Tanto tempo fa incontrai Fini in un famoso ristorante di Anzio.
Anzi.
Io ero una leader del movimento studentesco locale senza soldi e passeggiavo al porto. Lui mangiava in uno dei ristoranti più costosi. Mi avvicinai. Eravamo alla svolta di Fiuggi. Mi capitava di passare il mio tempo “studentesco” con molti giovani dell’allora Fronte della Gioventù. Io, avevo la tessera di Rifondazione Comunista.
Gli strinsi la mano. Gli dissi: non ti voterò mai, ma mi piaci. Così. Lui si alzò. Mi strinse la mano. Non fece una piega davanti alla mia palese mise di sinistra.
Oggi, una finiana di ferro dichiara il suo voto a Ivan Scalfarotto.
Poco prima di leggere la notizia avevo finito per l’ennesima volta per dichiarare (e non mi vergogno) che qui, di gente radicata, di gente vicina alla gente, c’erano i DS e AN. Entrambi ci stiamo alquanto corrompendo con gli altri. E gli stiamo anche, almeno a Roma, regalando una forza che NON avevano. Sarò impopolare. Mancherà qualcosa a loro rispetto a come vediamo il mondo….certo. Non siamo uguali. Siamo molto diversi. Ma avevamo il pregio di stare a contatto con la strada. Di sentire i problemi. Di capirli. Di andare oltre. Non conto più sulla punta delle dita gente che votava AN d’accordo con a riconoscere le coppie gay. Lo devo dire. Devo farlo. Anche adesso che stiamo per andare al voto. E’ una questione di onestà intellettuale. (E lo so benissimo che la Carfagna ha tolto la pagina sull’omofobia dal sito internet… lo so e sto tartassando gli amici di destra su questo.)
Ma decisamente preferisco Giorgia Meloni qui (sì, piddini rabbrividiamo insieme a vedere questa foto, ma questo è quanto sta accadendo e aggiungo che Fini ha un progetto di legge sulle coppie di fatto bello che pronto), a molti miei compagni di partito e davvero, non riesco a vergognarmi. Minimamente.
Non lo prendete, poi, come uno spot. Ma solo per farvi capire cosa è successo prima della PDL, allo sciogliemento di AN, l’avessimo avuta noi, una giovane così che diceva queste cose ad un congresso.
Aggiungo dolorosamente che il documentario “Over the Rainbow” (che parla di due donne lesbiche che vogliono fare un figlio) è stato proiettato al Senato con i saluti di La Russa, Gasparri e molti altri insospettabili della destra. La destra, eh. Non Forza Italia. A breve seguirà post dedicato. Appena mi riprendo da questa notizia, rivoluzionaria. Silente. Come al solito quando in Italia avviene qualcosa di insolito.
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