Pietra liscia.
Allora le disse, guarda:
Farò del mio cuore una pietra liscia
Perché nessuno ci si possa più arrampicare
Poi lo farò rovente
Perché nessuno ci si possa più nemmeno appoggiare
Ed, ancora, lo metterò in verticale
Perché nessuno ci possa più naufragare
Lei disse:
Hai fatto del tuo cuore una lapide sotto il sole d’estate.
Ora cosa ci scriverai?
Rispose:
Io nulla. Scrivici tu adesso.
.



Molto bella.
Molto dolorosa.
Ci scrivo io
due parole d’agosto,
in questa metà del mese
che odora d’uggioso novembre
con le basse nebbie dell’alta Argovia
con i malinconici umori
di chi da il benvenuto all’autunno d’estate
Ho smarrito l’abbraccio
del caldo petulante
che mi inseguiva anche sul mio Sì,
nelle notti fra le campagne
di granturchi, ciliegie e fichi rubati.
Il sogno del migrante
ti porta altrove
dove mai immaginavi di camminare.
E ora che corri,
il sogno se queda sueño
il futuro plays a role
und Delikatessen è abbastanza sciapo.
E che dolce mi rende il rododendro di Peter Camenzind,
a metà fra conventi francescani e loft zurighesi!