NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il giorno “settembre 22, 2009”

Giovedì 24 alla fiaccolata “istituzionale” sfileremo bianchi come Fantasmi.

Come già detto nelle settimane precedenti molti di noi parteciperanno alla Fiaccolata indetta dalle istituzioni romane. Una fiaccolata che era una nata da un’idea forte di Nicola Zingaretti ed a valle delle aggressioni nei confronti della comunità LGBT degli ultimi tempi. Conosciamo Nicola come da sempre vicino alla comunità LGBT romana, molto più di quanto abbia fatto Veltroni da sindaco, soprattutto nell’ultimo mandato, quando addiritturà lasciò deserta l’aula dove si votava per il riconoscimento delle coppie di fatto.

Purtroppo il “buon” intento di coinvolgere Alemanno come segnale che la violenza non sia fomentata da un ex-missino al governo, ha finito per liquefare le reali motivazioni della fiaccolata divenuta una generica manifestazione contro l’intolleranza e tutti i razzismi. L’omofobia, ricordo, non è un razzismo e io non voglio essere tollerata, ma voglio avere pari diritti e pari dignità come qualsiasi cittadino.

Pare che alla fine persino il Vicariato e Acca Larenzia, noto centro sociale di destra aderirà alla manifestazione.

Ora io mi chiedo.

Cosa è per noi l’omofobia? Per me omofobia (in cui permettetemi di ficcare dentro transfobia e tutte le fobia relative al mondo LGBTQI) è non riconoscere la nostra affettività, come al Gay Village ha fatto Alemanno. Il fatto che lui consideri picchiare un gay un reato, lo trovo scontato e banale per il sindaco della Capitale d’Italia. E’ contrario alle coppie di fatto? Anche noi. Dal 2006 siamo tutti per il matrimonio. Cosa sta facendo Alemanno per salvare le trans dalla strada? Non pervenuto. Cosa stiamo facendo nelle scuole e sui luoghi di lavoro per educare uffici pubblici e bambini che diverso non fa paura? Cosa stiamo facendo di cultura oltre ad un pò di giardinaggio di bassa lega nelle fioriere della cosiddetta Gay Street? Nulla.

Così noi quel giorno non permetteremo che quella manifestazione passi per una pulizia di coscienza collettiva in cui istituzioni e qualche bandiera rainbow o di associazione LGBT se ne vanno a braccetto sulla nostra pelle.

Noi ci saremo e ribadiremo la differenza tra chi è omofobo e chi non lo è.

Ci saremo in modo pacifico, dietro uno striscione bianco, vestiti da fantasmi, e chiusi, da dietro nella nostra bandiera. Quella Rainbow.

La comunità LGBT romana, c’è, si è stufata, ha fretta di “soluzioni” e segni e chiede a tutti coloro che aderiranno a quel corteo di venirsene a stare al calduccio tra i nostri due striscioni per rimarcare che omofobia non significa solo violenza. Significa anche, nel 2009, dire che noi, non siamo famiglie.

p.s. non stiamo dicendo che pensiamo solo a noi e non al razzismo vero e proprio. Noi sfileremo anche per tutti coloro che hanno la pelle diversa e non ne possono più dell’ipocrisia. Io sfilerò anche per Farrah. Il lavavetri pestato pochi giorni fa alla Caffarella.

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