MOZIONE
La Camera dei deputati,
premesso che:
il 17 maggio 2009 si terrà la V giornata mondiale contro l’omofobia, una ricorrenza che ha l’obiettivo di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia in tutte le sue forme, compresa la transfobia: l’omofobia assume aspetti e manifestazioni di sè differenti a seconda degli spazi geografici e sociali, di conseguenza anche le risposte delle istituzioni rispetto al ad essa devono essere diverse tra loro;
sono più di 40 le nazioni che aderiscono con varie iniziative alla giornata contro l’omofobia, e lo scorso anno il supporto è arrivato più riprese anche dal Parlamento europeo;
il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, definendola come una variante normale della sessualità, e ora il 17 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale contro l’omofobia, considerata come la paura o l’avversione nei confronti delle persone omosessuali e la loro discriminazione;
i dati più recenti pubblicati nel rapporto del 2009 dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali, l’Agenzia che ha sostituito l’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, dimostrano che le violenze e le discriminazioni nei confronti degli omosessuali non accennano a diminuire, anzi, sembra che l’omofobia si stia sempre più diffondendo nei paesi europei, denunciando una situazione preoccupante rispetto ai crimini di odio a sfondo omofobico, con un particolare riferimento al bullismo nelle scuole e nelle istituzioni educative, luoghi fondamentali di formazione dell’individuo e della cittadinanza. Stanno aumentando i casi di molestie a scuola e negli uffici, aggressioni e licenziamenti ai danni di omosessuali e, più in generale, si registra una difficoltà sempre maggiore per l’omosessuale di vivere la propria “quotidianità” senza esser vittima di discriminazioni di vario tipo;
l’obiettivo prioritario dell’Agenzia è quello di assicurare assistenza e consulenza in materia di diritti fondamentali sia alle istituzioni competenti della Comunità sia agli Stati membri, tutte le volte in cui si trovino a dover adottare specifiche politiche in materia di diritti, con funzioni di consulenza sia nei confronti dell’Unione che dei singoli Stati membri, e le aree di interesse sono: discriminazioni in base al sesso, razza o origine etnica, religione o credenze, disabilità, età o orientamento sessuale e contro individui appartenenti a minoranze e in ogni caso di discriminazioni multiple; razzismo e xenofobia;
il rapporto constata che in molti paesi, tra i quali purtroppo figura anche l’Italia, le istituzioni governative non fanno abbastanza per combattere queste gravi forme di discriminazione: non solo, spesso la diffidenza nei confronti del mondo omosessuale proviene dalla stessa classe politica, tanto che, recita il rapporto: “gli appelli a un rafforzamento di diritti di lesbiche, gay, bisessuali e omosessuali si siano dovuti scontrare con le risposte ostili di parte del mondo politico”;
le difficoltà per le persone omosessuali hanno spesso inizio sin dalla scuola, dove non sempre vi sono insegnanti “preparati a identificare e affrontare questi problemi” e i programmi scolastici tendono a non affrontare l’argomento;
allo studio della Commissione giustizia delle Camera c’è un testo unificato volto all’introduzione nel codice penale dell’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato e all’identità di genere, di cui auspichiamo una veloce approvazione: si tratta di una norma che, una volta introdotta nell’ordinamento, potrebbe colmare una grave lacuna, e cioè l’omissione di qualsiasi forma di protezione contro atti o comportamenti dettati dall’omofobia e dalla transfobia, nei delitti motivati dall’odio contro minoranze oggetto di pregiudizi diffusi, e alle conseguenze dell’atto delittuoso, si aggiunge infatti un chiaro intento, che va sanzionato, volto a terrorizzare e ad escludere dalla vita sociale un’intera categoria di individui;
in 13 paesi (Belgio, Germania, Danimarca, Estonia, Spagna, Francia, Irlanda, Lituania, Olanda, Portogallo, Romania, Svezia, Regno Unito) la legislazione penale punisce l’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione per motivi di orientamento sessuale. Il Governo inglese ha varato, nel maggio del 2008, il Criminal Justice and Immigration Bill, con il quale ha esteso la fattispecie penale dell’istigazione all’odio per motivi religiosi, introdotta nel 2006, anche a quelle basate sull’orientamento sessuale;
al contrario in altri 12 paesi il cd. hate speech contro persone Lgbt (persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) non è penalizzato (Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Finlandia, Ungheria, Italia, Polonia, Lettonia, Lussemburgo, Slovacchia). Tuttavia all’interno di questo gruppo di ordinamenti le disposizioni penali in materia sono formulate in maniera tale (spesso si utilizza l’espressione “o un altro gruppo di persone”, “o un gruppo comparabile”) da poter garantire protezione anche alle persone Lgbt, come avviene nel caso del codice penale di Cipro, della Finlandia, della Repubblica ceca, dell’Ungheria, del Lussemburgo, della Slovacchia;
Dal rapporto emerge, inoltre,una grave mancanza nel nostro Paese di dati statistici utili al fine di valutare l’efficacia e l’impatto delle politiche legislative, mancanza, che pare essere dovuta in parte al fatto che l’orientamento sessuale è ancora un argomento in emersione, sostanzialmente ignorato dal dibattito pubblico;
la lotta all’omofobia non riguarda solo le persone omosessuali e transessuali, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società:-
impegna il Governo
ad adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nel nostro Paese un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni statali e locali;
a predisporre una vasta campagna comunicativa e socio-culturale volta a contrastare il fenomeno dell’omofobia, rivolta sia ai media che alle istituzioni scolastiche e formative, che preveda iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell’ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di diversità management;
a ripristinare immediatamente i fondi necessari che il Governo Prodi aveva stanziato in favore dell’Istat per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale, cancellando il taglio apportato per finanziare l’abolizione dell’Ici;
a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d’analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.
Soro, Sereni, Bressa, Concia, Amici, Ferranti, D’Antona, Ferrari, Giovanelli, Lo Moro,
Minniti, Piccolo, Pollastrini, Maurizio Turco, Zaccaria, Capano, Cavallaro, Cuperlo,
Gianni Farina, Melis, Rossomando, Samperi, Tidei, Touadi, Vaccaro
Due giorni fa il “gruppo boy scout” del PD ha organizzato una veglia civile contro il comportamento del governo sui migranti. Li chiamo gruppo boy scout e sono la parte cattolica “sana” del PD. C’erano Sassoli e Bachelet e gli scout a cantare e a presentare. Ovviamente presenti anche altre componenti del PD, me compresa. Quandohanno presentato le comunità religiose delle varie etnie romane e dopo che una suora ci aveva fatto recitare il Padre Nostro, ho chiesto al presentatore di dire che c’era anche una rappresentanza LGBT del partito. Lo ha detto e devo dire che c’è stato anche un caldo applauso. All’una di notte, di quel giorno, un parlamentare mi ha scritto per ringraziarmi della mia presenza. Ho sorriso, perchè questo rivela l’abitudine ad agire politicamente per interesse, come se un gay o una lesbica non dovesse avere a cuore i diritti civili dei migranti (dove spesso ci sono, tra l’altro omosessuali perseguitati!). E’ così, eh. Con il lavoro artigiano di ogni giorno che portiamo a casa il risultato. Diventando NOI stessi una bandiera rainbow, ovunque. Non solo al Pride.
Durante il we, a Napoli, ho conosciuto 2 donne in attesa di un bimbo. Lavorano entrambe in un call center, al sud. Lo sapete chi ha pagato loro l’ultimo viaggio per l’inseminazione? Una colletta dei colleghi.
E questa la lettera che ho inviato ai miei colleghi torinesi (tutti etero, ma tutti sensibilizzati al tema grazie ad un lavoro quotidiano di semplice visibilità) per il Pride di Torino:
Cari tutti
sabato ci sarà il Pride a Torino. Su questa manifestazione sui giornali appare tutto e il contrario di tutto e spesso l’immagine che appare è totalmente diversa da quello che in realtà è, una manifestazione di una minoranza, in Italia ancora discriminata.
Io ci sarò e sfilerò con Ivan Scalfarotto, candidato alle europee nel Nord_Ovest che è un amico che si batte e si batterà, speriamo in europa per noi e per tutti gli italiani che credono in un Italia moderna e contemporanea. Ivan è stato fino a ieri responsabile HR della City Bank di Londra.
Mi farà piacere se verrete. Mi farà piacere se verrete a “vedere! con i vostri occhi come siamo davvero, tutti insieme, orgogliosi di noi e con l’occasione mi fa piacere presentarvi Ivan.
Vi aspetto….venite con gli amici, venite con i bimbi….sarà una bella festa. Credetemi.
Cristiana
Si apre la stagione dei Pride e domenica è la giornata mondiale di lotta all’omofobia. Che siano mesi di festa, di coming out, di rispetto, di curiosità e di amore. E che il tutto non si fermi ai Pride, ma vada oltre, invada le nostre case, i nostri uffici.
Auguri a tutti noi, anche quest’anno.