NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Dal Blog di Flavia Amabile. Punire gli omofobi?


Leggere i commenti a questo post, deve darci il tasto dell’urgenza di una legge, ma anche dell’urgenza, da parte nostra, di uscire dal nostro recinto GLBT, in un enorme coming out sociale, che ci porti nel cuore degli italiani. In alcuni cuori, non ci siamo proprio.

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=124

E’ stato utile leggere i commenti del suo post, forse molto più che il suo lucidissimo articolo. Mi rendo conto di quanto l’Italia, grazie al silenzio e la censura, non comprenda appieno non dico il senso dei CUS, ma nemmeno il senso di una norma contro l’omofobia. E mi sorprende che nessuno si chieda come mai in tutti i paesi civili esiste una norma, che comprende anche il diritto di opinione. Cercherò di essere breve: essere liberi di dire che l’omosessualità è immorale o è una malattia, è come essere liberi di dire sporco negro, che i neri sono come le scimmie o che gli ebrei appartengono ad una razza inferiore. In più l’omosessualità ha l’aggravante familiare: molti giovani omosessuali, oltre ad essere esposti al pubblico ludibrio in società, lo sono anche in famiglia. Una norma contro l’omofobia, è una norma educativa, una norma che sancisce dei termini “fisici” all’inciviltà come già stato fatto per l’antisemitismo o il razzismo o che deve essere fatto per la violenza sulle donne. Non si tratta di un’imposizione, ma di una crescita. E’ come quando si costringono i bambini a leggere, all’inizio, per insegnargli la cultura. E’ solo cultura e civiltà e non priva nessuno di alcuna libertà. La libertà è quella che manca a molti omosessuali italiani di potere vivere liberamente la propria vita personale e di coppia, senza fare male a nessuno. Ecco, questo è un altro passaggio importante: senza fare male a nessuno.

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13 pensieri su “Dal Blog di Flavia Amabile. Punire gli omofobi?

  1. In effetti, mi ha colpito uno che chiedeva “e` omofobia giudicare immorale l’omosessualità?”

  2. Per inciso, mi pare che emerga chiaramente dai commenti che la maggior parte delle persone (o almeno la maggior parte dei commentatori) pensa che essere LGBT sia una scelta dettata dal libero arbitrio e in quanto tale discutibile e/o deprecabile.

    Devo dire che non me l’aspettavo. Forse e` proprio questo il nodo su cui bisognerebbe fare piu` informazione.

    Certo che anche l’articolo non e` proprio “lucidissimo”. Fa un gran miscuglio fra chi “e` violento contro gli omosessuali” e chi “istiga alla violenza e all’odio”. Non stupisce quindi che i commenti siano confusi, indirizzati male (le norme contro la violenza ci sono gia` e valgono ovviamente per tutti). Non riesco mai a capire se sti giornalisti facciano piu` male che bene, o anche se semplifichino appositamente per creare piu` sensazione…

  3. Resta il fatto che invece di litigare tra noi dovremmo pensare a come “comunicare” con il resto del Paese. Lo facciamo tutti, credo, molto bene personalmente, nei nostrio coming out quotidiani. Perchè non riusciamo a fare un Coming Out come categoria, attraverso attività politica, eventi, convegni, che faccia dire alla gente: fino ad ora non credevo che… è così che si combatte l’omofobia che in realtà alberga nell’ignoranza.

  4. Miiii, che tristezza!
    E quanta strada ancora da fare…
    Quanta ignoranza, quanto odio, quanta paura…
    Tra tutte le cose (c’e’ ampia possibilita’ di scelta) mi ha sconcertato questa: “Piuttosto ci domandiamo quale violenza sia per un bambino il vedere due uomini che si baciano spudoratamente in pubblico? (visti personalmente)!!!”
    La risposta… “Nessuna”
    Oppure… “Ne’ piu’ ne’ meno che se a baciarsi fossero un uomo e una donna”
    O anche… “Ma quale violenza? E’ solo un’atto d’amore”
    Incredibile!!!!!
    E poi basta con sta storia del matrimonio eterosessuale a scopo procreativo!!!
    Gia’ in Italia si fanno pochi bambini e non tutti vengono fatti all’interno del matrimonio: vorrei vedere una statistica sui matrimoni procretivi!
    Forse bisognerebbe proporre un test di fertilita’ e in caso negativo vietare il matrimonio alle coppie sterili, e poi bisognerebbe negare il matrimonio a coppie oltre una certa eta’… e infine revocare il matrimonio alla gente che non ha figli.
    Ah! Allora si’ che le cose sarebbero un pochino piu’ coerenti!!!

  5. Giacomo il scrive:

    io ho dei profondi dubbi sul concetto stesso di reato d’opinione. Per esempio non sono d’accordo con la legislazione austriaca che mette in galera chi aderisce alla corrente pseudo-storiografica del negazionismo. Non sono d’accordo non perché io creda alla bubbola del complotto ebraico/alleato per screditare i nazisti, ma perché penso che il negazionismo lo dovremmo sconfiggere con i dibattiti pubblici, i confronti diretti tra le opinioni, insomma mettendo (magari in TV) gli uni contro gli altri i sostenitori delle due teorie in competizione e mostrando che quale delle due supera il vaglio delle prove storiche…

    In genere sono contrario a punire per legge la formulazione di teorie, per quanto strampalate siano, purché esse siano poi liberamente criticabili, e anzi penso che lo Stato dovrebbe piuttosto spendersi per promuovere un sano e pubblico dibattito piuttosto che non reprimere una delle posizioni in gioco.

    Detto ciò come premessa ammetto che dato che nell’ordinamento sono già previste delle sanzioni per certe forme di razzismo, allora non vedo perché non comprenderle tutte, insomma o nessuna o tutte…

  6. Sinceramente quello che mi colpisce maggiormente è che ci sia una larga fetta di popolazione che giudica la norma anti omofobia foriera di un reato di opinione. Questo secondo me viene generato da due principali incomprensioni: i giornalisti hanno finora privilegiato l’aspetto “protezionistico” delle persone GLBT e noi stessi, associazioni in primis, abbiamo puntato il dito contro chi la osteggia facendo poco per spiegare le vere conseguenze di una norma simile.
    Come già detto da Giacomo il nostro ordinamento già sanziona alcune forme di razzismo. Perchè né noi né tanto meno i giornalisti, che hanno più visibilità, abbiamo cercato di far comprendere il senso profondo di tale norma e spiegato che non si tratta affatto di un reato di opinione ma di un passo avanti verso la civilizzazione del nostro paese? Noi, ovviamente, potremmo avere la giustificazione dell’allarme e della paura che ci investe in assenza di tale norma ma i giornalisti che scusa hanno? Perchè nessuno dice che in Italia discriminare una persona perchè cattolica o ebrea è reato mentre farlo perchè gay è normale? E perchè nessuno chiarisce che sostenere con civiltà di assere contrari al matrimonio o all’adozione per le coppie omosessuali non è discriminazione ma lo è sostenere che l’omosessualità è una malattia o una perversione? E’ questo il senso reale di una norma anti omofobia e è questo che noi e i giornalisti dovremmo sostenere. Il punto è che chi sostiene il reato d’opinione introdotto con la norma anti discriminazione per spiegare le sue motivazioni usa parole come “secondo me i bambini dovrebbero avere un padre e una adre” mentre nei fatti quotidiani sostiene che “è immorale far adottare dei bambini ai froci perchè li sevizierebbero”. E’ esattamente questa la differenza tra le opinioni personali e le discriminazioni ed è esattamente su questo che dovremmo lavorare a mio avviso!

  7. flavia il scrive:

    leggo solo ora i vostri commenti al mio post
    se ho commesso imprecisioni vi chiedo scusa. per il resto sono pronta a fare tutto quello che posso

  8. Carissima Flavia, non si tratta di avere commesso imprecisioni. Anzi, da persona che fa politica è stato utile leggere i commenti al suo blog, perchè questo mi fa rendere conto della gravità della situazione, della lontananza di tanta parte di Paese da certi temi e problemi.
    Un giornalista, credo, oltre al dovere di cronaca ha il dovere di accompagnare culturalmente i lettori. Ecco, potrebbe dare spazio a delle interviste a giovani che hanno subito atti di bullisimo, ad omosessuali che raccontano alcuni episodi della propria vita e raccontare magari che una coppia omosessuale è una famiglia. E’ vero che una norma contro l’omofobia è un primo passo verso un cambiamento che deve essere soprattutto culturale e chi meglio della stampa e dei media, può aiutarci?

  9. miriana marini il scrive:

    mamma mia!! Quindi se io penso e dico che l’unione tra due uomini non è un matrimonio (cosa che deriva semplicemente dall’etimologia del termine) commetto un abominevole atto di razzismo. Quindi se io penso e dico che due uomini o due donne che stanno insieme non potranno mai essere una famiglia e specialmente essere un supporto decente per dei figli commetto un REATO? Scusate mi correggerò..
    bella tolleranza, come la chiamate voi..

  10. gentilissima Miriana Marini,

    nessuno le vieta di pensare liberamente. Io capisco moltissimo i dubbi delle persone che non conoscono la questione omosessuale. Le assocuro che erano i miei stesso dubbi prima di capire alcune cose di me stessa.
    Io le chiedo solo di essere curiosa, di porsi delle domande. Io dal canto mio posso dirle che per me una coppia omosessuale è come una coppia etero. E che ho esperienza di famiglie gay con bambini i cui bimbi sono sani e amati.

    Pensi: 70 anni fa era normale pernsare che le donne non dovessero votare. 20 anni esisteva il delitto d’onore.

    Si consenta almeno il beneficio del dubbio. Se ha curiosità può scrivermi una mail e cercherò di fornirle le risposte o comunque degli spunti di riflessioni. Noi siamo molto tolleranti, sa? Ci pensa che siamo l’unica minoranza al mondo a non avere mai messo una bomba? A non avere una frangia armata di liberazione? Vogliamo solo essere uguali a voi…

    Ah, dimenticavo. Noi, siamo i vostri figli, le vosrre sorelle, i vostri amici. Non veniamo da marte.

  11. A proposito di iniziative volevamo segnalarvi una cosina di ben altro tipo… infatti il 4 aprile 2008 in 15 città italiane i credenti di varie religioni celebreranno tante veglie pubbliche per ricordare alle nostre chiese le vittime della violenza dell’omofobia.
    L’iniziativa è stata lanciata con il passaparola da un gruppo di credenti omosessuali di firenze e la cosa incredibile è che anche in Cile, Venezuela, Spagna, Peru ed Irlanda dei gruppi di credenti omosessuali daranno vita nello stesso gionno a delle veglie simili.
    Non scherziamo per saperne di più basta visitare il sito dell’iniziativa all’indirizzo http://inveglia.wordpress.com/info/

  12. Andrea il scrive:

    Beneficio del dubbio?
    Però, curioso detto da chi parte da presupposti che considera inaleniabili: perfettamente identica alla posizione di chi afferma di partire da presupposti diametralmente opposti: intransigenza e dogmatismo da una e l’altra parte…
    Il beneficio del dubbio, quindi la possibilità di dialogare, discutere e confrontarsi parte dalla possibilità che ognuno ha di rivedere le proprie idee: qui invece sembra si prenda esempio proprio da quello che contestiamo!
    Dove si va finire?

  13. MAURIZIO il scrive:

    Egr. Flavia Amabile
    ringraziandola per l’impegno da lei profuso riguardo alla problematica degli ex lsu in servizio nelle scuole e in attesa dell’ articolo da lei promesso al riguardo, le scrivo per chiederle se era possibile inserire nell’ elenco dei blog da lei segnalati anche il nostro blog per dare visibilita’ alla nostra problematica :
    http://exlsu-ata.blogspot.com
    ( exlsu in servizio nelle scuole che lottano per la stabilizzazione ata).
    Ringraziandola per la gentile collaborazione, cordiali saluti MAURIZIO DE MARTINO

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