NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “gennaio, 2009”

Crisi Auto: cosa fa Singapore

Uh…ma guarda. La notizia è di oggi. Che strateghi. Noi invece assegni a vuoto. Nella migliore delle tradizioni. Ci sono dei giorni che vorrei essere l’omino nella stanza dei bottoni. Oggi è uno di quelli.

Natural gas vehicle industry members have engaged with the Singapore Government, lobbying for government programs to make commercial vehicles and compressed natural gas (CNG) refuelling stations more viable. CNG vehicles currently qualify for registration concessions under the Green Vehicle Rebate (GVR) Scheme as well as fuel duty exemptions. Though both programs were extended by two years in this week’s budget, industry members say more is needed to ensure Singapore reaps the full benefits of natural gas vehicles. Lobbying work is being conducted under the banner of a CNG Committee formed in August last year within the Sustainable Energy Association of Singapore (SEAS).

The GVR scheme was due to expire at the end of this year but has now been extended until the end of 2011. Fuel tax exemptions for CNG vehicles have also been extended to the end of 2011, after which duty will be phased in at $0.20 per kg.

The budget, released by Finance Minister, Mr Tharman Shanmugaratnam, includes an annexe stating, “CNG duty of $0.20 per kg remains significantly below the $0.41 per litre we currently levy on petrol. The Government will study the appropriate long-term CNG duty rate, which should be benchmarked against the prevailing petrol duty rate, taking into account the relative impact that these two fuels have on the environment.”[...]

Obama e la parità di genere.

La notizia è di quelle che ti avvolgeresti di  nuovo nella bandiera a stelle e strisce.

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Ma come mi fa notare un vecchio furbone con grande esperienza aziendale (il mio furbone preferito) la domanda è: come si applica? Si puniscono le aziende considerando le medie di genere salariale? Perchè la disparità esiste anche tra maschi e maschi e dipende dall’anzianità, da quante aziende hai cambiato, da quante volte hai preso la valigia e sei partito (o da quante volte hai divorziato anche che è uguale). Se prendi il caso singolo dovresti trovare una persona identica a te con il tuo stesso ruolo e il tuo stesso percorso. Spero che la legge preveda controlli ed incentivi/multe su dati statistici. Il confronto sui casi singoli sarebbe inapplicabile.

Comunque il richiamo americano si fa sempre più interessante. Questo è certo.

English or Philosophy lessons?

“Can you count money? Or time? Or water? You can count currencies, hours, liters.”

Il  mio insegnante di inglese, scozzese, del venerdì, oggi mi ha corretto sull’incommensurabile. E’ grasso. Tifa Celtic ed ha le sopracciglia arrotolate verso l’alto in un’espressione diabolica che ricorda uno scozzese che campeggiava a Copenaghen con il suo fidato cane e gradiva la pasta al sugo italiana. E non era il solo. A campeggiare e a gradire la pasta.

A3: la strada della vergogna

Lo chiamammo il viaggio della speranza.

Da Salerno a Reggio Calabria, otto ore di viaggio, tra macchine che si fermavano per il caldo e perché la marcia lenta a cui eravamo costretti metteva a dura prova il surriscaldamento dei motori (ovviamente niente corsia di emergenza), continui restringimenti, interi tratti di autostrada coltivati, letteralmente, ad erbacce e quindi chiusi. E poi decine di persone in tuta arancione a presidiare la strada, senza fare nulla. I cosiddetti assunti dalla macchina pubblica nella forma più tipica di ammortizzatore sociale. Tutto intorno cantieri abbandonati, gallerie lasciate a metà, raddoppi da ultimare. E, di nuovo, tutto intorno, una terra verde e lussureggiante che in un altro luogo sarebbe stata colonizzata da ville inglesi e campi da golf, invece giaceva selvaggia, abbandonata dalle rotte turistiche (per fortuna, ovviamente, ma la cosa la dice lunga). Così ci appariva il sud che porta in Sicilia. Il sud di passaggio. Il passaggio da Reggio a Messina durò meno di un’ora. Era pieno agosto, tardo pomeriggio. Niente fila. Niente traumi. Arrivati al porto salimmo sul traghetto come se fosse una continuazione della strada. Poi per andare a Palermo, da Messina, passammo per Catania, in quella strada che tra Catania e Termini Imerese, sembra una strada nel deserto degna dei Re Magi (non un distributore di benzina per km e km) con tanto di cielo stellato e città che appaiono in alto, illuminate.

Oggi l’Italia è interrotta, a sud. Oggi nessuno, dopo soli due giorni, parla nemmeno più dei 60km di autostrada che collegano Salerno a Reggio Calabria che sono sommersi da una frana che qualsiasi studente di geologia avrebbe previsto. Una cosa che dovrebbe stare in prima pagina per giorni e giorni. Nessuno viene punito per tutto questo? Se fosse successo sulla A1? O sulla A4? Ce ne sarebbe da fare cadere un governo (per carità, non è certo colpa di Berlusconi). Ce ne sarebbe da intervenire subito. Da fare questa benedetta strada entro il 2010. Altro che ponte. Altro che altro. E non ditemi che non è una priorità perché su quella strada non ci passa il business. E’ una questione morale. Perché, io, oggi, per quella strada, mi vergogno di essere italiana. Ma proprio mi vergogno.

Della Crisi Mondiale e dell’Amore.

Mentre il FMI avverte che ci sono 50 milioni di posti di lavoro a rischio, Berlusconi si accorge (ma se ne sarà davvero accorto) che l’industria dell’auto pesa l’11% sul PIL nazionale e qualche italiano ancora non capisce che aiutare l’auto significa aiutare il Paese (quale industria pesante terrebbe aperti 6 stabilimenti con tutto l’indotto logistico del caso in un paese occidentale???!), una donna di New York (USA) ha scritto a un sito di finanza americano chiedendo consigli su come trovare un marito ricco: ciò di per sé é divertente, ma il meglio della storia é quello che un tizio le ha risposto. 

LEI: Sono una ragazza bella (anzi, bellissima) di 28 anni. Sono intelligente e ho molta classe. Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari all’anno. C’é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito? Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200-250.000$, ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West. Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente. Quindi mi chiedo, cos’ha fatto x meritare ciò e xché io non ci riesco? Come posso raggiungere il suo livello?  

LUI: Ho letto la sua mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione. Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500.000$ all’anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo: quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare. E ciò per i seguenti motivi: lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice: lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi. Proposta molto chiara, questa. Ma c’é un piccolo problema. Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente. Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento mentre io sono un attivo che rende dividendi. Lei non solo soffre un deprezzamento, ma questo é progressivo, e aumenta ogni anno! Spiego meglio:oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno, e all’improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita. Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei é ben quotata, nell’epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in “trading position” (posizione di commercio), e non in “buy and hold” (compra e tieni), che,da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre. Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio (“buy and hold”) con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su … Potremmo avere una relazione per un certo periodo … uuummm…. Pensandoci meglio, e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, io, possibile futuro “affittuario” di tale “macchina”, richiedo ciò che é di prassi fare: un test drive. La prego di stabilire data e ora. 

Cordialmente.

Decisamente geniale ed, ahimé, così cinicamente vero. Fermo restando che l’amore, in tutto questo non è contemplato. Quello credo che esca da queste logiche. Credo. Uhm.

Quanto a Berlusconi finirà per dare aiuti una tantum e ci ritroveremo da capo a dodici tempo un anno. Eppure è l’unico premier al mondo che potrebbe fare riforme strutturali e durevoli e contemporaneamente aiutare l’auto italiana. Per esempio investendo nel metano: rigassificatori, rete di distribuzione. Lavoro. Ambiente. In una botta sola. Ma è una cosa troppo intelligente per l’Italia. Troppo obamiana per questo governo.

 

 fiat-salvatore

 

Acrobazie linguistiche fra Roma e Torino

famo che ‘nduma o fuma che annamo? [la dizione corretta è fuma che 'nduma oppure famo che annamo che sta per "vogliamo andare?"]

In questi giorni sto rischiando il linciaggio, ma le coppie Roma-Torino che mi proliferano intorno mi ispirano questa crasi linguistica. Acrobatica, decisamente, ma non così dissacrante come vorrebbero farmi credere i piemontesi. A noi del sud il multirazziale ce piace. A loro ghe pias mia.(questo però mi sa che è lombardo…ora mi cazziano)

Quanto brucia lo stupro di un rumeno.

Non sopporto Lucia Annunziata con quel suo “portato” di ex sessantottina amica intima dei leader del PD ed ora come molti di loro, dannatamente ed insopportabilmente radical-chic. E poi ogni volta che la guardo non posso non pensare all’imitazione che ne fa Sabina Guzzanti.

Però oggi ha detto una cosa giusta e ha dato forma ad una cosa che mi frulla in testa da anni, ma alla quale non sono mai riuscita a dare un senso compiuto. Nel suo editoriale su La Stampa (sentito comodamente dal GR1, che invenzione la radio!) sostiene che la barbarie e la richiesta di giustizialismo contro gli stupratori che sono andate in onda ieri sera, all’arresto dei 4 uomini macchiatasi di stupro, non è un sentimento di difesa nei confronti delle donne. E’ l’esercizio di una forma di proprietà del branco italiano le cui donne sono toccate dal branco rumeno. Non si scatena la stessa violenza contro coloro che stuprano la moglie. Come se quello fosse, in fondo, un po’ un diritto. Di nuovo un esercizio di una proprietà. Il panificio del padre del ragazzo che ha stuprato una ragazza al Rave del capodanno romano, non è stato preso a sassate. Lì, la rabbia, era concentrata alla famiglia della vittima. A Fiumicino, paese del ragazzo oltretutto messo agli arresti domiciliari, nessuno ha preso a bastonate le macchine della polizia. Occorrerebbe che la politica riflettesse su tutto questo e non cavalcasse l’onda emotiva popolare che stavolta assume la forma di una ossessività machista che ha molto a che fare con la violenza sessuale. Ma proprio molto.

Gli ingredienti di un disastro…

…tutti concentrati e ben distribuiti nei 3 personaggi chiave (un ragazzino incosciente, una moglie amorevole in cerca di altro e una stronza patentata invadente, viscida e patetica e alquanto odiosa), in un bel film in cui l’unico a non essere reale (per troppa innocenza) era il marito della bionda (altrimenti i personaggi sarebbero stati 4).

Per il resto: egoismo, debolezza, infantilità, bisogno di evasione e tradimento, animalità perdonabile perchè umana, cattiveria gratuita, bisogno di placare una solitudine malata, ma soprattutto invadenza apparentemente innocente ed amichevole in “Diario di uno Scandalo”, ci sono tutti. Ma proprio tutti.

Per dormire ho dovuto guardare un pezzo di Shortbus…Il finale è tollerabile…alla fine, in fondo, ma ci arrivi la mattina dopo, tutti hanno quello che si meritano. Ma non ve lo rovino.

27 gennaio: ricordare tutti. Nessuno escluso

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Mio caro G.

Che stai in un posto importante che ho desiderato per molto tempo.

Che hai tra le mani non un cristallo, ma un diamante, tra i più preziosi che io abbia raccolto.

Che ti togli la maschera del clown e fai il serio su una collina torinese e “parli”.

Beh, mio caro G., voglio che tu sappia che sei un coraggioso. Voglio che tu sappia che in mezz’ora, dopo due anni, mi ha finalmente fatto felice che tu stia lì, in quel posto.

Mio caro G., tutto questo è già amore. C’è chi aspetta un altro treno e lascia andare le cose come vanno. C’è chi guarda se stesso e non si ferma mai a dare un’occhiata al proprio compagno di viaggio, se ha sete, se ha fame, se ha sonno, se gli duolgono i piedi o ha bisogno di fermarsi un attimo o di essere preso in braccio. O se ha bisogno solo che tu stia fermo un attimo a farti guardare invecchiare, crescere, imbiancare, imparare.

Mio caro G., non seppellire il dubbio mai. Non seppellire i cattivi pensieri mai. Ma dilli. Usali. Capiscili e insieme distruggeteli.

Poi ci sono le questioni logistiche che ti consiglio vivamente. Ma quella poi diventa poesia, vita pratica e non voglio mettermi a rovinare con la poesia queste bazzecole private che sono, fare state in piedi una relazione.

Oggi sono felice che tu faccia parte di questa grande famiglia. Anche così, perchè è così che si cresce e così che si ama. Non in silenzio. Non scappando. Non aspettando che le cose si aggiustino da sole.

Bravo, belìn.

One more wedding in the Big Coloured Family

“Io albanese di destra anticomunista prendo te lesbica di sinistra e altamente rompicoglioni, come mia testimone di nozze. Sempre se non ti dà fastidio entrare in Chiesa. Vuoi?”

“Sì.”

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