Il tempo ci ha assistito clementissimo e ancora, pranzando a Ferrara, mi è capitato di ascoltare altri pezzettini di storia. Voi direte…ma non puoi fare a meno di scocciare tutti quelli che incontri con questa storia della politica? No, proprio no. Comunque la punizione divina o le maledizioni (poi vi dico di chi) mi hanno reso totalmente àfona.
Emblematico l’operaio milanese in pensione, di origini siciliane che ha votato Lega. Mi ha detto una roba che mi ha fatto sentire male, ma proprio male: “La sinistra per me è morta. MI ha tolto tutto. MI ha tolto la pensione, mi ha tolto persino i sogni. Perchè non ha risolto il conflitto di interessi quando poteva?” Già, porca miseria, perchè non lo abbiamo fatto, e non lo abbiamo nemmeno ancora spiegato a noi stessi? A questa sinistra serviranno anni di psicanalisi per ripigliarsi!
Il manager milanese che pareva Gerry Calà (solo per come parlava e la definizione è della figlia adorata) invece ad un certo punto, mentre si beveva il suo bianchino mi racconta questo:
“Negli anni ‘70 mi giravano al largo quelli dei cortei perchè ad uno un giorno gli ho tirato un libro.” Io storco la bocca, insomma, sono sempre di sinistra, dio santo e ho davanti un ex krumiro.
Continua: “Poi sai cosa è successo?”
“No. Cosa?”
“Che l’azienda dove lavoravo cerca di cacciare quelli.”
“Quelli chi?”
“Mah, quelli di Lotta Continua, Potere Operaio. Erano una maledizione in fabbrica.”
Già, penso io. Magari difendevano gli operai, i loro diritti. No?
“Allora - prosegue - l’azienda gli ha dato 50/70 milioni di lire per levarsi dai coglioni” Non so se avete presente quanti erano 70.000 milioni di lire nel 1977! Mio padre si comprò una 500 con 300 mila lire!
“Ah. E loro?”
“Li hanno presi. Poi un giorno, qualche anno fa, mi sono fermato a mangiare in un ristorante consigliatissimo dalla guida. E incontro uno di questi, che era il proprietario. Così alla fine della cena gli vado vicino, ci beviamo una grappa, lontani dagli anni 70, gli chiedo come vanno gli affari. E sai lui cosa mi dice?”
“Cosa?” Faccio io, la mia faccia sempre che aspetta di poter infierire.
“Che è un gran casino con la storia delle tasse e del personale. Dice che nessuno ha più voglia di lavorare. Mi sono fatto una grassa risata.”
Io non rido per niente. Vabbé, la smetto di tediarvi con questa storia delle interviste a tutti quelli che incontro.
Alle 18 finalmente Casa delle Donne e presentazione del libro, forse la più difficile di tutte e comunque la più “lesbica” in assoluto. La presentatrice mi ha letteralmente massacrato facendomi rileggere tutto il libro in chiave psicanalitica: figure paterne, che fine hanno fatto Francesca e Martina, e quanto di me c’era in questo o quell’altro. Speriamo che alla fine abbiano capito che il romanzo è una roba leggera che si legge anche in spiaggia. Alla fine la presidente di Arcilesbica Ferrara introduce il discorso lettera ad Alemanno, così scopro che:
1) il TG5 ha citato la mia lettera e ha fatto sentire la canzone composta da Fiorello e Baldini.
2) Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e DiGayProject hanno scritto una lettera ad Alemanno invitandolo ad un incontro su GayPride e tematiche GLBT. Firmata anche da Aurelio Mancuso.
Ma. Eh, sì, perchè un ma c’è sempre. Ti pare che riusciamo a uscire da questo circolino da riserva indiana dove ci siamo andati a ficcare? Ti pare che possiamo fare arrabbiare i vari Bertinotti & Co, perchè finalmente poniamo il problema GLBT fuori dal recinto politico? Ma voi, poi, lo avete mai sentito il presidente della Camera Bertinotti, che nel suo programma aveva addirittura matrimonio ed adozioni gay, dire mezza parola per voi, come rappresentante delle istituzioni? Io no. Mi manca.
Il ma è che contemporaneamente a quanto sopra succede questo:
1) nella mailing list di Arcilesbica (alla quale ahimé mi scuso non sono iscritta) qualcuno di “importante” mi ha insultato per la lettera dicendo che sono vacua ed ingenua. Già, perchè costringere le forze politiche a competere sulle nostre tematiche è proprio ingenuità. Ma sì, restiamo nella riserva con la bandierina rossa…e ce l’ho pure con il mio partito qui, eh, mica solo con la SA…tanto per intenderci. Davvero qualcuno pensava che pensassi di scrivere ad Alemenno come a Babbo Natale? La scrittura provoca, non c’è bisogno che sia aggressiva. A volte la gentilezza è molto più insinuosa. Studiare Ghandi per credere.
2) Francesca Grossi, presidente di Arcilesbica Roma, è stata destituita dai suoi incarichi all’interno dell’associazione per avere firmato quella lettera ad Alemanno. Potete leggere qui
3) dulcis in fundo, il Circolo Mario Mieli puntualizza qui e prende le distanze dalla lettera delle tre associazioni romane, citando un documento politico che non solo Alemanno non potrà mai condividere (quindi alla ricerca dello scontro), ma che nemmeno Rutelli avrebbe condiviso.
Insomma un bel casino. Io ritengo che la lettera ad Alemanno delle 3 associazioni sia un punto di svolta che può portare la politica, i partiti (esclusi quelli di chiara ispirazione cattolica), a mettersi in competizione sulle questioni GLBT, senza dare per scontato che i nostri temi siano appannaggio di una sola parte. Pensate se Alemanno venisse al Pride. Il Pd che fa, si fa superare dalla destra sulle politiche di integrazione? Sarebbe una burla colossale. Anzi, come si è dimostrato nel 2007, e come ampiamente descrive “Improvvisamente l’Inverno scorso” in questi giorni di nuovo a Roma, dobbiamo imparare che le cose chiediamo sono semplicemente giuste e le dobbiamo chiedere a tutti, visto che chi ce le aveva tanto promesse, alla fine ci ha sacrificato per altre cose, tra cui la sopravvivenza suicida di un governo.
Questo l’unico modo di averle. Altrimenti la sinistra continuerà a dare il nostro voto per scontato e non farà passi avanti.

83 risposte so far ↓
v. // Maggio 11, 2008 a 11:35 pm
sì. interessante la lettera delle tre associazioni romane che fanno la lista della spesa delle cose che alemanno deve “comprare” altrimenti son cazzi per loro.
importante e da sottoscrivere.
sottoscrivere un documento politico, sottoposto l’anno scorso a tanti del centro-sinistra e non sottoscritto ovviamente altrimenti adesso sarebbero al governo, invece è uno stupido puntualizzare.
eppure cristiana, al mario mieli, di progetti da farsi foreggiare ce ne sarebbero. però “stranamente” nessuno ha fatto la lista della spesa.
alemanno se viene al pride deve aderire alla piattaforma, sennò non ha senso.
ps: ti ricordo sempre che se malauguratamente alemaschio aderisse al pride, ivi compreso il documento politico -cosa che non farà mai perchè non abbastanza intelligente- veltroni e co dovrebbero levarsi dalle balle prima di subito. e tu per prima dovresti chiedere le loro teste…
Anellidifumo // Maggio 11, 2008 a 11:42 pm
Siccome non dubito che tu faccia tutto questo perché credi in quel che fai, e non per avere visibilità, penso che quel che fai ti sarà utile. Alla fine è assai improbabile che Alemanno venga al pride oppure, che sarebbe ben più importante, cambi la sua linea politica sui temi dei diritti civili. Alla fine di tutto ciò sbatterai la testa contro il solito muro, non avrai ottenuto nulla per i diritti delle persone GLBT, ma avrai potuto sdoganare la croce celtica usata dalle SS e che Alemanno porta al collo.
Probabilmente chi è nel PD non può fare a meno di essere affascinato da chi vince le elezioni, nemmeno se questi sia una Destra-Destra.
Sai Cristiana, te lo dico da amico: tra una comunista che sdogana una croce celtica e un post-fascista che continua a indossare il simbolo ideologico della sua gioventù e dei suoi ideali, io preferisco il secondo. Mi pare più coerente. Poi chiaro, alla fine il mio voto non va ne a quello con la croce celtica al collo, né a quella che l’ha sdoganata in nome di un ingenuo dialogo, come se davanti avessi il leader del Partito Conservatore canadese, e non la Destra italiana.
Tanto auguri.
Lorenzo // Maggio 12, 2008 a 12:09 am
Il discorso di Cristiana in Italia ha un senso. E’ importante che le associazioni LGBT e in genere chi è laic@ cominci a dialogare con la destra, perché loro fanno veramente ciò che dicono.
A sinistra invece sembra sempre che sfondi una porta aperta, ma in realtà ti stanno solo prendendo per il culo: o perché perseguono il vano sogno di sfondare a destra, o per semplice ignavia, viltà, mancanza di energie. Vecchiaia. Oggi le persone giovani votano a destra, anche perché a sinistra non trovano spazio.
cristiana alicata // Maggio 12, 2008 a 12:25 am
@anellidifumo: continui a restare fissato sulla storia della croce celtica. Ma il resto? La competizione politica sulla questione GLBT? L’Italia che viene “toccata” e quindi un lavoro di visibilità e di coming out sociale?
Restiamo chiusi nella Riserva?
Non è da te, su.
l'Elfo // Maggio 12, 2008 a 1:34 am
Non credo che chiedere coerenza col proprio passato e con la propria storia sia un atteggiamento da riserva indiana.
Alemanno, ti fa notare Sciltian, non è un conservatore scandinavo o canadese. E’ un ex picchiatore, ed ex fascista di convenienza.
Quando è stato eletto lui, al Campidoglio c’erano i saluti romani, non il rainbow.
E V. ti fa notare che l’apertura di Marrazzo e della Battaglia è un’apertura di comodo, commerciale, fatta per tutelare i propri interessi (Gay Village, Gay Help Line) e non per il bene della comunità GLBT.
Non è vendendosi al nemico che si vincono le battaglie.
Anellidifumo // Maggio 12, 2008 a 3:27 am
Vedi, è proprio da me invece fermarmi ancora prima.
Tu sei libera di sdoganare oggi la croce celtica e domani la croce uncinata. Non obietto mica, sai? Solo che non ti seguo.
Il tuo riferimento alle riserve indiane è davvero pessimo, in quanto razzista, solo che tu non te ne rendi nemmeno conto. Le riserve “indiane”, come le chiami tu, sono dei luoghi importanti e drammatici allo stesso momento, perché sono l’unico luogo dove ai nativi americani (indiani ci chiami quelli che sono nati in India) è stato consentito di sopravvivere, da parte dei bianchi che hanno invaso le loro terre. Sono dei luoghi importanti perché consentono, in un modo discutibile, la non estinzione di un popolo. Sono un luogo drammatico perché alla fine sono diventati un auto-ghetto e il tasso di suicidio e di alcolismo nelle riserve dei nativi americani è molto più alto che nel resto della società.
E tuttavia, le riserve preservano una cultura, che altrimenti si estinguerebbe. Quindi parlarne come fossero un sinonimo di qualcosa da eradicare, da sterminare, ti mette in linea col pensiero di chi sostiene di dover deportare gli zingari.
Questo per quanto attiene il linguaggio che usiamo. Forse ricorderai che il linguaggio, specie per noi scrittori, è uno strumento di una certa rilevanza.
Per il resto, te l’ho detto: tu hai solo bisogno di prendere una musata storica al muro, e di scoprire cosa significa la Destra italiana. Dài, come tutti voi del PD, la chance alla Destra di crescere e di comportarsi in modo intelligente: se per dire domani Alemanno coglie il piatto d’argento che tu gli offri, ti risponde, viene al pride e magari poi approva anche il Registro delle unioni civili a livello comunale. Se questo accadesse, sarebbe un politico che fa cose più progressiste di chi sta nel PD. Ma al contempo si assicura la rielezione, il successo politico a colui che, in teoria, è il tuo competitor.
Insomma, trovo che il tuo gioco sia a somma zero, in ogni caso. Ma chiaramente tu non la pensi così. Il tempo ci dirà chi di noi due ha ragione, come sempre.
Andrea Maccarrone // Maggio 12, 2008 a 3:27 am
Cristiana, ma scusa secondo te il dialogo con Alemanno su cosa dovrebbe aversi se non sulla base di una piattaforma politica (magari condivisa)? Sull’orario di chiusura delle discoteche? Oppure per capire con lui se ci autorizza ad avere le tette al vento e ci offre i bagni chimici? Di che dovremmo parlare? dobbiamo cancellare i contenuti e le richieste perché sappiamo che non potrà accettarli, magari riformularli per renderglieli persino piacevoli? Provo a immaginare: “avevamo pensato di chiederle delle camere a gas e treni scontati per i campi polacchi, o in alternativa sussidi all’emigrazione sull’esempio di quanto ha fatto Veltroni coi Rumeni”.
Se alcune realtà vogliono parlare con sindaco del Pride lo facciano, questo è ribadito anche nel comunicato del Mieli, ma non possono pretendere si essere da soli espressione di tutto il movimento né tanto meno di rappresentare in toto chi il Pride lo fa, chi ci va, chi lo organizza, tanto più che proprio loro avrebbero volentieri evitato di farlo il Pride a Roma quest’anno (Imma voleva fare qualcosa ad ottobre) e che neanche ne pagano la maggior parte dei costi (Economici e organizzativi). A titolo di esempio Arcigay Roma non ha rimborsato al Mieli neppure i 200 € dei diritti SIAE per il loro carro dell’anno scorso… E non credo che noi abbiamo scritto Sali e Tabacchi! Mi sembra fin troppo facile fare i froci col culo degli altri.
Quanto al dialogo, io mi rileggerei attentamente il commento di Sciltian. Personalmente non ho preclusioni, non voglio avere un atteggiamento dogmatico o ideologico, ma vorrei aver ben chiaro cosa voglio, quali principi ispirano le mie azioni, quali sono i miei obiettivi… Altrimenti faccio l’errore che ha fatto negli ultimi 20 anni la sinistra diventando culturalmente e politicamente subalterno e quindi irrilevante.
Della tua famosa lettera, che non ho commentato nel post giusto, ma di cui ti ho brevemente accennato al telefono, condivido alcune cose ma non un certo lo scavalcamento concettuale che finisce per dare ragione a una cultura sostanzialmente avversa: per esempio sulle parole che cercano un troppo facile plauso riguardo la prostituzione, o quando sostieni che non ci sta poi così tanta provocazione al Pride ma sono i media che lo rappresentano così - cosa in parte vera, per carità - però non è quello il punto perché a mio modo di vere la provocazione che c’è è una parte integrante e centrale del Pride stesso, non da sminuire o minimizzare per renderci più accettabili, semmai da contestualizzare e spiegare. Non dovremmo negarla ma cercare di fornirne le giuste chiavi di lettura. La potenza evocativa, liberatoria, simbolica, identitaria, rivendicativa e anche politica in senso alto di un linguaggio del corpo, di una sessualità e di una diversità che stanno nel mondo omosessuale e di cui non ha senso vergognarsi. A me non interessa dire “guarda che quella trans con le tette al vento o quei due ragazzi in costume da bagno che si baciano sono pochi e non ci rappresentano, sono solo isolati esibizionisti che farebbero bene a vestirsi in modo più sobrio” ma piuttosto “guarda anche loro perché hanno voglia di parlarti con i loro corpi e la loro identità e le loro rivendicazioni che possono apparirti stonati hanno diritto di esistere e di essere tutelate e rispettate”. Poi è chiaro che il mondo gay non è fatto solo di trans con tette al vento… ma non dovremmo ridurci per questo a una stolta negazione e guerra tra poveri: i diritti di quella trans è pari al mio e io voglio lottare anche per lei!
Per altro ti ricordi i commenti alla manifestazione diritti ora del febbraio 2007: manifestazione sobria e senza tette al vento o esibizioni sessuali? “una carnevalata” (credo che anche Prodi disse una cosa del genere) e questo per perché alcuni si erano messi dei cappelli vescovili n carta per criticare l’ingerenza cattolica nella politica! Ti ricordi quando venni alla presentazione del tuo libro da Bibli vestito in modo un po’ eccentrico e poi i tuoi vari amici e conoscenti etero si stupirono che “nonostante la mia baracconaggine” potessi anche esprimere dei concetti interessanti? Credo che da quell’apparente stridore il mio messaggio ne sia uscito rafforzato e non indebolito perché in qualche modo sovvertivo dei pregiudizi e dei luoghi comuni, non solo con le mie parole ma anche con il linguaggio del mio corpo! Sarei stato più autorevole venendo in giacca e cravatta?
Il problema allora non sono le tette al vento delle trans, i baci, i colori e le palliettes (senza delle quali forse neanche parlerebbero di noi, a volte il dubbio viene) ma proprio la nostra identità e la volontà di rimuovere le questioni che rappresentiamo e poniamo. Il dialogo ben venga ma non partendo dall’autonegazione, dalla rimozione, e da presunti buonismi che pretendono di spazzare con una lettera accorata o un permesso di pedonalizzazione ostacoli culturali decennali.
Anellidifumo // Maggio 12, 2008 a 3:29 am
Naturalmente è anche possibile che Alemanno invece non sia così politicamente dinamico e moderno da darti retta. Può darsi che rimanga sulle sue posizioni di sempre, e in tal caso tu, alla fine dei giochi, avrai solo sdoganato la croce celtica.
cristiana alicata // Maggio 12, 2008 a 8:36 am
non sto certo dicendo che dobbiamo compromettere le nostre posizioni….solo che come primo passo, da parte di un ex picchiatore mi basterebbe un saluto al corteo che sarebbe già una grande apertura.
Non voglio spostare di una virgola le cose che chiediamo e l’ho detto in modo chiaro anche dopo la lettera ad Alemanno. Solo cominciare ad accompagnare unha parye del paese verso una certa direzione….considerando, anche, che così facendo mettiamo in competizione la politica…che è il mio obj principale.
Anonimo // Maggio 12, 2008 a 9:00 am
ArciLesbica non sottoscrive la lettera a Alemanno
09/05/08 - Comunicato stampa
L’associazione ArciLesbica dichiara la sua totale estraneita’ alla lettera aperta diffusa oggi e indirizzata al sindaco di Roma, sottoscritta oltre che da Aurelio Mancuso, Imma Battaglia e Fabrizio Marrazzo, anche da Francesca Grossi come presidente del circolo ArciLesbica di Roma.
Attualmente Francesca Grossi e’ sospesa da ArciLesbica, ribadiamo pertanto che l’associazione ArciLesbica non sottoscrive la lettera al sindaco Alemanno.
La Presidente
Francesca Polo
Le Segretarie
Paola Brandolini
Giovanna Cametoni
Debora D’Amico
Cristina Gramolini
Eva Mamini
Anna Maria Palumbo
Julia Pietrangeli
http://www.arcilesbica.it
Lorenzo // Maggio 12, 2008 a 9:59 am
Cavoli, mai ho trovato più condivisibile e sensato l’atteggiamento di Cristiana e più conservatore (oserei dire “bigotto”
quello di persone come Elfo, AdF, Maccarrone di cui fino a qualche settimana fa condividevo persino le virgole!
Dalla sinistra italiana non si ricava nulla. Persa nel suo sogno di sfondare al centro, è condannata ad una lenta agonia, finché non riscoprirà il coraggio della propria identità. Nel frattempo, per almeno dieci anni la destra vincerà praticamente tutte le elezioni.
Vogliamo prenderne atto, o continuare a sognare? Almeno AdF è coerente: sogna, e mentre sogna rimane prudentemente in esilio. Ma Elfo e Andrea?
Lorenzo // Maggio 12, 2008 a 10:01 am
Scusate la faccina che ride, è venuta proprio per errore. Mi sembra che in questa delicatissima fase ci sia veramente poco da ridere.
Comunque io al Pride ci sarò. E sfilerò in giacca e cravatta. O devo mettermi le piume per farvi contenti?
v. // Maggio 12, 2008 a 11:09 am
lorenzo, al pride viecci come te pare.
ma non pensare di avere maggiore dignità della trans che ci verrà colle tette al vento o la checca con le piume di struzzo.
è questa la questione principale.
v. // Maggio 12, 2008 a 11:09 am
tanto potremmo anche andare tutti in giacca e cravatta (dio ce ne scampi!), alemaschio avrebbe sempre da ridire.
Andreas Martini // Maggio 12, 2008 a 11:17 am
Non puoi, secondo me, rispondere ad un’accusa di vacuità ed ingenuità sfoderando dell’insana presunzione.
Ti ripeto una cosa che ho scritto nelle nostre email: cercare o accettare un confronto con alemmano è quasi doveroso, apprezzare delle sue (improbabili) aperture altrettanto, ma sdoganare la destra - ovvero quello che hanno fatto mancuso battaglia e co. - è inaccettabile. Fosse anche solo per coerenza con quello che hanno sempre ripetuto in campagna elettorale, soprattutto alla vigilia del ballottaggio.
Lorenzo // Maggio 12, 2008 a 11:21 am
Sdoganare e sdoganare, come se qualcuno tra noi avesse l’autorità morale per farlo… Cristiana è una persona intelligente (anche se di norma lontana da me per opinioni e soprattutto per strategie politiche). Sa di non avere questa facoltà.
Io non pretendo di essere migliore di chi si veste con le piume (al Pride o nella vita). Però mi ritengo pari, non inferiore. E mi sono scocciato di essere sottorappresentato.
Andreas Martini // Maggio 12, 2008 a 11:33 am
Lorenzo, hai letto male. Ho specificato che la sdoganatrice non è stata Cristiana ma qualcun’altro che come lei, come dici tu, non ha l’autorità morale per farlo.
Non ho espresso giudizi su chi sia migliore tra i piumati o gli incravattati. Però rimango convinto che ognuno deve essere libero di esprimersi come vuole, anche con la nudità.
volpi // Maggio 12, 2008 a 11:43 am
Chiedo di interrompere un attimo la discussione sul pride di Roma e su Alemanno.voglio ricordare che sarebbe utile discutere se e come scrivere una lettera a mara carfagna,ministro delle pari opportunità,per aprire un canale di dialogo con lei.Benchè condivida sostanzialmente il contenuto della lettera ad alemanno mi chiedo perchè ci sia tanto desiderio di discutere con alemanno e tanta difficoltà nell’affrontare un dialogo con il ministro delle pari opportunità(tale rimarràfino al 2013).
cristiana alicata // Maggio 12, 2008 a 12:12 pm
nessuno ha più dignità degli altri, anzi, e vorrei una volta per tutte che questo fosse chiaro. Ho rivendicato il simbolo delle piume e dei tacchi a spillo mi spoace che non fosse statro chiaro
Anellidifumo // Maggio 12, 2008 a 6:49 pm
Lorenzo, io non sogno proprio niente, sennò non me ne andavo via dall’Italia. Vero è che dall’estero la situazione italiana è più chiara e netta. Cristiana è nel trip di un profondo processo di subalternità culturale nei confronti dell’ideologia (autoritaria) vincente, come del resto tutto il suo partito, bramoso di imparare dalla PDL a vincere le prossime elezioni.
Tu sei addirittura oltre. Credi che questa Destra di oggi abbia la volontà e la capacità di mostrarsi come una sorta di Partito Conservatore canadese, e in questo fai davvero ridere. Dovresti leggerti un po’ di blog o di media dell’area di AN per capire cosa pensano delle checche come te e come me. Uso “checche” perché in realtà i termini che usa la tua cara Destra sono sempre molto più pesanti di questo. Ma come si possa pensare che un uomo di mezza età che gira con la croce delle SS al collo sia oggi disponibile a risolvere alcune questioni giuridiche ai gay rimane un mistero. Ha ragione Andreas quando dice che l’interlocutore del movimento Lgbt dovrebbe semmai essere la nuova ministra Carfagna… sic.
Io sono 8 anni che dico che il Pride dovrebbe essere un momento politico nel quale badare anche alla comunicazione che si trasmette. Però se l’andazzo di quest’anno è che si devono tenere fuori travestiti e transessuali e lustrini, è la volta buona che ci vengo coperto di lustrini da capo a piedi. Magari mi metto anche una stella gialla di Davide addosso, per rendere la cosa un po’ più chiara.
Tu Lorenzo perché non vieni al pride in camicia nera, invece che in giacca e cravatta? Secondo me sarebbe una bellissima provocazione e non si capirebbe nemmeno fino a che punto sei ironico e fino a che punto sei plagiato.
Anellidifumo // Maggio 12, 2008 a 6:53 pm
Cristiana, hai scritto:
“non sto certo dicendo che dobbiamo compromettere le nostre posizioni….”
Ma no certo! Infatti la sinistra ha sempre ritenuto la croce delle SS come un simbolo accettabile e soprattutto il movimento Lgbt si è sempre vergognato dei lustrini, dei trans e dei travestiti e li ha sempre voluti fuori dai cortei del pride, no?
Ma ti rendi conto di quello che dici o sei troppo presa a adorare il nuovo simbolo totalitario di questa fetta della tua vita? In fondo dall’URSS al Terzo Reich non è poi così difficile passare, e il patto Ribbentropp-Molotov è lì a dircelo.
Ulisse // Maggio 12, 2008 a 7:27 pm
Se dopo tutto questo dire, la destra per sbaglio oppure no, dovessere approvare una legge che regolamenti le unioni di fatto, anche se tremo al pensiero di come le possa regolamentare, la sinistra tutta farebbe una figura di palta.
Quello che ancora non hanno capito al PD è che devono lasciar perdere i vecchi schemi ed il political correct e soprattutto la corsa all’elettorato di centro-destra.
Ad esempio attaccare Travaglio invece di chiedere spiegazioni a Schifano è un esempio di cosa NON dovrebbero fare.
lastrega // Maggio 12, 2008 a 7:35 pm
però alemagno potrebbe pure di sì e magari farlo per quelle migliaia di persone che verrebbero a roma e porterebbero soldi
in italia se muovi un po’ di money si nascondono pure le medaglie
cristiana alicata // Maggio 12, 2008 a 7:45 pm
@anellidifumo: non ti rispondo ma ti leggo. Sai bene di avere cominciato a dire cose senza senso. Non posso fare più niente per aiutarti a capire. Nessuno ha detto via i lustrini o via le piume. Abbiamo detto: ci sono e sono un simbolo, ma non sono l’immagine della maggioranza di chi sfila al pride.
Tutto qui. cazzo, è semplice.
Anellidifumo // Maggio 12, 2008 a 10:20 pm
Cristiana, beh rispondo a tono.
Io capisco la tua posizione, ma non la condivido e la contrasto. Ti è così difficile afferrarlo? Se vuoi ti faccio un disegno.
Il tuo problema non è mica spiegare a me quando scrivi di accettare un simbolo delle SS o quando usi il termine “riserve indiane” nel modo razzista che adoperi.
Il tuo problema è che tu- per fortuna - non rappresenti il movimento Lgbt.
E infatti la tua azione non fa altro che presentare un movimento Lgbt ancor più diviso e debole.
E’ proprio grazie a sparate del genere (anche se mai nessun omosessuale s’era mostrato subalterno alla simbologia nazista, va detto, in questo hai un record personale) che il movimento Lgbt italiano è il più debole del mondo occidentale.
cacioman // Maggio 12, 2008 a 10:24 pm
Con stupore a “Correva l’anno” ho saputo che la discussione sul divorzio e’ iniziata nel 65 e che cinque anni dopo, in un’Italia piu’ contadina e clericale, il divorzio e’ stato prima approvato in parlamento e poi difeso nelle urne.
Noi figli piu’ studiati ed europei di padri provinciali e democristiani, non siamo stati in grado di marcare, neanche con i blandissimi e discutibilissimi DICO, che la diversita’ e’ un valore positivo. Sopraffatti invece da una gran voglia di distinguo, di dissociazioni e di sottane (di preti) non siamo piu’ in grado di fare 1+1 o anche solo di dire “una cosa di sinistra”.
Lorenzo // Maggio 13, 2008 a 12:06 am
Attenzione, è la classe dirigente di sx che non ha voluto i DiCo né nient’altro, perché se ne frega di proteggere i diritti umani e persino di seguire un elettorato fedele come finora è stato quello LGBT. Perché dà per scontato che voteremo in eterno per loro.
E allora meglio la dx. Alla dx chiedo meno tasse, meno burocrazia, più mobilità con l’estero, poi farò da solo. Certo, a loro posso chiedere anche le unioni civili, ma non ottenerle. Quasi come la sx, anzi peggio xché la sx mi ha imbrogliato. Vi ricordo che la sx ha fatto una legge per cui ora è più grave picchiare un immigrato che un gay. Fermo restando che non sono razzista, mi sembra che a scatenare una guerra tra poveri non è stata la dx, ma proprio la mia ex parte politica… che oggi non merita più la mia fiducia.
peter pan // Maggio 13, 2008 a 12:59 am
Che il movimnto lgbt più debole del mondo occidentale sia quello di casa nostra non lo sapevo.
Ma si spiega: troppi malati di protagonismo, un pò di sentenziosi cacadubbi e qualche segaiolo mentale sparso qua e là.
Un cocktail mortale anche per un ipotetico movimento a favore del buon vino.
Cristiana non mollare.
stratex // Maggio 13, 2008 a 1:00 am
La lettera che è stata scritta da Arcigay e DGP (Arcilesbica ha ritirato la sua sottoscrizione, ma l’ha comunicata Azione Trans) arriva al momento sbagliato.
I contenuti sono opinabili, in effetti, per molti versi, ma peraltro logici e condivisibili.
E’ però assolutamente intempestiva e dannosa. Cercare di porre a neanche un mese dal pride il tema sostanziale dei rapporti del movimento (quale?) con le istituzioni non ha alcun senso. Non ci sono i tempi per affrontare il dibattito, per interrogarsi, per addivenire ad una sintesi.
Dannosa, perché evidenzia a forze di governo la presenza di una divisione evidente, sulla quale tali forze sapranno fare leva per continuare a fare ciò che la precedente coalizione di centro sinistra ha fatto: nulla.
Quindi, chi si ammanta di saper essere fine stratega politico o lungimirante leader, dovrebbe porsi innanzitutto una domanda essenziale: a chi giova?
A chi giova quella lettera e tutto il prevedibile (previsto?) bailamme?
Al pride? Dubito. Dopo la riunione di questa sera, si rischia la dissociazione di Arcigay e DGP dal pride di Roma. Non che questo sia esiziale. E’ successo milioni di volte e non ha mai avuto la minima conseguenza. Qualche bandiera in meno, molti rancori in più, minori spazi di dialogo interno.
Dunque, non giova neanche al movimento (quale?), nel quale non scatena il dibattito. Infatti, sarà, ben che vada, uno scambio reciproco di invettive, un torneo di lancio della borsetta, più che un serio confronto programmatico e politico.
Gioverà dunque a chi la lettera l’ha sottoscritta? Non saprei. Se l’intenzione è dare segnali di personale disponibilità, probabilmente si. Se è di provocare e mantenere una dialettica conflittuale, indiscutibilmente si. Ma se l’intenzione è invece di procurare vantaggio alle associazioni che sono rappresentate da chi ha sottoscritto la lettera ho qualche dubbio e attendo gli sviluppi.
Gioverà, più probabilmente ai futuri interlocutori politici, di destra e di sinistra, che sapranno con chi avranno a che fare: un insieme di associazioni litigiose che riescono a scannarsi anche sulla posizione delle virgole della piattaforma politica dell’evento più significativo della comunità, dividendosi sul nulla e mantenendosi ben separati in tanti microcosmi ad assetto variabile che non danno alcuna garanzia di serietà e di peso contrattuale né alle istituzioni, né ai referenti politici, né a quelli impenditoriali, sempre che ne sia ancora rimasto qualcuno disposta anche lontanamente a investire qualche soldo al di là delle attività ricreative e di socializzazione ghettizzata.
Anellidifumo // Maggio 13, 2008 a 8:00 am
Peter Pan, tranquillo, è solo una cosa in più tra quelle che non sai. Quando deciderai di crescere e abbandonerai il nick della nota sindrome, tutto sarà più chiaro. E’ solo questione di tempo.
THE-BABB // Maggio 13, 2008 a 8:24 am
Da etero ho partecipato -per caso e con molto piacere- a 3 gay pride in giro per il mondo (San Francisco - Londra - Zurigo).
Io credo che chiunque abbia pari dignità e può -ovviamente- sfilare come vuole.
Credo però che ci siano dei modi più opportuni a secondo del posto e della gente con cui ci troviamo di fronte.
In Italia c’è la paura del diverso.
Sfilare con piume e paillettes aumenta le sensazione di diversità… e quindi anche la paura collegata..
Sfilare in giacca e cravatta fa capire che un gay è anche il tuo vicino di casa a cui chiedi lo zucchero quando ti è finito… è uguale a te.
…ma questa è forse SOLO la mia openione da etero, che forse non potrà capire appieno le vs tematiche.
PS: ricordate però che se la popolaz gay è -chessò il 12%, c’è sempre un 88% etero (anzi basterebbe un 39%
) che va convinto…
Lorenzo // Maggio 13, 2008 a 9:52 am
Io credo che basterebbe convincere davvero quel 12% che oggi vive per lo più in clandestinità, illudendosi di essere “insospettabile” e che comunque è ferocemente omofobo.
Qualche esempio famoso? Emilio Colombo, Rosy Bindi, Paola Binetti, Dolce e Gabbana.
Ciascuno di noi ha amiche, parenti, colleghe (di qualunque orientamento) che votano a destra (PD) o ancora più a destra.
Costoro non si convincono facilmente a cambiare partito, ma possono cambiare opinione sulle persone lgbt, se solo sapessero di conoscerle già.
senzarognaplease // Maggio 13, 2008 a 10:57 am
Sono Gay, attivo nella difesa dei diritti della mia comunità ma non in Italia.
Dopo anni di distacco ho cominciato a seguire di nuovo le vicende Italiane ed in particolare quello che succede nel movimento gay.
Vi guardo dall’esterno e posso dire questo:
Non vi meritate NULLA.
Non vi meritate di vedere riconosciuti i diritti. Non vi meritate di essere presi sul serio come movimento e come gruppo sociale.
NOn vi meritate nulla. semplicemente.
Siete fuori di testa. Tutti. Il migliore c’ha la rogna come dicono a Roma.
Mi vergogno di voi. Mi Vergogno PER voi.
ps: Alicata le volevo esprimere la mia piena solidarietà visto che scrive che l’hanno attaccata solo perché ha scritto una lettera al suo sindaco. (??????????????????????????????????????) …no dico…ma ci rendiamo conto ?
ps2: Dolce&Gabbana Gay???? NO! Really? ma questo é uno scoop da prima pagina!!!!! I sali! I sali! Svengo! L’emozione! …… Pedro Almodovar non si é mai dichiarato. Tuttora non é out. Neppure Miguel Bosé é out. e così tanti altri. Eppure qualcosa il movimento gay spagnolo lo ha portato a casa. no?
Nino // Maggio 13, 2008 a 11:03 am
e purtroppo queste iniziative sono come schegge impazzite, a dimostrazione che qui ognuno sta cercando di coltivare il proprio orticello e di agire a proprio vantaggio personale (o di singola associazione). Ultimo episodio ovviamente la discussione sul manifesto del Pride Romano che, arrivato alle ultime rifiniture, è stato rimesso in discussione da una parte del “mondo” GLBT perchè troppo “duro” …. e a me viene il sospetto ancora una volta che questo repentino cambio di rotta sia dettato da motivazioni non proprio cristalline.
Ma va bene così, continuate pure a farvio del male!
P.S. btw, la citazione delle donnine allegre sulla salaria la potevi tranquillamente evitare (e sarebbe stato molto meglio). Bastava riferirsi a tutte le tette e culi che ci mostrano i giornali, la televisione, i periodici, e non solo un giorno l’anno, ma tutti i (santi?) giorni
Nino // Maggio 13, 2008 a 11:07 am
@senzarognaplease: non è vero che non ci meritiamo niente. Ci meritiamo quello che abbiamo (e che forse è MENO di niente)
Lorenzo // Maggio 13, 2008 a 1:04 pm
Mi sono confuso, volevo scrivere “o comunque”. Resta che saranno out, ma sono omofobi. Su questo siamo d’accordo?
Andrea Maccarrone // Maggio 13, 2008 a 1:16 pm
Lorenzo, contrariamente a Cristiana, sono contento che ci siano diverità di opionioni e che ciascuno di noi sia ancora capace di cambiarle e di condividere percorsi diversi anche con persone diverse. Mi sembra una ricchezza.
Pemso che vadano chiarite alcune cose: Una cosa è cercare di comunicare e dialogare con le persone e i cittadini che hanno votato centrodestra, con chi votava a sinistra e come te ha cambiato opinione, chi ci discrimina solo per ignoranza, per pigrizia, per pregiudizi… altro è decidere che il cambiamento lo s fa dialognado con certi esponeti politici di cui conosciamo alla perfezione le posizioni e le idee. Alemanno se ne uscito dicendo che il pride è solo ostentazione sessuale, chje ne vuole discutere in consiglio comunale le modalità (cosa non possivbile) ti sembra questo un attegiamento dialogante?
Ma quand’anche lo fosse… lo stesso sindaco propone l’epulzione in massa di 20.000 stranieri la costruzione di campi rom “ben lontani dai centri abitati” (e l’integrazione, e l’idea di dare a queste persone case normali, scuole, strade, servizi pubblici, assistenza sanitaria? Ma ci rendiamo conto che parla di ghetti isolati, di campi di concentramento?) Quale dialogo è possibile con una destra politica che esprime questa visione della società? Lorenzo, io me lo chiedo con grande preoccupazione… Sai che dopo l’affermazione del nazismo in Germania per tantissimo tempo e con rarissime eccezion fin quasi alla fine, gli stessi ebrei collaborarono di fatto alla loro stessa distuzione, non ribellandosi, accettando le vessazioni dei ghetti delle stelle gialle sugli abiti, ricoprendo essi stessi ruoli di facilitatori nella raccolta di informazioni a loro dano, nella gestione dei prigioneri etc? era questa una forma di dialogo con l’aversario?
Già si vedono le conseguenze nella organizzazione del Pride di quest’anno… Il dialogo che alciune sigle (Citate da Cristiana) sostengono, non parte dalle nostre richieste: ma dalla posizione: “adesso abbiamo la destra con cui confrontarci: quindi abbassiamo le nostre richieste, cambiamo i nostri toni, censuriamo le espressioni più provocatorie del nostro modo di manifestare” è un dialogo di chi parte abbassando le braghe, di chi è già sconfitto… Non dice “io sono questo, questi sono i miei obiettivi, quersta è la visione di società che ho in mente”. Tra le altre cose i rappresentanti di Arcigay ieri in riunione hanno candidamente detto ” prima delle elezioni ci siamo confrontati con chi sosteneva Rutelli e ci hanno detto che la richiesta di registro delle unioni civili non sarebbe stata mai accettata e quindi non l’abbiamo neanche fatta”: ecco è la stessa cosa oggi… la conseguenza di quell’operazione è stata e non poteva che essere la sconfitta!! e la sconfitta ancor prima di giocare a dire il vero… Loro stessi che ieri sperando in una vittoria di rutelli si sono alquanto svenduti alle sue esigenze, e per altro paventavano una destra fasciosta (vedi iscrizione in massa all’anpi prima del ballottaggio) oggi vedono in ALemanno una destra aperta?
Io penso che più che cercare sponde istituzionali improbabili e di di diventare culturalmente subalterni e irrilevanti dovremmo ricominciare a fare politica dal suolo, parlando con le persone vere in carne e ossa, e costruendo vere alternative, vere radicali altrernative.
cristiana alicata // Maggio 13, 2008 a 1:50 pm
@Andrea Maccarone, sai che sono d’accordo con te su quasi tutto ed anche sulla questione Rutelli.
Non accetto però il paragone con gli ebrei collaborazionisti se è fatto a me. Io chiederò sempre il massimo.
peter pan // Maggio 13, 2008 a 1:51 pm
Sarà l’aspetto infantile della mia personalità, ma mi dispiace sempre - e molto - constatare intelligenza e cultura sprecate o, ancor peggio, al servizio di insopportabili spocchiosi, saccenti, presuntuosi, arroganti.
Sempre pronti a pontificare su tutto e tutti. E quando non hanno argomenti se la prendono perfino col nick che uno si è scelto pretendendo di fare analisi a distanza, pur di continuare ad ascoltarsi. Invece di cercare umilmente di imparare ad ascoltare e capire gli altri e regredendo in discorsi sempre più involuti.
O in volute. O in anelli di fumo. Peccato.
senzarognaplease // Maggio 13, 2008 a 2:06 pm
Lorenzo mio bello ma dopo avere letto un commento come quello di Maccarrone-mo-me-te-magno ma chi non sarebbe Omophobo? Chi?
Lorenzo, se io vivessi in Italia non solo non mi dichiarerei mai; non solo starei lontano anni luce dal movimento LGBT ma sarei pure il primo degli Omophobi. Sarei un omophobo feroce.
Per il resto ripeto quanto detto nel mio commento precedente (con in aggiunta la correzione di Nino ovviamente).
stratex // Maggio 13, 2008 a 2:48 pm
e allora, caro senzarogna, se questa è la tua posizione, io sono molto contento che tu abbia scelto di vivere fuor d’Italia. la tua presenza e l’orientamento che esprimeresti verso la società non ci sarebbero affatto d’aiuto, come non ci sono d’aiuto quello che esprimono coloro che cantano vogliono per forza cantare da solisti, quanto tutti gli altri hanno deciso di cantare in coro.
per questi motivi, grazie per rimanertene dove stai.
Anonimo // Maggio 13, 2008 a 3:24 pm
THE SIMPSONS.
Episode: “Treehouse of Horror XI”
That night, the family watches the local news.
Brockman: Our top story tonight … killer dolphins.
Lisa:Killer dolphins?
Brockman: The recent wave of murders …[in studio, Kent notices the camera-man being held and threatened by two dolphins; he holds
up a sign reading, "SAVE ME!"] … [changing course] Uhh … di … did I say, “killer dolphins?” I meant … killer Italians! Grey, bottle-nosed, intelligent Italians
Homer: Intelligent Italians?
Something’s wrong …
Brockman:We have to stop them. If we speak in low frequency voices I don’t think they can …
[is knocked off camera by a beach ball, then
struck repeatedly by a ball. The dolphin
finally uses the ball to break the camera]
OFF:Gasp!
товарищ!
Ma tu pensi davvero potermi tappare la bocca?
Ma tu pensi davvero che mi spaventi il tuo linguaggio da agente dell’ NKVD?
Ma tu pensi davvero di potermi impedire di esprimere le mie opinioni quando e come voglio?
Get
a
life
товарищ!
menorognaplease // Maggio 13, 2008 a 3:27 pm
ho dimenticato di aggiungere il name comunque il precedente post é di senzarognaplease anzi: menorognaplease dato che senza rogna mi pare essre un programma troppo vasto…irrealistico visto come siete messi voi italici.
Menorogna e più trippa per tutti quindi!
Andrea Maccarrone // Maggio 13, 2008 a 4:42 pm
Cristiana, non mi riferivo a nessuno in particolare, ma a tutti noi, come rischio che corriamo… e non parlavo neanche solo degli ebrei che costretti o indotti collaborarono ma a la quasi totalità degli ebrei che accettarono quelle condizioni, cioè prima ancora di essere mandati ai campi cominciarono ad accettare le vessazioni e il ruolo che inazisti avevano disegnato per loro nella società tedesca… rendo l’idea?
cristiana alicata // Maggio 13, 2008 a 5:26 pm
con me no. Nel senso che so cosa è successo, ma mi farei sparare piuttosto che fare passi indietro sulle cose che chiedo. Non è nel mio carattere. E alcuni dicono sia un difetto.
Gandhi voleva l’indipendenza dell’India e non ha alzato un dito contro nessuno. Voglio solo cambiare i modi.
AGAPO' // Maggio 13, 2008 a 5:53 pm
Cavolo, il mio barista ha votato Alemanno, giuro, e io come un pirla vado ancora al suo bar e mangio i cornetti che lui prepara. Accidenti, devo studiare il tedesco, mica avevo capito che l’insegna nuova “arbeit macht frei” voleva dire che fra un po’ mi spedisce al campo di concentramento!!!
MA SIETE SCEMI?
Scusa Cristiana, non mi piace urlare, ma credimi mi sono contenuto. Ma Alemanno è o non è il sindaco eletto dal 53% della gente? tutti nazisti a Roma?
Dal dizionario: Parlare= esprimere con la parola pensieri o sentimenti
Chi è più fascista scusate, chi porta una croce celtica al collo o chi vuole impedire a qualcuno di andare dal proprio sindaco per esprimere con la parola pensieri o sentimenti?
Un saluto
P.S. siate onesti con voi stessi, se prendete la metro o l’autobus e salgono degli zingari controllate a vista il vostro portafoglio o la vostra borsetta? o no ipocritini miei
menorognaplease // Maggio 13, 2008 a 6:25 pm
Vedo che l’amico Maccarrone continua a riscrivere la storia allegramente… e vedo che la autrice di questo Blog trova del tutto normali le sue tesi. Non mi sorprendo più di nulla. Del resto l’Italia é un paese dove é ormai normale parlare di ‘imperialismo sionista’ e dove si bruciano impunemente le bandiere di Medinat Israel nel giorno dello Yom Ha’shoah come é successo recentemente a Torino.
Cari miei una cosa é certa: Voi una legge sulle unioni civili non la vedrete mai votare a Montecitorio e questa come punizione mi pare sufficente.
Mi dispiace solo per le migliaia di Gay Italiani che non solo non hanno nessuno che li difenda ma che troppo spesso pagano di persona per gli errori di un movimento che é fermo ad un altro secolo.
A loro e solo a loro va la mia totale e piena solidarietà.
volpi // Maggio 13, 2008 a 7:35 pm
sono curioso riguardo a come sono organizzati i movimenti lgbt negli altri paesi.quali sarebbero i nostri errori?
Anellidifumo // Maggio 13, 2008 a 7:35 pm
Vedo che alcuni disattenti (per essere gentile) sostengono che chi critica Cristiana dice che non doveva scrivere la sua lettera al sindaco.
Idiozia, naturalmente. Sulla lettera di Cristiana io ho subito detto, in questo blog, che ne condividevo i toni e il gesto. Non ne condividevo alcuni contenuti, come quel passaggio *assolutamente gratuito* sullo sdoganamento di un simbolo di morte nazista, usato dalle SS.
La critica mossa a Cristiana va alla sua azione politica, non certo al fatto d’aver scritto una lettera aperta.
Come già detto, se Alemanno sarà dinamico e intelligente, approfitterà del vassoio d’argento offerto da Cristiana per venire al Pride e per fare alcune concessioni al movimento Lgbt, concessioni irrilevanti sul piano giuridico (che spetta al Parlamento, non al Sindaco) ma cosa che secondo me gli assicurerà al secondo mandato ANCHE il voto della comunità Lgbt, che stavolta ha ottenuto in parti minime.
Se invece Alemanno sarà poco dinamico, manterrà la stessa disattenzione sui temi Lgbt che hanno tenuto Veltroni e Rutelli. L’unico risultato sarà allora lo sdoganamento da parte di Cristiana di un simbolo delle SS.
In politica, questo si chiama “gioco a somma zero”, perché come finisce finisce, la tua parte ha sempre perso.
volpi // Maggio 13, 2008 a 7:43 pm
per quanto possa valere la mia opinione ritengo che una trattativa possa solo essere utile.Se anelli di fumo ritiene che la croce celtica sia sost. uguale alla svastica,può denunciare Alemanno secondo la legge mancino o può evitare di visitare una città che ha eletto democraticamente un sindaco nazista,ma sostenere che sia moralmente sbagliato trattare è stupido.
Lorenzo // Maggio 13, 2008 a 9:04 pm
Non credo che sarà un gioco a somma zero. Alemanno si sta rivelando molto più intelligente, che so io, della Moratti. Considerata la sua formazione politica e culturale, anche un compromesso al ribasso con il movimento lgbt sarebbe comunque una (forse piccola) vittoria. E i fasci duri e puri mugugnerebbero, ma non smetterebbero certo di votarlo (per votare chi?).
Di questa eventuale piccola vittoria andrebbe il merito a Cristiana, non alle isterie del Mario Mieli.
Per il blasonato circolo lgbt della capitale (come anche per Arcilesbica nazionale) vedo un rischio molto grosso: che condivida con il suo referente politico, il PRC, l’agonia in cui si sta dibattendo.
E io di questo non sarei contento, perché penso che la ricchezza culturale della comunità e la sua molteplicità siano garanzia di democrazia. Occorrerebbe solo, urgentemente, abbassare tutte insieme i toni.
A cominciare da me, che in passato mi sono permesso di attaccare Cristiana in modo almeno altrettanto gratuito di quanto ora faccia Sciltian. Continuo a non condividere alcune scelte della nostra ospite, ma è la veemenza dei toni che era sbagliata, non la nettezza delle critiche. Di questo, ammetto di essere pentito.
zapatos // Maggio 13, 2008 a 11:27 pm
Credo che la sinistra non darà più il nostro voto per scontato. Errare è umano ma perseverare sarebbe davvero diabolico.
Antonella // Maggio 14, 2008 a 6:47 am
In riferimentoa:
” nella mailing list di Arcilesbica (alla quale ahimé mi scuso non sono iscritta) qualcuno di “importante” mi ha insultato per la lettera dicendo che sono vacua ed ingenua. Già, perchè costringere le forze politiche a competere sulle nostre tematiche è proprio ingenuità. Ma sì, restiamo nella riserva con la bandierina rossa…e ce l’ho pure con il mio partito qui, eh, mica solo con la SA…tanto per intenderci. Davvero qualcuno pensava che pensassi di scrivere ad Alemenno come a Babbo Natale? La scrittura provoca, non c’è bisogno che sia aggressiva. A volte la gentilezza è molto più insinuosa. Studiare Ghandi per credere.”
di quale mailing list di arcilesbica stai parlando se è ferma da due mesi per problemi tecnici?
MRP // Maggio 14, 2008 a 11:08 am
Volpi si chiede come sono organizzati i movimenti all’estero e dove sbagliate voi in Italia.
il problema non è questo: non è che all’estero l’erba è più verde…qui il problema non è fare una apologia di tutto quello che è estero come fanno da decenni gli esterofili italioti. L’estero non è meglio in sé. Paese che vai problemi che trovi. Il problema italiano è un altro. Il problema italiano è che da decenni il movimento gay italiano è stato occupato e sequestrato -nella sua quasi totalità- da bande di estremisti di sinistra che dettano legge e impediscono qualunque vero rinnovamento.
In Italia un movimento Gay moderno non esiste ancora.
Se si legge bene quello che scrivono si vede che questa è tutta gente che parla di ‘politica’ ed in particolare della ‘Sinistra’ dalla mattina alla sera. Parlano solo di quello. Poi ogni tanto iniziano una litania lacrimosa e sterile in cui ripetono ossessivi: Voglio i Diritti. Voglio i Diritti. Voglio I Diritti….all’infinito. e questo sarebbe battersi per i diritti dei Gay. Di cosa sia battersi per i diritti dei gay al giorno d’oggi loro non sanno nulla anche perché loro pensano ad altro: alla rivoluzione,al proletariato in marcia, al futuro della sinistra, al Pd, a Rc, al Pci, PDCI, e Prrrrrrrrrrrrrr vari.
Questa è tutta gente che vive ferma agli anni ’70 o prima; che parla un linguaggio d’altri tempi che oramai è d’uso solo in Korea del Nord o a Cuba. Questi eroi autoproclamati si credono tanto forti perché sono chiusi in una bolla: stanno chiusi nel loro piccolo mondo; si commentano i Blog a vicenda dandosi sempre ragione e non si rendono conto che sono isolati dal mondo e dalla comunità omosessuale che gli ignora, semplicemente.
Naturalmente se uno si azzarda a fare una critica lo additano come ipocrita dicendo robe stile: è facile parlare ma chi si dà da fare siamo solo noi! Voi non fate nulla!….salvo che se uno prova a impegnarsi, ad entrare in un qualunque movimento gay si trova davanti quasi sempre a un Muro invalicabile. Questi eroi autoproclamati odiano le critiche ma amano fare la predica ai ‘compagni’. Peter Pan ha scritto molto bene su questo.
Un vero movimento Gay italiano deve ancora nascere .
Nel frattempo i Gay Italiani sono abbandonati a se stessi, non hanno nessuno che li difenda e pagano sulla loro pelle per gli errori di altri.
I Gay Italiani meritano di meglio.
I Gay Italiani sono straordinari. Negli ultimi 10 anni hanno fatto un percorso incredibile: Io vengo solo di tanto i tanto ma ho visto trasformazioni impensabili. I Gay Italiani che in numero sempre maggiore vivono la loro identità apertamente (almeno nelle grandi città); che aprono bar, pub e organizzano attività d’ogni genere meritano l’apprezzamento e il Rispetto di Tutti ed hanno la mia ammirazione incondizionata.
LORO.
Non i rivoluzionari di professione.
I rivoluzionari non si Meritano NULLA.
stratex // Maggio 14, 2008 a 11:49 am
a quanti continua nella soporifera litania che i gay sono abbandonati a sè stessi e che nessuno combatte per i loro diritti, suggerisco di documentarsi su quali servizi TUTTE le associazioni mettano in campo localmente (al di là ovviamente degli aspetti ricreativi) e di quanto partcipino al mondo della cultura.
tanto perché mi sta abbastanza sul c**o chi parla senza sapere, disttribuendo paternali giudizi su chi dovrebbe fare e quanto bene dovrebbe farlo, soprattutto in tema di politica a sinistra, vorrei ricordare che esistono almeno TRE GRUPPI DI LAVORO DI RESPIRO NAZIONALE (assoc. certidiritti.it - Conferenza permanente per la riforma del diritto di famiglia - Rete Lenford avvocatura per i diritti delle persone GLBT) che non si limitano a stare comodamente seduti a blaterare messaggi post’70, ma che stanno LAVORANDO CONCRETAMENTE proprio per COSTRUIRE I DIRITTI anche senza che essi siano riconosciuti da specifiche normative.
Per tacere poi del lavoro che sta facendo il Radio Radicale insieme all’associazione Coscioni in tema di “Amore Civile”.
Bene chi ha pronunciato parole stupidamente offensive contro chi dedica tempo a queste cose ed è di sinistra (magari militante come me in Sinistra Democratica) farebbe bene ad andarsi a fare un giro e informarsi per bene prima di dire strafalcioni che lo/la configurano come un “cazzaro”, nell’accezione romanesca del termine, di uno che parla di cose che NON SA.
MRP // Maggio 14, 2008 a 12:22 pm
Epure le é stato detto ieri che non lei fa paura;
che i Proclami non funzionano.
Allora continui pure a Urlare nel suo angolo.
Continui pure a insultare e a declamare.
Vada Avanti. su!
come diceva Palazzeschi: ‘E lasciatemi divertire!’.
Lorenzo // Maggio 14, 2008 a 12:25 pm
Anche le tanto vituperate Arcigay, Mario Mieli e DGP (per parlare di Roma) svolgono attività sul territorio mica da poco.
E se le persone lgbt (smettiamola di parlare solo dei gay!!! Non ci rendiamo conto che è offensivo?).
Sul fatto, però, che simili associazioni appaiano come gruppetti impenetrabili, ciascuno chiuso a coltivare un orticello essenzialmente politico, mi sembra un’obiezione fondata.
Le persone lgbt “di professione” sanno poco delle altre, quelle che vanno alle loro feste, a volte anche alle loro manifestazioni.
Lorenzo // Maggio 14, 2008 a 12:39 pm
saltato un pezzo. Volevo dire: “se le persone lgbt si sono evolute, il merito va principalmente proprio a queste associazioni”.
Scusate!
MRP // Maggio 14, 2008 a 1:01 pm
Caro Lorenzo,
la ringrazio perché la sua risposta é cortese e se anche mi critica in parte almeno prende in considerazione quello che ho scritto.
La ringrazio quindi.
Nel merito direi che é vero, lei ha ragione, ci sono realtà locali come DGP o il Mieli (parte ‘Muccassassina’ …non parte politica) che fanno nel loro territorio delle belle cose ma parliamo di gocce nell’oceano rispetto a quello che succede in altri paesi. Non solo, anche loro talvolta sono vittime di certe rigidità ideologiche….quindi la situazione é complessa e purtroppo, a mio avviso, siamo ancora molto lontani dall’avere un movimento LGBT Moderno come esiste nel resto d’Europa.
aggiungo una cosa al mio post: una tecnica tipica che si é vista usata anche sopra é quella di tappare la bocca ai critici dicendo che sono degli Ignoranti (oltre che ipocriti). Se uno si azzarda a criticare gli viene detto da Lor Signori: ‘Non sapete nulla e parlate solo a Vanvera’ poi partono gli elenchi delle Straordinarie attività che vengono promosse dagli Eroi…salvo che gli anni passano e nulla si ottiene. Nulla cambia.
Dieci anni fa se uno avanzava una critica si vedeva rispondere come oggi: con un elenco delle migliaia di cose che sono fatte dai professionisti per il nostro bene….salvo che nel frattempo il movimento LGBT Italiano é rimasto il più debole d’Europa e le persone LGBT Italiane continuano a non avere nessun diritto. come 10 anni fa.
ps:
Su LGBT da usare per definire il nostro mondo invece che gay lei ha ragione Lorenzo. Mi scuso.
stratex // Maggio 14, 2008 a 2:23 pm
caro mrp, se lei non sa e formula delle posizioni basate su presupposti errati, che la espongono a critiche, non è certo affar mio.
lei fa delle generalizzazioni che non aiutano. anzi confondono perché rappresentano la realtà in modo distorto. queste distorsione è rimuovibile con un po’ di umiltà, informandosi con pazienza.
io almeno sono abituato così. prima di aprire bocca cerco di sapere di cosa parlo, in primis perché non darei un contributo di informazione e di elaborazione, secondo perché non amo fare figuracce in pubblico.
quindi prima di esporre se stesso alle giuste critiche di chi le fa presente che i suoi presupposti e le sue conclusioni sono baste su logiche non coerenti, la invito a prendere maggiore coscienza dei temi di cui discute, fermo restando che le sue opinioni sono del tutto rispettabili, ma non può infastidirisi se qualcuno le fa notare che non sono accoglibili per “vizio di forma” o per “vizio di merito”. Sa che questo comportamento mi ricorda molto quelli che se la prendono con Travaglio perché dice di Schifani cose che lo stesso Schifani (seconda carica dello Stato) non può smentire? Chiaramente la “gravità” delle affermazioni in gioco non è la stessa, ma la modalità, mi permetta il paragone, è proprio la stessa.
claudia // Maggio 14, 2008 a 2:43 pm
racconto la mia “esperienza” di 20 anni di onorato curriculum lesbico…
giusto per far capire il motivo per cui tante lesbiche come la sottoscritta si sono allontanate, nel tempo, dai vari movimenti.
primissimi anni Novanta, Milano, Italia.
Internet non esisteva, i locali a tema erano “antri oscuri”, scantinati o nella migliore delle ipotesi appartamenti…
si poteva entrare solo se ci si associava.
e vabbè.
una volta dentro, aiuto…
non sono mai stata nevrotica, maschiaccia, camionista né politicamente estrema: indossavo regolarmente il reggiseno, mi depilavo gambe e ascelle, ogni tanto un po’ di mascara, capello lungo, curato quel minimo.
femminile insomma, senza essere un’oca giuliva.
orbene, ero vista come una “diversa”.
diversa perché non indossavo la classica divisa delle lesbiche doc (pantalonacci maschili, anfibi, maglioni XL sformati, capello corto); diversa perché non votavo Rifondazione, diversa perché ero femminile, diversa perché mi qualificavo ancora bisex (data la mia unica esperienza lesbica ai tempi…), diversa perché fin da allora criticavo un certo modo di esporre i diritti dei gay (lustrini e paillettes ai gay pride), diversa perché utilizzavo un lessico differente “da lotta di classe, borghesia padrona, maschio sfruttatore” eccetera.
Ho cercato, nel mio piccolo, di far capire che pensarla diversamente e, soprattutto, esporre i concetti senza rabbia e non in modo estremo, non significava in automatico essere di destra o etero confusa, che ero lì perché cercavo un confronto con persone che credevo simili a me per il solo fatto di essere attratte dalle donne… ma.. no way.
mi sono allontanata, senza colpo ferire, consapevole dell’inutilità di certi approcci.
e come me parecchie altre si sono allontanate da quei movimenti.
e, per inciso, le militanti di allora sono diventate i dirigenti di oggi dell’Arcilesbica.
mi dispiace che il tempo e i cambiamenti avvenuti nella nostra condizione, perché ci sono stati e parecchi rispetto ad allora, non le abbiano portate ad atteggiamenti meno rabbiosi e mi dispiace notare che finché ci saranno le barricate ideologiche, questo paese ha ben poco da sperare in merito ai riconoscimenti dei diritti civili.
mrp // Maggio 14, 2008 a 2:59 pm
товарищ!
Lei sta scadendo nel patetico товарищ!
Com’é triste questo tentativo tardivo di moderare i toni (avendo capito che io non mi piego facilmente) accompagnato però dal tenatativo maldestro di farmi passare per uno che si ‘infastidisce’ , un permaloso che non accetta le giuste critiche che vengono da chi, come lei, sa tutto e cerca solo di aiutare noi povere anime perse indicandoci la strada da seguire …..qui si sfonda nel patetico davvero!
però ritenti caro amico…ritenti!….sarà più Fortunato!
Ne sono certo.
ps:
adesso esco quindi il dialogo lo dovrà proseguire da solo. Ma sono certo che per lei questa non sarà una novità.
mrp // Maggio 14, 2008 a 3:16 pm
velocissimo prima di uscire…nella mia foga di rispondere a chi mi criticava ho ‘coperto’ il commento di Claudia che meritava di non essere seguito da altri commenti….me ne scuso.
Volevo solo dire a Claudia, per quel che vale (dato io non conto nulla né voglio contare nulla), che la ringrazio perché il suo commento é bellissimo; racconta benissimo quello che é capitato a me e a tanti miei amici….e mi ha fatto sentire meno solo.
Grazie!
cristiana alicata // Maggio 14, 2008 a 3:59 pm
@antonella: non lo so, quale lista, mi è stata definita così dalla stesse militanti. Comunque la sostanza cambia poco. Ho ricevuto la lettera, l’ho letta, era indirizzata ad un gruppo “socie”. Ha importanza?
@anellidifumo: poichè la questione GLBT ha bisogno anche di sdoganamento culturale e non solo di leggi (due elementi che devono essere contigui, anche se la politica dovrebbe “precedere” il paese), penso che se anche Alemanno dovesse restare in silenzio, comunque molte persone che prima il problema GLBT non se lo erano posto, forse hanno fatto una riflessione.
Io ritengo che persone come e te, che abbiamo la penna facile (lungi da me darci degli intellettuali che fa molto al paio con il loft!) abbiamo anche questa missione. La rivoluzione migliore è quella culturale.
Quanto alla croce celtica ti sei già espresso almeno una 10ina di volte su questo blog. Abbiamo capito tutti come la pensi.
@Andrea Maccarone: non sono affatto scontenta se ci sono differenti opinioni, ma quando portano al suicidio sì. Pensa che malgrado tutto darò il 5 per mille al Mario Mieli.
@MRP: le dà ragione a Claudia, torto a me, ha scritto tanto ma non ho capito cosa pensa in sintesi.
cristiana alicata // Maggio 14, 2008 a 3:59 pm
@antonella: non lo so, quale lista, mi è stata definita così dalla stesse militanti. Comunque la sostanza cambia poco. Ho ricevuto la lettera, l’ho letta, era indirizzata ad un gruppo “socie”. Ha importanza?
@anellidifumo: poichè la questione GLBT ha bisogno anche di sdoganamento culturale e non solo di leggi (due elementi che devono essere contigui, anche se la politica dovrebbe “precedere” il paese), penso che se anche Alemanno dovesse restare in silenzio, comunque molte persone che prima il problema GLBT non se lo erano posto, forse hanno fatto una riflessione.
Io ritengo che persone come e te, che abbiamo la penna facile (lungi da me darci degli intellettuali che fa molto al paio con il loft!) abbiamo anche questa missione. La rivoluzione migliore è quella culturale.
Quanto alla croce celtica ti sei già espresso almeno una 10ina di volte su questo blog. Abbiamo capito tutti come la pensi.
@Andrea Maccarone: non sono affatto scontenta se ci sono differenti opinioni, ma quando portano al suicidio sì. Pensa che malgrado tutto darò il 5 per mille al Mario Mieli.
@MRP: lei dà ragione a Claudia, torto a me, ha scritto tanto ma non ho capito cosa pensa in sintesi.
Lorenzo // Maggio 14, 2008 a 7:35 pm
Rega’ sarebbe carino se invece di un algido lei usassimo un “tu” cortese, senza per questo prendersi delle confidenze con persone sconosciute.
Il problema che pongono MRP e Antonella, la spaccatura tra la comunità lgbt “militante” e le altre persone, è un problema reale, che ci rende tutte più deboli.
lastrega // Maggio 14, 2008 a 8:03 pm
cmq raga in parte ha ragione mrp
adesso non mi dite che l’associazionismo prima di sinistra poi gltb sia radicato in tutta italia perchè è una emerita sciocchezza. si dovrebbe arrivare a questo ma certe volte pare proprio che sia merito solo di alcuni se…
le associazioni hanno fatto evolvere il movimento gltb? dove? bisogna dirlo: solo in alcune realtà. si è lontanissimi da essere riconosciuti politicamente anche per questo. e non è poco. in pratica andrebbe rifondato l’associazionismo gltb. magari senza arci dato che prima è arci e poi gay ad esempio. l’associazionismo è libero in italia. ma il mieli è un caso isolato.
mrp // Maggio 14, 2008 a 8:57 pm
Ringrazio Lastrega
Alicata mi spiace ma una risposta alla domanda che mi rivolge la avrà solo e quando condannerà inequivocabilmente frasi come:
‘ Sai che dopo l’affermazione del nazismo in Germania per tantissimo tempo e con rarissime eccezion fin quasi alla fine, gli stessi ebrei collaborarono di fatto alla loro stessa distuzione, non ribellandosi, accettando le vessazioni dei ghetti delle stelle gialle sugli abiti, ricoprendo essi stessi ruoli di facilitatori nella raccolta di informazioni a loro dano, nella gestione dei prigioneri etc?’
altrimenti per me lei non esiste più.
Libera lei ovviamente di pensare quello che vuole e di non condannare nulla.
per carità! ci mancherebbe altro.
Faccia e dica e pensi pure tutto quello che vuole, ovviamente. Non sarò certo io a impedirle di farlo.
Libero io però di esigere come condicio sine qua non per un qualunque dialogo con me il rispetto più assoluto per la verità storica e, soprattutto, per i 6 milioni di morti della Shoah di cui 1,5 almeno erano BAMBINI annientati dai nazisti con la complice e attiva partecipazione di tutti i bravi popoli Cristiani d’Europa compresi gli Italiani.
ps:
grazie per il tuo commento Lorenzo
cristiana alicata // Maggio 14, 2008 a 9:52 pm
non ho capito perchè dovrei condannare quella frase. Condanno il nazismo, e tutto quanto è successo, non conosce la mia storia, mia nonna ha rischiato la deportazione….ci mancherebbe.
Ma non ritieni (passiamo al tu, dai) che ci siano stati collaborazionisti? Non ho capito cosa vuoi condannare
mrp // Maggio 14, 2008 a 10:38 pm
alicata (diamoci pure del lei)
Lei ha avuto uno scambio di 2 post su questo blog con Maccarrone il quale in tutti e due i suoi post ha scritto frasi come quella che ho citato e che lei pare continuare a trovare normali.
Ma come si può dopo avere fatto degli studi superiori trovare quella frase normale?
certo che la scuola italiana é davvero un disastro.
Mamma mia che povero paese.
Le dò un consiglio ‘curturale’ come dicono a Roma.
se ha tempo si legga, in guisa d’introduzione al tema, i tomi di Raul Hilberg altrimenti si compri Shoah di Lanzmann e se lo guardi e se può si legga il saggio di accompagnamento che ha scritto lo stesso Lanzmann e quello più breve della Simone de Beauvoir. e se non ha tempo si legga almeno 2 librini piccoli: il libro sul mio amato Marek Edelman, Il Guardiano (sellerio) e il meraviglioso Yosl Rakover si rivolge a dio (Adelphi) di Zvi Kolitz. con il saggio di Emmanuel Lévinas.
ad ogni modo: ho scoperto questo suo blog quando ha scritto la sua letterina ad Alemanno e devo dire che per essere un blog italico é frequentato da gente ( lorenzo, antonella, claudia, peter pan, la strega) non male. che mi piace. ad ogni modo. Ho detto quello che volevo dire nei miei post ora vi lascio a voi.
best.
cristiana alicata // Maggio 14, 2008 a 10:54 pm
Ma non capisco, sempre.
Nega che il collaborazionismo sia avvenuto? Guardi che Andrea Maccarone non è esattamente un analfabeta, visto che tutti speriamo che finisca per insegnare all’università.
Non ho nemmeno capito cosa pensava della lettera ad Alemanno. Ci crede?
Mi arrendo.
Anellidifumo // Maggio 14, 2008 a 10:58 pm
Cristiana, ho chiesto a un mio amico di origini ebraiche se la mia posizione sulla croce delle SS è sbagliata o no. Mi ha detto che io sono “fazioso” e che la mia colpa è di stare sempre dalla stessa parte: quella contro i simboli nazisti. Nell’Italia di oggi siete in molti a essere cloformizzati sul significato delle parole e dei simboli. Quando partiranno i primi pogrom contro gli zingari voi sarete tra coloro che rimarranno in silenzio, in nome del dialogo con i vincitori. Proprio come nella poesia di Brecht. Io, per lo meno, non sarò stato complice.
Ah, il mio amico di origini ebraiche ha anche aggiunto di non voler nemmeno leggere la tua lettera ad Alemanno.
Il tempo ci dirà se la tua posizione politica è a somma zero, come sostengo io, oppure no.
Fino ad allora, goodbye. Ah, un’ultima cosa: negare di svolgere un lavoro con l’intelletto, quando lo svolgi, e non manuale, ossia con le mani, è molto più ipocrita e da loft di quanto lo sia ammetterlo. L’unica rivoluzione possibile è quella culturale, dici tu, e io sono da sempre d’accordo. Il punto è che l’abbiamo persa proprio grazie a posizioni come la tua (e anche più gravi della tua).
Buona estate.
mrp // Maggio 14, 2008 a 11:52 pm
Alicata ma si rende conto delle cose che dice?
ma vogliamo scherzare?
e lei crede che io voglia degnare degli argomenti del genere?
Eppure io e lei abbiamo più o meno la stessa età credo..ma dove avete studiato? cosa avete letto? mamma mia….
Maccarrone si merita di essere messo in cattedra SUBITO. visto il livello delle università italiane quello é il posto ideale per lui. Anzi, Ci manca solo lui direi. La ciliegina.
Alicata non si offenda se le dico:
scriva meno lettere aperte, lasci l’italia prima che sia troppo tardi, legga molto e metta tanti dubbi nelle sue idee che sono troppe e confuse.
il tutto senza offesa ovviamente ( al che la sventurata leggendo quest’ultima frase pensò: me cojoni! e se mi voleva offendere che diceva?)
Mi associo al precedente utente nell’augurarle buona estate.
adesso addio.
stratex // Maggio 15, 2008 a 1:43 am
cara cristiana e car* chi ha partecipato alla discussione, ad un certo punto si è toccato il punto nodale sulla necessità di (ri)fondare il movimento glbt in Italia. Su questo, sto cercando di fare delle riflessioni, che evito di riportare qui. Mi piacerebbe, invece, che qualcuno venisse ad esprimere la sua opinione su questo tema dalle mie parti. Se vi va, senza impegno:
http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/05/13/costruire-un-movimento/
mrp // Maggio 15, 2008 a 10:14 am
Ps:
ho detto addio in conclusione del mio ultimo Post ma non voglio essere cafone. siccome lei ha detto di non avere capito le ragioni delle mie critiche (sia quelle che ho mosso alla sua lettera sia quelle che muovo al suo povero amico maccheronico) si senta pure libera, se vuole, di mandarmi un’email. le risponderò -cercando di spiegarmi al mio meglio- con una delle mie classiche email-fiume che mi dicono essere anche un ottimo coaudivante naturale al sonno. Se lette la sera fanno abbioccare che é una meraviglia apparentemente.
Altrimenti le rinnovo i miei auguri di buona estate.
best.
claudia // Maggio 15, 2008 a 10:49 am
salve mrp,
la ringrazio per i complimenti: ho solo cercato di esprimere, con ironia mista ad amarezza ormai rassegnata, ciò che ho provato e provo di fronte a tutte le barricate ideologiche, di qualsiasi colore esse siano.
non entro nel merito della questione simbologia nazista&dintorni perché anche quella ormai è diventata una barricata ideologica: mi sono scontrata nel tempo con entrambe le parti in causa dato che così come trovavo e trovo fuori luogo ridurre i gay pride a lustrini e paillettes (anche se così non è più ormai, c’è sempre chi soffia sul fuoco e ci specula sopra), trovo altrettanto fuori luogo l’utilizzo di simboli (nazisti così come comunisti) che non facilitano il dialogo e la comprensione delle reciproche posizioni spurgate da ogni estremismo.
due esempi su tutti: troppe volte ho dovuto spiegare che le mie posizioni critiche verso il sionismo non mi qualificavano in automatico come antisemita… così come troppe volte ho dovuto spiegare che la critica ai movimenti LGBT non mi qualificavano in automatico come di destra…
sinceramente ho perso tempo e voglia.
io dico: se l’obiettivo è il dialogo, si evitino da entrambe le parti tutte quelle azioni, parole, provocazioni tese ad esagitare gli animi.
in sintesi, si eviti di fornire pretesti per impedire di entrare nel merito oggettivo (e non soggettivo) della questione.
altrimenti sarà sempre e solo un insieme di azioni-controreazioni-provocazioni eccetera, conditi da un gran blablabla senza efficacia alcuna.
saluti
mrp // Maggio 15, 2008 a 2:24 pm
Cara Claudia
Stamane prima di chiudere il laptop e uscire ho visto che mi ha scritto e quindi prima di ‘andare in vacanza’ per davvero le rispondo.
Mi é piaciuto il suo post perché lei ha descritto molto semplicemente - e quindi molto efficacemente- i meccanismi di esclusione in atto nei movimenti LGBT Italiani.
Come lei e le sue amiche così anche io e tante persone che conosco siamo stati de facto costretti ad abbandonare ogni forma di militanza attiva in Italia.
Il movimento Gay Italiano é piccolo, isolato dalla società e marginalizzato nella stessa comunità delle cui istanze si dovrebbe fare portatore. Se i Movimenti LGBT italiani non si aprono al mondo in cui viviamo continueremo ad andare di disfatta in disfatta.
la mia polemica con l’Alicata non verteva sulla annosa questione della croce celtica e del suo simbolismo ma su uno scambio di post che la alicata ha avuto con un suo amico e che io ho trovato incettabile. Era una polemica a margine per così dire…che esula dal dibattitto sul futuro del Movimento LGBT italiano. Era una parentesi.
Per il resto essendo io un Sionista ‘arraggiato’ (come direbbe Camilleri) non posso condividere il suo riferimento a Medinat Israel né condivido il riferimento ai lustrini ( ho attaccato la Alicata perché ha idee simili alle sue!) ….ma stia tranquilla! Lungi da me inziare una polemica con lei su questi temi
ripeto: mi è piaciuto come ha descritto la sua esperienza e considero uno scandalo e un’infamia che a persone come lei sia stato e sia tuttora impedito di militare attivamente per il bene del nostro ‘people’ mentre duci e bulletti decerebrati fanno ‘carriera’ portandoci tutti di disastro in disastro.
Ogni bene e grazie ancora! (non mi risponda perché sparisco per un po’ da questo blog)
Ps: rinnovo l’invito alla Alicata a mettersi incontatto via email se vuole… il mio invito di stamane era sincero.
Lorenzo // Maggio 15, 2008 a 2:50 pm
Io credo che siamo tutte un po’ esasperate dall’omofobia, dal conformismo, dallo strapotere della Chiesa cattolica.
Come si reagisce a tutto questo? Innanzi tutto, secondo me, stando più vicino a chi è come te. Non solo vicino fisicamente, intendo.
In Italia manca la cultura europea dei gruppi per i diritti civili. La giovane che si scopre gay si trova davanti a gruppetti chiusi in cui è difficilissimo entrare senza una “tassa sessuale” che non sempre si è disposti a pagare, per di più perennemente in lotta l’uno con l’altro.
Come uscire da questa situazione? Facile. Basta non rispondere alle provocazioni, concentrarsi su ciò che le altre fanno di buono e cercare di imitarle. Il Mario Mieli, il DGP, persino l’Arcigay Roma (e credo l’Arcilesbica: ma è talmente separatista che non so proprio cosa faccia) offrono servizi importanti alla comunità.
Se spendessero metà delle energie che usano per farsi la guerra l’un l’altro per migliorare questi servizi, Roma diventerebbe una città europea come Berlino (ma con un clima molto migliore).
Se a Torino o a Bologna la situazione è in parte migliore, secondo me, è proprio perché le piemontesi e le romagnole sono molto laboriose, ma soprattuto molto comunitarie (mentre le romane, le lombarde o le venete tendono ad essere troppo individualiste). Eppure, senza comunità, ciascuna di noi è più indifesa di fronte a Ratzinger e alle altre nostre nemiche.
Colgo l’occasione per una piccola notazione linguistica: avrete notato che uso il femminile al posto del maschile, e uso la sigla lgbt invece che glbt. Penso che sarebbe un bene se queste abitudini si diffondessero, perché “Chi parla male, pensa male”: la comunità lgtb italiana è drammaticamente maschilista, anzi a volte sembra che esistano una comunità gay e una lesbica divise, quasi ostili. Non credo che questa disgregazione aiuti le persone che dovrebbero riconoscersi nella comunità a sentirsene parte.
Possiamo cominciare a cambiare idea, magari partendo da una vocale?
cristiana alicata // Maggio 15, 2008 a 3:09 pm
Sì, cara.
Lorenzo // Maggio 15, 2008 a 7:46 pm
Beh questo sarebbe imperialismo, però… io ho il pipino ce l’ho veramente (chiedilo alla mezza Roma che ha avuto modo di vederlo), dunque per me “caro” va bene.
2) plurale di categoria (”le italiane hanno votato Berlusconi” comprende anche “gli italiani”
3) plurale misto (”Renzo e Lucia si sono sposate”
cioè in tutte le occasioni in cui in italiano si usa una maschile immotivato, teso ad obliterare l’esistenza delle persone di sesso femminile. Io chiamo questa tendenza dell’italiano (e delle lingue romanze in genere) il “burka verbale”.
Io uso il femminile in tre casi: 1) generico (”Se una ha votato Rutelli, se ne penta!”
alessandro.tavano // Maggio 15, 2008 a 8:49 pm
Cristiana, secondo me Anellidifumo c’ha tanto tempo, ma proprio tanto. E’ sempre meta, sempre sopra, sempre post, sempre oltre. Pure essendo nel più puro passato. Che invidia tutto questo tempo a disposizione.
Poi: hai fatto bene, sei brava, continua così.
volpi // Maggio 15, 2008 a 10:55 pm
a lorenzo: benché bene intenzionato ed anche usuamente intelligente abbiamo sperimentato l’effetto della nuova norma grammaticale riguardo al genere dei nomi collettivi.Ritengo più utile cambiare le leggi piuttosto che il linguaggio,e se deve cambiare la lingua è fondamentale cambiare il lessico,non la grammatica. il lessico può portare stigma sociale,ma le regole grammaticali sono eseguite più o meno meccanicamente,senza intenti particolari .inoltre un uso grammaticale presente dall’inizio della storia della nostra lingua non può essere facilmente eliminato,anche per motivi estetici.infine tali tentativi ricordano in prima lettura il newspeak orweliano piuttosto quale è il termine più adeguato per definire il partner in una relazione gay? il termine da usare è influenzato dall’assenza di leggi che riconoscano l’unione?
Lorenzo // Maggio 18, 2008 a 10:21 pm
Il termine giusto è quello che scegli tu. Compagno/a, partner, marito, moglie, fidanzato/a. Sono tutti vagamente insoddisfacenti, ma la lingua si può forzare.
E non sono d’accordo con te, la grammatica non è meccanica. E’ politica. Tanto quanto il lessico.
Lascia un Commento