NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “dicembre, 2008”

Pesci 2009. Fa rima e c’è. Stacce.

What would it take for you to collaborate with the forces of change? Not in a resigned, resentful way. Not with a sense of defeat, wishing things could stay the same forever. Rather, what would you have to do in order to feel eager about adjusting to the ongoing shifts? Is there any way you might even learn to experience exhilaration and gratitude in the face of the eternal flux? Your assignment in 2009, Pisces, is to become an expert surfer of the beautiful, playful, blessed waves.

E Buon 2009…secondo tradizione familiare.

Bianco.

Buon 2009, Branco, ovunque voi siate: in Marocco, a Torino, sulla neve di Ponte di Legno, in una casa romana, ad un concerto lontano, in una casa di legno sui monti abruzzesi, a salire con le pelli le montagne torinesi, ad arrampicare roccia, in un freddo irlandese, alle prese con un tetto nuovo o in Italia per un pò.

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Buon 2009.

C’era una volta 365 giorni fa.

C’era una volta un cane da pastore che accendeva fuochi, cuoceva la carne, stava ai bordi dei discorsi ascoltandoli tutti e non sentendo niente. Aveva pochi capelli bianchi, un sorriso pulito, l’abitudine a non stare mai fermo ed una cosa tra le giovani mani. Radunava un gregge e lo scriveva qui.

C’è un Lupo oggi che ha lasciato che il branco si spargesse libero per ogni dove nel mondo, ha spinto via tutti con il muso, ma non per scappare, non più. Aveva l’aria rassicurante mentre gli amici partivano. Solo per starsi un attimo ad ascoltare. C’è un Lupo che oggi si gira di spalle, va nel bosco, seppellisce sotto la neve soffice ed inviolata i frammenti di tre cristalli e poi si inoltra nel fitto del gelido bosco d’inverno, il pelo ingrigito, la pelle più dura, ma lo sguardo fiero.

Non c’è niente di più simile ad un cane  di un lupo. Ma se li pensate intorno ad un gregge di pecore li penserete nemici. Un pò è così. Ma tra loro c’è una specie di accordo. Questo gregge non si mangia.

Di questo 2008 non butto via niente. No, nemmeno il nemico. Ve lo dico tra altri 365 giorni cosa butto o quando riemergo dal bosco, dal profumo di abeti e dalla penombra dell’inverno. Ora è troppo presto. Persino per la Primavera.

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Tracce

Tracce che l’inverno scolpisce
e primavera o il primo sole porterà via
Come ferite destinate a sciogliersi
Come ricordi destinati a tornare in forma di carne
Come il fiato sul vetro che si può scrivere e cancellare
Ma controluce e di sbieco c’è.

Come se conservasse un posto nel nulla.

Proprio come il fiato in un orecchio.

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Il cielo su Torino sembra…

Sotto il segno del Drago.

Zia Horus questa è per te! Di ritorno da Hong Kong mi sono dimenticata di dirti che mi hanno calcolato il segno cinese. E sono del segno del Drago, che recita così come te lo incollo qui sotto (ho idea che l’effetto dell’ascendente Capra non sia ancora pervenuto, però!).

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E guarda, per farti contenta ho scoperto anche il mio ascendente: Leone (non lo avevo mai calcolato visto che mio padre e mia madre non si sono mai messi d’accordo sull’ora della mia nascota ma ho appena scoperto che essere nata alle 3 del pomeriggio o alle 4 è uguale!). Leggi un pò qui.

Descrizione generale: i nati sotto il segno del Drago possiedono tutte quelle caratteristiche che consentono di diventare un leader. Sono molto vitali e, grazie alla capacità di perseguire un obiettivo con fermezza, arrivano dove desiderano. Il successo per loro è un fatto normale e arrivano spesso a posizioni di tutto rispetto. Tuttavia le cose non vengano loro regalate: sono molto capaci e non si risparmiano mai, qualunque sia la situazione che si trovano ad affrontare. Non sono certo carenti di energia e riescono a stimolare chi sta loro accanto. Non amano i formalismi e vanno diritti al sodo, anche a costo di rendersi indisponenti agli occhi degli altri. Sono molto spontanei e sinceri, al punto che facilmente si possono trovare in mezzo a discussioni, cosa che peraltro non amano, e a battibecchi. Tendono a risolvere queste situazioni con sfuriate plateali che hanno come unico scopo quello di intimorire un po’ l’avversario o i collaboratori. Questo permette loro di portare a termine più speditamente i loro progetti. Sono attratti dai grandi ideali dell’esistenza mentre si annoiano nelle piccole cose della realtà quotidiana.

Cosa amano essere adulati e corteggiati. Sono vanitosi ed adorano tiranneggiare gli altri, anche se spesso lo fanno senza rendersene conto. Sono attratti da tutto ciò che è lussuoso, non tanto perché siano degli snob, quanto per il potere che lo sfarzo rappresenta.

Cosa detestano la banalità e la superficialità. Non amano essere contraddetti: se qualcuno osa porre dubbi sul loro operato si prepari ad essere ben documentato e convincente altrimenti sperimenterà un’ira senza eguali.

La vita di relazione I nativi Drago non passano di certo inosservati, si impongono all’attenzione di tutti in qualsiasi ambiente. Considerano l’amicizia davvero importante e sono molto popolari. Sono abili oratori e sanno sedurre con i loro persuasivi discorsi, che possono toccare qualsiasi tema. E’ molto facile innamorarsi dei nativi del Drago: il vero problema è farsi amare da loro. Sono molto egoisti in questo campo, perché pretendono una completa dedizione ma vogliono per se stessi una libertà totale. Percepiscono il rapporto di coppia come un’istituzione troppo stretta; il partner di un Drago non deve pensare di essersi assicurato la sua totale fedeltà.

Professioni indicate Per i nativi Drago è importante avere ruoli importanti nella vita; pertanto tutto ciò che faranno andrà visto come un tentativo di raggiungere le più alte vette burocratiche. Si troveranno a proprio agio sia in ambito politico, sia nella carriera forense. Se sceglieranno l’insegnamento sarà probabile vederli arrivare ai vertici. Se invece opteranno per il commercio, si tratterà sicuramente di gestire una grande azienda o una prospera impresa.

Elemento Fuoco: Il Drago Fuoco aspira ad emergere a tutti i costi. E’ carismatico e riesce a coinvolgere gli altri, sia che si tratti di battaglie ideologiche o di operazioni lavorative. E’ il più ambizioso ed irrequieto tra tutti i nativi del Drago e considera solo i progetti di una certa consistenza economica. Di certo non si risparmia ed il suo impegno è sempre un esempio per tutti. Spesso gli viene rimproverato di non dare sufficiente importanza ai consigli di chi gli sta sempre a fianco, ma al Drago Fuoco piace assumersi la responsabilità di tutto ciò che fa e dice: desidera il palcoscenico tutto per sé. E’ attratto dall’arte, in tutte le sue forme, ma la sua sensibilità non e’ altrettanto profonda nella dimensione affettiva.

Ascendente Capra: Le caratteristiche concilianti della Capra aiutano ad ammorbidire i modi sin troppo schietti del Drago. Questo Drago non ama il palcoscenico e incanala tutte le sue energie nella cura meticolosa dei programmi lavorativi. Il successo è assicurato, ed egli non sarà mai ostinato e aggressivo nel suo percorso. La sua dimensione affettiva è molto meno esuberante. E’ capace di tenerezze e di spirito di abnegazione e mira soprattutto a raggiungere un buon equilibrio in tutti i rapporti. La vita di coppia rappresenta per lui il raggiungimento di un obiettivo importante.

Israele e il complesso della Tigre di Carta

Questa mattina la solita rassegna stampa su RadioUno che mi ascolto in macchina era particolarmente interessante…se mai un giorno sarò Premier (guai a voi se fate battute), inserirò un’ora al giorno di rassegna stampa obbligatoria per tutti…fa bene, stimola i neuroni, abitua all’ascolto.

Su Israele due articoli contrastanti:

Quello di Gad Lerner.

E quello di Massimo Teodori che ha, invece, una posizione comprensiva relativamente a ciò che sta accadendo a Gaza.

E poi il parere di un blogger, accanito lettore di questo.

Intanto su Facebook stiamo cambiando tutti il profilo con due bambini (uno israeliano e uno palestinese) che si abbracciano. Fatelo anche voi se bazzicate FB.

Il dibattito è aperto.

California.

Please don’t divorce.

Rassegna Blog

Ieri ho letto qualche post in giro per l’etere che vi segnalo:

Uno sulla litigata Allevi-Ughi, e condivido parola per parola le cose dette da Sciltian…anche perchè io non posso scrivere senza Allevi nelle orecchie. Forse dovremmo spedire ad Allevi il libro “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” in cui il pleistocene finisce con il figlio Ernest che ammazza il padre che, ormai, ha fatto il suo tempo, per quanto geniale, per quanto esperto, viene il tempo di farsi da parte per tutti. E chi ha orecchie per intendere, intenda, perchè vale per tutti.

L’altro sull’intervista di Paola Concia su Novella 2000, di Holden.

L’altro è la solita schiacciante, meravigliosa semplicità dei bambini che ho avuto modo di godermi a Natale, ben sintetizzata dalla solita super-mamma.

Ha a che fare…

…con il coraggio del silenzio

…con la paura delle parole

…con una finta tenerezza da sbranare

…con un sorriso felino da spegnere per sempre

…con un morso da dare

…con un sonno da conquistare

…con l’animale da imparare

…con la dolcezza da ascoltare

…con un egoismo che non muore

…con il gelo dell’inverno

…con lo stato brado

…con la lontananza dal branco

…con un amico da curare

…con una fame atavica da sfamare

…con una fonte fresca ed infinita.

…con tante cose da sapere. Ancora.

Il Lupo. Adesso. Lasciatelo stare.

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