Cattive notizie.
Aggredito Christian Floris di Deegay.it.
Per me c’è sempre un solo colpevole. Ed è il silenzio tutto intorno.
Aggredito Christian Floris di Deegay.it.
Per me c’è sempre un solo colpevole. Ed è il silenzio tutto intorno.
Quando non dormo scrivo libri. Ho pubblicato "Quattro", Il Dito e La Luna, Milano 2006 e "Verrai a trovarmi d'inverno", Hacca Edizioni, 2011. In "Principesse Azzurre da Guardare", Mondadori, 2007, collana di racconti curata da Delia Vaccarello, c'è un mio racconto.
Classe 1976, ingegnere, lavoro come responsabile commerciale in una delle più grandi aziende italiane. Sono iscritta al PD dalla sua fondazione. Credo che solo un PD migliore di quello che è adesso possa contribuire ad un centro sinistra migliore ed, infine, ad un Paese migliore. Per cui resisto.
Per scrivermi

Guarda che chi l’aggredito aveva la stessa croce celtica al collo che tu hai pubblicamente giustificato e riconsciuto. Ipocrita.
Guarda che la cosa grave è il silenzio dei nostri. Loro ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
L’ha votato l’intera città, quindi ci dobbiamo dialogare altrimenti restiamo un problema di sinistra e l’identificazione politica non può che danneggiarci.
Ma che ti rispondo a fare.
Cristiana, troppo comoda prendersela con silenzio.
Non si tratta affatto del silenzio, ma del clamore.
Il clamore agitato dalla chiesa, come spettro anti-familista (questione DiCo).
Il clamore della destra, a supporto della chiesa e in funzione antigay e antizapateriana (sempre questione DiCo, ma anche norme antiomofobia).
Il clamore della sinistra lacerata tra il “fare” che non ha seguito atti concreti e il disfare del pd in primo luogo, con il suo atteggiamento e con i suoi protagonisti (Binetti, Rutelli, D’Alema, Veltroni) su tutta la problematica dei diritti civili e dei diritti umani di tutti noi.
Magari si fosse rispettato un po’ di silenzio. Ci saremmo risparmiati insulti e legnate.
Quando parlo di silenzio parlo del silenzio che segue questi atti criminali. Parlo dello scandalo che non succede. Parlo dell’indignazione che non c’è nelle più alte sfere di quelli che dovrebbero essere i nostri amici.
Quanto a quello che hai detto sono d’accordo con te, ma non era a quel silenzio che mi riferivo.
Ciao,
Che dire… indignato per il dilagare di questa cultura dell’intolleranza…
Scusa il pesante OT. Blog interessante, per cui l’ho da tempo inserto fra i miei link su http://genteepersone.blogspot.com
Ciao
Mister_NixOS
Concordo con Elfo e aggiungerei che, viste le dichiarazioni passate in questo caso si potrebbe trattare di “silenzio d’oro”. Preferisco il silenzio che vaghe e per nulla convinte dichiarazioni di simpatia e solidarietà.
Giunti a questo punto della solidarietà non saprei più che farmene, comincia a servire un’azione seria da parte dei politici tutti per arginare, come prima cosa, se stessi e le loro dichiarazioni!
Il GBLT che dice e si propone di fare? fa come i commentatori di questo blog che vanno in mille direzioni diverse? (meglio tacere no parlare attenti all’ipocrisia ma poi ci chi rappresenta?)
E stamani un ragazzo di 18 anni accoltellato dal padre, a Palermo, perchè gay, ovvero un disonore per la famiglia.
Cristiana, io pensavo che fossi una persona intelligente, invece mi vuoi dimostrare a tutti i costi di essermi sbagliato.
Se tu fossi una persona intelligente avresti compreso, visto che te l’ho ripetuto fino all’ossessione, che è del tutto ovvio che si debba riconoscere dignità democratica a chi ha vinto le elezioni. E naturalmente occorre dialogare con Alemanno sindaco tanto quanto occorre dialogare con le altre Destre al governo. O pensi di stare parlando con un trinariciuto maoista comunista, di quelli che a 14 anni avevano la bandiera dell’URSS appena in camera? Ti ricordo che io a 14 anni avevo la bandiera degli USA appesa in camera, e se oggi non c’è più è solo perché Bush jr mi ha convinto a ripiegarla in un cassetto, ma spero vivamente di riportarla alla luce con il prossimo presidente, specie se non muoverà guerra all’Iran.
Un conto è riconoscere le istituzioni quando sono in mano agli avversari. Tutto un altro conto è mostrarsi culturalmente subalterni, come hai fatto tu con la tua lettera ad Alemanno, andando a fare delle affermazioni di una gravità storica, culturale e politica inaudita circa la croce delle SS Charlemagne Waffen che il signor Alemanno si porta al collo.
Tu la lettera hai fatto bene a scriverla, e questa è la quarta volta che te lo scrivo. Ma non avresti dovuto fare nessun riconoscimento sui simboli nazisti che Alemanno si porta al collo, né avresti dovuto rinnegare o camuffare il significato del Gay Pride, cercando, come nel tuo stile, di accontentare tutti. Te lo dico con affetto, ma vedi di aprire il cervello perché mi sono rotto le scatole: il tuo peggiore difetto, come donna politica, è questa tua mania di voler portare tutti in accordo.
La politica è proprio il contrario: è compiere delle scelte che scontentano sempre qualcuno, per accontentare la maggioranza senza discriminare le minoranza, e assumersi le responsabilità di quelle scelte. Ne devi mangiare, di pagnotte politiche, se non hai ancora afferrato questo cardine così fondamentale.
Non son d’accordo sulle critiche al silenzio, di cui parli.
Il tuo mi pare più lo sfogo di una persona che ha vissuto l’episodio di Christian come ennesimo ignobile sopruso (e fin qui, ovvio che siamo d’accordo)rispetto alla riflessione seria sul da farsi in termini strategici.
In termini strategici, perchè credo che tu a questi voglia riferirti:
- A che servono le parole vuote?
Per esempio, a che servono quelle di cui si riempiono la bocca nel loft?
- A che servono le riunioni della commissione al PD?
Ti pongo questi quesiti non per stuzzicarti ma per cercare di sensibilizzarti sul concetto di fondo: che cosa è il PD?
Che cosa ha concretamente attuato per essere non dico convincente, ma almeno ascoltabile sui temi della tutela dei diritti civili?
Il volemose bene non risponde più ai canoni della civile convivenza, che oggi è basata su concetti interculturali che trovano le proprie radici nella reciproca comprensione e non nell’ostentazione del buonismo.
E poi:
è mai comprensibile che nel PD uno dei (ma non solo lui) componenti della commissione, convocata sabato, non abbia saputo scrivere di meglio che una critica al fatto che per accedere al loft si debbano salire degli scalini e che quindi ciò sia una barriera architettonica traslabile in barriera culturale?
Questa è bieca cultura demagogica, tipica dei pontificatori in panciolle, a cui, francamente, preferisco di gran lunga il silenzio pubblico in attesa di concretezza.