Ecco, se c’è una cosa che non ho è la pazienza.
E quest’anno non mi è capitato nulla che non abbia messo a dura prova la mia pazienza. Davvero nulla. Da fantasmi del passato che hanno bussato a chiedere dopo non avere mai dato, dai molti silenzi da più parti, dal non capire un sacco di situazioni e a mettermi lì con la clava a vedere cosa succedeva, invece di aspettare e vedere come finiva, come passava…se mi fossi ricordata il proverbio di R.M. ….”Ha da passà a nuttata”….ma a volte ricordare non basta….a volte affondi in te stesso, peggio se in solitaria, ti metti in testa che tanto nessuno può capire e magari sei tu che non parli davvero, malgrado lo spreco che fai di parole…perchè parlare non è aprire la bocca ed è vero, sì lo so, io non parlo mai con nessuno e non chiedo mai niente. Lo so. Lo sanno in pochi. La maggior parte pensa ancora che io sia un libro aperto e parli troppo. Ingenui.
A qualcuno ho detto, ti prego, quando faccio così dammi un pugno. Datemi un pugno.
Il mitico R.M. dice che un cavallo di razza se non lo sai portare dà i calci e morde, mica sta lì come il ronzino a prendersi le botte o, peggio, chiuso nel recinto a non fare un cazzo, a farsi avvizzire i muscoli e l’istinto. Il cavallo di razza non ha pazienza è come la quercia che si spezza e non ha niente a che fare con la canna che si piega. E non ce lo porti dove vuoi tu. Finisce che diventa selvatico e poi non serve a nessuno, se non alla sua rabbia, perchè quando si mette a dare calci becca chiunque gli capiti accanto, e fa danni. Parlava di me con qualcun altro, aveva cura di me. L’ha avuta sempre in questi mesi ed io lo so. Ha insistito, mi ha ascoltato, ha saputo cosa fare e cosa dire. Dire che gli voglio bene è poco. Diciamo che lo adoro.
Ma diciamo anche, ammettiamolo, che dovevo averla…sta pazienza.
Ho scienza. Nel senso che so aggiustare un irrigatore, cambiare una gomma, rimettere la catena alla bicicletta, costruire una capanna di legno, montare una tenda, montare un quadro, aggiustare una tapparella, sistemare il galleggiante del cesso, tagliare la legna, guidare un gommone, cazzare la randa, respirare la cima del Sella a 3200m (non quest’anno, ahimé)., inquadrare le persone (ho sbagliato solo due volte e mezzo) e tante altre cose che hanno a che fare con le cose che so fare e che ho imparato in questi quasi 5 anni di lavoro Quest’anno avrei dovuto avere pascienza. Questa parola l’ho sentita a Pantelleria per la prima volta, forse era solo pazienza in dialetto, ma è stata usata in un contesto in cui serviva abilità e pazienza. Non basta essere abili.
A volte il groviglio delle cose non consente la velocità e serve pazienza. Serve Pascienza.
Speriamo che ho imparato.
Speriamo che tutto è ricominciato.
E speriamo che la distanza non si misuri sui KM, ma si misuri sulle parole. Quelle vere.


5 risposte finora ↓
volpi // 4 Settembre 2008 a 10:21 pm |
maledetta sopra tutti la pazienza.
kulturame // 5 Settembre 2008 a 12:03 pm |
speriamo che ho imparato?
naaaaaaaaaaaaaaaa
cristiana alicata // 5 Settembre 2008 a 12:59 pm |
ahò….ma Kulturame….fa rima con io speriamo che me la cavo….era un riferimento letterario….se non lo sai sallo!
Sauro // 7 Settembre 2008 a 9:03 pm |
Cri!!!
Calma, calma!!!
THE-BABB // 8 Settembre 2008 a 11:09 am |
e ricordati ogni tanto di controllare dove stai andando, prima che sia troppo tardi….