
Questo post non è politicamente corretto. Ve lo dico subito.
Leggo che un ragazzino di 13 anni, ha accoltellato il suo insegnante di violino. Agli inquirenti ha detto: volevo suonare la chitarra.
A 10 anni, io, volevo suonare la tromba. Mio padre decise che io avrei suonato il flauto traverso e mi fece prendere lezioni da un odiosissimo insegnante milanese, capellone alternativo che suonava alla Scala. Diceva.
Il bellimbusto in sandali di cuoio, uno di quelli per cui le donne perdono la testa (a sproposito notoriamente), non perdeva occasione con la sua erre moscia di farmi notare che era uno spreco di soldi, ma che lui ne aveva bisogno. Che era proprio uno scandalo sprecare il suo talento per stare appresso alla mia incapacità con il flauto traverso. Non avrei mai pensato di accoltellarlo, ma lo odiavo. Quella sua saccenza. Quella sua, lo so ora, frustrazione, era odiosa e snob ed umiliante.
Forse bisognerebbe anche valutare la violenza psicologica di cui avrà fatto oggetto il bambino. Perchè di bambino si tratta. Oltretutto non un bulletto, ma un bimbetto discreto e riservato. A meno che non ci sia qualche altra cosa sotto che non sappiamo. Ma che possiamo immaginare. Mi sembra tutto molto molto strano.
Ed inoltre bisognerebbe assecondare di più la libera creatività dei bambini senza assecondare le frustrazioni degli adulti. Tutti saremmo più liberi, felici e meno frustrati.
E ancora chi non ha talento non dovrebbe nemmeno insegnare. Al massimo andare a zappare la terra perchè con i bambini non si scherza. Appunto.
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