può guadagnare l’ultima sponda rimasta perplessa ed estranea a guardare la formazione del PD: la comunità GLBT, che oggi La Stampa stimava in circa 2 milioni di persone. Veltroni ha la prima grande occasione per dimostrare di avere la forza di traghettare il Paese verso la modernità, oggi con il riconoscimento delle coppie di fatto, domani nel risolvere il nodo energetico o quello dello sviluppo e del rinnovamento.
Resta il nodo del senso di questo strumento: quasi nulla, visto che un Comune non può certo legiferare al di sopra dello Stato. E’ molto probabile che non molti omosessuali sfrutteranno questo registro perchè andarsi a registrare attualmente, visto che il riconoscimento effettivo non sussiste, significa solo esporsi senza tutele. Si guardi, in questo caso, ai dati della Spagna: nei primi 8 mesi in cui è stato istituito il matrimonio sono stati 1000 i matrimoni omosessuali officiati. E comunque, come aggiungerebbe il mio amico Andrea Maccarone, sarebbe giusto combattere anche per una sola coppia omosessuale.
Per conto mio continuo sempre di più a convincermi che l’estensione del matrimonio civile sia la cosa più correta, in quanto una legge per le coppie di fatto è di serie B per noi e può rappresentare una scappatoia fiscale per coppie etero o affini. La questione eterosessuale (il matrimonio light) si deve risolvere alla base: il divorzio breve e veloce in caso di assenza di figli o di altri contenziosi. Così ci si sposerebbe di più. Noi, ma anche gli etero.


16 risposte finora ↓
Marco // 16 Novembre 2007 a 1:49 am |
Ad onor del vero, il merito andrebbe esclusivamente ai Radicali Roma e a Massimiliano Iervolino che ne è il Segretario.Tutte le altre associazioni hanno avuto il ruolo -importante- di raccogliere le firme insieme ai radicali.
cristiana alicata // 16 Novembre 2007 a 9:15 am |
Non so chi abbia avuto per primo l’idea. So che il circolo Mario Mieli ci ha creduto fin da subito. Sai, ritengo che le idee, soprattutto quelle che migliorano la società, non quelle per fare del business, dovrebbero essere open source, come il software. Un Linux collettivo dove si perda il pensatore e ci si senta tutti utenti. O cittadini per completare la metafora.
Fabio // 16 Novembre 2007 a 10:17 am |
ad onor del vero, Veltroni è favorevole ai diritti di coloro che vivono in coppie di fatto, che è una cosa diversa.
a lavoro – come d’altronde dovunque oramai – si usano diverse distribuzioni di Linux che risultano abbastanza stabili e performanti… resta però il problema che nel momento in cui ci si trova dinnanzi ad un intoppo – non necessariamente un problema – ebbene diviene impossibbile trovare un supporto serio ed affidabile dal punto di vista della conoscenza del prodotto, e ti parlo di IBM, SUN, etc. etc… Non so quanto mi piace un “Linux globale delle idee”
rikkardino // 16 Novembre 2007 a 11:13 am |
Il registro delle Unioni di fatto può essere un banco di prova per avviare, ancor prima dei programmi, quelle battaglie culturali che secondo me sono alla base di un cambiamento, un ritorno alla politica come prospettiva, piuttosto che una, per quanto corretta e equilibrata, scienza dell’amministrazione. Le battaglie culturali sono alla base della visione e senza questa nessun vero programma di cambiamento e sviluppo può essere intrapreso.
Sul dubbio e sull’efficacia di un registro delle unioni civili, siamo sempre lì. Ingaggiare una battaglia di piccoli passi o rifiutare tutto in nome della rivoluzione? Purtroppo DiCo, Cus e affini sono scienza dell’amministrazione, per altro non di alto livello, e così il registro delle Unioni civili. Sta a chi li promuove farli divenire politica, battaglia culturale, vera differenza tra un leader e un buon amministratore. Solo se questi sono il seme di uno sviluppo del pesniero politico potranno essere accettati anche nei loro limti, altrimenti saranno ancora una volta una piccola “caramella” elettorale. E per quanto divisi, credo che almeno di queste caramelle gli omosessuali italiani abbiano imparato a fare a meno.
Fabio // 16 Novembre 2007 a 2:11 pm |
Spero vivamente di sbagliarmi, ma a mio parere il Consiglio Comunale voterà contro (su indicazione veltroniana); in questo modo Veltroni non sarà responsabile e, in fin dei conti, non lo sarà nessuno. D’altronde lo stesso Veltroni ha più volte ribadito che non ha senso l’istituzione di un tale registro in assenza di una normativa nazionale. Il che è vero solo sino ad un certo punto ma, ben più importante, equivale a dire: non mi prenderò mai la responsabilità di un’atteggiamento di rottura o di sfida verso il Vaticano. E questo, politicamente, è più che comprensibile per uno che è il segretario del PD e che si appresta a diventare il candidato premier alle prossime, vicine, elezioni.
Nino // 16 Novembre 2007 a 4:05 pm |
dai, walter dirà che su questa questione trasversale non può esserci una posizione politica e lascerà tutti liberi di decidere secondo coscienza, ovvero deciderà di non decidere. E il registr non passerà
cristiana alicata // 16 Novembre 2007 a 5:24 pm |
Strano io ho notizie diverse.
rikkardino // 17 Novembre 2007 a 10:38 am |
Ecco, appunto, commentiamo fatti e esprimiamo su questi opinioni, troppo facile il gioco di fare il processo alle intenzioni.
Anellidifumo // 18 Novembre 2007 a 12:39 am |
Noi romani sono almeno 14 anni che aspettiamo l’approvazione del registro comunale delle unioni civili, ossia dai tempi della prima elezione di Francesco Rutelli, che all’epoca era ancora un pericoloso laico sovversivo, proveniente dai Verdi Sole che Ride sulla Morte della Famiglia.
Naturalmente, divenuti sindaci di Roma e poi avendo avuto l’ambizione di diventare MOLTO di più, sia Rutelli che Veltroni hanno subito capito che non devono rompere i coglioni al Vaticano, che a Roma e in Italia è un potere che non a caso si trova sull’altra sponda del Tevere.
Per cui se Veltroni adesso farà passare questo registro, del quale si discute da appena 14 anni e per il quale il Mieli si è battuto da almeno 14 anni, ci crederò solo quando lo vedrò approvato.
Per il resto, sono d’accordo col post di Cristiana: è un bel banco di prova per Veltroni. Ma se il registro non passa, avremo la possibilità di leggere UNA critica su questo tuo blog, scritta da te?
cristiana alicata // 18 Novembre 2007 a 8:51 pm |
Sciltian, il rischio di vedere una mia critica forte in quel caso è molto alto. Sì. E non sarà solo un post. Posso assicurartelo. Intanto se trovo un pò di tempo devo buttare giù la questione bullismo per Fioroni. E’ che in questi giorni ho cambiato lavoro e non so più a chi dare i resti… Abbiate pazienza.
Anellidifumo // 20 Novembre 2007 a 9:48 am |
Bene, si aspetta per tutte e due le cose.
Anonimo // 23 Novembre 2007 a 10:31 pm |
Maretta dalle parti del Consiglio Comunale: la delibera dovrebbe essere discussa in Consiglio entro il 5 dicembre. Ma Coratti, il Presidente del Consiglio Comunale, ha dichiarato che “i tempi saranno rispettati, se possibile”. Come dire: è molto probabile che il termine previsto per legge slitterà, dal momento che ci sono altri argomenti urgenti su cui discutere. Slitterà, ovviamente, a data da destinarsi. Leggi: mai.
Dal canto suo, la Garavaglia, che ha incontrato il comitato promotore, ha chiarito non tanto che si impegnerà a far rispettare le date previste – come le prime dichiarazioni di Iervolino lasciavano intendere – quanto che le richieste (di discussione entro la data stabilita) del comitato promotore sono “legittime”. Ci voleva proprio la Garavaglia per ricordarlo. E come faremmo senza la Garavaglia, la faccia presentabile del Family Day?
Insomma, a meno di non alzare un grande polverone mediatico, la vicenda si incamminerà verso le sacche del Consiglio Comunale, più o meno come tante altre deliberazioni più o meno votate e più o meno approvate. Da anni a Roma dovrebbe essere realizzato un monumento per ricordare le vittime delle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale (mozione approvata dal Consiglio più volte, sia sotto Rutelli sia sotto Veltroni) ma del monumento non c’è traccia.
E non entro nel merito della particolare concezione della propria funzione da parte del Presidente Coratti: basta aver seguito la vicenda relativa all’elezione del Difensore Civico comunale per averne un piccolo ma significativo esempio (stigmatizzato persino da GianAntonio Stella, in un articolo sul Corriere della Sera che, però, non ha avuto adeguata risonanza, a causa della contemporanea incoronazione di Veltroni a candidato segretario). O anche la defenestrazione e sostituzione dei responsabili dell’Agenzia per il controllo e la qualità, rei di aver eccessivamente criticato (in modo del tutto costruttivo, propositivo e per nulla “massimalista”) certi aspetti – come dire – un po’ discutibili relativi alla gestione di alcuni servizi cruciali della città di Roma.
Fabio // 23 Novembre 2007 a 10:32 pm |
Maretta dalle parti del Consiglio Comunale: la delibera dovrebbe essere discussa in Consiglio entro il 5 dicembre. Ma Coratti, il Presidente del Consiglio Comunale, ha dichiarato che “i tempi saranno rispettati, se possibile”. Come dire: è molto probabile che il termine previsto per legge slitterà, dal momento che ci sono altri argomenti urgenti su cui discutere. Slitterà, ovviamente, a data da destinarsi. Leggi: mai.
Dal canto suo, la Garavaglia, che ha incontrato il comitato promotore, ha chiarito non tanto che si impegnerà a far rispettare le date previste – come le prime dichiarazioni di Iervolino lasciavano intendere – quanto che le richieste (di discussione entro la data stabilita) del comitato promotore sono “legittime”. Ci voleva proprio la Garavaglia per ricordarlo. E come faremmo senza la Garavaglia, la faccia presentabile del Family Day?
Insomma, a meno di non alzare un grande polverone mediatico, la vicenda si incamminerà verso le sacche del Consiglio Comunale, più o meno come tante altre deliberazioni più o meno votate e più o meno approvate. Da anni a Roma dovrebbe essere realizzato un monumento per ricordare le vittime delle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale (mozione approvata dal Consiglio più volte, sia sotto Rutelli sia sotto Veltroni) ma del monumento non c’è traccia.
E non entro nel merito della particolare concezione della propria funzione da parte del Presidente Coratti: basta aver seguito la vicenda relativa all’elezione del Difensore Civico comunale per averne un piccolo ma significativo esempio (stigmatizzato persino da GianAntonio Stella, in un articolo sul Corriere della Sera che, però, non ha avuto adeguata risonanza, a causa della contemporanea incoronazione di Veltroni a candidato segretario). O anche la defenestrazione e sostituzione dei responsabili dell’Agenzia per il controllo e la qualità, rei di aver eccessivamente criticato (in modo del tutto costruttivo, propositivo e per nulla “massimalista”) certi aspetti – come dire – un po’ discutibili relativi alla gestione di alcuni servizi cruciali della città di Roma.
Insomma: aspettiamoci di tutto, meno ciò che sarebbe più logico e naturale attendersi.
l'Elfo // 27 Novembre 2007 a 6:34 pm |
http://www.radicaliroma.com/news/2514
grazie, Cristiana, per aver contribuito a far nascere un partito che va contro i nostri stessi interessi.
Grazie davvero.
cristiana alicata // 28 Novembre 2007 a 1:15 pm |
Mi dispiace deluderti ma nello stesso articolo che riporti, se leggi bene c’è scritto che i Verdi hanno fatto mancare la maggioranza:
”Dispiace ed appare poco comprensibile, pero’, che proprio i Verdi non abbiano votato un odg incidentale, dello stesso tono di quelli approvati in altri municipi – si legge ancora nella nota – presentato proprio per superare alcuni problemi sollevati dai consiglieri di maggioranza.
Elfo Bruno // 30 Novembre 2007 a 6:10 pm |
Quel link è stato il frutto di un errore. Rimanderò le cose che avevo scritto per te quando il tuo partito tradirà te e discriminerà tutti noi per l’ennesima volta.
A molto presto, cara Cristiana.