NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “agosto, 2010”

Cortocircuiti

Berlusconi paladino del cattolicesimo integralista quando affermava che, Eluana Englaro alla quale sta per essere staccata la spina, avrebbe potuto avere figli. Berlusconi che divorzia due volte, Berlusconi circondato di donne, foto di lui con in braccio 5 donne, la carica delle escort, ormai innegabile. Berlusconi che difende la Chiesa dagli attacchi su pedofilia e l’aiuta a riportare lo scandalo nel suo giusto obiettivo: i gay che infangano la Chiesa, vedi la famosa inchiesta su Panorama che in realtà era un favore alla Chiesa e l’ennesimo insulto alla comunità omosessuale vista come categoria sessuomane da epurare. Berlusconi che va in guerra con Bush, contro il nemico islamico, alleato della Lega Nord che vede gli islamici come il fumo negli occhi. Quella Lega Nord che dissanguava maiali sulle terre dove dovevano sorgere le moschee del nord.
Poi Berlusconi che ospita Gheddafi, lascia che il dittatore sia libero di essere dittatore anche qui, di perpetrare l’insulto al corpo femminile. La selezione di 400 belle donne che vanno a sentirsi una lezione a pagamento, il Corano in regalo, le vergini offerte al dio di passaggio. Cosa dice Calderoli, islamofobo per eccellenza? E la Lega? E la Chiesa? Solo 4 sparuti parlamentari cattolici osano dire qualcosa? Qualcuno ricorda gli affari tra Italia e Libia per giustificare il silenzio. L’Eni. Ed altro che non cito e che sappiamo. Ma pensiamo davvero che altri paesi non facciano affari con altri paesi “strani”? Eppure non c’è necessità di umiliare un intero paese, la propria coerenza (anche quando non condivisibile, ma almeno lo sia coerenza), le donne. Che schifo. Spero che D’Alema non si faccia venire in testa di andare a salutarlo in tenda anche questa volta. Giuro che ne chiederei l’espulsione dal partito immediata alla commissione di garanzia.

Il PD faccia il recupero della “gnocca”. Meglio del Porta a Porta e più utile alla causa.

ehm…scommetto che le 400 hostess che oggi hanno imparato il Corano da Gheddafi poi si dovranno fare anche lo stage sul programma di Governo e ce le ritroveremo nei Gazebo di B. per l’erudizione collettiva. Più che un Porta a Porta forse il PD dovrebbe lanciare un “recupero gnocche” di proporzioni nazionali (perdonatemela).

Le priorità del governo?

Brucia un bimbo in campo ROM (Roma). Due gay vengono picchiati. (Padova). Le fabbriche chiudono (un pò ovunque). La Carfagna ci richiama alle priorità che…signora ministra non ho capito quali sono. La legge Bavaglio, immagino, perché se tutto il resto andasse bene potremmo anche aspettare il nostro turno.

Sempre su Mondadori.

Da Nazione Indiana.

Qui, il pezzo di Vito Mancuso (“Come posso fondare il mio pensiero sul bene e sulla giustizia, e poi contribuire al programma editoriale di un’azienda che a quanto pare, godendo di favori parlamentari ed extra-parlamentari, pagherebbe al fisco solo una minima parte (8,6 milioni versati) di un antico ed enorme debito (350 milioni dovuti)?”)che ha scatenato il dibattito tra gli scrittori e qui Franco Cordelli (“A quale editore migliore di Einaudi consegnare un romanzo in cui l’antagonista morale del narratore è lo stesso Berlusconi?”), qui Helena Janeczek (“In Mondadori le cose si presentavano diversamente, anche quando Berlusconi divenne per la prima volta capo del governo. Forse è inutile dire che in quindici anni non l’ho mai visto nemmeno da lontano. Il massimo cui sono arrivata è Bruno Vespa. Con le persone che lì sono diventati i miei interlocutori e diretti superiori, mi sono subito trovata benissimo. Manco uno che avesse- abbia- simpatie per Forza Italia, cosa che varie volte è pure stata sottolineata dai giornali di cui sopra. Come a dire: guardate che bravo Silvio che fa lavorare tutta sta banda di comunisti.”)

La volpe e l’uva

Dunque…fatemi capire. Bossi dice no all’UDC. Allora Cesa risponde che è finito il teatrino dell’estate. E se diceva di sì? Insomma l’unica cosa che non sappiamo è cosa pensa l’UDC (io lo so ma non lo dico). Insomma, siamo all’applicazione bieca delle favole greche. La sagra della volpe e dell’uva. Non possiamo lasciare gli estremisti della poltrona di centro al loro pascolo e andare…via. E’ così difficile? Scusate se sono monotematica, ma questo è proprio il passaggio cruciale dei prossimi anni.

Il caso Mondadori e il dilemma degli scrittori. E dei lettori…

Malgrado ci abbia ragionato fino alla nausea con amici scrittori e lettori, malgrado mi sogni anche la notte (perché negarlo) il nome stampigliato su una copertina bianca come quella che ha ospitato Calvino e Pavese, malgrado siano vere le cose che Scalfari dice di Einaudi…resto comunque perplessa.

B. è l’editore monopolista del cinema.

B. è l’editore più grosso di libri.

B. è la TV.

Forse sa bene che TV e cinema servono a spostare e a imbonire le masse e sa bene che i libri ce li leggiamo tra di noi e non spostano nulla (con tutti i libri che abbiamo scritto dalla Guzzanti a D’Alema e Saviano dovremmo essere il Paese più libero del mondo). In sostanza noi siamo un business chiuso che lui utilizza per fare soldi. Dà anche a noi ciò che vogliamo avere. Sostanzialmente l’editoria libraria è l’unico settore che noi, i suoi oppositori, finanziamo ed alimentiamo usufruendone. La nostra piccola democrazia indipendente…il suo piccolo Truman Show dove sguazziamo felici chi di guadagnare scrivendo, chi di dirsi d’accordo con se stesso, leggendo.

IL 2 ottobre non sia No B-Day, ma sia il Sì all’Italia che vogliamo.

Lo avevo scritto paro paro anche un anno fa, quando si parlò del primo No B-Day.

A distanza di un anno mi ripeto di nuovo e farlo mi mette tristezza.

Abbiamo portato in piazza quel 5 dicembre 1 milione di persone. Un palco eccezionale, una partecipazione straordinaria che solo chi ha seguito il dietro le quinte del prima, anche solo da semplice osservatore, sa cosa ha significato quella manifestazione in termini di speranza, di partecipazione, anche di rivendicazione generazionale ed anche di critica forte ai partiti, primo fra tutti il nostro Partito, quello Democratico.

Cosa è cambiato? Nulla.

Di nuovo, siamo stati in piazza per la libertà di stampa e a piazza del Popolo non si riusciva a passare.

Cosa è cambiato in questi 16 anni di manifestazioni oceaniche alle quali ho partecipato, a tutte. Quanti voti abbiamo spostato da destra a sinistra o dall’astensionismo a qui? Nulla. Tanti giovani che hanno creduto nel No B-Day, poi non hanno votato. Esiste una militanza consapevole nel partito dell’astensione. Una militanza che ci guarda, ci legge, gli facciamo schifo e non ci vota.

Chi si astiene consapevolmente sa bene che mandare via Berlusconi non è la soluzione al berlusconismo. Un governo di coalizione, di unità nazionale contro l’eversione di questo governo ormai leghista-commerciale, è la soluzione? Chiedere a quella generazione di accettare un Rutelli o un Casini ministro o magari premier per non farlo andare a destra è superare l’idea che la politica sia interesse, poltrone, corruzione, compromesso continuo? E’ così che salveremo il paese dal berlusconismo? Cuffaro, portatore sano della maggior parte dei consensi del sud, non è forse un’altra faccia del berlusconismo? Il berlusconismo ce lo abbiamo persino nel PD, persino in SeL, persino nell’IDV. Superare il berlusconismo significa stare insieme su un progetto di Paese. Dire dei sì e dei no. Secchi, convinti e che rilancino l’idea che una democrazia può essere forte.

Facciamola una manifestazione nazionale. Ma facciamola pro. Chiediamo di aderire ad una piattaforma, chiediamolo al paese, ai movimenti, ai partiti. Si faccia un’alleanza contro la mafia, contro l’evasione fiscale, per uno stato fortemente laico, per la scuola pubblica, per un piano industriale, per il lavoro. Solo così ci potremo contare e dire: ecco noi ci candidiamo a governare, non ad abbattere un governo. Chi c’è qui? Scommettiamo che l’UDC non ci viene in piazza? Scommettiamo che Rutelli non ci viene in piazza? Facciamolo partire dal basso questo benedetto desiderio di stare insieme intorno ad un’idea e non intorno ad una contro idea. I nostri leader sono colti da malore compulsivo da 16 anni, tra bicamerali, inciuci, accordi, spartizione della Rai e delle aziende di Stato. Togliamoglielo noi l’ingombro di fare delle scelte. Facciamole noi.

Allora sì che il 2 ottobre sarò in piazza. Sarò in piazza per il Paese che voglio…per quello che non voglio sono 16 anni che manifesto. E non ne posso più di questo sfogatoio popolare che poi viene usato male, malissimo, proprio perché veniamo portati in massa a dire dei no, e poi si abusa dei nostri sì.

Tor Bella Monaca: “Alemà, vié qua”

Questo video lo dovete ascoltare bene. Guardate bene, anche. Non fermatevi alla maglietta ed alla croce celtica delle due ragazze. Qui siamo al confine e ognuno si protegge con i simboli che trova. Soprattutto ascoltate gli ultimi 30 secondi e rabbrividite davanti ad una donna che l’unica cosa che può fare è entrare nell’esercito (mi ricorda tanto gli stati uniti come sono ora, come li abbiamo visti nel film di Moore e come venivano arruolati i giovani nei quartieri poveri) e che dice che in fondo a Tor Bella Monaca basta una spazzata ed hanno tutto. Di certo non le si può dare torto in due parole. Qua bisogna riprendere il filo dell’umanità prima di quello del quartiere e con molta umiltà e senza snobberia, riprovare a capire tutto da capo. Anche per loro.

Piccola guida di Maratea.

Non fatevi spaventare dalla Salerno-Reggio Calabria. Ne vale la pena. Uscita consigliata ed entrata (se ci andate in agosto è praticamente obbligatorio) Padula invece che Lagonegro, che è l’uscita-entrata più a nord. Una bellissima statale curatissima (soprattutto appena inizia la Basilicata e finisce la Campania) vi porterà a destinazione. Ci sono punti in cui vi sembrerà di essere in Svizzera o in Irlanda. Verde dappertutto e piccole case di campagna.

Dove Dormire. Ci sono molti posti dove dormire intorno a Maratea. Se cercate cercate le contrade vicine, che sono anche più vicine al mare, rispetto al centro di Maratea: Rasi, Fiumicello, Acquafredda, Marina di Maratea. Noi abbiamo dormito qui http://www.irasimaratea.net/ dove abbiamo potuto anche tenere il cane, visto che I Rasi hanno tanto verde a disposizione. Abbiamo fatto la scelta di un appartamento, per poter cucinare perché ci aspettavamo prezzi esorbitanti. Invece così non è stato e quindi consigliamo anche un B&B. Siamo al sud, ma i marateoti hanno molta cura di tutto.

Dove mangiare. Sicuramente da Biagio dove noi siamo tornare addirittura due volte (sulla strada che da Fiumicello sale a Maratea, sulla sinistra). Ravioli di ricotta fresca al sapore di limone con sugo fatto in casa. Cavatelli fatti a mano con sugo di pomodoro e melanzane. Maiale nostrano assaggiato sia in salsiccia che in bistecca. Insalata dell’orto. Pomodori di quelli che profumano a distanza. Caciocavallo. Buon vino della casa. La prima volta abbiamo speso 16€ a testa, la seconda meno di 15€. Ovviamente, non guasta e d’ora in poi segnalerò solo chi la fa, entrambe le volte ci è stata fatta la ricevuta fiscale senza chiederla. Andare da Biagio è come staccare la spina con il mondo fuori e buttarsi dentro il secolo scorso, lentamente e piacevolmente. Poi potete andare a Sapri, che sta al confine con la Campania, a mangiare alla Lampara tenuta da un ragazzo del posto che ha lasciato Roma per tornare a casa e aprire il ristorante. Andateci magari non di venerdì o sabato, in un giorno di calma, che vi trattano meglio. Costo tra le 20 e le 30 a testa. A Maratea centro, se proprio ci volete provare, potreste provare a vedere se alla Farmacia dei Sapori vi fanno mangiare (taglieri di salumi e formaggi locali, scalda ‘nduja da sola o con fagioli, castagne condite, poi ci passavano davanti altri piatti fuori menù che nessuno ci aveva descritto) sono un po’ strani (nel senso che con 3 tavoli vuoti non ci volevano far sedere, alla fine ho insistito e ci hanno fatto mangiare ma quello che dicevano loro, insomma sono un po’ antipatici). Lì potete acquistare anche lo scalda ‘nduja. Costo sui 20€ a persona.

Dove bere. Sicuramente l’amaro di Maratea nella piccola enoteca sugli scalini accanto alla Chiesa, dove un amaro costa 1€. Però si beve seduti sulle scale, a noi piaceva, ma è meglio dirvelo. Se chiedete alla signora un dolcetto, la figlia ha una pasticceria e la signora vi va a prendere anche un vassoio di paste di mandorla. Poi al bar del Sombrero sulla strada che da Fiumicello va ad Acquafredda, dove Mimmo e il figlio vi fanno il Mojito più buono della zona o una Caipiroska di fragoline di bosco colte la mattina stessa. Con Mimmo vi fate anche due chiacchiere sulla Basilicata e di politica, lui è sempre disponibile e sorridente soprattutto se indossa una delle sue magliette con le lucette per far sembrare di essere meno vecchio.

Dove andare al mare. Dovrei tenerla per me questa spiaggia, ma per istinto democratico la condivido. 280 scalini, esattamente dove c’è il bar del Sombrero (Acquafredda) e scenderete in una spiaggetta di piccoli sassi di cui vi innamorerete. Non c’è bar giù, quindi ricordatevi di rifornirvi sopra. Spiaggia di Cersuta (sempre Acqua fredda), nera come la pece e molto suggestiva.

Le spiagge più famose (Spiaggia Nera per esempio) sono molto affollate nella settimana di ferragosto, quindi se potete evitatele, quelle citate non hanno nulla da invidiare. IL giro in barca vale la pena. I prezzi vanno da 120€/150€ benzina compresa, prezzi al porto di Maratea (poco fornito perché solo su prenotazione e non riescono a far fronte a tutte le richieste) ai prezzi più contenuti di Marina di Castrocucco o di Sapri dove vi consigliamo di andare per risparmiare 20€ e poter decidere la mattina stessa in base al tempo se uscire o in barca. In barca sbizzarritevi lungo la costa tra piccole calette e spiagge raggiungibili solo in barca. Attenzione a come mettete l’ancora se avete barche piccole e con poca corda. Si incastra facilmente e se non siete esperti tocca tagliare e tornare dritti al porto.

Cosa vedere. Ovviamente il centro di Maratea da camminare in lungo ed in largo. Vale la pena una passeggiata verso Rivello, magari se fa brutto tempo e fino al Lago Sirino. Ai bordi delle strade dell’entroterra si vendono peperoncini, fragole selvatiche, fichi, cipolle di tropea, more, funghi porcini.

Piccola nota. La cura delle strade (i bordi, i muretti, l’asfalto), la pulizia generale e dei luoghi di accoglienza, la ricevuta fiscale fatta ovunque (persino nei parcheggi sulle spiagge), fanno di questo piccolo angolo di sud, una felice anomalia. Se ci andate, contribuite a conservare questo spirito senza toccare nulla. Maratea non è la meta chic degli anni 70 e questo forse l’ha salvata dalla speculazione edilizia. Non ci sono vip, non ci sono yacht giganti o strafighe che passeggiano nei vicoli per farsi vedere. Ci sono tantissimi bambini, famiglie (per lo più napoletani) e migranti tornati a fare le vacanze a casa. Non disturbateli, siate discreti e godetevi un pezzo di sud.

Premio Web Italia 2010 “Italians do it better”

Lo vengo a sapere solo oggi perché loro sono modesti, ma vi ricordate chi mi ha “fatto” la campagna elettorale per le Regionali? Beh…la Roll Studio ha vinto il premio speciale “Italian do it better” per il Premio Web Italia 2010. Congratulazioni a Orlando, Luisa, Lara e Renato + Emiliano. Grandissimi! http://www.rollstudio.it/

L’inefficienza della democrazia, anticamera della dittatura.

La democrazia è in pericolo e la colpa è tutta nostra.

Riflettevo sul fatto che sia Mussolini che Berlusconi sono stati investiti dal voto popolare. Non hanno conquistato il potere con la forza, con le armi, come in tutte le dittature che si rispettino. Certo poi l’hanno tenuta a modo loro chi con le squadracce e l’olio di ricino e la propaganda, chi, oggi, con la propaganda (quella non manca mai) e il ricatto a cui soggiace buona parte della classe politica. Invece di pestare gli oppositori (interni o esterni) sui punti fino a farli morire, si conservano vizi e scheletri nell’armadio della classe politica e li si fanno uscire ad orologeria. Lo sputtanamento mediatico, scredita e riporta l’occhio della gente invece che sulla brutta copia (il parlamentare con la piscina abusiva o quello con la casa a Montecarlo, sempre che entrambe le cose siano vere ed andate così come Minzo-Signorini ce le propinano) sull’originale, sua maestà mi-sono-fatto-da-solo.

Il voto popolare, che io non ritengo affatto idiota e non guardo con sguardo snob, anzi, ha sancito in questi 16 anni la vittoria di B. , tranne in due casi, vedi Prodi e con una parentesi triste di D’Alema, primo ex comunista al governo che per inaugurare questo fatto storico e dopo aver fatto la stampella numero due (la uno è Fini) a B. , ci mandò a combattere in Kossovo.

Eppure nel voto popolare negli ultimi anni è accaduto che un numero di italiani tra il 30 ed il 40% non si è presentato alle urne.

Ora ciò che viene imputato al PD, l’unico partito popolare e vasto (e non identitario, non costruito intorno ad un cognome, quindi più difficilmente governabile) del centro sinistra è di non essere chiaro, di essere titubante.

Il PD, contiene in se i germi della democrazia. I germi sani, ovviamente, che sono il dialogo, la decisione collettiva, la sintesi che è necessario fare quando si ha a che fare con 60 milioni di italiani, flussi migratori, i gay che chiedono il matrimonio, Santa Romana Chiesa piantata nel centro d’Italia, un nord ad una marcia diversa del sud, la mafia, l’industria fondata solo su un prodotto, le alpi, il mare, eccetera, eccetera.

Non facile.

Per questo adesso noi abbiamo un compito. Abbiamo un compito morale nei confronti del Paese che è quello di consentire alla democrazia di apparire agli italiani come un aspetto sano. La democrazia deve essere chiara, deve poter avere un programma chiaro, semplice ed attuabile. Non possiamo lasciare che alla fine nel DNA di ogni italiano, dall’Unità di Italia ad oggi, 150 anni dopo, si annidi il germe della rassegnazione che solo un uomo forte possa risolvere o tentare di farlo i problemi dell’Italia.

Noi dobbiamo ridare alla democrazia dignità. Farlo, significa consentire alla democrazia di funzionare. Di essere efficiente.

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