NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il giorno “settembre 25, 2009”

L’infinito.

Chiunque di noi vi si è interrogato a lungo. Che ci fosse un intento matematico, filosofico o religioso, scientifico o spirituale insomma, ha poca importanza.

Pochi, inoltre, vi si sono interrogati per amore se non in illusioni adolescenziali.

L’anelito era lo stesso. E’ lo stesso.

Eppure come immaginarlo. L’infinito.

Sant’ Agostino, secondo me, sintetizzò la sua filosofia determinando  la sua vera rivoluzione (che i filosofi mi lapidino, ma io la vedo così), il vero impatto del suo pensiero  sulla nostra epoca: la linearità del Tempo.

Prima di allora si era ritenuto che esistesse una forma di circolarità. Di corsi e di ricorsi: mutamenti sociali, guerra e pace e di nuovo guerra e poi forzatamente di nuovo pace in un percorso circolare di continuo scambio. Sto banalizzando, ma spero sia chiaro. La realtà era anche meno complessa allora.

La linearità del tempo introduce un concetto di mistero per l’Uomo. Mentre una concezione circolare ci prepara in qualche modo a ciò che verrà dopo, in qualche modo, in una certa forma, la linearità assolda l’oscurità, il non immaginabile. Il libero arbitrio forse? E’ così in realtà, che lo abbiamo introdotto? Chiedo ai dotti.

Mi è sempre piaciuto, in realtà, pensare che esistano dei corsi e dei ricorsi e che studiare la Storia serva (servirebbe) proprio a questo. Eppure è indubitabile che vi sia una qualche dose di mistero, di “avanti” non prevedibile. Di determinabile per volontà di potenza (lasciate stare Nietzsche, non è una citazione).

Così immagino una spirale (pensate ad una molla che si sviluppa in orizzontale). Pensate a tre assi: ad una forma tridimensionale a questo punto, né una linea (Agostino) , né un cerchio o l’otto che configura tipicamente l’infinito in matematica (prima di Agostino)

In alcuni punti, la storia torna sullo stesso punto sul piano xy, ma non potrà mai essere la stessa coordinata sull’asse delle z. Questo lascia aperte possibilità (infinite, maddai!) di sviluppo degli eventi, dipendenti dall’esperienza che è già di per sé un disturbo che scombina tutto.

Guardate qui (immaginate ovviamente che la molla continui all’infinito e quindi abbia il suo grado di mistero, appunto l’infinito):

molla

Vi starete chiedendo, Alicata, cosa cazzo vuoi dire con questo post, visto che avresti due milioni di cose da scrivere tra il Pd a congresso e gli LGBTQI in giro a fiaccolare da settimane?

Dico che ciò dimostra quanto conta l’ esperienza. Che resta però una risorsa bidimensionale. L’intuito (le emozioni) è ciò che fa la differenza. Ovviamente ci si assume il rischio. Ma solo così si vive una vita a 3 dimensioni, non piatta circolando all’infinito su se stessi ripetendo, ripetendo, ripetendo, ripetendo…

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writingmood#9

Casa Pound: chiarimenti (che rimangano ai posteri)

A valle delle esplosioni in via di san giovanni in laterano e dopo avere letto comunicati stampa che accusavano Alemanno di spendere soldi per finanziare Casa Pound – invece di non spendere soldi per combattere l’omofobia – ho voluto incontrare Casa Pound. Lo ho fatto con alcune persone che insieme a me avevano dato vita alle fiaccolate spontanee a Roma della comunità LGBTQI.

L’ho fatto perchè credo nel dialogo. Perchè il nemico, se lo è, lo voglio guardare in faccia.

Casa Pound è e rimane un luogo in cui non mi riconosco per natura e per linguaggio e di cui non condivido la maggior parte delle cose. Abbiamo rilevato, tra le altre cose, una proposta di tavolo di discussione per un disegno di legge (locale) per il riconoscimento delle coppie di fatto.

Ma la questione è un altra. Quello restava un incontro privato tra un gruppo di persone e un altro gruppo di persone che volevano confrontarsi e parlarsi, non attraverso i giornali e un pregiudizio.

La questione è che oggi tutti si sono avventati sulla paventata partecipazione di Casa Pound alla fiaccolata indetta contro ogni razzismo e intolleranza.

Ora mi chiedo, chiedo soprattutto ai compagni che mi insultano (pesantemente) qui:

1) perché Casa Pound no e: Alemanno, la Mussolini, Gens Romana, il Vicariato ecc, ecc, sì?

Perché cadiamo anche noi nel giochino di lavaggio collettivo che è accaduto oggi? Oggi tutti si sono dichiarati non omofobi, dimenticando che l’omofobia non è soltanto violenza (già di per se reato anche senza aggravante).

L’omofobia è connaturata nel non riconoscere l’affettività uguale delle persone dello stesso sesso. Nel riconoscerci di serie B, inferiori e reietti.

Il caso Casa Pound è diventato oggi il modo di trovare un nemico comune (come Bin Laden, come Saddam, come i comunisti in alcuni paesi, il nostro compreso, come l’afroamericano negli USA addossato di ogni colpa sociale, ecc, ecc).

Io ripudio questa forma di ipocrisia. Ripudio il distinguo. L’asticella doveva essere molto più alta. Oggi è stata bassa ed è toccato a Casa Pound non passarci.

Io sono di sinistra. Su alcune cose ancora molto comunista (vedi la scuola pubblica e il rifiuto totale di dare soldi alle scuole private). Ripudio il fascismo quando esso contiene la violenza. L’emarginazione del diverso. L’omologazione al pensiero unico. La censura. La violazione della libertà.

Vengo da una famiglia di partigiani. Ne sono orgogliosa. Ma vengo da una famiglia, e ancor più da un’esperienza di vita, che mi ha insegnato la democrazia come strumento di risoluzione del conflitto, anche quando ciò non sia scontato. Non sia opportuno. Non sia conveniente.

La battaglia contro l’emarginazione, contro chi vuole relegare le trans alla prostituzione, contro chi non riconosce famiglie le coppie omosessuali, contro chi isola il diverso che sia malato di mente o africano o omosessuale, la faccio contro chi davvero è contro questo.

Spogliamoci degli anni settanta. Andiamo oltre. Il nemico non è tra i reietti. Il nemico è nei poteri forti. Casa Pound vi sembra (pur non essendo condivisibili per noi di sinistra molti loro approcci e moltissime loro azioni – non ultima quella contro il meraviglioso Ascanio Celestini, inspiegabile) un potere forte?

Mi meraviglio dei compagni. So bene che è più facile prendersi a mazzate con Casa Pound e tornare a casa felici. O non andare oltre la provocazione di una dichiarazione scritta senza conoscere la storia personale di chi la scrive.

Ma la guerra non è lì. La guerra è altrove. E se finalmente non decidiamo di combatterla insieme, ma sempre scissi nell’atomo inutile, la continueremo a perdere.

Hasta Siempre, compagni.

Fantasmi.

Fiaccolando in buona compagnia.

Mi piace di un politico che non sia in testa al corteo a cercare di acchiappare più telecamere e giornalisti. Mi piace che si mischi in mezzo alla gente, che ti chiami e ti cerchi sapendo dove portare la sua presenza. Noi eravamo in ottime mani, stasera. Quelle dell’onorevole Debora Serracchiani che ha sfilato con noi e poi, si è defilata discretamente. Semplicemente.

crideb

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