NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “gennaio, 2010”

Cuccarini a Mucca (terza e ultima parte)

Qui la risposta del Mieli (perché questo blog è democratico).

E io la penso, molto sinteticamente, così:

Se una associazione LGBT non sa spiegare ad una showgirl la differenza tra il matrimonio religioso e civile, invitandola ad informarsi e nemmeno regalargli un libro che dimostra che un bimbo non ha bisogno (per la scienza) di un maschio e una femmina ma di due genitori e magari invitandola a tornare quando si è documentata e ha distinto cosa sia essere cattolici e vivere in uno Stato Laico….siamo alla frutta. Le motivazioni per cui questo non è avvenuto (la Cuccarini è simpatica, è amica di qualcuno del Mieli, ecc, ecc) non competono alla battaglia politica, ma ad una sfera di gestione privatistica della battaglia per i diritti che da anni condanna l’Italia a non avere un vero movimento LGBT e di conseguenza uno straccio di diritto.

p.s. il tizio che vedete in foto si chiamava Harvey Milk e non guardava in faccia nessuno.

La Cuccarini a Muccassassina (come è andata)

Lo racconta Giuseppe qui.

Ieri sera alla fine non ci sono andata perché arrivavano voci che avevo (amo) preso una cantonata e che invece il Mieli avrebbe ottenuto la smentita totale della Cuccarini. Mi preparavo stamattina e chiedere umilmente scusa.

Ora che ho letto le cose che ha scritto Giuseppe e sono allibita e anche assai scandalizzata dal fatto che un’associazione LGBT, mentre due nostri compagni (passatemi il termine) stanno facendo lo sciopero della fame per avere il matrimonio, inviti una persona che afferma certe cose e che le ripete (ammetto il coraggio) davanti ad una platea LGBT che mi raccontano essersi incazzata (bravi, che poi dicono che siamo dei pecoroni shampisti) a dimostrazione che non è più possibile fare di noi ciò che si vuole.

E lo dico con grande sofferenza come cittadina romana e persona che ha sempre stimato l’azione del Mieli rispetto ad altre associazioni romane.

Meno business, più diritti.

Campagna Elettorale: anche la Bonino non scherza (sentirete parlare di Emmatar)

Bresso e il premio miglior campagna elettorale (per ora)

Per deformazione professionale (e politica, ovvio) non potevo non stupirmi positivamente per questo progetto, che ovviamente matura all’ombra della Mole. Soprattutto è la manifestazione dell’esistenza di un progetto intorno ad una candidatura, un progetto che dentro un “nome” spersonalizza e crea valore.

Che è il concetto di sinistra delle preferenze (per come la vedo io). Cioé il singolo che incarna un collettivo, non un singolo che cannibalizza una massa.

Come, in modo più casareccio, mi piaceva la campagna elettorale di Paolo Masini fatta senza manifesti e vendendo fiori per beneficenza.

Fate caso: niente simboli di partito, niente nomi che trascinano se non quello di una governatrice che ha fatto bene ed è amata e riesce a scatenare una vivacità culturale e creativa che qui, ahem, a Roma, ci sogniamo. Un modo per fare politica come la si faceva una volta, usando la tecnologia sì, ma toccando e usando (e ri-usando) cose e corpi, costruendo una comunità, anche di intenti, intorno ad un progetto politico.

Si chiama partecipazione e non chiedere il voto. Si chiama autofinanziamento etico. E c’è una bella differenza. Abissale.

La Cuccarini va a Muccassassina ed io sono perplessa.

Lorella Cuccarini questa sera è a Muccaassassina, storica festa LGBT (a dire il vero ultimamente molto eterofrequentata). La stessa Lorella Cuccarini che, come ha ricordato Ivan Scalfarotto qualche giorno fa a domanda ha risposto come segue:

D: Lei è un’icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?
R: Contraria. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre.

Ora io mi chiedo se davvero noi LGBT siamo ridotti così male in termini di creatività da dover ballare sulle note di canzoni cantate da chi non ci riconosce uguali.

Mi stupisce inoltre che ad invitare la Cuccarini non sia un imprenditore (per cui business is business), ma un’associazione LGBT (il Mario Mieli a cui ho anche spesso versato il 5 per mille) che dovrebbe occuparsi (anche) dei miei diritti.

Ma forse, oggi, è più indipendente un politico gay rispetto ad un’associazione. E non approfondisco oltre.

Affermazione forte, ma che trova riscontro con quanto accadrà stasera.

Noi vedremo cosa fare. Più che a boicottare andrei a protestare o perlomeno a chiedere spiegazioni.

E, ovviamente, Marzia ha ragione.

in direzione ostinata e contraria.

J.D.S. [good bye]

Non sapevo nemmeno che fossi vivo, perché sai, a volte, i libri sopravvivono e cannibalizzano chi li scrive. Accade quando sono bei libri o quando chi li scrive è così bravo da capire di non essere in grado di fare il bis e preferisce,  quindi, vivere piuttosto che interpretare la parte dello scrittore famoso.

Gin a body meet a body Coming thro’ the rye, Gin a body kiss a body Need a body cry?

Dicono che Holden era solo un bravo ragazzo che voleva realizzare il suo sogno di libertà, prima di tornare a casa.

Il fatto è che, spesso, in quei viaggi, la strada di casa si perde in modo ineluttabile.

“Sa le anitre che stanno in quello stagno vicino al Central Parck South? Quel laghetto? Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa, per caso?”

Già.

Dove andate voi, anitre, quando il lago gela?

Adesso ditemi se questo è un Uomo…

GAY: CONSIGLIO EUROPA; VATICANO A PPE, CAMBIARE RISOLUZIONE
(V. ‘GAY: CONSIGLIO D’EUROPA, DENUNCIATA… DELLE 14:25 CIRCA

(ANSA) – STRASBURGO, 27 GEN – Bisogna modificare la risoluzione sulle discriminazioni sessuali: se il testo restera’ ”inaccettabile, i parlamentari dovranno opporsi alla sua approvazione”. E’ quanto si legge nel ‘promemoria’ allegato alla lettera inviata l’8 gennaio scorso dal nunzio apostolico a Parigi, Luigi Ventura, ai 201 esponenti del Ppe membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce) in vista del voto sul rapporto sulle discriminazioni sessuali, previsto per oggi e slittato ad aprile, nel quale viene chiesta, tra l’altro, di garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso. ”Su incarico della segreteria di Stato – scrive Ventura – vi
faccio partecipi delle preoccupazioni della Santa Sede a proposito di due progetti di risoluzione il cui testo e’ in aperto contrasto alla legge naturale e ai valori promossi dalla chiesa cattolica e della necessita’ di partecipare attivamente al voto. Certi membri del Partito popolare europeo – prosegue
Ventura – tra cui Volonte’, Farina e Gatti sono gia’ stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno depositato degli emendamenti in vista di un miglioramento dei progetti di risoluzione. Nell’inviarvi un promemoria a questo proposito mi permetto di invitarvi ad appoggiare gli auspici della Santa Sede”. (ANSA).

Evasori Morali

Oggi è la giornata della Memoria, vi scrivo da un Paese che non ricorda mai nulla e che ha perso la capacità di indignarsi. Pensavo questo, questa mattina, mentre due loschi figuri, al semaforo, coprivano manifesti dedicati alla Memoria dell’Olocausto (autorizzati) con manifesti della campagna elettorale di Renata Polverini.

In pieno giorno, a due passi dal gabbiotto dei vigili urbani. Roma, piazzale della Radio, Italia.

Ma sarà vero che abbiamo perso la capacità di indignarci?

Eppure Del Bono tempo mezza giornata e si è dimesso.

Eppure Marrazzo, si è polverizzato dalla vita pubblica.

E non si tratta di affari privati. Ma di affari privati gestiti malamente e ambiguamente in modo commisto con la vita pubblica (cioè Marrazzo non si è dimesso per avere avuto una relazione con più trans – seppur molto fuoriluogo abbia chiesto scusa al Vaticano – e Del Bono non si è dimesso per avere avuto una relazione)

Mi viene (ad onore del vero) in mente solo qualcuno che dalla giunta Vendola si è dimesso per un posto da senatore e per mantenere l’impunità. Riflettevo sul fatto che la misura dello sdegno la si misura sulle aspettative. In ogni campo.

Più ci aspettiamo e più, una volta delusi, ci indigniamo per il tradimento dell’aspettativa. Perché nessuno (della PDL) si indigna se Berlusconi sta piazzando nei vari listini regionali veline e calendarine? Perché nessuno (della PDL) si indigna se il premier sfugge ai processi adducendo impegni di Stato che però non gli vietano di fare visite private dal democratico Putin? Perché non è la questione morale che i pidiellini si aspettano da lui.

Nessun italiano è così cretino da non sapere, ma tutti gli italiani si aspettano da noi una diversità che spesso, non c’è o è inutile. Berlusconi è spesso un fenomeno identitario per l’elettore italiano. E’ colui il quale è riuscito al meglio in quell’italianità macchiettistica da luogo comune che come tutti i luoghi comuni è un po’ vera. Noi siamo quelli dei maglioni di cachemire. Quelli con le librerie stracolme di libri e le case nelle isole siciliane minori. Capite? Chi diavolo deve identificarsi in noi? Una palese minoranza.

Dobbiamo dare spazio alle file della nostra politica e del nostro linguaggio a politici che siano più identitari e rappresentativi della società. Nella quale gli italiani possano specchiarsi (non nel modo veltroniano di inserire un rappresentante mediatico per categoria, ovviamente). In ultimo, noi, centro sinistra, abbiamo una grande responsabilità.

Non siamo detentori noi, di alcun primato in merito alla questione morale rispetto alla destra. Ma possiamo essere coloro i quali (come accade nei paesi civili) danno seguito agli errori etici e morali (in senso civico e legale) con le dimissioni e il ritiro dalla vita pubblica per ridare un minimo di dignità alle istituzioni. Alla Costituzione. Al senso dello Stato. Non è richiesta la perfezione al centro sinistra. Ma ci è richiesto di non essere evasori morali. SE sbagliamo dobbiamo pagare. Questo marca, almeno, una differenza tra cosa è la destra (oggi) e cosa deve essere la sinistra. Il centro non lo commento.

27 gennaio. Io lo ricordo sempre così.

Forse il film più geniale sull’Olocausto, nelle parole di un matto, in giro con un treno ammattito, con fragore di binari semidormienti e senza uscita.

Ci sono ricordi che sono insostenibili. Non sono nemmeno ascoltabili. Il silenzio. L’ironia. L’ascolto (del silenzio), dice più di qualsiasi povera, marchiata, parola.

27 gennaio giornata della memoria

Domani:

1) Alle 11:30 Paola Concia ed Elettra Deiana rilanciano la Maratona contro l’omofobia.

2) Alle 19:00 siamo a Piramide, piazzale Ostiense, per Omocausti.

3) Alle 20:30, in via Marianna Dionigi 59, la buttiamo sullo spirituale, con Cuore Sacro.

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