L’infinito.
Chiunque di noi vi si è interrogato a lungo. Che ci fosse un intento matematico, filosofico o religioso, scientifico o spirituale insomma, ha poca importanza.
Pochi, inoltre, vi si sono interrogati per amore se non in illusioni adolescenziali.
L’anelito era lo stesso. E’ lo stesso.
Eppure come immaginarlo. L’infinito.
Sant’ Agostino, secondo me, sintetizzò la sua filosofia determinando la sua vera rivoluzione (che i filosofi mi lapidino, ma io la vedo così), il vero impatto del suo pensiero sulla nostra epoca: la linearità del Tempo.
Prima di allora si era ritenuto che esistesse una forma di circolarità. Di corsi e di ricorsi: mutamenti sociali, guerra e pace e di nuovo guerra e poi forzatamente di nuovo pace in un percorso circolare di continuo scambio. Sto banalizzando, ma spero sia chiaro. La realtà era anche meno complessa allora.
La linearità del tempo introduce un concetto di mistero per l’Uomo. Mentre una concezione circolare ci prepara in qualche modo a ciò che verrà dopo, in qualche modo, in una certa forma, la linearità assolda l’oscurità, il non immaginabile. Il libero arbitrio forse? E’ così in realtà, che lo abbiamo introdotto? Chiedo ai dotti.
Mi è sempre piaciuto, in realtà, pensare che esistano dei corsi e dei ricorsi e che studiare la Storia serva (servirebbe) proprio a questo. Eppure è indubitabile che vi sia una qualche dose di mistero, di “avanti” non prevedibile. Di determinabile per volontà di potenza (lasciate stare Nietzsche, non è una citazione).
Così immagino una spirale (pensate ad una molla che si sviluppa in orizzontale). Pensate a tre assi: ad una forma tridimensionale a questo punto, né una linea (Agostino) , né un cerchio o l’otto che configura tipicamente l’infinito in matematica (prima di Agostino)
In alcuni punti, la storia torna sullo stesso punto sul piano xy, ma non potrà mai essere la stessa coordinata sull’asse delle z. Questo lascia aperte possibilità (infinite, maddai!) di sviluppo degli eventi, dipendenti dall’esperienza che è già di per sé un disturbo che scombina tutto.
Guardate qui (immaginate ovviamente che la molla continui all’infinito e quindi abbia il suo grado di mistero, appunto l’infinito):

Vi starete chiedendo, Alicata, cosa cazzo vuoi dire con questo post, visto che avresti due milioni di cose da scrivere tra il Pd a congresso e gli LGBTQI in giro a fiaccolare da settimane?
Dico che ciò dimostra quanto conta l’ esperienza. Che resta però una risorsa bidimensionale. L’intuito (le emozioni) è ciò che fa la differenza. Ovviamente ci si assume il rischio. Ma solo così si vive una vita a 3 dimensioni, non piatta circolando all’infinito su se stessi ripetendo, ripetendo, ripetendo, ripetendo…
















