Firulì firulà…i fascisti trallallà

5 febbraio 2009 § 6 commenti

E’ in giornate come questa che ti senti lo stomaco che si contrae come quando avevi 16 anni, come i n quei giorni in cui ti sdraiavi nei corridoi e lo facevo fare ad altre 200 persone, o ti piantavi davanti al cancello della scuola bracciaconserte, o seguivi la Digos pensando, giovane virgulto di sinistra incosciente, che sarebbe stato un onore donare le tue impronte digitali allo Stato per avere occupato una scuola per non fare privatizzare La Scuola (tranne poi scoprire, molto borghesamente, che il Questore era il padre di una tua compagna di scuola e ti stimava tanto, cosicchè ti ha ricevuto nel suo studio di pelle conducendo con te una trattativa più soft di un concessionario di auto. Era giusto dirlo per onore di cronaca…anche se ero di quelli che si incazzava a morte con chi gridava contro le forze dell’ordine, ma non avevo ancora visto Genova)

E’ in giornate come questa.

Che un parlamento vota una mozione per fare cadere un’amministrazione comunale.

Che le intercettazioni.

Che dobbiamo essere “cattivi” con i clandestini. Che sa tanto: diamogli fuoco, ma con dei valori. Non per noia. Per favore, eh. E non mi dite che era un modo di dire. E’ grave che un ministro, con quello che succede per strada, non sappia usare le parole.

Oppure si affretta a fare un decreto per non dare pace ad una ragazza morta perchè la Chiesa (quella ufficiale) sta pestando i piedi.

Oppure ancora che in Italia è legale ed esiste la delazione  contro gli immigrati (solo per loro…non si può denunciare nient’altro in quest’ufficio) in un paesino lombardo.

Che potranno girare le ronde antimmigrato, ma grazie ad un emendamento del PD senza armi al seguito (perchè se no sì?????)

Che i medici potranno denunciare un immigrato irregolare dopo averlo curato (così questi poveretti resisteranno magari fino alla morte ed io ritengo che questo sia un provvedimento pericolosissimo per la nostra salute, pensate solo alle malattie infettive).

Ed ancora che la Mambro, condannata all’ergastolo per la strage di Bologna, nel 2013 uscirà di prigione e può restare tranquilla in libertà vigilata.

Che a Roma si farà il Gran Premio che sa tanto di Antica Roma e fa tanto vecchio regime.

E’ in giornata come questa che mi rimetterei la mia camicia a scacchi rossa e bianca. I miei jeans di una taglia in più, deformi e asessuati. I miei scarponi. La mia kefia. L’Unità in tasca o il Manifesto che all’ora mi sembrava un buon giornale. E mi accamperei sotto alla Camera per giorni e giorni con altre centinaia di persone.

Mi chiedo: è tutto talmente troppo che non siamo più in grado di indignarci perchè non si distingue più qualcosa per cui NON indignarsi? Siamo così assopiti cerebralmente? L’unica cosa che si riesce ad udire è Di Pietro e i suoi eccessi verbali (scoprire poi che nons a selezionare i suoi collaboratori e che ovunque i signori della IDV stanno passando alla PDL, piccoli De Gregorio crescono e che Dio ce ne scapi e liberi)? Solo così si arriva alle orecchie degli italiani? La parola. L’indignazione. Non giunge più?

Cosa succede? Eppure crisi economica e regime sono sempre andati a braccetto. Manco fai in tempo ad accorgertene, fischiettando fischiettando, che tra un pò i nostri figli il sabato saranno convocati per fare ginnastica e tenere in forma la razza italica.

Sto esagerando?

Dove sono?

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