Scoprire che il tuo gruppasco preferito (ormai nemmeno più emergente come quando avevi tipo 25 anni) suona l’11 al Circolo degli Artisti per chiudere il loro Occidente Tour e….scoprire per caso che una delle piccolette de casa suona con loro da un anno e mezzo!
Ci saremo in massa!
E questa è CARO AMORE.
Mentre andavi in ospedale per un malore, il giorno del Torino Pride, io facevo foto nella tua città. Questa è per te e credo che sintetizzi l’anima della tua città più di ogni altra foto. Al Coordinamento Torino Pride tutto il mio affetto per la grave perdita.
Mai avrei pensato di guardare degli occhi così.
Immaginatevi una festa mondana e la giusta dose di lobby gay. Immaginatevi di pensare che il resto non vi riguardi. La natura delle relazioni, il valore degli orologi o dei diamanti. Immaginate di avere tra le mani un ottimo mojito, tecnicamente perfetto, cucinato da un barman acrobatico che ha fatto volare tre bottiglie in una bolla ecologica sulle colline di Roma. Immaginate di avere intorno a voi quelli del cinema e della TV e coppie che scommettete platealmente che non stanno insieme per quella cosa elastica e dolorosa che si chiama amore.
E immaginate che ad un certo punto la persona più improbabile guardi verso di voi.
Avete appena finito di giudicare la sua vita con una sentenza durissima. Avete guardato il suo vestito, i suoi gioielli, la sua bellezza, i suoi capelli da parrucchiere d’arte, le sue scarpe tacco 12, il suo collo di pelliccia e persino il suo trucco.
Poi voi ascoltate la storia di una coppia gay in cui lui ha 41 anni e l’altro 23 e quello di 41 vi sta dicendo:
“Quando è cominciata pensavo che la differenza di età avrebbe danneggiato più me di lui. Che mi avrebbe tradito, guarda questo corpo di vecchio. E invece la mia disillusione è la radice della sua insicurezza di ventenne che ama come io non posso più amare. E invece combatto con la sua giovinezza e l’assoluto in cui si butta. Io, sai, ne ho viste così tante di storie in cui ho investito, messo, buttato via…Figurati se dò ancora valore alla parola sempre. Anche se staremo insieme 10 anni…io ne avrò 51. Lui solo 33. E avrà ancora tutta la vita davanti. Ma figurati…”
E immaginate che fate sì con la testa come se fosse il segreto della vita e delle età e della relatività. E all’improvviso quegli occhi vi fissano. E non è curiosa morbosità verso un gruppetto di lesbiche e gay – che sono lì nelle loro funzioni professionali in perfetto stile L-World o Sex &City – che sono gli unici che sembrano divertirsi per davvero. No. Non è curiosità per il nostro colore. La nostra allegria contaminante, l’abbandono alla musica, alla vita. Non eravamo altro che due donne e due uomini. Non altro.
E’ sincera osservazione. Come se all’improvviso le si fosse aperta una porta, una possibilità. Come se all’improvviso le fosse crollato addosso il peso delle proprie scelte. Ho pensato a Penelope Cruz negli “Abbracci Spezzati” di Pedro Almodovar, guardando quegli occhi. Perché li ho guardati a lungo in un esercizio di concessione e di risposta, attraverso la festa, oltre i corpi che si frapponevano.
Ho persino compreso la sua scelta con enorme compassione. Ho persino pensato che dentro quella testa forse non c’è soltanto un’oca bella e perfetta. Ma forse qualche altra cosa. Forse una paura. Forse un bisogno di sicurezza. Forse un egoismo solo di un’altra forma rispetto a quella degli altri, il nostro, per esempio.
Quegli occhi che avevano l’aria di un ponte, avevano l’aria di dire, all’improvviso, che la vita è uguale per tutti. Non esiste superiorità. Non esistono scelte giuste o sbagliate. Che forse sono tutte giuste e tutte sbagliate.
E ho pensato a quanta consolazione c’è nella bellezza e nella perfezione e nella tecnica e a quanto i Greci avevano compreso qual’è la via di fuga dal dolore dell’esistenza e che, in un certo modo, siamo tutti in fuga. Persino il nostro cercare è solo e semplicemente una fuga.
Ieri mattina, all’unanimità (e con un solo voto di astensione), l’assemblea del PD Lazio ha approvato l’ODG che impegna il segretario ad impegnare tutti gli eletti nel Lazio a presentare, far mettere in votazione e votare la mozione contro l’omofobia, secondo quanto previsto dalla Maratona Contro l’Omofobia lanciata dal Tavolo LGTBTE del PD e dal Queer di SeL.
A breve su http://www.maratonaomofobia.it (grazie a Marco Romagnolo che tra un comitato di quartiere e una lotta al circolo Muratella si è messo a fare l’IT) saranno disponibili materiali scaricabili, adesioni e mappa dei comuni dove la mozione è stata già approvata o depositata.
Piccole vittorie. Plauso. (nella foto – di Iano Crivaro – io e Giovanni Bachelet in prove di distensione tra mozioni.)
Pesci (19 febbraio – 20 marzo)
Mentre passeggiavo in un quartiere che non conoscevo, ho visto un’enorme sedia di legno rosso nel giardino davanti a una casa. Era grande abbastanza da accogliere un gigante alto sei metri. Appoggiato sul bracciolo c’era un bicchiere da cocktail altrettanto grande. Vicino c’era un cartello: “Ho un branco di scimmie volanti al mio servizio, e non ho paura di usarle”. Ho immaginato che questa scena fosse opera di una persona adorabilmente matta, appassionata del Mago di Oz. Poi ho avuto una visione di te seduto su quella sedia. Metaforicamente parlando, anche tu hai un branco di scimmie volanti al tuo servizio. Spero solo che le userai per fare qualcosa di buono.
(anche se quello del Leone, ascendente, oggi mi piace una cifra di più
)
La prima volta che ho ricevuto l’invito alla manifestazione del 5 dicembre detta No-BDay ho rifiutato l’invito su FB anche con una certa faccia disgustata per due motivi fondamentali. Il pensiero che ci fossero i soliti noti (i vari Grillo, Di Pietro, partitini atomizzati della sinistra, ecc) in cerca di visibilità, ma anche il pensiero che sono 15 anni che scendo in piazza contro Berlusconi (ho riesumato delle bellissime foto – non mi avevano ancora rubato la reflex – fatte nei primi anni 2000 in cui scendemmo in piazza con gigantografie di cartapesta del premier) e ad oggi la situazione è solo peggiorata,
Da quel giorno però ho iniziato ad osservare da fuori e silenziosamente cosa accadeva, perché qualcosa del No-BDay mi sfuggiva.
Infine, mi ha convinto ad aderire all’ennesimo invito una fotografia sul blog degli organizzatori, la fotografia di un gruppo di ragazzi giovanissimi che in modo evidente erano dei dilettanti della politica (nel senso che non li aveva mandati nessuno, erano lì per moto personale). Ieri sera poi io e Carlo abbiamo incontrato due di loro davanti ad una birra e ho avuto la conferma che sta accadendo qualcosa di nuovo. Come i gay e le lesbiche che si autorganizzano, come i lavoratori che si ribellano anche senza passare per i sindacati, i ragazzi che hanno lanciato il No-BDay non sono cavalli di Troia di qualche politico o di qualche comico il più delle volte in cerca di visibilità. Quei ragazzi sono cittadini italiani incazzati che non ne possono più e che anzi ora stanno cercando di arginare tutti coloro che vogliono salire sul carro di una manifestazione che si preannuncia imponente.
Come è ovvio, grande delusione per l’atteggiamento del PD che non aderisce ufficialmente, ma che praticamente sarà in piazza in massa (vedi adesioni eccellenti soprattutto dei giovani nuovi dirigenti Scalfarotto, Serracchiani, Civati per citarne alcuni). La lettura del nostro comportamento è chiaramente quella di un partito ambiguo.
Io su questo questa volta non concordo e provo a spiegarlo.
In questi anni il PD o comunque le anime che lo compongono, si è trovato chiuso a panino tra due componenti. Una che chiedeva più opposizione e nessun dialogo con un premier che ha violato qualsiasi etica politica plasmando le leggi a sua somiglianza, scivolando via da ogni possibile processo a suo carico, non ultimo perpetrando comportamenti tipici da dittatura senile con l’uso scambistico del corpo della donna (non è un giudizio morale, attenzione, è politico). Dall’altra parte ogni volta che siamo scesi in piazza contro Berlusconi, ogni volta che abbiamo alzato il tiro come opposizione abbiamo convocato folle oceaniche, ma non abbiamo smosso un solo elettore di Berlusconi. Questa è la vera tragedia di questi 15 anni. Che ci siamo parlati, manifestati, confortati solo tra di noi.
Il PD questo lo ha capito (anche se non lo ha ancora spiegato bene neanche a se stesso) e ha capito che per battere Berlusconi bisogna esprimere un’alternativa. Che non significa abdicare ad un’opposizione cattiva ed agonistica come la vorrebbe Daniel. Significa che tutte le forze in campo vanno concentrate non nella distruzione, ma nella costruzione.
Ai ragazzi del No-BDay cercheremo, a Roma, di dare tutto l’aiuto possibile per la riuscita logistica dell’evento. Non chiederemo di salire su palchi o di avere ritorni di immagine come i vari satelliti politici minori stanno già facendo (ma i ragazzi stanno tenendo botta in modo straordinario, davvero è una manifestazione che è partita dal basso e per nessun motivo vuole farsi strumentalizzare da nessuno). Quello che ho chiesto, come chiedo a tutti da ormai due anni, è che dopo avere arrotolato i gazebo e le bandiere del 5 dicembre, ci si rimbocchi le maniche insieme nella costruzione dell’alternativa. Usare l’entusiasmo che partiti, sindacati, associazioni non sanno più dare per mettere insieme delle umanità. Delle competenze. La voglia, ancora ed inossidabile, di cambiare questo Paese affinché anomalie come quella di Berlusconi non si realizzino più. A me non importa che esista gente come Berlusconi. A me importa parlare agli italiani che sono molti, che l’hanno votato, che lo votano ancora e che non possiamo ignorare mai più. E questo si fa non parlandogli male di Berlusconi. Ma dicendogli in modo chiaro, netto, inequivocabile e soprattutto credibile, noi cosa diavolo vogliamo fare per l’Italia. Il resto sono chiacchiere per chi vuole sentirsi felice a vivere contro ed in perenne contestazione (facile sollevare le masse facendo leva sulla rabbia, meno facile coinvolgere le persone sulla costruzione di un progetto).
Tramonta l’ipotesi di D’Alema candidato per i socialisti come ministro degli Esteri dell’Unione Europea. Al suo posto scelta (all’unanimità) una donna più giovane di lui di 7 anni.
Sono cose che in Italia stupiscono, soprattutto i galvanizzati dal congresso PD.
Non me (come non ricordare le frasi d D’Alema sul matrimonio omosessuale? Socialista? Ah ah ah ah)