NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il giorno “dicembre 31, 2008”

Pesci 2009. Fa rima e c’è. Stacce.

What would it take for you to collaborate with the forces of change? Not in a resigned, resentful way. Not with a sense of defeat, wishing things could stay the same forever. Rather, what would you have to do in order to feel eager about adjusting to the ongoing shifts? Is there any way you might even learn to experience exhilaration and gratitude in the face of the eternal flux? Your assignment in 2009, Pisces, is to become an expert surfer of the beautiful, playful, blessed waves.

E Buon 2009…secondo tradizione familiare.

Bianco.

Buon 2009, Branco, ovunque voi siate: in Marocco, a Torino, sulla neve di Ponte di Legno, in una casa romana, ad un concerto lontano, in una casa di legno sui monti abruzzesi, a salire con le pelli le montagne torinesi, ad arrampicare roccia, in un freddo irlandese, alle prese con un tetto nuovo o in Italia per un pò.

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Buon 2009.

C’era una volta 365 giorni fa.

C’era una volta un cane da pastore che accendeva fuochi, cuoceva la carne, stava ai bordi dei discorsi ascoltandoli tutti e non sentendo niente. Aveva pochi capelli bianchi, un sorriso pulito, l’abitudine a non stare mai fermo ed una cosa tra le giovani mani. Radunava un gregge e lo scriveva qui.

C’è un Lupo oggi che ha lasciato che il branco si spargesse libero per ogni dove nel mondo, ha spinto via tutti con il muso, ma non per scappare, non più. Aveva l’aria rassicurante mentre gli amici partivano. Solo per starsi un attimo ad ascoltare. C’è un Lupo che oggi si gira di spalle, va nel bosco, seppellisce sotto la neve soffice ed inviolata i frammenti di tre cristalli e poi si inoltra nel fitto del gelido bosco d’inverno, il pelo ingrigito, la pelle più dura, ma lo sguardo fiero.

Non c’è niente di più simile ad un cane  di un lupo. Ma se li pensate intorno ad un gregge di pecore li penserete nemici. Un pò è così. Ma tra loro c’è una specie di accordo. Questo gregge non si mangia.

Di questo 2008 non butto via niente. No, nemmeno il nemico. Ve lo dico tra altri 365 giorni cosa butto o quando riemergo dal bosco, dal profumo di abeti e dalla penombra dell’inverno. Ora è troppo presto. Persino per la Primavera.

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