NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “febbraio, 2008”

Caro Elfo,

non è facile darti una risposta (alle domande che mi fai qui). E tu lo sai. Stiamo andando a votare molto prima di quanto ci saremmo aspettati e molto prima che il processo di creazione del PD sia concluso.
Che nel PD ci siano delle componenti stridenti nessuno lo ha mai messo in dubbio. Noi gaydem, come ci chiami tu, siamo lì per evitare che il PD prenda un’unica direzione. La presenza dei radicali la giudico molto positivamente.
A prescindere dall’analisi letteraria della lettera che i gay del PD hanno firmato, me compresa, vorrei esortarti a rispettare la nostra decisione, presa ormai da tempo e di cui la lettera è rappresentante della coerenza. Il nostro ragionamento, che tu non condividi, ma ti chiedo di rispettare è: se non c’è testimonianza GLBT nel PD non avremo mai una legge.

I pochi mesi che ho passato nel PD mi hanno fatto capire che persino i DS su certi temi erano indietro e a volte basta la testimonianza di una persona che parla senza peli sulla lingua, senza censure, senza doppio fine, ad evolvere le persone, le idee.

Io ed Ivan, quelli dell’ultima ora, siamo dentro il PD per questo.

Ti prego: non fare l’analisi logica o del testo di una lettera firmata da molte persone, scritta per essere pubblicata sull’Unità (e sai già che ho subito censura su questo) per dare rilievo pubblico alla nostra presenza nel PD, per ricordare a tutti che i gay nel PD ci sono.

Io capisco i tuoi dubbi sul PD, ma tu cerca di capire me, noi. E fai attenzione a quanto accade: la Sinistra Arcobaleno a Roma accetta la candidatura di Rutelli. I socialisti ritireranno quella di Grillini in cambio di qualche poltrona.

Chi è che sta facendo i tuoi interessi di gay?

Un altro chiarimento: nella lettera si parla di gay e lesbiche solo per correttezza. Purtroppo ad oggi non ci sono persone transessuali ad arricchire la squadra. Resta il fatto che gay e lesbiche del PD combatteranno per i diritti delle persone transessuali come se fossero i propri.

Ancora su PD, Radicali e sedicente Sinistra Arcobaleno

Cari tutti,
io ritengo che premiare il buon lavoro e governo dei radicali sia stato un atto di coraggio da parte di Veltroni, un atto che sapeva perfettamente di sollevare la rabbia cattolica esterna ed interna.
Mi dispiace ma sentirvi accusare i radicali di volere poltrone, quando sono anni che tutto fanno, tranne occupare poltrone…boh, mi lascia perplessa.Quando parlo di sedicente Sinistra Arcobaleno, lo faccio perchè è una compagine nata come la PDL: per fare cartello elettorale. Nessun progetto politico comune. Nessuna vera fusione di intelligenze e storie.

Ed ancora: dove era la Sinistra Arcobaleno (parlo della manifestazione al Campidoglio) quando si votata il registro? E dentro l’aula, perchè non ha minacciato le dimissioni? Perchè non aveva interesse.

E Roma? Come fa la Sinistra Arcobaleno ad accettare la candidatura di Rutelli senza colpo ferire. Perchè non appoggiare quella di Grillini se davvero avessero a cuore la laicità!

Così mi sembra che in Italia i veri laici siano i radicali, più del PD, e Veltroni li sta ospitando, senza paura.

Arcigay dal canto suo dai radicali si è sempre sentita superata, visto il suo posizionamento politico.

E ripeto: resta il fatto che a Roma sto aspettando di definire la mia posizione.

Voleste proporre a Walter una candidatura…

Potete farlo qui (iscrivendovi alla circolo del PD Obama, il primo circolo on-line)

L’anima vera del PD

L’accordo con i Radicali, da anni in prima fila per la difesa dei diritti umani, la dice lunga sulla vera anima del PD, la vera anima voluta da Veltroni, a prescindere dalle parole.

Walter sapeva a cosa andava incontro (vedi gli attacchi di Famiglia Cristiana).

Arcigay avrebbe fatto meglio a tacere considerando che la cosidetta sinistra Arcobaleno, parla parla ma quando avrebbe potuto ricattare la coalizione se ne è stata zitta zitta. Così è stato il giorno della votazione per il Registro delle Unioni Civili.

Walter imbarca i Radicali che solo un mese fa facevano sit in sotto al Vaticano e che non hanno mai cercato compromessi per definire la propria visione dell’umanità. Una riflessione su questo coraggio l’ho letta solo qui.

Rispondo anche a chi mi chiede la parafrasi lessicale delle lettere che firmo: in questo momento confermo che anche per il bene della comunità GLBT l’unico partito possibile è il PD.

A Roma il discorso è diverso e mi riservo di decidere nel giro di una decina di giorni quando Rutelli mi avrà risposto e se mi avrà risposto.

Confermo che sono pronta a guidare un fronte astensionista nella città di Roma.

Alemanno non mi fa paura.

Buen Retiro

E’ incredibile la capacità del tempo di dilatarsi e di concedere riposo.

Così in soli 2 giorni siamo riusciti ad ascoltare la musica sotto l’acqua salata, a fare due cene a lume di candela, a cuocere in una sauna e a lacrimare spore velenose in un Hammam.

A camminare lungo i cipressi del Carducci, a Bolgheri, e a trovare le tombe dei Conti della Gherardesca nascoste in un bosco. A passeggiare lungo la spiaggia toscana mano nella mano.

E ancora: pranzare a PortoVenere sotto un sole di primavera, riraccontarci la nostra storia d’amore ridendo e facendo l’elenco dei “se fosse…” e dei “se avessi detto” e dei “se avessi fatto”

E’ incredibile la quantità di tempo che si riesce a passare in due, dopo otto anni. E ridere ancora.

E’ incredibile che quel giorno di otto anni fa, tu sia venuta allo sportello della biblioteca.

Il brivido dei “se” scorre sempre con la stessa elettricità.

Ora devo usare e fare fruttare questo pieno come sappiamo. Il vuoto è passato.

Caro Francesco,

Chi ti scrive è lesbica, fa parte del tuo partito e tutte le volte che ti sei candidato a sindaco di Roma, ti ha votato. 

Sei arrivato a Roma, quasi venti anni fa, giovane e con una forte coscienza ambientalista.  Il 7 luglio del 2000 revocavi il patrocinio alla più grande manifestazione per i diritti delle persone omosessuali e transessuali che la storia italiana ricordi. Lo stesso giorno, Walter Veltroni sfilava con noi.

Quel giorno, caro Francesco, la comunità gay più grande d’Italia, quella romana, interrompeva con il proprio sindaco, tu, un rapporto bello, sereno, di reciproco rispetto. 

Oggi, più vecchio (consentimelo) e meno laico ti ripresenti a Roma. Sei diverso tu, è diversa la città. Nelle precedenti tornate elettorali in cui tu e Walter vi siete presentati alla città, Roma ha premiato una coalizione che oltre ad avere una forte ambizione programmatica e votata al cambiamento (avete rivoltato Roma come un pedalino come si dice a Roma e lo dico in senso buono) era una coalizione che aveva nelle sue corde la rappresentatività della città in tutte le sue diverse anime.

Roma vantava un’integrazione razziale che solo oggi ha cominciato a scricchiolare a differenza di altre città, accoglieva decine di migliaia di studenti fuori sede da tutto il sud, abbracciava San Pietro nella storica ospitalità alla Chiesa Cattolica e cresceva materna una forte comunità gay che in questi venti anni dalle feste e dal buio, dall’amato Pasolini, è riuscita ad uscire allo scoperto, ha messo su famiglia, ha comprato case, ha messo radici, ha animato luoghi. Insomma, Roma, era davvero la Capitale d’Italia, tenera e aperta, tollerante e spirituale. 

Non ti nascondo che oggi, la comunità gay e transessuale e non solo, guarda con perplessità alla tua candidatura, dopo averti amato come sindaco. E’ necessario, Francesco, che tu dialoghi con questa comunità ferita e vilipesa, che ha visto tradita l’aspirazione al Registro delle Unioni Civili, che legge sui muri sempre più scritte omofobe e che, in ultimo, in questi giorni ha visto bruciare uno dei locali di ritrovo più frequentati, il Coming Out. Vedi, Francesco, come ho scritto anche al nostro caro Walter, le parole di persone come te e lui, sulla questione omosessuale hanno un peso incredibile. A volte anche il silenzio lo ha.

Il riconoscimento, anche da parte di un comune come quello di Roma (non mi dire che è una questione da risolvere in parlamento) ha importanza per mettere dei paletti contro il dilagare dell’omofobia. Dire che le famiglie sono la priorità, come hai detto in questi anni, come se noi non fossimo famiglie, ha contribuito a creare contrapposizione tra famiglie eterosessuali e omosessuali, come se il fatto che io possa lasciare la mia casa, le mie cose alla mia compagna senza dovere discutere di legittima ( e non vado oltre a raccontarti tutte le cose che NON posso fare per lei), tolga qualcosa ai miei vicini di casa eterosessuali.

Francesco, è necessario organizzare un incontro sulla laicità della città di Roma, è necessario che ti riabbracci con i rappresentati della comunità GLBT romana, attraverso la promessa che sarai anche il nostro sindaco supportando iniziative che ostacolino l’omofobia nelle scuole e per le strade, impegnandoti ad inserire ufficialmente nella giornata e nei viaggi della memoria anche la memoria dell’olocausto omosessuale, e garantendo fin d’ora il patrocinio e la tua presenza (pensa lo ha fatto anche Giuliani a New York!) ai GayPride che si svolgeranno a Roma. Sappi che ad oggi il voto omosessuale alla tua carica di sindaco non è scontato. Dacci la possibilità di fare campagna elettorale per te. 

Cristiana Alicata  p.s. a mali estremi, estremi veltroniani.   

Pd, il circolo on-line Barak Obama

Lontani da casa? Cervelli o panze in fuga? Vorreste un circolo del PD da frequentare di notte senza uscire da casa?

Iscrivetevi al Pd, qui.

CENSURA di sinistra

Ebbene sì.

Vi ricordate la petizione/lettera di perplessità sulla candidatura di Rutelli?

Ebbene, ha raccolto quasi 400 firme in una settimana. La mia lettera in cui elencavo i motivi per cui come lesbica e come giovane e come donna la sua candidatura mi lasciava perplessa e contraria?

Ok.

L’Unità mi ha tenuto in bilico per quasi 2 settimane, rifiutandosi di pubblicarla. Anche Repubblica mi ha risposto picche. Ho pensato di mandarla al tempo, ma mi è sembrato proprio fare il gioco dell’avversario. Mi rimane ostica questa pratica della censura interna, in cui ogni dissenso, quando è forte, viene schiacciato, annullato, ignorato.

Quello che posso chiedervi è diffondere questo post, perchè il web non sia anch’esso il luogo della censura, ma sia il luogo del dibattitto costruttivo. Facciamo vedere che il nuovo media siamo noi. Facciamo sapere le cose che accadono, a prescindere se le condividiamo o no. 400 persone, liberi cittadini, che firmano una petizione è una notizia. No?

Lettera a Valerio Pieroni sull’omosessualità

Caro Valerio, 

spesso non riesco a capire alcune posizioni simili alle tue (soprattutto nei commenti al post) sulla questione omosessuale. Cercherò, come mi è d’uso di non essere aggressiva su alcune tue affermazioni abbastanza retrogade. 

1) cos’è la famiglia naturale? Quella fondata tra maschio e femmina? In natura esiste l’omosessualità che è una manifestazione tale e quale all’eterosessualità e dove non è repressa si manifesta con la formazione di famiglie

2) in tutto il mondo moderno, da qualche giorno persino in Israele, le coppie gay adottano figli e studi su studi dimostrano la totale sanità di questi bambini

3) l’omosessualità esiste da che è nato l’uomo e da sempre molti figli sono cresciuti con genitori omosessuali senza danno. In Italia esistono centinaia di famiglie gay con figli.

4) Una coppia gay senza figli è equiparata ad una coppia gay senza figli. Se gli ultimi due sono una famiglia, anche i primi due sono una famiglia. 

Il Family Day del 2008 viene organizzato per ribadire una contrapposizione, per ribadire un primato: esistono famiglie di serie A e di serie B. Io dico questo: esistono i diritti delle persone. La serenità e lo sviluppo della donna, del bambino, costringere i padri a farsi la paternità per ridare eguaglianza sul lavoro. Queste le cose da chiedere. Aumentare le denunce di violenza pedofila dei padri sui figli o dei mariti sulle donne. Queste le cose da chiedere, visto che la famiglia rappresenta, oggi, uno dei luoghi più insani in situazioni di disagio, proprio perchè la persona non ha possibilità di esprimere se stessa liberamente e sfoga le proprie frustrazioni e costrizioni sociali sui propri cari. In Italia non abbiamo bisogno di assegni. Queste, Valerio, sono spot elettorali. E così verrà usato il family day, guarda caso organizzato da chi si candida alle elezioni (vedi Pezzotta). In Italia abbiamo bisogno di riforme, di parità tra uomo e donna, di consentire ad una coppia giovane di accedere ad un mutuo o di poter scegliere di fare figli. Non di stare a casa a fare figli per avere dei soldi. Prima il supporto, poi i figli. Non il contrario. Questo lo faceva Mussolini! Tutto questo non toglie nulla alle famiglie omosessuali. Non toglie nulla. I numeri che tu hai citato non hanno senso. Finchè ci sarà discriminazione, moltissimi avranno paura di andare a sposarsi. Conosco tantissime coppie che avrebbero paura a farlo. Il matrimonio, nella nostra costituizione non fa riferimento all’uomo e alla donna. Ma alla famiglia naturale. Ti rinnovo l’invito, visto che fai politica, ad andare a a trovare una coppia omosessuale e ad accorgerti di quanto è NATURALE.Questo è quello che vogliono gli omosessuali italiani. Non le associazioni. Le persone: il 10% della popolazione mondiale.Saluti.

 

Piccolo sfogo personale. Diciamo GLBT

Avete notato? Tutto tace.

I leader GLBT sono in silenzio, alcuni di essere chiamati a riempire liste. Se si fa eccezione per Rossana Praitano che interviene sulla candidatura di Veltroni con una lettera su Liberazione, fotocopia di cose già dette anche qui e che l’Unità si sta tenendo nel cassetto da giorni per tentennamenti, gli altri tacciono. Forse domani esce.

De Zan lancia l’iniziativa che si chiama un politico per due a sostegno delle coppie di fatto. All’inizio ci credevo. Poi qualcuno mi ha fatto notare che De Zan è uscito dai DS e ora milita nella sinistra arcobaleno. Politici aderenti: Giordano e Pecoraro Scanio. Una vetrina per due, più che un politico per due. Io comunque ho scritto a Veltroni e Bettini che se ci candiamo da soli e davvero crediamo nel riconoscimento delle coppie di fatto ci deve essere anche un notabile del PD.

Sulla candidatura di Rutelli tutto tace. Il fatto che il maggiore sponsor della Binetti torni a fare il sindaco di Roma, non fa inalberare la comunità GLBT romana. Imma Battaglia che dice? Fabrizio Marrazzo? Stiamo a vedere cosa succede. Mah.

Nessuna iniziativa forte per ribadire a Veltroni l’importanza della presenza GLBT nelle sue liste. Tutto avviene sottoterra.

La mia amarezza, la mia frustrazione, quella di Ivan, sembra l’impotenza di don Chischotte. Mi sembra di vivere in un paese che ha perso il senso delle cose, prima di tutto la misura. Tutto questo mentre Zapatero mette a tacere la Chiesa alla vigilia delle elezioni. E mentre un semi sconosciuto giovane nero sta massacrando la Clinton, contro tutti i pronostici, anche quelli del buon Anellidifumo, commentatore superbo di politica estera.

Arimah.

Fusioni, sfaldamenti, code fra le gambe e donne dai capelli rossi.

L’UDC si sfalda. 

La Rosa Bianca raccoglie gli organizzatori del Family Day (Pezzotta, indimenticabile in quei giorni in difesa della Sacra Famiglia!?) e i rifugiati dell’UDC.

Giovanardi va in Forza Italia, poi divenuta in mezza giornata la PDL.

Scompare il simbolo di AN: questa mi sembra la cosa migliore che potesse capitare a Veltroni e donna Almirante, notoriamente intelligente, lo ha fatto notare. Fini, al di là delle provocazioni che ho fatto per contrasto, è un uomo politico defunto: questa era la sua grande occasione, per la poltrona sua e dei suoi ha rinunciato a passare alla storia. Al prossimo turno sarà, per lui, troppo tardi. Ha dimostrato di essere un abile paroliere ed un totale incapace a fare, se si esclude la svolta di Fiuggi. Se fossi un elettore di An sarei addolorato, tenendo anche conto del radicamento territoriale e di tradizioni che ha il partito erede del MSI. Il PD da solo ha fatto paura, così AN e FI e altre briciole fanno un super partito, che non conta una sezione, non conta un simpatizzante, che è stato pensato tra Arcore e la Maddalena. L’importante è poter dire: siamo il partito più grande.

Storace forse candiderà una donna, la Santanché (mi spiace che l’estrema destra arrivi dove noi non siamo arrivati), ma forse, più probabile, si fonderà nel PDL e in quel caso Veltroni deve fare pesare la presenza nella cosidetta cosa liberale e moderata della destra fascista e statalista.

La Lega non si presenta al sud. Ho riso da matti. Ridicoli.

Bertinotti ottuagenario si candida come premier della cosa rossa, ma ha capito il gioco di Walter. Per fortuna. Ha capito che deve compattare una sinistra fatta di localismi, la deve fare evolvere, la deve emancipare dalla sindrome Nimby.

Mastella vi prego qualcuno lo elimini (politicamente) non voglio nemmeno commentarlo.

Casini alla fine cederà. 

Malgrado tutto, credo che Veltroni abbia fatto una cosa coraggiosa, finalmente. Sa bene che andare da soli è rischioso, ma sa anche che non ha senso presentarsi con la stessa coalizione degli ultimi 20 anni. Nelle liste e soprattutto nelle posizioni di eleggibilità, dovrà rappresentare tutti (visto che andiamo da soli). Dovrà portare in parlamento una squadra nuova, che tenga conto delle esperienze, ma che faccia vedere la sua faccia giovane, quella femminile, quella GLBT. Solo così il PD potrà davvero essere il partito che incarna il sogno di un intero paese e non di una parte. Solo con una campagna forte che parli a tutti, come da mesi, forse da anni chiediamo sarà possibile vincere. L’unico pericolo lo vedo sulla nostra pelle, quella già ferita della comunità omosessuale. Vediamo cosa Valter saprà fare.

Anche noi possiamo. E’ vero. E stiamo lavorando per questo.

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