Dunque.
Ragionamento ad alta voce con voi.
Se doveste scrivere qualcosa a riguardo, magari pensando a cosa può fare un “territorio” (Pari Opportunità, diritti, bla bla bla) da cosa partireste?
Dunque…..questo è un canovaccio. Nelle prossime 36 ore vi chiedo di leggere, pensare, criticare, proporre. Chissà le cose che ho dimenticato o che non ho approfondito adeguatamente. Più leggo e più mi vengono in mente cose, ma voglio vedere cosa vi viene in mente da aggiungere.
L’ho chiamato Circolo Prezioso perchè le Pari Opportunità non sono una roba per donne o gay. E’ una cosa per tutti. Le Pari Opportunità sono le opportunità uguali per i meno abbienti, per i migranti, per gli omosessuali, per i bambini, per le donne, per i transessuali.
Si parte dal bambino, perchè ognuno di noi: omosessuale, etero, donna, migrante, è stato: bambino.
Si finisce con l’anziano, passando per la coppia, di qualsiasi orientamento, che mette al mondo un figlio.
1) Bambino/donna: diritto all’affettività familiare ed al pieno sviluppo.
Potenziamento degli strumenti sanitari di cura e accoglienza (pediatra gratuito e preparato, sempre lo stesso che segue il bambino fino allo sviluppo.).
Accesso agli asili pubblici per un numero sempre maggiore di bambini. Questo è anche un diritto della donna al lavoro.
Contrarietà totale all’assegno sulla nascita, ma potenziamento dei servizi offerti dalla Cosa Pubblica.
Facilitazione per la coppia: numero verde che indirizzi a tutti i servizi: sanitario, richiesta accesso asili pubblici, altri servizi (sportivi, ludici, culturali, di assistenza familiare in caso di disagio sia economico che sociale e psicologico).
Facilitazione fiscale in caso di prolungamento della maternità da parte della donna (poiché si parla di territorio e non di Nazione, non posso infilare la parte a me cara della obbligatorietà della paternità.
2) bambino/ adolescente: diritto allo studio (o meglio alla cultura)
Adeguamento di tutte le strutture pubbliche: asili nido (applicazione Metodo Montessori o metodi equivalenti), scuole elementari, istituti superiori, in particolare quelli tecnici (che sono quelli più abbandonati, quindi: laboratori, ecc), ma senza dimenticare di consentire a tutti, al più possibile, l’accesso ai licei. Consentire (per gli istituti tecnici, ma non solo) lo scambio e la possibilità di stage presso le aziende locali per potenziare l’integrazione al lavoro. Orientamento agli studi universitari.
Supporto pieno ai minori portatori di handicap e alle loro famiglie per consentire il pieno sviluppo del bambino secondo le proprie capacità.
Supporto pieno ai minori di altre razze, religioni ed orientamento sessuale e alle loro famiglie per favorirne la piena integrazione.
Interventi culturali atti ad arginare il bullismo e a favorire l’integrazione, in tutte le sue declinazioni: omofobia, razzismo, atteggiamento nei confronti dei minori portatori di handicap.
Nel diritto allo studio inserirei anche il diritto alla casa per gli studenti fuori sede: database informatico che metta in contatto i proprietari di casa con i richiedenti. Sportello di accoglienza della Regione che consenta allo studente fuori sede, soprattutto nelle grandi città, di non sentirsi sradicato: luoghi di aggregazione, consulenza per accesso alla Casa dello Studente, ecc.
Servizio di ripetizioni, aiuto allo studio, gratuito, usufruendo del servizio civile o del volontariato. Acquisizione di punteggio per l’accesso alle liste di collocamento per chi fa volontariato in questo settore ed anche in altri.
3) giovane (e non solo): diritto al lavoro
integrazione tra scuola e aziende del territorio. Le aziende possono diventare una ricchezza per la scuola, non intervenendo sui programmi, di competenza dello Stato, ma offrendo know-how e consentendo l’accesso conoscitivo al funzionamento del proprio tessuto di business (spero sia un concetto chiaro, nel caso lo spiego meglio, ndr).
Database centralizzato di collocamento che contenga i CV dei giovani disoccupati per parole chiave e che si integri con le aziende nello stesso modo in cui operano le agenzie interinali.
Incentivi fiscali ai giovani che aprono un’impresa.
Consulenza gratuita per i giovani con partita Iva.
Consulenza: avvocatura del lavoro in caso di difficoltà in collaborazione con le realtà sindacali locali a prescindere dal loro indirizzo politico.
Incentivi fiscali alle aziende del territorio che perseguano la parità di genere.
Diritto al lavoro ed orientamente, per le persone transessuali attualmente discriminate.
4) tutti: diritto allo sviluppo felice
Incentivazione luoghi di aggregazione: biblioteche, circoli culturali. Soprattutto in periferia o nelle zone più disagiate. Promozione di una sessualità consapevole: prevenzione . Assistenza (su questo sono totalmente d’accordo con me stessa!) alla giovani madri nella scelta dell’eventuale interruzione di gravidanza. Non nel convincerle a non farlo. Ma nello starle accanto nella scelta con il supporto previsto.
5) tutti: diritto all’accessibilità dei servizi.
Abbattimento barriere architettoniche. Accessibilità al mondo del lavoro. Incentivi ad aziende che abbattono discriminazione.
6) tutti: diritto alla famiglia.
Sgravi fiscali alle giovani coppie che si sposano o contraggono una Civil Partnership (quindi sgravi per tutti a prescindere dal loro orientamento sessuale). Con questo passaggio aiutiamo tutti coloro che vogliano “mettere su casa” senza alcuna discriminazione.
La maternità e la paternità possono essere considerate un diritto, lecito e naturale. Aiuti alle coppie che non riescono ad avere figli e sono costrette ad andare all’estero (in questo momento è un privilegio per ricchi andare all’estero a fare un figlio). Secondo me dobbiamo supportare queste famiglie a prescindere dal loro orientamento sessuale. I loro figli. Quelli che oggi non possono nascere, ce ne saranno grati.
Poi: a tutte le coppie che fanno bambini….ricominciamo dal punto 1.
7) tutti: diritto all’anzianità.
Assistenza piena, ma che incoraggi l’anziano “sano fisicamente” a mettersi in gioco (vedi modello Torino/Piemonte).
7) assistenza in caso di malattia terminale o familiare malato soprattutto psicologicamente attraverso il supporto di tutti componenti familiari coinvolti.
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