Scalfarotto in Concia
In diretta streaming qui, questa sera.
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Il 6 e 7 giugno prossimi si svolgeranno le lezioni per il Parlamento europeo. In Italia si discute poco del rapporto con le politiche continentali ed il dibattito sembra influenzato da tematiche nazionali. Per quanto riguarda la condizione gay, lesbica, bisessuale e transessuale (glbt) l’Europa invece può rappresentare un’occasione di uscita dal provincialismo bigotto e l’affermazione dei diritti civili. A partire dalla risoluzione di Strasburgo del 1994 e poi, con una legislazione che ha riconosciuto in molti paesi forme di tutela, col riconoscimento delle coppie di fatto e del matrimonio omosessuale, spesso l’Europa fornisce stimoli ed esempi di cittadinanza più ampia. Cosa significa allora per il movimento glbt questa scadenza elettorale? Cosa possiamo chiedere a chi si candida? Quali temi si possono portare nel dibattito politico? Come già fatto in altre occasioni il Circolo Maurice, questa volta in ollaborazione col Coordinamento Torino Pride, propone un momento di confronto su questi temi, invitando a parteciparvi chi apre le liste elettorali di partiti o coalizioni e i/le candidat* gay, lesbiche e transessuali della nostra circoscrizione.
Invitiamo a partecipare tutte le persone interessate, all’ ‘incontro che si terrà:
venerdì 29 maggio
ore 20,30
presso la sede del
CIRCOLO MAURICE
in Via Basilica, 3
e sarà preceduto da un aperitivo che
avrà inizio alle ore 19.00
E pure questo è uno del PD…ahò…ma la Binetti è sempre più in minoranza.
Vabbé…come tutti gay ho solo anticipato una moda. Tzé.
Li chiamano trend-setter nel marketing.
Da qualche parte gli intellettuali hanno lasciato eredi.
Il nord dove la lega e Berlusca non attechiscono, ovvero il villaggio di asterix che resiste.
Ed altro ancora.
Quando è che celebreremo il modello Torino e seppelliremo il modello Roma? Spero presto. Molto presto. Peccato che Torino la “sai” solo se ci sei stato, se non ci sei stato non la “sai” e non sai cosa ti sei perso e speriamo che Torino lo sappia e impari a “dirsi” anche a chi non c’è stato.
Il mondo per “dirlo” bisogna conoscerlo. E se non conosci Torino, non sai cosa è davvero Roma.
Ritrovarsi a Roma, all’una di notte, a spiegare che “no, io non sono di arcigay perchè credo in una Federazione LGBT” e “no, non mi piace per niente l’andazzo LGBT romano” ad un candidato alle europee entuasiasta da un recente giro nelle discoteche romane accompagnato da un noto presidente.
Come fai a spiegare che avere tanto consenso personale non significa fare il bene della tua comunità?
Come fai a spiegare che a Roma non c’è niente di culturale, niente di importante, niente che sia fatto per la comunità LGBT (se si esclude qualcosa fatto dal Mieli con molti sforzi e qualche iniziativa sporadica fatta dagli altri)? Che tutto è fatto e prodotto e concepito per il tornaconto della singola associazione se non del singolo presidente?
Che persino il Pride non è “aderito” da tutti, non è “fatto” da tutti allo stesso modo che quasi ti verrebbe voglia di non andarci se non fosse per il sudore di qualche amico?
Come fai a spiegare che ti viene da piangere quando senti queste cose, perchè è vero, ci credo davvero, perchè hai visto COSA può essere e COSA, qui, NON è?
Adesso ho in testa delle cose. Tante. Da fare. Per dare dignità alle famiglie gay, a quelli con le piume, alle lesbiche incazzate e a quelle con i tacchi a spilli. Qualcosa che mi ha insegnato Torino e che a Roma è da fare. Subito. In fretta. In autunno. Niente di virtuale. Qualcosa di tangibile. Di visibile. Di bevibile. Di mangiabile. DI VERO. Qualcosa che sia degno di una comunità.
CHI MI DA’ UNA MANO ( a parte chi mi ha già entuasiasticamente detto che mi aiuta, tipo F.)?