La notte.

La notte si sa.
Ti dà e ti toglie.
La notte ti accarezza.
La notte fa paura.
La notte sa essere fredda e calda.
Sa essere madre e mignotta. E amante.
La notte nasconde ma esalta ed evidenzia la solitudine del corpo mobile nella città immobile.
Finalmente asciutta nella tregua della pioggia.
Lo fa con te. A te solamente. Non lo dice a nessuno, ma è come se lo dicesse a tutti.
La notte ti addormenta, la notte ti tiene sveglio.
La notte ti massacra e la notte ti riempie di suono, nei vagabondi luoghi dove tutto si può perdere.
La notte ti ascolta perchè fa il silenzio.
La notte ti copre perchè è buia.
La notte è notte. E si dovrebbe dormire. Di notte.
La notte è follia.
Ed è saggezza.
La notte è il fiume che sembra una strada di una montagna che va al mare.
I ponti le possibilità del buio. I versi della vita. Di qua. O di là.
La notte ti abbraccia perchè fa tutto di un colore intorno a un punto.
La notte dovresti avere un cane accanto, il muso contro il ginocchio, il respiro caldo e il guinzaglio che tira verso casa.
La notte è scrivere.
E’ leggere.
E’ leggera e ti schiaccia con il suo peso di sospesi.
La notte è bella per partire con qualcuno che ti dorme accanto.
La notte è bella per arrivare con qualcuno che ti aspetta sulla porta.
La notte. E’ notte.
Buona. Notte.
p.s. “…la notte è un cielo di Irlanda che si ubriaca di stelle…”



Questa notte mi hai preso con te per fare due passi e mostrare… cos’è la notte.
Grazie, ne avevo bisogno!
Ciao pazza! Dome
bellissima, grande Cristiana
il cielo è bello anche di notte, non solo quando è tinto di un azzurro incredibile. di notte, in mezzo al silenzio, tra un miliardo di stelle che una volta indicavano la rotta mentre ora le guardiamo per continuare a sperare. e allora la speranza è la rotta. ma non l’unica. e se perdi la speranza magari ti rimane un po’ di silenzio. e se lo ascolti bene il silenzio parla. non dice sempre cose piacevoli, per questo le dice in silenzio, per non ferirti troppo profondamente. e quando poi perdi anche il silenzio, non restano che le ferite ed il coraggio di capire che l’evidenza non può essere casualità.
Questa notte
(…A cosa pensi questa notte,
notte scura che t’invoco e prego?)
Timida sciocca notte bambina,
lo vedo che mi sfuggi poi torni
riscappi ti nascondi,
ti sento -pestifera- dal cielo spiarmi.
(…Perché non scivoli a cullarmi
baciarmi e sotto le coperte addormentarmi?)
Notte pigra distratta sbiadita,
accendimi una scala di stelle intermittenti,
concedimi qua e là un gradino luminoso,
di modo che inciampare sia meno doloroso.
La noche tiene encanto…para las alamas sensibles!