quattro e gli alberi in lontananza

Entries from Marzo 2008

#1 Viaggio nella Roma delle famiglie gay. Che Rutelli non conosce.

Marzo 31, 2008 · 22 Commenti

Questo articolo è stato scritto per L’Unità. 

In questi giorni di fervente campagna elettorale accompagno fisicamente e virtualmente i “miei” candidati nelle case e nei sogni nascosti di una comunità sempre più grande e inafferrabile. Famiglie di gay e lesbiche che non vanno in discoteca da una vita, che non frequentano “l’ambiente” e non rientrano nel cliché del luogo comune. Alcune coppie di lesbiche hanno bambini, altre ci stanno provando, altre non ci pensano proprio. Un po’ come tutte le coppie tra i 30 e i 40. Entrambi i miei candidati, entrambi del PD, hanno una estrema sensibilità alla questione GLBT ed entrambi vinceranno. Sono candidati uscenti, segno che Roma è molto più avanti di quanto si creda. Si discute del Registro delle Unioni Civili, di servizi, persino di asili nido. Per assurdo una lesbica madre figura come una ragazza madre, anche se ha una compagna milionaria (!) così schizza in alto alle classifiche per i posti negli asili, a dimostrazione che non riconoscere le coppie gay può essere un danno anche per quelle etero. Stiamo fermi fuori da Feltrinelli di Viale Marconi e in mezz’ora passano almeno 4 coppie gay. Ci salutiamo. La candidata è stupita. Già. Sembriamo così pochi e invece. Molti non hanno voluto incontrarla. Non vogliono farsi riconoscere, nel quartiere. Mi hanno detto: “Dacci il nome, la votiamo.” Ma quando il discorso cade su Rutelli, la rabbia diventa pesante. “E’ quello che ha portato la Binetti in Parlamento.” “E’ quello che per tutto il 2007 ha detto che la priorità erano le famiglie. Noi cosa siamo? E soprattutto cosa togliamo agli etero?” Etero che non sono solo invocati ma sono loro accanto, sono i loro vicini di casa che ormai hanno fatto propria la causa degli amici, sono i loro amici. “E’ quello che tolse il patrocinio al Pride del 2000.” Indiavolate le donne, eterosessuali o lesbiche che siano: “Ha chiesto l’astensione sul Referendum sulla fecondazione assistita.” E ancora: “Cosa ce ne facciamo di un Centro di Cultura Omosessuale?” Si ridacchia amaramente pensando ad un centro di Cultura per i precari. Uno per le partite Iva. Roba da intellettuali. Qui c’è bisogno di servizi. C’è bisogno di combattere l’omofobia a partire dalle dichiarazioni coraggiose. Qualcuno propone di invitare Rutelli ad una cena, tra noi, sperando di farlo ricredere. Qualcuno scuote la testa: “Figurati. Lui incontra qualche dirigente di qualche associazione in privato e pensa di avere risolto il problema dicendo che non ci discriminerà!”. Così, insieme al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, (l’associazione romana GLBT più importante della capitale) la maggior parte della comunità gay e lesbica romana di destra (i gay di GayLib, persino!) e del PD (molti di noi), di An, di Rifondazione, si avvia al voto disgiunto. Loro e le loro famiglie, i loro amici, i loro vicini di casa. Ognuno voterà il suo partito e poi voterà per Grillini sindaco. Una candidatura che non ci sarebbe mai stata se, per esempio, Nicola Zingaretti fosse stato il candidato sindaco. Una candidatura di disperazione, una candidatura per cercare di affermare una presenza che anni di immense manifestazioni, proprio a Roma, non sono bastate ad affermare. Molti alla fine voteranno Rutelli per paura di Alemanno. Molti voteranno Grillini per provare a contarsi. Il voto disgiunto, comunque, sarà l’ago della bilancia della politica romana. Rutelli potrebbe garantire il Registro. Potrebbe promettere di essere accanto a noi al prossimo Pride. Potrebbe incontrarci. Qualcuno dice: “Non vale. Lo farebbe solo per avere voti.” Io mi porto via la mia candidata. Loro un po’ di volantini. Ogni mattina chiamo il mio consigliere, chiamo gli amici candidati alla Provincia, e mi sfogo un po’. So che Rutelli non è il PD. Ma so che in qualche modo dobbiamo dirglielo. Ed anche io voterò Grillino sindaco. Cristiana Alicata Eletta nella Costituente Regionale del PD Lazio.

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Su Pechino abbiamo sbagliato.

Marzo 31, 2008 · 28 Commenti

Caro ElfoBruno, Caro Anellidifumo (mi rivolgo a voi due perchè è a noi tre che venerdì Pennarossa pensava),

presi come eravamo dalla questione GLBT , in questi mesi, abbiamo praticamente abdicato al resto dei problemi del Paese e del Mondo (anche se Anellidifumo è immerso anche nelle elezioni USA, ma per vicinanza geografica!). Così sono giorni che mi ripropongo un post sulla riforma Universitaria e su Alitalia, ma tra una Marianna Madia e l’altra non riesco a staccarmi dalla “nostra” questione.

Venerdì sera Pennarossa tra una pizza e una pinta di birra mi ha fatto riflettere su questo. Mi ha detto:” Mi aspettavo, da voi che vivete sulla pelle la discriminazione, una forte condanna di quanto sta accadendo in TIbet”. Riferendosi anche alla loro idea di chiedere il boicottaggio delle Olimpiadi. Dico la verità. Non è che avessi lasciato cadere la loro proposta nel vuoto. Ne parlammo mesi fa e dissi loro che ritenevo una stupidaggine il boicottaggio. Anzi dissi loro che le Olimpiadi erano la cosa migliore che potesse capitare alla Cina.

Oggi continuo a pensarla in questo modo, ma penso anche che se non sfruttiamo questo momento, per chiedere alla Cina il rispetto dei diritti umani, le Olimpiadi saranno solo un gran bel business. E poi ho anche pensato che se in Cina stessero uccidendo gli omosessuali, ci saremmo già andati ad incatenare all’ambasciata cinese e questo non è giusto.

Noi siamo stati neri, donne, bambini, oggi siamo gay e siamo anche tibetani.

Per cui ho capito che dobbiamo alzare il velo di imbarazzo. Non lasciare che sia la destra a condannare le Olimpiadi solo perchè sulla bandiera della Cina giace morta una falce e martello.

E dico anche io: TURN OFF PECHINO.

turnoffpechinoban.jpg

p.s. ovviamente come al solito ringrazio mia mog…ehm, G., per avermi fatto pacatamente ragionare su una cosa così ovvia.

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Il finocchio devoto e l’insalata di teste di Rapa

Marzo 30, 2008 · 17 Commenti

C’è qualcosa che non comprendo.

Tale Persio Tincani dà ad Ivan Scalfarotto del finocchio devoto qui.

Il mio amico Alberto Biraghi gli chiede scusa qui

 E sempre il tale Persio Tincani insiste qui

Dico che:

1) finocchio è un’offesa, di questi tempi. Sì. A me offende.

2) accanto alla parola devoto assume uno scenario ancora peggiore.

3) Ivan è una persona che nell’ultimo anno è stato capace di costruire intorno a se una squadra di donne, uomini, giovani che lavorano insieme, credono in un’Italia migliore. Un gruppo dove nel programma c’è il matrimonio gay e le adozioni. Un gruppo che ha deciso di contaminare il PD. Non siamo esattamente dei devoti, piuttosto dei guerriglieri.

Lasciamo l’omofobia alla destra e ai quattro sparuti teodem del PD (che sì, lo so, saranno tutti in Parlamento, lo so!) .

Perfavore.

Categorie: IMPOLITICO · IVAN SCALFAROTTO · PD

Marianna Madia (non) dire qualcosa.

Marzo 29, 2008 · 26 Commenti

Sì è vero.

Non posso essere Moretti (mi manca il cannone gigante) che diceva ”vi prego, dite qualcosa di sinistra”.

Però in un momento come questo posso ben dire “state zitti.”

Sì, Marianna Madia, stai zitta. Lascia parlare Walter. Lascia parlare altri. E’ meglio.

Quando tutti ti attaccavano perchè sembravi palesemente cooptata: bella, sana, figlia di, fidanzata di, lavoratrice di, ti davo il beneficio del dubbio.

Ti stanno rispondendo i blogger gay del PD e non. Ti risponderanno le donne del PD, le donne de IMille, ecc, ecc. A Roma già andiamo al voto disgiunto, ci manca pure che alla Camera a qualcuno più incazzato gli sfugga la croce sul PS!

Voglio dirti una cosa che vale per tutti. Per il mio partito. Che è anche il tuo: noi, come partito, aderiamo a questa piattaforma. Non sarà quella del PSOE, quindi certamente per me è “meno”. Ma tu adeguati almeno a questa (certo non sei la sola a doverlo fare, mi rendo conto dello sforzo collettivo).

Quanto alle donne. Beh, cara mia….sappi che le donne, lavorano per gli stessi motivi per cui lo fanno gli uomini: carriera, soddisfazione, orgoglio, soldi, amore. Come i neri oggi vanno sugli autubus e i gay un giorno si sposeranno ed avranno figli (quelli già li abbiamo, per la verità).

Quanto all’aborto, è evidente che non conosci il travaglio doloroso della scelta, il primato della vita della donna, la vita non vegetale, ma la vita di qualità, anzi la voglio descrivere come un’unica parola la vitadiqualità: indispensabile per essere una buona madre. Ed una donna felice. E non è solo una questione di soldi.

Il posto alla camera sarà tuo, quindi ti prego, non fare alcuno sforzo per rovinare l’esito della lista della camera del PD nel Lazio, perchè in quella lista c’è tanta brava gente.

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Rutelli e l’ombra gay sempre più lunga - Note a margine

Marzo 26, 2008 · 17 Commenti

Relativamente alla lettera che, come sempre, è in attesa di valutazione da parte dei giornali (!), vi linko i commenti del Circolo PD Barak Obama, dove la voce dissenziente è stata una sola. Se il PD fosse davvero questo…

Inoltre rilancio l’iniziativa nata e ideata sulla scia di questo post da QueerWay: scrivi un racconto a Rutelli. Inondatelo di vite. Inondatelo di voi. Io gli ho “raccontato” la mia lettera.

Scrive Rutelli, in una lettera alla Sinistra Arcobaleno:

“Nella grande metropoli, muta la qualità dei doveri e dei diritti. Roma intende integrare e non accrescere la frammentazione e l’incomunicabilità tra persone e corpi sociali. Intende far dialogare culture ed esperienze diverse, non contrapporle: troppo grandi sono i rischi dell’”incessante tracciamento di confini” nelle città, perché noi ci prestiamo a sottovalutarli o ad accrescerli non contrastando asprezze e conflittualità che possono essere ben governate e comunque ridimensionate. Questo vale anche per la cittadinanza di quanti hanno un orientamento omosessuale: cittadini come gli altri, con i diritti e i doveri di tutti, come in ogni città del mondo. A Roma già da tempo abbiamo abolito ogni discriminazione nell’erogazione dei servizi alle persone; questa strada va monitorata e proseguita con la massima attenzione, con il necessario ascolto e con la consapevolezza che non si debbono comprimere i diritti delle minoranze. Sono le leggi dello Stato che disciplinano il regime delle unioni diverse dal matrimonio, e Roma vi si attiene. Negli anni passati, abbiamo realizzato la Casa Internazionale della Donna; immaginiamo di realizzare a Roma molte iniziative e produzioni culturali. Tra di esse, un Centro internazionale della cultura omosessuale, spazio civile di dialogo e creatività.”

Cioé? Niente di più di quanto già c’era prima.

Indicativa la frase: “…sono le leggi dello Stato che disciplinano il regime delle unioni diverse dal matrimonio, e Roma vi si attiene…” Vogliamo ricordare lo sforzo fatto quando era vicepresidente del Consiglio con la sua Senatrice Binetti affinchè le leggi dello Stato disciplinassero il regime delle Unini Civili?

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