NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “febbraio, 2010”

Io ieri NON ero a Firenze.

Mi riferiscono che sull’Espresso di questa settimana ieri, 27 febbraio, io insieme a Marta Meo, Civati e Renzi, sindaco di Firenze ero chiusa in un segretissima stanza a lanciare la sfida generazionale al PD superando i circoli per un nuovo radicamento.

1) ieri ero a Roma. Prima in piazza del Popolo e poi a presentare la mia candidatura in un circolo Arci

2) oggi, quando me lo hanno raccontato, ero seduta ad un tavolo del Circolo PD Trastevere a mangiare con gli iscritti per la festa del tesseramento.

Magari se certi giornalisti si informassero, prima, sarebbe meglio. Medici ed ingegneri per errori così macroscopici li licenziano. Ed io il pressapochismo non lo tollero.

p.s. questo insegni a tutti i limiti di quanto leggete sui giornali. Informatevi il più possibile da soli o cercate giornali e giornalisti davvero professionali ed affidabili.

Alicalendario

Allora oggi siamo a Trastevere per la festa del Tesseramento.

Poi passiamo al Caffé letterario e poi riunione organizzativa nel bellissimo comitato elettorale (casalingo).

E poi “Buoni Genitori” di nuovo al Caffé Letterario.

Ieri abbiamo aperto la campagna elettorale al Rising Love, c’era tanta gente, abbiamo cominciato a raccogliere qualche fondo per la nostra campagna.

Il sito è on-line ma va ancora ben riempito (con tutto il lavoro fatto qui da anni….)

Se volete potete donare il vostro aiuto usando il PayPal, qui http://www.cristianaalicata.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11&Itemid=12

A proposito di accessibilità: vedi alla voce semplificazione (pensando alla Green Economy possibile)

Ringrazio Giulio Vesperini per questi elaborati che mi ha segnalato.

C’è tanto lavoro ancora da fare.

Anche nel Lazio, guardando al Piemonte, alla Toscana ed all’Emilia Romagna.

http://www.astrid-online.it/Qualit–de/Qualit–de/03_AstridRassegna_QR_Salvi.pdf

http://www.astrid-online.it/Qualit–de/Studi–ric/FORMEZ-nuove-politiche-di-semplificazione.pdf

Una chicca per tutto (pensate all’impatto sull’occupazione e sull’ambiente). Nel Lazio, per esempio è complicatissimo (lo sapevate????) creare un impianto fotovoltaico proprio per i veti incrociati tra gli enti (la Regione autorizza, i comuni pongono i veti, risultato: una montagna di impianti progettati e non ancora realizzati):

“Un’ulteriore significativa esperienza è quella del Piemonte dove è stato istituito l’Osservatorio Amministrativo Regionale. Si tratta di una struttura stabile all’ interno della Regione. E’ composto da un Comitato tecnico (al quale appartengono rappresentanti della Regione e delle Autonomie locali) e da rappresentanti della società civile, delle categorie economico-produttive, del terzo settore, dell’autonomia universitaria e scolastica. Una delle attività dell’Osservatorio è quella di promuovere
azioni di semplificazione; ad esempio, è stato attuato un progetto di semplificazione procedurale relativo alle “Problematiche inerenti allo strumento della Conferenza di servizi, con particolare riferimento alla materia Ambiente e al procedimento di Valutazione di impatto ambientale”.

TAGESMUTTER: ovvero due giornate da mamma e sugli asili Nido.

Da due giorni nelle pause tra il lavoro e la campagna elettorale (quindi come se fossi una normale mamma in carriera), sto provando a piazzare un figlioletto fittizio in una tagesmutter. I tagesmutter, per chi non fosse avvezzo al welfare nord europeo, sono degli asili condominiali per un massimo di 5 bambini.
Come mamma avrei delle perplessità su un asilo casalingo perché ho dei bellissimi ricordi del mio asilo montessoriano* frequentato per 6 mesi a Bergamo dove c’era un piccolo parco e si poteva giocare nell’intervallo. Avendo frequentato sempre scuole di provincia e di paese ho sempre concepito la scuola con intorno del verde.
Di certo la realtà metropolitana è diversa. Penso ai molti asili con i cortili di cemento che danno sulle strade trafficate e penso a cosa si respirano i bambini. Idealmente mi piacerebbe che tutto il verde di Roma fosse a disposizione ogni giorno per i bambini e non solo per la passeggiata domenicale. Tante delle nostre cosiddette ville hanno strutture interne che potrebbero anche essere usate allo scopo (vedi Villa Pamphili stessa, vedi Villa Flora tra il XV ed il XVI).

Tornando alle tagesmutter, sono certamente una soluzione adeguata in concreto per almeno tre ragioni:
1) possono trasformarsi in una interessante opportunita’ per donne in cerca di un’occupazione alternativa
2) sono un’opportunità per le donne che hanno un bimbo di affidare i propri figli in prossimità
3) sono un gran risparmio (monetario) per l’ente pubblico che dovrebbe investire soldi in strutture edilizie, oltretutto con i vincoli (penso alla città di Roma) costruttivi che ci sono in zone già ampiamente cementificate.

Scopro che la regione ha stanziato nel 2008 (Silvia Costa allora assessore) 1.800.000 euro ad una associazione di cooperative che da quel momento (fonte la cooperativa stessa con cui ho parlato) ha formato 150 donne e quasi tutte sono attualmente impegnate in questa attività. La cooperativa agisce sul territorio romano e si occupa della formazione e del tirocinio delle donne nonché è punto di riferimento per le mamme che cercano una tagesmutter.

Ogni tagesmutter può contenere circa 5 bambini contemporaneamente. Ritengo plausibile che non ci sia molta rotazione quotidiana e che quindi per ogni tagesmutter, oggi, ci siano circa 5 bambini alla volta.

Ciò significa che attualmente (150*5) il servizio di tagesmutter è fruito da 750 bambini. Nella provincia di Roma (dati del 2008 scaricabili dalle statistiche della regione) ci sono circa 200.000 bambini tra 1 e 5 anni. I bambini tra i 3 ed i 5 anni sono 120.000. Secondo cittadinanza attiva Roma è la città con la fila più alta per accedere all’asilo comunale (costo circa 276 euro al mese e lo stesso costo medio è il costo della tagesmutter, un costo che risulta comunque essere tra i più bassi d’Italia seppur impattante sul budget familiare).

Qui potete trovare la lista dei Nidi Comunali o privati convenzionati per singolo municipio con l’indicazione dei posti disponibili anche per fasce di età.

Salta subito all’occhio che non c’è posto per 120.000 bambini e quindi tutti quelli che NON entrano al nido comunale o convenzionato o nei pochissimi posti della tagesmutter stanno a casa con la mamma (perdendo l’occasione di iniziare il percorso fondamentale di socializzazione con l’esterno) o frequentano asili privati con conseguente impatto sul bilancio delle famiglie.

In ultimo, entro il 2010, cioè il prossimo anno, ogni Paese dell’Unione Europea dovrebbe avere tanti asili nido da soddisfare almeno il 33% della domanda. Ma è ben lontana dal raggiungere l’obiettivo di Lisbona concordato in sede europea, anzi sembra che la media nazionale ( e Roma non fa eccezione) sia del 11%. Altro dato, secondo me gravissimo: la domanda è molto bassa, come se non ci fosse fiducia nell’accesso a tale servizio e quindi ci si rivolge a strutture private o si tiene il bimbo a casa o dai nonni.

Mi sembra evidente che sia una priorità per la politica della Regione intervenire il prima possibile per:

1) potenziare le tagesmutter e verificare la proporzione tra i soldi stanziati e il numero di bambini che fruiscono del servizio annualmente

2) potenziare ed incentivare la nascita dei nidi aziendali appoggiandosi alle cooperative del settore e rendendo i nidi aziendali aperti al quartiere.

In una piccola cosa come questa vedo: parità di genere, più lavoro, più Lazio a misura di bimbo.

Qui potete trovare un po’ di informazioni su cosa si fa a Roma da un paio di annihttp://www.casanido.com/home.htm e confrontarle con cosa accade per esempio a Trento (dove stanno sul pezzo da 10 anni) http://www.tagesmutter-ilsorriso.it/

* (sì, ho frequentato 6 mesi di asilo privato dopo 6 mesi dalle suore perché non c’era posto nell’asilo pubblico e ci eravamo appena trasferiti. Litigai con le suore a 5 anni e mio padre mi dovette spostare, non fate battute…L’unica altra esperienza di scuola privata è stata in prima media, sempre dalle suore, altra esperienza molto formativa sulla gestione dell’educazione privata)

La nostra visione del Lazio (e non solo)

RIFLESSIONI SUL PROGRAMMA

Candidarsi come consigliere della Regione non può significare essere preparati su tutto lo scibile. E’ impossibile e nemmeno i consiglieri eletti, forse nemmeno le candidate presidenti sono in grado di scendere in profondità e dettaglio su tutto.

Questo non significa non essere in grado di esprimere credibilità nei confronti degli elettori ed essere in grado di disporre di un’offerta politica che gratifichi le competenze che abbiamo sul territorio, rincorra la parità di genere e la completa fruizione dei diritti come un’ossessione. Nei giorni che hanno preceduto la campagna elettorale ho avuto accanto giovani e meno giovani esperti e finalmente entusiasti di poter mettere insieme le loro migliori idee per un Lazio migliore di oggi. Ingegneri impegnati nella difesa del suolo, nel complicato mondo dei Rifiuti, nelle comparto energetico sia cosiddetto alternativo sia tradizionale. Carbone o vento? O tutti e due? Un altro riciclaggio è davvero possibile? E così via. L’abbiamo messo insieme alla mia storia politica che negli ultimi 10 anni si è concentrata sulla scuola e l’università e sulla battaglia per i diritti. Ed ancora il cambiamento radicale del mondo del lavoro in cui un giovane precario, oggi, magari ha la partita iva e si sente additato da certi politici non aggiornati, come un evasore fiscale.

Andando a ritroso e pensando alla Regione che avremmo voluto con tutte le persone che stanno lavorando con me, spesso ci dicevamo frasi come “questo non lo potrai mai fare”, oppure “questo costa troppo”, oppure, ancora peggio “chissà dove vanno a finire quei soldi”.

Abbiamo compreso che i primi punti di un vero programma politico a qualsiasi livello non possono che essere:

1) la questione morale (onestà e trasparenza)

E’ la faccia del vostro candidato. Vi fidate di me? Ritenete che io sia una persona onesta? Allora votatemi. Lo stesso ragionamento fatelo con tutti gli altri. Come crediamo sia possibile avere i soldi per rendere gli asili nido accessibili davvero a tutti se i soldi vengono spesi male? Come pensiamo di coprire gli sgravi fiscali per le aziende che assumono i giovani o favoriscano la parità di genere nella crescita professionale?

2) l’efficienza

Il secondo punto riguarda la preparazione, l’attitudine e la biografia di un candidato.

Nel mio lavoro sono abituata a lavorare per obiettivi. A misurare le azioni per arrivarci con il minimo costo possibile e a dare un ritorno di quanto raggiunto. Il lavoro in un ente pubblico è un lavoro come gli altri. Si deve essere presenti e, soprattutto, si deve essere garanti del lavoro svolto da se stessi, dalle commissioni di cui si fa parte, ecc. In programma abbiamo pensato di proporre il BILANCIO UMANO. La misura, cioè, delle azioni dei singoli consiglieri. Quante delle proposte fatte (magari per poter sventolare un pezzo di carta) vanno effettivamente in porto? E quando vengono approvate vengono effettivamente messe in campo tutte le energie per realizzarle? Penso alla bella legge sull’omofobia approvata in Regione. Chi sta verificando o lo farà che le cose scritte lì verranno fatte? Essere efficiente significa anche: fare rete, condividere informazioni ed avere capacità di sintesi. Molte volte le cose già esistono. Le competenze sono già a disposizione. Ma non si usano.

3) Laicità

Questo punto distingue a mio parere la maturità di un politico. La mia storia personale parla da sola, ma ora che devo confrontarmi con il voto e avendolo sempre preteso da altri ritengo che ogni parola è vuota se non le si dà una declinazione. Nella declinazione del programma non affronteremo solo la questione LGBTQI. La laicità è anche un principio di integrazione sociale (e ormai di sicurezza nazionale) nel dialogo tra religioni obbligatorio in una società multirazziale. La laicità come metodo di indagine che sgombra il pregiudizio su qualsiasi questione, riguardante qualsiasi tema. Laicità come capacità di rimettere in discussione le cose seguendo gli sviluppi della società.

4) L’accessibilità

Quando si parla di sanità. Di lavoro. Di asili nidi. Di scuola. Di cultura. Di diritti, la frustrazione più sentita è proprio la mancanza di accessibilità. Persino la democrazia in questo paese ha un problema di agibilità democratica se si pensa ai soldi spesi nelle campagne elettorali. Noi pensiamo ad una Regione impegnata nel rimuovere tutte le barriere architettoniche non solo in senso materiale, ma anche in senso misurato. Pensiamo ad un lavoro di squadra ossessivo che lavori monitorando le difficoltà e risolvendo i problemi. Persino l’abbattimento della burocrazia (penso alla difficoltà di costruire un impianto fotovoltaico nel Lazio, volontà che si scontra con i veti incrociati degli enti che non sono coordinati al meglio) è una necessità prioritaria. La cultura. Non deve essere chiusa in grandi cattedrali ma diffusa nei quartieri anche a diffondere sicurezza (penso al modello Torino e alla riqualificazione di San Salvario)

Su queste quattro gambe abbiamo declinato per gli argomenti che ci stanno più a cuore alcune proposte possibili. Li abbiamo messi su un tavolo che consideriamo solido ed equilibrato. Ora che avete letto questa premessa, ora che avete compreso quali sono i fari che ci hanno illuminato in questo percorso, sappiate che tutto ciò che proporremo si appoggerà qui sopra. Ovviamente il tavolo è largo e potete cominciare a sognarci su…consapevoli che è possibile.

Ne stiamo cominciando a dibattere qui, in attesa che il sito sia on line (stanno lavorando come matti)

E quindi….si continua…

Sabato alle 18:30 apro la campagna elettorale al circolo Arci RISING LOVE, via delle Conce, 14. Roma (testaccio-ostiense)

Ci saranno Ignazio Marino e Ivan Scalfarotto.

Voglio la luna. Ho i piedi per terra.

Venite.

Endorsement vicepresidenziale

Ivan Scalfarotto commuove tutti. Candidata e Comitato Elettorale.

Potete leggerlo qui.

La Polverini, gli amici gay e che cosa è la serenità.

La Polverini non sa bene come affrontare il tema delle coppie di fatto. Certo…non è la sola.

E cade nell’eterna gaffe omofoba: ha tanti amici gay che, sostiene, vogliono vivere serenamente e non ritengono che il matrimonio sia una priorità. Poi però aggiunge che le coppie di fatto vanno regolamentate.

Potete leggere qui:

Ora io dico…è mai possibile che non si riesca ad essere sinceri con i cittadini? Il matrimonio non è andare a comprare un vestito bianco o lanciare un bouquet. Matrimonio è prendersi delle responsabilità, assumersi dei doveri. Avere il diritto sacrosanto di lasciare l’eredità al compagno o di assisterlo in ospedale. O di avere la reversibilità della pensione. Se la politica lo raccontasse così all’Italia, il matrimonio (cioè come è davvero), sono certa che i sondaggi dei favorevoli schizzerebbero alle stelle.

Ma non c’è interesse. Di certo non è solo un difetto della destra. Certo NON è un difetto di Emma Bonino come non lo è del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino che sabato sposerà virtualmente una coppia di donne che sta insieme da una vita, testimoniando l’impegno di tanti dirigenti del nostro partito per una vera laicità.

In attesa del 23 marzo…giorno in cui la Corte Costituzionale si dichiarerà sull’argomento.

Aiutiamo il Popolo Viola a restare indipendente.

Bastano pochi euro a testa.

Qui.

Un’altra sanità è possibile.

E se è possibile negli USA è possibile anche nel Lazio. Basta crederci.

Sono giorni.

Sono giorni abbastanza convulsi (come alcuni di voi sanno o possono immaginare). Mi sento un po’ in colpa per il silenzio in questo luogo dove più o meno ogni giorno per 4 anni ho avuto qualcosa da dire. Di solito è il contrario…uno apre un blog alle soglie di una competizione elettorale. Ma a volte il silenzio, il raccoglimento delle forze e delle energie e delle idee è la cosa migliore.

In realtà non abbiamo mai prodotto (o semplicemente riorganizzato) tanto materiale in così poco tempo. Trasformare le sensazioni di ogni giorno, in proposta, in credibilità affinché non siano solo chiacchiere.

Organizzare, fare rete, andare a pesca. Imparare. Ascoltare. Vedrete che saranno 39 giorni convulsi e pregni e non sentirete certo la mancanza di comunicazione.

Intanto vi abbraccio tutti e se avete qualche suggerimento la mia mail è sempre là, oppure come sempre dibattiamo qui.

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