Domenico Riso: il disastro delle parole

24 agosto 2008 § 28 commenti


Ho la casella mail piena di mail di associazioni GLBT, di singoli militanti, di tanti di noi in merito alla questione di Domenico Riso (lo stewart morto nell’incidente aereo a Madrid con il compagno e il figlio). Prima i media hanno trattato la cosa in modo ridicolo ed ipocrita, poi Grillini si è incazzato e alla fine Francesco Merlo ci ha scritto su un editoriale, forse il peggiore di Repubblica, da quando leggo questo giornale, come gli manda giustamente a dire Sciltian, qui.

L’articolo di Francesco Merlo è effettivamente un delirio di inopportunità. Potete leggerlo qui.

Se Domenico fosse stato con la compagna o con la di lui moglie, il paese avrebbe pianto una famiglia e non un individuo. Nessun parente avrebbe detto di non voler parlare, ma si sarebbe rotolato per terra di dolore per quel povero bambino che Domenico, forse, amava come un figlio. Nessun giornale avrebbe scritto che Domenico era con un amica o con una coinquilina e il di lei figlio. Semplice. Cristallino. Banale.

Il vero disastro su Domenico è stato di parole. Come dice Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno: Se dovessi morire domani, vorrei che si piangesse la mia compagna da 26 anni, vorrei che si piangesse sul dolore di mia figlia che avrà perso una delle sue madri ; se dovessimo morire tutte e tre domani, vorrei e chiedo che si desse dignità alla mia famiglia, all’amore che abbiamo costruito in quegli anni, all’impegno che ci mettiamo giorno per giorno per vivere serene e felici. Non parlate di sesso, per favore, questo è un affare privato che riguarda solo me e la mia compagna.

Il tutto, come ricorda a tutti noi Aurelio Mancuso, continua oggi su Repubblica in cui ci sono state due repliche ma un altrettanto assurdo commento di Merlo.

Se solo, dico io, dicessimo le cose con il loro nome e basta e chi usa le parole capisse che tutta la questione intorno a noi è questione di parole e di definizione e di visibilità. Ma ci vuole tanto? 

Troppo pudore quando si parla di gay

Luigi Valeri, Bologna

L’omofobia è un’ossessione dell’Arcigay, scrive Francesco Merlo su Repubblica di sabato 23 agosto. Vero. Come l’olocausto è un’ossessione degli ebrei, il razzismo delle minoranze etniche, la libertà di culto delle minoranze religiose, le pari opportunità delle donne. È chi fa parte delle maggioranze prospere e sane a porsi il problema solo quando ci scappa il morto. Se l’unica vittima italiana del disastro aereo di Madrid fosse stata una donna, “l’hostess italiana morta, insieme al compagno francese e al suo figlioletto” si sarebbe detto. Nel caso del povero steward si è inizialmente scritto al limite che viaggiava con un amico (sic!). Il problema non è ovviamente la sessualità delle vittime della tragedia. Il problema è il pudore che in Italia si ha ancora a parlare apertamente delle relazioni familiari delle persone gay e lesbiche. L’orientamento sessuale è molto più che una questione di lenzuola e gusti erotici. Per molti di noi ha piuttosto a che fare con le persone con cui scegliamo di costruire la nostra vita. Per questo non lo si considera un affare esclusivamente privato nel caso degli eterosessuali, e per questo non lo è nemmeno per gli omosessuali.

 

Steward morto, la sua era una famiglia normale

Franco Grillini Presidente Gaynet

Ho letto con un certo stupore la requisitoria di Francesco Merlo, nell’articolo pubblicato ieri, contro il sottoscritto e contro l’Arcigay, colpevoli di aver notato nell’immane disastro della Spanair solo la morte di due omosessuali che stavano assieme. Merlo non deve aver letto i giornali o ascoltato tutti i Tg perché in Italia si è parlato soprattutto della vittima italiana dell’incidente aereo. Per sensibilità verso i familiari abbiamo taciuto per ben 2 giorni, ma quando un grande quotidiano nazionale ha finalmente parlato in modo esplicito dello steward e del suo “compagno” abbiamo fatto notare i due pesi e le due misure usati da quasi tutta la stampa nazionale, quella “progressista” compresa. E cioè se si tratta del povero architetto ammazzato da un prostituto romeno, allora si scatena la bassa macelleria della cronaca nera: si parla di “omicidio gay”, di “ambienti omosessuali”, addirittura di “festini gay”, tralasciando in questo caso ogni riguardo verso la famiglia della vittima. Il poveretto è stato massacrato due volte ma di questo e di altre tragedie, del “camposanto” gay (morti ammazzati, suicidi, mancata prevenzione sanitaria e via dicendo) a Merlo poco importa. E nemmeno importa il nocciolo del nostro ragionamento che non era tanto l’identità omosessuale dello steward quanto il pubblico riconoscimento dell’esistenza della sua famiglia. Si è parlato di tante vedove, di tanti vedovi, di molti figli rimasti soli, di un sacco di genitori piangenti. Si è parlato di famiglie disperate, e guarda caso erano tutte famiglie splendidamente eterosessuali. Sulla famiglia di Domenico, nemmeno una parola. Sui suoi sogni, i suoi progetti di vita, sull’impegno che lui e il suo compagno avevano profuso nel crescere insieme un figlio: nulla, silenzio. Quella era una famiglia a tutto tondo, Domenico aveva un partner e un figlio come ne abbiamo in tanti. Non davano scandalo a nessuno a Parigi, ma siccome era, a Parigi per l’appunto, una famiglia “normale” che conduceva una vita normale, allora in Italia non lo si può dire. Zitti, i gay non hanno famiglie normali, anzi, non possono nemmeno avere famiglia, ma solo “torbidi ambienti omosessuali”. Non possiamo proprio accettarlo.

Ecco il commento di Merlo

Sulla base di un assoluto diritto di proprietà dell’argomento lei continua a trarre rendita dai morti, architetti o steward che siano. Il riconoscimento dei sacrosanti diritti dei gay passa anche per la liberazione dai ‘rentiers’ ideologici. (f.m.)

Repubblica è stata inondata di lettere di protesta. Io ho proposto a tutti di acquistare una pagina proprio su repubblica, il giorno del funerale di Domenico (mi chiedo se verranno seppelliti insieme, per esempio, ma ne dubito), una pagina per salutare una famiglia che se ne è andata in un disastro aereo, uccisa due volte. Ecco perchè non parliamo degli altri 153, caro Merlo. Perchè quelli sono morti una volta sola. Tutto qui.

La cosa che mi turba è che siamo tornati indietro. L’anno scorso chiedevamo leggi. Oggi chiediamo parole e definizioni. E se qualcuno non le usa per non offendere i vivi. Ha un problema.

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§ 28 risposte a Domenico Riso: il disastro delle parole

  • lastrega scrive:

    a me sembra però un po’ troppo calcata questa polemica
    non lo so mi ha puzzato un bel po’ di strumentalizzazione da parte di associazione gltb
    a me ad esempio ha dato molto più fastidio che lo stesso pilota non ci volesse volare perchè era in condizioni pietose, o peggio gli sms di chi voleva scendere e non lo hanno fatto scendere.
    non lo so ma l’italia si è comportata con coerenza nel senso che non riconosce le famiglie omogenitoriali e non le ha riconosciute nemmeno adesso: è normale per la realtà italiana, pure dire amico e non compagno (si usa dirlo anche per gli etero), questi si erano pacsati in francia da noi non c’è manco la puzza di un qualunque dico-pacs ecc
    le associazioni gltb davano per normale che le si riconoscesse ma non è così nella realtà italiana: e non è che di fronte alla tragedia cambiano le cose.
    poi vabbè la tristezza di repubblica è ben nota. però certa polemica mi sa di paranoia: insomma su un incidente così grave che si stiano a contare le famiglie distrutte quando i parenti devono andare a riconoscere i cadaveri tramite dna… è un po’ così… morboso a tratti grottesco. Siamo venuti a sapere di una famiglia omo. perchè ci è morto un italiano altrimenti ci sarebbe stata solo la conta dei morti. polemica un po’ sterile. a mio parere. poi ogni persona è libera di indignarsi. io tend sempre a valutare la realtà delle cose e la realtà italiana è questa, purtroppo. poi c’è la realtà della tragedia che è pure peggio.

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  • marco scrive:

    Ci hai azzeccato cara strega è strumentale, fatta per recuperare credibiltà. Ci scordiamo cos’è successo al pride di Bologna? Non siamo mai stati così divisi e qualcuno ci inzuppa il biscottino.

    Marco

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  • Spiacente questa volta non condivido affatto. Sulla questione Riso si è fatta una violenza verbale e non-verbale che andava denunciata. Se ogni azione di arcigay come del movimento, come di qualsiasi gay visibile, deve essere letta con un doppio, terzo, quarto fine, abbiamo finito di poter fare politica.

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  • Ciao, ti rimando ad una discussione in atto tra blogs (vedi post + link in fondo)

    http://ilsarcotrafficante.wordpress.com/2008/08/23/porci-con-le-ali/

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  • team scrive:

    JK5022: PER NON DIMENTICARE

    I commenti e le parole di conforto trasmesse via mail saranno pubblicate sul sito http://www.domenicoriso.net

    memoria@domenicoriso.net

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  • Anellidifumo scrive:

    Brava Cristiana, stavolta siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Condivido anche la riflessione finale: siete tornati indietro, e io ci vedo una bella responsabilità del PD e delle sue non politiche, delle sue non parole, delle sue non prese di posizione. Immagino che su questo tu non sia d’accordo.

    Ai soliti idioti che invece parlano di strumentalizzazioni tra associazioni, mi permetto di rispondere per una volta in modo spiccio: tacete, stronzi.

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  • Sai bene che sui silenzi del PD sono d’accordo. Ahimé.

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  • rimango perplesso dietro a tanta dietrologi e vittimismo celato da rivendicazione di diritti.

    io sono per i matrimoni gay (manco ste cazzate di unioni civili), uguali ed identici al matrimonio in comune tra etero. Detto ciò, credo davvero che la funzione di una lobby (quale è Arcigay, giustamente) sia quella di perorare la causa per cui nasce e non aizzarsi istericamente verso chi non faccia lo stesso. La dirò con McLuhan: il mezzo è il messaggio.

    A buon intenditor…

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  • continuo a non capire il motivo della tua polemica…me la spieghi?

    Alcune precisazioni: Arcigay non è una lobby, come non lo è il movimento GLBT.

    Aizzarsi contro chi non perora la nostra causa, quando esso è il giornale più letto d’Italia, è proprio: perorare la causa.

    Quanto a me anche io sono per il matrimonio e anche Arcigay, per lo meno dall’anno 2007 (vedi dichiarazioni di Aurelio Mancuso al Pride Nazionale di Roma).

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  • Lorenzo scrive:

    L’unico punto su cui vagamente potrei dare ragione a Merlo è che il povero Riso aveva scelto la via del silenzio e del non detto, e dunque i giornali stavolta lo stavano accontentando (però con l’architetto massacrato a Roma la settimana prima da una marchetta non avevano certo avuto gli stessi scrupoli – e lì la cosa si fa più chiara).
    Chi non capisce, e accusa il movimento lgbt di strumentalizzare una morte, vorrei che riflettesse di più sulla morte di silenzio di cui giustamente parla Cristiana.
    Una volta di più, Cristiana ha ragione, i piddini hanno torto marcio e si rivelano provinciali, insensibili, razzisti e pure arroganti.
    In confronto a La Repubblica, il pur grottesco articolo della Stampa era quasi tollerabile (e molto più sincero).

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  • lastrega scrive:

    pare che l’unico giornale che abbia parlato della tragedia nei termini accettati dalla comunità gltb sia stato il corriere della sera
    ora il giornale più letto di italia è la gazzetta dello sport :roll:
    io ci vedo un attacco a repubblica mezzo di informazione del pd più o meno celato
    sarò stronza ma mi sembra che di domenico riso non ve ne fotta nulla:
    si è saputo che era su quell’aereo grazie all’elenco nomi dato che la famiglia pensava che ne avesse preso un altro – si è saputo che era con compagno e figlio da un cugino
    e può darsi pure che vivesse la vita sua senza far sapere un cavolo a nessuno (e infatti la sorella ha detto che ‘domenico era una persona riservata’)
    ora se le associazioni gltb vogliono che si scriva marito e non amico o compagno bisogna sapere che marito è il coniuge in una unione matrimoniale, compagno in una unione civile: qui in italia esiste solo il marito perchè le coppie di fatto non sono riconosciute nè etero nè gay e non sono riconosciuto grazie a chi le ha promesse ma non ha mai voluto fare una legge.
    quindi un’attacco a repubblica è un attacco al pd: non si faceva prima invece di strumentalizzare la morte di un italiano in un incidente aereo a urlare qualcosa ai politici che dormono?

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  • Cristiana, mi dispiace dirtelo ma Arcigay è una lobby, esattamente come la Chiesa Cattolica o qualsiasi altro gruppo di pressione. Una lobby, dal punto di vista sociologico e per la giurisdizione americana che è l’unica ad averne regolamentato la pratica è quanto leggi al sito ( http://www.senate.gov/reference/reference_index_subjects/Lobbying_vrd.htm ). Che è quello che fa l’Arcigay.

    Purtroppo, a differenza delle grandi associazioni americane, non riesce a farsi valere per un solo ed unico motivo: mancanza di fondi economici sufficienti a garantirsi spazio sufficiente nei media e nei dibattiti parlamentari seri (non le cazzate che sbattono sui giornali).

    Detto ciò, la mia non è una polemica. Ma un sereno confrontarsi su una tematica (il costante vittimismo di qualsiasi minoranza, in ITalia) che inizia a diventare anacquato, scontato e per niente fruttuoso.

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  • Anellidifumo scrive:

    Lorenzo, ti sbagli quando dici:

    “il povero Riso aveva scelto la via del silenzio e del non detto,”

    Sua sorella, che di certo lo conosceva meglio di te e me messi insieme, ha rilasciato una intervista al Tg3 (unica testata ad aver trattato la questione in termini occidentali) dicendo: “Domenico lo conoscevano tutti, per il momento non mi curo di queste basse polemiche”.

    Dopotutto, come puoi pensare che un gay che ha scelto di convivere con il suo compagno e di allevarci assieme un figlio possa quindi aver scelto “la via del silenzio”? Non è che occorra mettere i banner per vivere la propria omosessualità, eh? Lo si può fare nel giorno dopo giorno, affermando se stessi attraverso le proprie scelte di vita, alla luce del sole.

    Altro che via del silenzio, tzè.

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  • lastrega scrive:

    non mi pare cmq che la vivesse in italia e cmq anche se l’avesse vissuta in italia non ho ben capito perchè prendersi il morto e farne un santino

    manca solo il necrologio con la bandierina arcobaleno

    @alicata: Io ho proposto a tutti di acquistare una pagina proprio su repubblica, il giorno del funerale di Domenico (mi chiedo se verranno seppelliti insieme, per esempio, ma ne dubito), una pagina per salutare una famiglia che se ne è andata in un disastro aereo, uccisa due volte.

    ci si domanda se verranno seppelliti insieme… sono morti bruciati e del compagno non si sa nulla è un nome insieme agli altri e del bambino non oso immaginare… se la logica non venisse a mancare si saprebbe che la salma è riconoscibile solo tramite dna e che in incidenti come questi si raccolgono i pezzi mescolati insieme ad altri pezzi: avevano scelto di essere una famiglia ma sono morti insieme ad altre famiglie
    sono una famiglia più importante delle altre perchè omo? no è più importante delle altre perchè siamo in italia e ci serve per sventolare una bandierina: ci serve una scusa per chiedere ciò che nella quotidianità dovrebbe essere riconosciuto (in termini economici, morali, legislativi).
    Be… riempire repubblica di paginette che salutano la famiglia che domenico aveva e che è MORTA CON LUI senza nemmeno domandarsi cosa volesse Domenico… fa veramente schifo. Da nausea. Santo Domenico Riso morto martire per non essere stato riconosciuto unito a compagno di stesso sesso dalla stampa italiana: come tutte le famiglie – coppie di fatto che sono in italia e sono ancora vive.

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  • Silenzio o non silenzio, continuano la dietrologia e le congetture.

    In america è recentemente successo un caso di insabbiamento del gay nelle notizie. Il vincitore dei tuffi da 10 metri è il primo medaglista ad aver dichiarato la sua omosessualità durante le olimpiadi, eppure è stato pienamente insabbiato questo aspetto.

    Oh dio, oh dio..poveri gay, sempre insabbiati. Pure in America!!!

    Dai ragazzi, vi vedo tutti abbastanza intelligenti per capire la situazione come sta.

    http://outsports.com/olympics2008/2008/08/24/nbc-media-ignore-mitchams-sexuality/

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  • FORZA SCHIFO ITALIA

    E’ da anni che facciamo schifo come Paese, sia come politica che come realtà nazionale: adesso anche come informazione….

    anche per compiacere la Chiesa Cattolica ROMANA VATICANA (come disse Berlusconi in visita dal Papa ) e la politica omofoba di questo triste Paese e il suo POPOLO IGNORANTE (famoso nel mondo per la mafia , l’endrangheta, la camorra, i rifiuti, e gli spaghetti e il mandolino….)

    NON FA’ NULLA SE LA COPPIA GAY E’ SPOSATA O VIVE IN UNA UNIONE CIVILE (PACS ecc.) IN UN ALTRO PAESE, UNA NAZIONE DELL’ EUROPA, di cui l’ITALIA DOVREBBE – fino a prova contraria- FAR PARTE ANCHE SOTTO IL PROFILO GIURIDICO e COSTITUZIONALE…!

    dalla RAI fino ai giornali (eccettuato qualche caso isolato) ai GAY e alle LESBICHE si riservano soltanto silenzi, giri di parole, qualche allusione magari pruriginosa…

    TUTTO PER DIFENDERE LA FAMIGLIA!

    cioè tutta l’ipocrisia più falsa e omofoba della Famiglia…(che sia meridionale o settentrionale)

    (quando sono ammazzati invece bei paginoni di curiosità morbose e poi anche di soliti frasi o luoghi comuni “omicidio maturato in ambienti omosessuali” , un po’ meno violento del vecchio “sordido mondo gay”….

    Chissà se quando ammazzano un giornalista si dirà che l’omicidio “è maturato nell’ambiente giornalistico…”, cioè dei giornalisti!? (che sarebbero tutti dei potenziali criminali e assassini?)

    insomma un bel demenziaio che fa’ pure scuola di giornalismo…

    DIO MIO CHE SCHIFO L’ITALIA!

    MA PER CAPIRLO OCCORRE ANDARE VIA, FUORI DALL’ITALIA…

    COME DOMENICO RISO CHE LA RAI E I GIORNALI NEPPURE DA MORTO SONO CAPACI DI RICORDARE PER CIO’ CHE ERA: UN OMOSESSUALE PIENO DI DIGNITA’ E DI CIVILTA’ COSA CHE LORO NON HANNO PIU’ DA TEMPO….

    CST di Milano

    CENTRO STUDI TEOLOGICI

    Centro Ecumenico

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  • Boh, a me sembra che stiamo andando fuori strada…
    E’ successo che si sono usate le parole sbagliate, che qualcuno ha protestato e i giornali invece di chiedere scusa hanno peggiorato la situazione.
    Centinaia di persone si sono sentite offese e hanno protestato. Lasciate stare Arcigay, le lobby e le teorie del complotto…e poi vi prego…l’attacco a Repubblica come giornale del PD è semplicemente RIDICOLO.

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  • FRANCESCO MERLO di REPUBBLICA : OMOFOBIA PRESUNTUOSA E STIZZITA PER DIFENDERE L’INDIFENDIBILE – QUANDO IL GIORNALISTA NON DISTINGUE TRA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY E CENSURA

    jeanfelix | da 1 minuti

    #

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    MERLO STAVOLTA SI E’ RIVELATO DA SOLO PER QUELLO CHE E’….

    ho appena finito di leggere l’editoriale di Francesco Merlo su la Repubblica di oggi, sabato 23 agosto…

    e sono sbigottito: anni fa’ credevo fosse un giornalista che avesse qualcosa da dire… oggi lo ritrovo come uno sbracato stizzito confusionario e depistatore, che non sa come difendere l’indifendibile…

    sarà perchè era al mare in vacanza e l’hanno chiamato con la noia di dover scrivere un pezzo sulle proteste dei gay in merito alla morte di Domenico Riso, sarà perchè la Repubblica ci ha fatto una figuraccia da guinness dei primati, dato che non ha nemmeno alluso al fatto che il morto era in volo con il compagno e col bambino di lui, come una regolare normale famiglia, (normale Oltralpe ovvio! qui nello Stato Repubblica Vaticana Italiana no!), mentre il Corriere della Sera ha fatto un buon articolo i prima pagina non nascondendo nulla…

    e certo allora – considerando che i due giornali da quando Scalfari partorì Repubblica – si contendono un primato (in verità ben poca cosa dato che pochissimi in Italia leggono i loro fogli, io stesso non lo faccio quasi più, perchè magari mi vedo qualcosa in internet, e poi sono molti all’estero dall’America in giù che preludono alla morte del giornale tradizionale…!) si doveva mettere in campo la più brillante firma, il Merlo (di turno)

    che doveva fare la difesa di ufficio del silenzio del secondo giornale d’Italia sulla vita, non già privata come lui va sbandierando, ma bensì sociale dell’unico morto nel disastro aereo di Madrid.

    E’ certo che se questa firma stizzita e indignata non sa distinguere tra privato e sociale allora è ben chiaro che poi vengono fuori fondi limacciosi come il suo:

    andiamo per ordine:

    comincia con la frase retorica “siamo tutti omosessuali” eggià… e un altro giornalista emerito per fama, certo

    Alessandro Curzi al Segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, che aveva detto la stessa frase al Congresso, rispondeva: “facile fare il gay con il culo degli altri!”…

    No, io che sono più elegante, direi che è facile fare il gay, o l’omosessuale con la faccia degli altri!…

    cioè credendo di immedesimarsi senza pagare niente!

    Di queste frasi “siamo tutti omosessuali” , e della solidarietà del Merlo ne facciamo volentieri a meno…

    è come quella di chi sovente ci ripete di avere tanti tanti amici omosessuali! per poi sciorinarci davanti tutto quello che ai gay non si deve nè si dovrà mai e poi mai concedere!

    Tenetevela voi questa solidarietà pelosissima che ci fa venire il voltastomaco….

    Proseguendo nella lettura dell’editoriale che sembra adatto alla PADANIA, e sembra uscito da una penna del miglior Calderoli in vena di intellettualismi di alta stagione estiva ecco un’altra perla:

    “E dunque ci spiace dire che solo ad un’Arcigay, che è ossessionata dall’idea e non è intelligente dei fatti, poteva venire in mente che in quel forno crematorio all’aeroporto di Madrid non c’erano 153 persone, ma solo due omosessuali dichiarati . ”

    Ma chi ha affermato questo?

    Perchè ci deve mettere del suo e falso, e deviato depistaggio… e vuol far dire ciò che nessuno ha detto?

    forse ARCIGAY ha dichiarato che erano solo 2 i morti e solo due erano omosessuali?

    Dove l’ha letto il Merlo?

    Comincia con l’allargare – strumentalmente – l’attenzione ai 153, come se solo a lui fanno dolore e pena e ad altri no (certo ai gay egoisti no!)….

    Non era qusto l’argomento della lettera del movimento omosessuale che protestava…

    spostate pure l’attenzione da un’altra parte per non rispondere alla domanda posta… una tecnica solita fatta da chi è in malafede totale…

    e andando avanti:

    “E dunque nessuno, e soprattutto l’Arcigay, che non lasceremo mai sola nelle sue battaglie contro le odiose discriminazioni, ha il diritto di strumentalizzare la dimensione intima e privata dello steward italiano morto insieme ad un amico, al proprio figlio di tre anni e ad altre 150 persone, sulle quali l’onorevole Grillini non ha però l’occhio impietrito dall’ossessione e dall’indecenza. ”

    ecco un’altra sviolinata – in vero untuosa e sempre da voltastomaco – (“non lasceremo mai sola! ” oddio che palla al piede!)

    l’Arcigay non ha il diritto – adesso il Merlo decide chi ha il diritto e chi no… è il vizio degli editorialisti italiani che montandosi la testa fanno i Ratzinger, i papi, i maestri delle situazioni, non commentano, non opinano, ma ordinano, intimano…insomma pontificano dal loro podio editoriale, con quella sicumera che in altre parti del mondo sarebbe snobbata con una pernacchia….

    Mi pare che il Merlo non ha capito niente quando afferma: che gli omosessuali della Lettera vogliono

    “strumentalizzare la dimensione intima e privata dello steward italiano morto insieme ad un amico, al proprio figlio di tre anni e ad altre 150 persone”

    Primo perchè Domenico Riso era una persona che conviveva pubblicamente – a differenza di tanti giornalisti italiani che convivono nascostamente perchè gay e perchè velati – e secondo perchè dire che viveva in una coppia fatta da due persone dello stesso sesso, non è violare la privacy di nessuno, come non lo è quando si dichiara che una coppia etero vive in comunione.

    Solo per le coppie gay deve valere un sovrappiù di privacy, di pudore come lo chiama lui, di velato silenzio… e perchè mai?

    Perchè la coppia gay in sè agli occhi propri e degli altri (soprattutto degli altri) avrebbe in sè un concentrato di scandalo soltanto a nominarsi e va taciuta?

    Non faccia ridere, o meglio non ci faccia piangere Merlo!

    Quella che Lei ha usato qui è la falsa idea di privacy che è soltanto una forma di ipocrisia in più…

    nessuno ha chiesto a lei e ai suoi sodali giornalisti di scrivere alcunchè sulle performance sessuali, su quante copulazioni questi uomini potevano compiere…(cosa invece che mezzi di informazione più dozzinali e più popolari di Repubblica ci sciorinano davanti ogni gorno d’estate soprattutto con un bel via vai di culi di tette di muscoli di figone ecc. ecc..)

    No! Bastava non censurare la realtà , la verità dei fatti… che è la prima norma di un giornale degno di questo nome…

    su quell’aereo c’erano tre persone ,insieme alle restanti150, tutte le altre avevano affetti e familiari , tutte!

    Di alcune si sarà pure scritto…

    Ma per voi soltanto due – rovesciando il suo assunto – dovevano essere trattati come fantasmi col loro bambino, in volo con loro…

    perchè erano due omosessuali… di loro due meglio glissare, uno era poi siciliano e aveva una famiglia magari poco propensa alla notizia… e poi il rispetto dei morti…

    eggià! dei morti omosessuali si deve tacere l’omosessualità… che non a tutti piace…

    Si è pensato di far loro un gran bene e Lei afferma che degli altri 150 non si è parlato?

    ma scusi Merlo, ma in Italia la notizia era una principale: è morto uno solo Italiano a bordo che era sposato con un uomo e stava viaggiando col bambino del suo compagno e il suo compagno…

    e dunque!

    Lei trova modi di arrampicarsi sugli specchi, per difendere l’indifendibile: NO CARO MERLO AVETE AGITO DA OMOFOBI, e quando anni fa’ mi pare fu Lei a gridare dalle pagine del suo quotidiano (più o meno autorevole) al cardnale Ruini che “aveva sporcato” la dignità degli omosessuali attaccando il PRIDE del 2000 con i suoi pregiudizi, adesso questra accusa va diritta a Lei…

    Lei, Voi giornalisti, sempre tanto prodighi con lo scrivere ogni scempiaggine quando si tratti di persone omosessuali uccise barbaramente, sempre pronti a scrivere di “ambienti gay”, di “mondo degli omosessuali” dipingendolo come un girone dantesco, quasi che l’ignorante fantasia popolare già non pulluli di queste scene da Gran Guignon, adessao cade in totale afasia?

    Quando c’è soltanto da registrare, dico semplicemente registrare una famigliola perita in un incidente aereo, una famiglia che aveva diritto di essere ricordata e non barbaramente e ipocritamente negata come avete fatto voi tutti giornalisti dell’italico suolo!

    infine Lei conclude lasua sdegnata filippica così:

    ” infatti solo per quei due, per Domenico Riso e per il suo convivente, l’Arcigay trova necessario che “la completezza dell’informazione” frughi tra le lenzuola, e che la loro pulsione d’amore, che vale quanto tutte le altre pulsioni d’amore, sia sbandierata come una militanza, un drammone e una vertigine post mortem.

    Ma che c’entrano le abitudini sessuali, le pratiche coniugali, le tradizioni, le convenzioni e gli umori con la morte in un disastro aereo? In base alla logica sessuocentrica dell’Arcigay, i giornali e le tv di un Paese come l’Italia, che ha le sue gravi rogne ma è ancora civile e sa tenere lontana la tragedia dalla farsa, avrebbero dovuto involgarirsi, come purtroppo ha fatto l’onorevole Grillini, e dunque indagare e raccontare – “senza ipocrisia” perbacco – quanti, tra i sessantenni a bordo usavano il viagra, e quanti avevano pratiche feticiste, e quanti erano i transessuali e i bisessuali, e ancore quante mogli e quanti mariti ha avuto ciascuna vittima, e quante erano le vergini e quanti i sodomiti… ”
    dando pure dell’omofobo ossessivo a Grillini e altri…
    farneticando di lenzuola, di pulsioni, le pratiche coniugali, gli umori (cosa sarà lo sperma questo umore? mah non è dato saperlo…) e poi di viagra per vecchiotti in forze, e poi delle pratiche feticiste, e di transessuali e di bisessuali,di quanti mariti, quanti mogli, di chi vergine o sodomita…
    un’esplosione di fantasia erotica e vojeuristica sopita ed esplosa per rabbia, come fuochi di artificio scoppiettanti, per non ammettere che avete sbagliato e vi siete definiti per quel che siete e che io non ho mai smesso di ritenere che voi siate!
    OMOFOBI ELEGANTI

    E’ difficile ammeterlo, ma il suo editoriale o articolo che dir si voglia è un concentrato di stizzita omofobia, ed è rivelatore del comune pensiero, comune a Lei e gli altri giornalisti come Lei, che il pudore, la privacy e tutto quanto è moderato lo vogliono sempre quando si tratta di omosessuali che possono esprime una dignità e una civiltà, non quando si tratta di sbatterli alla berlina e alla canea della pubblica opinione,quando sono fatti a pezzi e massacrati.

    Lei mi fa’ pena perchè se è intelligente ha scritto una gran cacata!

    IL SUO ARTICOLO DA CIO’ CHE LASCIA TRASPARIRE (l’ ho letto 10 volte! ) RITIENE ANCORA L’OMOSESSUALITA’ UNA COSA SPORCA DA TENERE NASCOSTA!

    non confonda rispetto con censura per favore, o autocensura….

    non confonda curiosità pruriginosa col diritto di cronaca, non confonda morbosità col dovere di riportare una realtà sociale, un legame familiare…

    Lei, il suo articolo ha un retropensiero che mi spaventa…

    Siete quella parte di intellettuali progressisti forse, certo, avete l’immagine pulita, non siete omofobi violenti, ma siete non di meno assai pericolosi e assassisini del nostro vivere umano e sociale e civile…!

    Senza acredine si può dire di Lei “Omen nomen! ” sarebbe troppo facile….

    perchè “fare la figura del Merlo” a Milano significa fare la figura dello sciocco….

    e se lo lasci dire, ma stavolta, non solo per il nome suo,

    LA FIGURA DEL MERLO L’HA FATTA LEI!…

    Un saluto cordiale, non retorico e peloso…..

    + Giovanni Climaco MAPELLI

    VESCOVO

    ——————————————————————————————————————-

    (nella foto piccola in alto cliccabile per ingrandire: DUE AMANTI GAY IN UNA TOMBA EGIZIANA –

    una realtà sepolta da millenni agli occhi dell’umanità e alla luce del sole )

    p.s. se avessero scritto un articolo così infangante per la Comunità Ebraica, sarebbe venuto giù l’intero Parlamento Italiano e avrebbero chiesto di chiudere il giornale….
    per i gay, soltanto una stizzita reazione che se ne frega… (ed è un giornale di “sinistra”, detto liberal- progressista! poveri NOI!)

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  • l'Elfo scrive:

    rags, per favore ricordiamoci che stiamo parlando di un lutto. Non stiamo a puntarci le dita contro, ma partiamo dal fatto che in Italia nemmeno di fronte alla morte si è uguali – a meno che non sei fascio e morto per difendere laRepubblica Sociale Italiana e l’alleanza col Reich tedesco di Hitler – e questo, cara Strega, è grave a prescindere dal fatto che ci siano o meno i diritti civili.

    Anzi è così proprio perché i diritti civili non ci sono. Cristiana ha ragione quando dice che Domenico e la sua famiglia sono morti due volte. Perché invece di fare gli italiani che si azzannano tra loro non facciamo fronte comune al cospetto di questo volgare attacco della dignità di quella famiglia e per esteso di tutti noi?

    È così difficile capire che ci vogliono morti?
    Svegliamoci, sant’iddio o chi per lui!

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  • Giovanni scrive:

    questa “polemica” è grottesca: io conoscevo Pierrick ed era single!!!!!!!

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  • Laura scrive:

    Non ci sono dubbi se Domenico fosse stato con la compagna o con la moglie, i vari mass media non si sarebbero fatti scrupoli nel dirlo, invece che fare quei giochetti di parole come hanno fatto. Per me è sato VERGOGNOSO! Inoltre, leggendo i vari commenti di certi pseudo gay italiani, capisco come mai in Italia i gay non abbiamo nessun diritto. Bravi invece a tutti quelli che si sono fatti sentire.

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  • Anonimo scrive:

    “tra loro non facciamo fronte comune al cospetto di questo volgare attacco della dignità di quella famiglia e per esteso di tutti noi”

    no… no… mi dispiace ma questo attacco alla dignita di quella famiglia è l’attacco quotidiano a tutte le famiglie omogenitoriali e non che si trovano di fronte a tragedie anche più piccole come un semplice ricovero in ospedale
    ripeto e lo sottoscrivo: è stato preso domenico e lo si è usato per attacchi non rispettando quello che LUI VOLEVA ESSERE
    da chi cazzo lo abbiamo saputo che era con il compagno? lo abbiamo saputo dalla sua famiglia che sapeva. domenico aveva scelto un altro stato in cui vivere anzi… convivere forse perchè in italia non lo poteva fare o forse perchè erano cacchi suoi ma di fronte a questo non si sta assolutamente rispettando la sua memoria e tantomeno la dignità della sua famiglia: è un simbolo domenico compagno e figlio? ma guarda caso non è il simbolo di una famiglia omogenitoriale ma è stato fatto diventare il simbolo della omofobia italiana.
    a me fa schifo questa cosa: per me è una famiglia morta in un incidente aereo in maniera terribile punto e basta. e mi danno anche fastidio le conclusioni: sappiamo dell’italiano ma del suo compagno che italiano non era non sappiamo perchè c’è una burocrazia non è tanto una questione giornalistica. nulla si sa del figlio… riconosciuto non riconosciuto bo… e anche qui perchè ci sono questioni burocratiche
    ma sono o non sono le questione legislative a creare questi problemi? o sono solo i giornali? no perchè se le battaglie si vogliono fare contro i giornalai di casa nostra è uno spreco di tempo
    le battaglie vanno fatte per i riconoscimenti legali non per i sinonimi da utilizzare

    ps: nessuno si chiede se potrà avere un funerale? cominciamo un’altra polemica?

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  • gattopesce scrive:

    se domenico fosse stato etero, con compagna e moglie, avremmo assistito a uno spettacolo comunque squallido da parte della stampa, la strumentalizzazione del dolore e della tragedia ad impatto emotivo. domenico non era etero e abbiamo assistito comunque a uno spettacolo squallido di rimozione (con l’eccezione del Corriere della Sera e del Televideo RAI, sì il televideo ha scritto quello che i TG hanno taciuto).

    Il fatto è molto più tragico, se ci si pensa bene: è l’informazione, e quindi la formazione della cosiddetta “opinione pubblica”, che in Italia ormai ha raggiunto dei livelli di squallore indicibili. E sta riportando rapidamente il paese al Medioevo culturale.

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  • lastrega scrive:

    allora dato che si parla di stampa ed è un fatto che il calcio è la dittatura culturale italiana e che la gazza dello sport è IL giornale per eccellenza eccovi una perla:

    La Fiorentina si spoglia
    “Nessun gay nel calcio”
    CALCIO E OMOSSESSUALITA’ -GQ: “Luciano Moggi, in una sua recente uscita, ha dichiarato che il calcio non è per i gay”.
    Donadel: “Magari qualcuno ci sarà pure, però io credo di non averlo mai incontrato”.
    GQ: “Statisticamente mi pare improbabile”.
    Gamberini: “Per me, qualcuno ci sarà pure”.
    Frey: “Però, sai, visto che l’argomento principale nello spogliatoio è quell’altro là… Insomma, se c’è, deve dissimulare proprio bene”. Gamberini: “Okay, ma se qualcuno tirasse fuori il problema, cambierebbe anche l’atteggiamento di tutti gli altri, no?”.
    Frey: “Scherzi? In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate, figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno”.
    Donadel: “Comunque, negli sport Usa ci sono molti che hanno fatto coming out e sono stati accettati tranquillamente”.
    Pazzini: “Verissimo. Però, magari mi sbaglio, ma la mia sensazione è di non aver mai incontrato un calciatore gay”.

    tanto per gradire e per comprendere il mondo giornalaio di oggi
    i giudizi sui calciatori sono inutili si commentano da soli :roll:

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  • glitter scrive:

    ciao cara ti ho linkato e citato nel mio post su questa faccenda, scoperta appena tornata in italia.

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  • TACERE TACERE TACERE TACERE
    ASCOLTARE ASCOLTARE ASCOLTARE ASCOLTARE

    Ciao Domenico Pierrick e a Te piccolo Ethan
    DOMENICO RISO
    41 anni
    PIERRICK CHARILAS
    39 anni
    ETHAN CHARILAS
    3 anni
    morti il 19 agosto 2008
    a Madrid

    Il Silenzio è d’oro e
    L’ascolto è un’arte.
    Tanti a Isola delle Femmine hanno perso un’occasione:
    Tacere Tacere Tacere
    Tacere e Riflettere
    Riflettere sui nostri comportamenti sui nostri atteggiamenti verso l’ALTRO, sul nostro essere bigotti, sul nostro essere ipocriti, sulla nostra incapacità al rispetto dell’ALTRO
    TACERE e ASCOLTARE
    Il ritorno di un PASSATO da RIVIVERE in un presente di tragedia
    Per VOLARE verso la VITA verso la LIBERAZIONE

    Quando in una Comunità si superano i pregiudizi, si riesce a far mischiare convivere ed armonizzare storie di vite diverse, la Comunità non può che trarne arricchimento e crescita sociale culturale e spirituale.
    Pino Ciampolillo

    http://isolapulita.livejournal.com/9558.html

    http://current.com/items/89242952_tacere_tacere_tacere_tacere_ascoltare_ascoltare_ascoltare_ascoltare

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