GRIMALDELLI DI TUTTO IL LAZIO UNITEVI
Tutti gli esperti del settore dicono che questo che sto per dirvi in campagna elettorale non si dice. Ma tanto sapete come sono fatta.
Confesso che ieri ho avuto un momento di sconforto.
E’ successo che durante un incontro mi è stato chiesto se fossi stata disponibile, una volta alla Regione, a dare in qualche modo un piccolo finanziamento per un piccolo progettino per una tale piccola associazione.
C’è stato silenzio per pochi istanti.
Mi sono sentita rispondere come volevo sentirmi rispondere: di certo la Regione si occuperà dei temi che vi stanno a cuore (perché era un tema effettivamente importante) e se deciderà di dover ricorrere ad un progetto, verrà fatto un bando tra gli operatori del settore e se ve lo meriterete, certamente avrete il vostro finanziamento.
In macchina, andando verso l’incontro successivo facevo alcune riflessioni.
1) il modo di fare politica NON va scardinato solo tra la classe politica, ma a tutti i livelli. Ogni categoria, adesso, cerca promesse mirate a se stessa. Nessuno chiede: voglio che ti occupi dei problemi della Regione in base alle risorse che ci sono ed alle priorità e quindi voglio che tu ti occupi di tutti. No, ognuno guarda il proprio andando ad alimentare il gioco perverso del politico che riesce ad individuare alcuni interessi da difendere e da lì si crea il proprio bacino elettorale. Tutti dicono: voglio che ti occupi di me.
2) non condanno il fatto che spesso sono le associazioni stesse (di qualsiasi settore) a portare proposte in Regione e a chiedere dei finanziamenti per le loro attività. Spesso sono progetti validissimi che compensano la mancanza di visione e profondità dell’ente pubblico. Da una parte la Regione deve ricominciare a “fare” le cose e a “pensarle”, individuando poi chi deve farle sul territorio ed ha le competenze per farlo, fosse anche un’associazione. Dall’altra non si deve entrare nel loop perverso di dare soldi alla tale associazione o a quel tessuto associativo per farlo divenire esclusivamente bacino di voti in uno scambio perverso tutto italiano e fonte di spreco di denaro pubblico. Ecco perché è fondamentale un organo di controllo di come vengono gestiti i soldi stanziati dalla Regione: gli obj sono stati raggiunti? E se sì, come? Ed in quanto tempo?
E’ difficile fare una campagna elettorale spogli da queste dinamiche, ma noi possiamo contare sull’associazione più grande.
Voi.
Quelli che ci state credendo “gratis” e che state spargendo la voce, quelli che vogliono cambiare le cose, quelli che hanno il coraggio di votare qualcuno che non aveva già la vittoria in tasca prima di partire, quelli che hanno il coraggio di aprire i circoli e consentire al territorio di scegliere e non di “fare” ciò che viene indicato (metodi fascisti ed anche berlusconiani di fare politica), quelli che la politica non è una relazione amicale, ma è una cosa seria. Quelli che se gli chiedi perché hanno scelto quel candidato lo sanno spiegare con la politica e non con la fedeltà personale.
Quelli, insomma, che davvero sono liberi dalle catene e dai vincoli del vecchio modo di fare politica.
Scardinare. Scardinare metodi. Scardinare atteggiamenti. Scardinare gli egoismi sociali. E’ come spezzare delle catene. E’ come essere liberi.
Diventate grimaldelli con noi.
A quelli grazie.



