Per quello con l’accento (o è un apostrofo?)…

16 gennaio 2008 § 7 commenti


Chi lo capisce è arguto.

Vedi…sai che c’è?

Che non capisco perchè tu sia così insignificante nella mia vita, tanto che non ho nemmeno più voglia di chiamarti, e perchè ho pensato a te, in questo momento. Che devo scegliere. A cosa diresti. Al tuo giudizio.

Perchè sai qual’è la sfiga della mia generazione di giovani borghesi che hanno studiato? La possibilità di scegliere.

Il lavoro? La famiglia? I figli? Siamo fatti di passato fino nel midollo. Non di DNA, ma di passato, Dio Santo!, se pesa questo passato. I tuoi errori. Quelli dei tuoi amici, dei tuoi coetanei. Eppure mi sembra di ripeterli come se il fatto che tu li abbia fatti non sia servito a nulla. Tu hai scelto e sai che c’è? Hai sbagliato. Sbagliato su tutta la linea. Potevi andare in montagna tutti i we, mandare i tuoi figli a studiare all’estero, diventare bianco sulla stessa poltrona, le stesse mura, annoiarti un pò davanti alla TV, avere gli amici di sempre accanto, avere una memoria corrisposta.

Non sai cos’è la memoria corrisposta? Te lo racconto, perchè io ce l’ho. E’ quella cosa che ti rimbalza quando parli con gli amici di una vita, che ti ritorna come un eco, come un te stesso cresciuto diverso, come un te stesso che ti conosce, che ti ricorda, che ti ha specchiato nel lungo cammino. Tu non ce l’hai, non gli hai dato importanza, tu gli amici te li sei seminati correndo a 100 km all’ora sulla vita. Io me li semino intorno, mi crescono intorno, sono lo spettacolo più bello che la vita mi abbia donato. Dopo di lei. Già, lei.

Ce l’avevi anche tu. Non hai avuto il coraggio di lasciarla, di non farci i…sì, hai capito. Quelli: io. Dovrei ringraziarti ed invece è stata tutta vigliaccheria. Lo sapevi già e non hai avuto coraggio.

Invece, lo sai che c’è? Che la mia scala di priorità è un’altra ed è diversa dalla tua e ti guarderò dritto in faccia, negli occhi, quanto contesterai la mia scelta (che sia oggi o tra due mesi, altrove). Perchè lo farai. Lo so.

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§ 7 risposte a Per quello con l’accento (o è un apostrofo?)…

  • bucky scrive:

    non far pesare il giudizio degli altri sulle tue scelte… se la scelta è sulle tue priorità sarai sempre vincente in qualsiasi confronto!
    bacio

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  • frà scrive:

    pfiu…andava bene anche FRA’, discusso diminutivo con accento o apostrofo..ma direi che qui la consonante è una sola, e non fr… ;-)

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  • ga scrive:

    sai che sono con te su questo argomento…non credo che possa giudicare niente di te..dovrebbe solo essere orgoglioso…per come sei..per le persone che hai intorno…TVB.GA

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  • Anonimo scrive:

    togli tutto…. società, generazione, passato, sono alibi (loro), genitori non si nasce…. e c’è chi anche avendo i figli non lo è mai diventato… non è un mestiere facile….. lo capisco… purtroppo ….tutto qui….
    bacio bacio bacio bacio
    e*
    PS: ma che è successo?? qualcosa di particolare?? perché ieri sera non ci hai raccontato?

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  • frà scrive:

    …ma sei ancora a roma?

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  • cla scrive:

    …..e se fosse stato tutto diverso tu cosa saresti?
    Spesso dal dolore nasce il bene.

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  • chi@ scrive:

    questa è un’idea: la mia.

    nella vita si possono seminare un miliadro di cose.. alcuni semi danno frutto, altri no.. altri hanno bisogno di cure.. è bello vedere i semi crescere e diventare robusti, è bello aiutare i semi più deboli..

    poi ci sono le piante che ci sono vicino.. volente o nolente sono li.. capita che ci fanno ombra quando abbiamo voglia di prendere il sole; e noi siamo infastiditi per questo! poi capita di avere bisogno di loro proprio quando non ci sono; e sentiamo la mancanza dell’ombra.

    credo che non possiamo scegliere il terreno in cui nascere e le piante che già sono cresciute attorno, ma possiamo scegliere se spargere i nostri semi vicino o lasciarli portare via, lontano, dal vento.

    Questa scelta è personale e, se motivata, è forte e resistente. il problema è che non sempre viene condivisa e corrisposta. credo che questa sia la linfa che ci rende alberi..

    chi@

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