Fluidodinamica di un Partito

27 febbraio 2009 § 2 commenti


Per chi gli pesa fare click sul blog de IMille:

Il mio turno di post sul blog de iMille, capita in un momento in cui è ancora tutto troppo caldo.

Le giuste dimissioni di Veltroni nel momento sbagliato e la sbagliata elezione di Franceschini nel momento giusto. Le scadenze elettorali rimandano, per l’ennesima volta, la necessità di affrontare attraverso un dibattito acceso e pubblico le cose che ci dividono. Non posso che concordare con Marco Simoni sul fatto che un dialogo visibile, seppure acceso, porti più frutti di una finta unità. Un partito liquido, come lo voleva Veltroni, non deve essere un contenitore rigido che fa acqua da tutte le parti (in uscita) e all’interno del quale ci sono continui ostacoli che ristabilizzano il fluire delle idee e le rendono statiche, ma deve essere un’entità permeabile a se stessa (in entrata) e soprattutto deve essere turbolenta.

Mi spiego.

Questo è un partito, giusto? Una forma organizzativa in cui un gruppo di persone vuole governare per fare del bene al Paese e chiede il voto ai propri concittadini. Esiste una gerarchia ed è corretto che sia così, ma si tratta di una struttura non obbligatoria dal punto di vista esistenziale. Non è una famiglia. Non è un’azienda. Non è un corpo militare. Questo significa che l’ultimo volantinatore del PD che si fa il mazzo fuori dalla fabbrica di Mirafiori ha la stessa importanza del segretario del Partito. Questo significa che il segretario del Partito e così i suoi dirigenti fino, appunto, all’ultimo volantinatore, potrebbero anche essere arruolati per volantinare domenica prossima. Vi sto ovviamente parlando per paradossi, ma quello che succede in questo partito è che si è creata una gerarchia piramidale e rigida che spezza il partito e non lo fa comunicare. Berlusconi è il miglior volantinatore di se stesso. Lui si tuffa tra la gente ed alla gente questo piace. Lui lo fa in modo furbesco e spettacolare. Noi siamo chiusi nei loft. Obama ha aperto la sua campagna elettorale facendo le pulizie per una famiglia disagiata. Saranno pure trobvate di marketing, ma il nostro popolo ha bisogno di sentirci vicini. E vicino significa seduti sul loro divano. Ogni italiano sarebbe in grado di immaginarsi Berlusconi a casa propria. Secondo me nessuno dei nostri dirigenti riesce a “bucare il divano”. Questo partito è statico e nello stesso tempo affetto da molteplici discontinuità. In questo partito si dà importanza all’esperienza gestionale delle dinamiche interne (cioè al sapersi muovere dentro il partito) e non si riesce ad esaltare la competenza delle cose del mondo. Non sempre. E non bene. Valorizzare l’esperienza di partito e non quella professionale ci sta prosciugando. Noi scegliamo i candidati per un pacchetto ereditario di voti. Un’ennesima casta. E non per la capacità che avrebbero di “catturare” voti nuovi con il loro talento nel risolvere le cose del Paese. Per assurdo la compagine Berlusconiana che mette insieme i professionisti della politica di An e le maestranze liberali (per quanto nelle aziende del Premier, questa gente fino a qualche anno fa “lavorava”) di Forza Italia è un connubio molto più potente dal punto di vista civico. I cittadini riconoscono alla PDL più capacità di risolvere i problemi perchè li vedono più “vicini”.
Al PD manca quest’ultima componente e per trovarla ed averla, fedele e forte, bisogna che qualche vecchio (non anagraficamente) politico di mestiere si faccia da parte. Spiacente non considero Colaninno un maestrante. Proprio no. Un nome da casta. Non è un giovane. Mi spiace. Non ho sentito dalla sua bocca nulla di “ggiovane”. Meglio Oscar Luigi Scalfaro, tanto per capirci.

In questo partito si perdono milioni di gocce di acqua (i cittadini) in cambio di qualche secchio sicuro (poltrone e pacchetti di voto). E’ difficile misurare l’acqua. Ma un metodo c’è: leggere i risultati elettorali. La politica del tenere i secchi e non accorgersi delle gocce ci ha fatto perdere già in Abruzzo ed in Sardegna. Per non nominare Roma.

Questa crisi va vista come un’opportunità: peggio di così non può andare. Se fossi Franceschini fino alle Europee mi comporterei come un vero segretario. Linea netta e dura. Su tutto. Non ultima la questione laicità che potrebbe smuovere molto astensionismo a sinistra. Proviamo. Vediamo che succede. Magari perdiamo il secchio Rutelli, la secchia Binetti e qualche altro secchio di acqua sporca. Ma chissà quante gocce smettiamo di perdere e chissà che non ci piova dentro qualche cittadino che torni a credere a questo progetto. Un pò di acqua pulita, dal cielo. Che serve tanto, signora mia.

p.s. e se fossi in noi, quelli della Carovana, IMille, gli Autoconvocati, ecc, ecc, comincerei prima delle Europee a dire che ad ottobre noi ci saremo con un nostro candidato segretario. Questo può solo fare bene al Partito. Dimostrerebbe che dentro il PD c’è dell’acqua potabile e qualcuno potrebbe decidere di berla e di votarci anche alle Europee. Qualcuno in più del 20% dato dai sondaggi. Cioè in pratica per tenerci buoni Rutelli e soci abbiamo perso il 16% di gocce in 16 mesi.

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§ 2 risposte a Fluidodinamica di un Partito

  • nico scrive:

    (http://concita.blog.unita.it//Dipende_da_noi_256.shtml) nico 22/02/2009 16:36 — “Franceschini segretario? chiunque abbia veramente a cuore partito e paese ha di fronte poche, precise scelte per impostare (finalmente!) il PD come lo vorrebbero i suoi elettori: coppie di fatto? SI; testamento biologico? SI; laicita’? SI; energie alternative invece dell’obsoleto nucleare? SI. Poche, iniziali scelte, che siano chiare indicazioni del PD-pensiero, soprattutto SENZA MA ANCHE perche’ finalmente si sappia cos’e’ il PD e a chi parla. A voler essere INCLUSIVI, come si sente troppe volte dai piddini, si fanno scappare gli elettori! NON voglio includere le binetti nel mio partito, non voglio i rutelli, non voglio nessuno di coloro che rappresenta e continua a trascinarsi un passato sterile, improduttivo, obsoleto ed oscurantista. Perche’ personaggi come la Bresso, che davvero incarnano l’anima piu’ vera di chi vota PD non vengono utilizzati? Comunque, Franceschini e’ stato votato segretario. Lo faccia! Tanto ormai e’ bruciato… puo’ SOLO tentare di farlo davvero, e magari conquistare la fiducia di noi elettori… chisseneimporta della dirigenza che l’ha messo li solo perche’ pensa che sia un fantoccio. Non abbia paura e sfrutti l’occasione!”

    …Ma come vedi sono passati i giorni e sembra proprio che franceschini abbia scelto la strada del fantoccio…

    SPERO in un vero, prossimo, totale disastro elettorale. E spero anche che quelle figure piu’ rappresentative all’interno di ‘sta defunata accozzaglia di personaggi in cerca d’autore, abbiamo il coraggio di tagliarsi via da un partito che e’ rimasto partito solo nel nome e nell’apparato, ma che ha smesso di parlare alla gente da tempo.

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  • Ratatouille scrive:

    io credo che franceschini (pur nominato nel modo peggiore) abbia iniziato usando la giusta grinta,
    però mi domando:
    anche questo (come il resto) è pianificato a tavolino e poi tutto tornerà soporifero come prima, oppure finalmente il PD ha deciso che è il momento di lottare davvero?

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