La storia si inizia a scrivere oggi.
Sono di quelli che ritiene che una legge contro l’omofobia non basti.
Che serva cultura e parità totale.
Che solo con il vero riconoscimento dell’affettività delle coppie omosessuali e il rispetto per l’identità transgender avremo sconfitto l’omotransfobia.
Sono di quelli che vuole parlarne nelle scuole. Nei luoghi di lavoro. In casa. Nelle strade.
Ma domani, si scrive comunque un pezzo di storia. Fin ora abbiamo chiesto. Manifestato. Siamo stati delusi da tutti. Anche dai partiti che credevamo sinceramente impegnati in una richiesta che ci sembra solo giusta. Solo giusta. Dignitosa. Democratica. Accogliente. Italiana.
Domani la Commissione Giustizia aprirà i lavori della stagione 2009-2010 cominciando a discutere del progetto di legge che prevede l’aggravante omofobica e transfobica. I tempi sembrano maturi.
Non fermeremo i coltelli. Non le offese. Non l’umiliazione tra le mura di casa e dell’ufficio. Ma domani Paola Concia, unica deputata lesbica di questo parlamento, avrà nelle mani un pezzo costruito da lei in questo anno, attraverso il testimone che tutto il movimento e i parlamentari LGBT che si sono susseguiti, in questi ultimi quasi trentanni hanno costruito con fatica.
L’approvazione di una legge contro l’omofobia e la transfobia è il primo piccolo mattone. La prima volta in cui verrà riconosciuta la nostra esistenza come soggetti deboli e discriminati. Non guardate al contenuto della legge. Non guardiamo, anche noi, solo il dito. Guardiamo la porta che si sta aprendo e che non potrà, ormai, che spalancarsi verso l’uguaglianza legittima e totale.
Non si accoltella una coppia etero perché si sta baciando per strada. La si guarda sorridendo.
Non si accoltella un ragazzo perché ci prova con una ragazza.
Chi non comprende che l’omofobia può essere causa di una pulsione violenta (chi dice per esempio che un accoltellamento è solo un accoltellamento), nega il problema, guarda il dito e non la luna.
E noi guardiamo la Luna. Abbiamo un sogno. Stiamo invadendo le città d’Italia con i nostri corpi, con un dress-code di quotidianietà, facendo micropride per le strade delle nostre città, fuori dai ghetti. Noi stiamo parlando al Paese, adesso. Con la sola forza dei nostri corpi inermi.
I micropride personali di ognuno di noi, pur chiedendo la Luna, oggi sono accanto a Paola Concia, affinché sia tagliato il primo nastro. Messa la prima pietra.
Lei sa di avere una grande responsabilità ed oggi l’ha condivisa con chi, in questi anni, ha combattutto una battaglia. Lunga. Difficile. Ancora non vinta. Alla faccia di chi parla di potente lobby gay.
Qui di potente c’è solo un sogno democratico e di libertà. Ed è qui, davvero qui, che potremo vedere, davvero, chi, in parlamento, parla soltanto. E chi fa.
Continuando, sempre, a sognare la Luna.



Veramente ne discutono da settembre 2008…..
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1658
…in compenso il Governo nel prossimo consiglio dei Ministri (venerdì 18) dovrebbe esaminare un ddl recante “misure contro le discriminazioni”, di iniziativa del Ministero per le pari opportunità…. staremo a vedere cosa si muove….
a proposito di legge contro l’omofobia ho scritto questo commento sul blog di paola concia…avrei voluto una risposta…lo giro sul tuo blog vediamo se qualcuno ha voglia di interagire…
cara paola
sarà anche importante la legge sull’omofobia ma senza diritti civili non andiamo da nessuna parte…
alle ultime elezioni non ho esercitato il mio diritto di voto ed insieme a me tanti omosessuali di sinistra, te lo assicuro. non credo che alla maggioranza della comunità omosessuale interessi più votare qualcuno che non promuova questi diritti. Ripeto: la legge sull’omofobia non serve a nulla ma proprio a nulla senza diritti civili. pertanto datevi una mossa che ormai su questi temi la sinistra è diventata talmente irritante che rischiate il voto in blocco al compagno fini (unico laico! fa quasi piangere, non trovi?). Perciò lasciate perdere questa (forse) vittoria di pirro e mettevi una volta per tutte a fare una vera battaglia. per coerenza non dovresti sposarti in germania finchè nel paese che rappresenti come parlamentare non lo possano fare tutti. sarebbe un bel gesto politico e di comunicazione. crea una base di tutti coloro a cui questo diritto è negato e ricorri con migliaia di coppie in tutti i tribunali e le corti possibili nazionali, europee e mondiali. questa sarebbe una bella sfida…o hai paura di irritare il tuo partito? non dimenticare che mentre il pd si trastulla alle prese con l’ipocrisia cattolica (ma te lo ricordi che rutelli era il presidente del fuori nonchè compagno di vita di pannella, che al pari di mastelloni, renato zero e roberto bolle si ostina a non dichiarare la propria omosessualita?)migliaia di coppie sono costrette ad emigrare(compresa la sottoscritta)? mettetevi d’accordo una volta per tutte così il 5% (se non il 10%) degli italiani sapranno chi votare prossimamente.
non è la prima volta che ti scrivo ma è la prima volta che la rabbia si sostituisce alla mia naturale gentilezza.
bon nuit
anna da paris