PD. Cronaca dal XV municipio
Questa mattina tutti i coordinatori di circolo del XV Municipio (che cuba più che so…di Pescara, tanto per capirci) siamo (perchè ci sono anche io tra costoro) chiusi dentro uno stanzone bianco e sgarrupato di fronte a Corviale (avete presente? Il peggiore obbrobrio architettonico del Paese, nel cuore della periferia romana). Dopo un’introduzione di Milana (segretario romano ad interim, me pare) che ha sottolineato che Alemanno (orfano dell’ICI) sta cercando di mettere tasse ovunque, persino, ha detto, 300€ per sposarsi in una delle sedi più belle del comune e evidenziando che la destra dice di fare politiche per la famiglie e poi tassa le povere coppiettte. Ho detto: la comunità gay le pagherebbe se li lasciate sposare, risatina generale.
Che stiamo a fa? Stiamo eleggendo il coordinatore PD del municipio, un municipio complesso, fatto di ricchissimi e di poverissimi, un municipio che è una città di medie dimensioni. Un coordinatore che deve creare una politica comune, una politica che arrivi nelle periferie, ma sappia interpretarne le diversità.
Due i candidati…ovviamente lotte intestine e cooptazione che ve lo dico a fa. Oggi i ragazzi del mio circolo (Portuense) hanno fatto l’alba per scrivere un documento.
Il nostro candidato è il giovane Maurizio Veloccia. A ruota vi aggiorno su cosa accade…in tempo reale. Ovviamente tutti sono molto incuriositi dal fatto che io stia con il PC aperto (un marziano) e che stia “scrivendo” dell’evento. Paura? E di che?
AGGIORNAMENTO. Comunque la questione può sintetizzarsi noiosamente in: vogliamo il partito degli eletti o dei circoli? La politica del Pd, cioé, la decidono gli eletti con i loro pacchetti di voti o i circoli? E’ chiaro che i circoli devono riempirsi di gente…altrimenti diventano comitati elettorali. Ecco…scendere nei bassifondi della politica e riaprire i circoli al quartiere…divenire punto di incontro, di dibattito, di spesa collettiva, di consulenza fiscale…di accoglienza e di creazione di idee. Tutelare il territorio, controllare il quartiere politicamente (nel senso di fare in modo che chi deve prendere decisioni nel quartiere le faccia per il bene delle comunità, dal tappare le buche a fare il registro delle unioni civili).


