NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “luglio, 2008”

IL sindacato italiano è alla frutta…

….anzi all’ammazzacaffé.

Mentre camminavo nel lungo corridoio delle Molinette con in mano un foglietto che recita più o meno nell’ordine che: devo farmi 3 lastre, togliermi tutti e 4 i denti del giudizio, mettere una placca di svincolo e poi operarmi alla mandibola, l’occhio mi è caduto sulla bacheca della CGIL dove un grande titolo gridava in times new roman: GRANDE VITTORIA.

La Grande Vittoria è che la cassazione ha riconosciuto che il personale in divisa deve essere retribuito per il tempo che impiega a mettersi la divisa ed anche a togliersela.

So problemi, signora mia.

Primarie vere, Primarie sempre, ma…

Devo buttare giù due righe per dire che: Morassut mi piacerebbe come segretario regionale del PD del Lazio (attualmente unico candidato), ma se vince deve dimettersi da deputato. Altrimenti è meglio che candidiamo un/una giovane, che gli diamo uno stipendio, gli diamo una macchina e lo facciamo girare a costruire il partito (e così deve valere per tutte le altre regioni), ovvero a spalare merda e a sputare sangue. Un deputato come può arrivare nei meandri del territorio con tutte le cose che ha da fare? Non mi importa se ha uno staff di portaborse preparato, una figura così terrebbe insieme l’esistente (forse), perchè si occuperebbe di gestire. Qui c’è bisogno di “conquistare” terreno, di andare porta a porta di conoscere il prezzo del pane e del gasolio. Non credo nemmeno che Morassut potrebbe farlo dimettendosi…a volte ho l’impressione che una volta che ti stacchi dalla base non ti ci riattacchi più.

Matrimonio Gay. Sondaggio de Il Sole 24 ore

Potete votare qui.

Su quasi 6.000 persone quasi il 63% è a favore. Fermo restando che come scriveva oggi Sartori su il Corriere, il buon governo non deve partire dai sondaggi.

Nichi Vendola e i posti sbagliati.

Ancora non te l’ho detto, ma #2 parla di te. Cioè, l’amore, i 30 anni, il dolore e la crescita e il diventare grandi gira tutto intorno a te che ti candidavi in Puglia e vincevi prima contro Boccia e poi contro Fitto. Sei una presenza laterale del libro, l’occhio che cade su un articolo, l’orecchio che ascolta una radio mentre tutto intorno c’è la vita di una generazione.

Oggi sei stato sconfitto perchè sei nel posto sbagliato.

Noi tutti aspettiamo te, aspettiamo che tu acchiappi quegli sciagurati del tuo partito da una parte e quell’altro che ascolta le sirene di Casini dall’altra (che sarebbe il mio segretario) e gli fai capire bene bene cosa significa essere di sinistra, in Italia, nel 2008.

Io sono qui sul bordo del PD che guardo a te. E secondo me non sono l’unica. Da solo o in minoranza, a sinistra, secondo me, non lo sei.

Ti abbraccio.

la Questione Morale 27 anni fa.

Ci riguarda ancora palesemente.

Se prima si poteva dire “noi comunisti” ora rileggendola, possiamo ancora dire ”noi democratici” ?

A 27 anni dall’intervista di Scalfari a Berlinguer, domani sera alle 19:00 a Roma in via dei fienaroli 28 (libreria Bibli), ne parliamo.

Maggior dettagli e l’intervista ad Enrico Berlinguer, qui.

Ve ne posto un pezzo, che fa accapponare la pelle di Scalfari 27 anni fa. Noi in questi 27 anni, la pelle l’abbiamo già cambiata tre o quattro volte a furia di farcela accapponnare. Leggendo, ricordate che Enrico diceva queste cose nel 1981. Io avevo 4 anni.

[...]I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti. [...]

Cari 116.000 circa lettori, oggi faccio una marketta.

Già.

Ieri sera nello splendido scenario di una Reggio Emilia molto calda, ho presentato Quattro, il mio libro.

Ma Quattro non c’era.

Prima di me presentava Franco Grillini, edito Rizzoli, e c’era una pila di suoi libri sul tavolino del caffé all’aperto. Ho anche sorriso e pensato per tirarmi su il morale: un giorno, quando sarò famosa, ripenserò a questa serata con un sorriso.

Insomma, non l’ho mai fatto, nemmeno alle presentazioni come chiosa finale e chi mi legge da tempo sa che il blog è una cosa, Quattro è un’altra, nel senso che non sto a dirvi ogni mezzo post che ho scritto un libro e di leggermi, ecc. Poi con Quattro ho un rapporto strano, quasi di timidezza e tenerezza insieme, come se non mi appartenga più.

Però, visto come è andata ieri sera, vista la difficoltà di trovarlo (se non in qualche Feltrinelli, se non alle librerie Babele di Roma e Milano, se non alla libreria della stazione Termini che da sempre ci ha creduto) mi permetto di segnalare a tutti voi il link per acquistare Quattro su IBS: lo trovate qui.

Fatemi sapere qualcosa e buona lettura…tanto non penso che tutti e 600/700 che venite ogni giorno qui l’avrete già letto…no?

Ma quale minoranza? Siamo quasi il 50%

Rispondendo ai commenti del post sul caso della lesbica aggredita a Roma, ho fatto dei ragionamenti matematici.

Secondo l’OMS i gay sono il 10% della popolazione mondiale.

Ogni gay ha due genitori che se fossero impegnati a difendere la sua causa (pensate ad un nero che ha due genitori neri o ad un ebreo che ha due genitori ebrei) , farebbero passare gli interessati alla causa GLBT da 10% a 30%.

E già…

Poi aggiungete fratelli, sorelle e amici intimi e arrivate quasi al 50%.

Se fossi un politico, comincerei a leccarmi i baffi. Ed anche se fossi un’azienda.

Certo…è vero che non tutti i genitori, amici, fratelli sono dalla nostra parte, al contrario di neri ed ebrei…Dovessimo lavorare su quello? Sulla nostra solitudine…

Aspettando, sempre, il morto.

Tanto prima o poi, il morto, arriva, perchè un giorno sarà premeditato oppure, semplicemente, un giorno le botte saranno troppe.

In questo caso la lesbica se l’è cavata con un pò di contusioni e tanto spavento.

Ecco, per esempio…amici dei gay e delle lesbiche romani, genitori e fratelli….dove cazzo siete? Volete indignarvi visto che picchiano i vostri amici, i vostri fratelli i vostri figli? O intendete continuare a vergognarvi di noi? Perchè un pò, è così. Non parlo del mio caso, ma di recente qualcuno mi ha messo la pulce nell’orecchio e lo ha anche scritto su GayToday, qui, in un bellissimo editoriale dal titolo “Amati, solo a metà”.

Quattro a Reggio Emilia

Domani alle 22:15 presso la caffetteria Giada, in Piazzale Casotti, Reggio Emilia, racconto Quattro per la seconda volta in Emilia Romagna.

Se passate di lì.

Accanto. Accadono cose.

Accanto. C’è una chitarra e suonano De André.

“Cri, perché non abbiamo mai imparato a suonare la chitarra?”

Sorrido.

“In realtà io quattro accordi li so fare.”

 

Prima di uscire eri in cucina. Io nella stanza accanto. Ti ho detto:

“Come si fa a costruire una cosa così bella e poi a distruggerla così?”

“Eh. Come si fa?” Mi hai detto tu dalla tua cucina, mentre ti ostinavi a bere quel vino che sapeva di marsala e a mangiare quel formaggio con quella confettura palesemente avariata. Il Monte Bianco ti ha messo addosso una fame incontenibile. E non solo di cibo.

“Parlavo di Cuba.” Ho in mano un libro di fotografie su Fidel Castro, metà del libro sono foto della rivoluzione. I volti felici della gente che acclamano il libertador. Le prime riforme.

“Stavo parlando di Cuba.” Ripeto.

 

Poi 3 facce nuove di persone conosciute e una partita di biliardo.

 

Ieri mattina.

“Mi scoppia la testa.”

“Ha la membrana gonfia e infiammata.”

“Scusi, dottore, ma com’è possibile che ieri avevo un po’ di male all’orecchio sinistro, nel senso che stava passando, ed ora all’improvviso dall’orecchio destro non sento più nulla e sembra che mi prenda tutta la faccia. Scusi, ma come funziona?”

“L’otite funziona così. Antibiotico.”

Funziona così: sei tutto concentrato su una parte e poi scopri che era la parte sbagliata.

Comunque io da un lato non sento più niente. Niente. Eppure ha svuotato tutto con un aspiratore da tutti e due gli orecchi. 5 secondi e si è portato via lo schifo atavico. Il sinistro non sentiva così bene da non so quanti anni.

“Adesso è chiuso solo per colpa sua (la membrana gonfia). Non c’è più nessuno dentro.”

Scusi ma lei è sicuro di essere un otorino?

 

 

Accanto. Accadono cose. Che dimentico di festeggiare, perché sono appoggiata sulla parte sbagliata.

Accade un pancione che resiste e che vedrò domenica.

Accade un dottorato di una persona importante e tutto il peso della vita che c’è sopra.

Accade che hai comprato casa e hai anche tu una parete arancione e ci hai sudato dentro per fartela a misura e ora sei grande e lo siamo diventati insieme.

Accade che il 2008 più di ogni altro anno è stato l’ anno in cui ci siamo tutti concentrati sugli specchi. Inutile recriminare. Se voi non avete guardato me, non è che io vi ho guardato molto.

 

Certo è difficile stare fuori dal cerchio. Per un po’ cerchi di rientrare, poi ti guardi intorno e all’improvviso non sei più dentro qualcosa. Di nuovo.  

“Sono i punti di riferimento, Cri.” 

“Ho scritto una cosa 2 settimana fa. Non l’ho fatta leggere a nessuno.”

“Non è da te.”

“Già. Te ne regalo un pezzetto. Un pezzetto piccolo”

 

[…]Unico segno di me la pila di libri e forse l’odore sul cuscino che io non sento perché è il mio. Non so nemmeno se ce l’ho un odore io, a furia di non appartenere a nessun posto. Avete mai fatto caso all’odore simile che hanno le persone della stessa famiglia o che abitano nella stessa casa? Non vi sembra la cosa più epidermica e carnale di persone e cose e case e luoghi che si appartengono?  Chissà se ho addosso l’odore del legno del salotto della mia casa e chissà se assomiglia a quello che ha lei o lei ha ancora quello dei suoi e io non lo avrò mai o sarò solo un odore riflesso di odori di altri. O avrò quello della nebbia della Padania centrale oppure quello dell’erba della Svizzera o ancora, quello fresco ed umido del fiume di Treviso. O avrò l’odore della pioggia torinese e dell’afa di quest’inizio estate che tutto sfuma, tutto soffoca? O l’insieme di questi odori si mischia agli umori della vita e fanno un odore di non-appartenenza, irriconoscibile, un odore che per somma di odori diventa un nulla, un nulla da lasciare a chiunque mi passi accanto, mi annusi, mi sfiori. Così mi chiedo se io resto. Se ho la capacità di lasciare segni, se questo accade per il mio continuo movimento oppure per inerzia, come accade agli altri per me. Se resto per l’ingombro che impegno nella vita degli altri, o resto perché sono io, solo io, anche se restassi immobile.[…]

 

Accade anche che il 2008 è stato l’anno delle comete. E pare che una non tornerà più. Non avevo avuto ancora la forza di scriverlo. E poi anche…

“Cri. Sta concentrata. E’ di nuovo la parte sbagliata.”

“Uh? Sì, hai ragione.”

 

La teoria dei pianeti e dei soli è stata rivista è corretta. Non è vero che si è pianeta o si è sole. C’è chi riesce ad avere il brutto del fare il pianeta e la fatica di essere sole contemporaneamente. In questo momento sono come makemake, il pianetino che si è scoperto solo ora fare parte del sistema solare. Sta lì, sul bordo del campo magnetico, subisce in lontananza l’effetto del sole, ma chissà quante altre cose lontane vede e sente. però ne fa parte.

 

Accade, accanto, che sto imparando il silenzio e sto allenando i sensi. Stare fermi ad osservare l’incomprensibile.

“Lo sai, vero che tra un pò ti devi rialzare?”

“Lo so. E’ sempre stato così. Sto già facendo la valigia. L’ultima.”

 

Spero.

I sette re di Roma

“Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima”.

Scusate sto schiattando dal ridere da ieri sera. Qualcuno vuole spiegare l’abisso storico tra una Venezia che commercia con l’Oriente e si addobba d’oro case e chiese e una città che ha costruito l’Europa?

Quando avete finito di ridere, leggete qui.

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