NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “ottobre, 2010”

La Famiglia.

Orientamenti della Chiesa per il 2010-2020: la crisi della famiglia è dovuta a convivenze di fatto, divorzi, fisco che disincentiva la procreazione e la convivenza tra gay.

Per salvare la famiglia, quindi?

Teniamo i coniugi ad ammazzarsi in casa, ai gay impediamo di convivere e per fargli questa violenza tanto vale ammazzarci tutti, stacchiamo assegni a chi figlia come conigli a prescindere poi da cosa ci fa coi figli e amen.

Date retta. Volete aiutare la Famiglia?

1) adeguiamo l’Italia a Lisbona quanto al numero di posti negli asili nido

2) paternità obbligatoria

3) matrimonio gay (ormai solo loro vogliono sposarsi e tenere alta l’importanza della monogamia…è una battuta, boni!)

4) case chiuse aperte (discutiamone, ma vi pare normale che ci sia una %  di coniugi che ammette il tradimento extraconiugale che è pazzesca? E tutti dicono: ne ho bisogno. E se non trovano? Si ammazzano tra le mura di casa, vanno fuori di testa. Per ora ci guadagna il crimine e l’Aids. Ne parliamo almeno di questo?)

5) televisori spenti (quelli da cui B. si è allevato le minorenni a botte di Non é la Rai).

Io non riesco a sentirmi estremista. Mi sembra solo buon senso. Organizzato un pò meglio.

Il Lazio della Polverini

Romolo Del Balzo, consigliere regionale PDL, eletto nel collegio di Latina con 9629 preferenze…oggi arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in appalto pubblico nell’ambito dell’inchiesta sulla società che si occupa della gestione e della raccolta dei rifiuti a Minturno.

Del Balzo è anche Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Lazio.

Questo tanto per ricordare a tutti che in quella provincia la Questione Morale è la priorità da mettere in campo. Alzare la testa, magari, dalle dinamicucce di partito e dai posti da conservare. Per il bene di Latina…per questo facciamo politica. O no?

 

Cosa sta accadendo a Latina? (e qualche domanda alle donne, ai giovani e ai laici del PD)

Latina città simbolica.

Fondata dal Duce, oggi nelle mani della criminalità organizzata in forme molto complesse e non facilmente districabili.

Latina il luogo dove finiani e berlusconiani hanno cominciato a litigare prima di Fini e Berlusconi e dove si giocherà il primo vero duello tra i due i quali, ne sono certa, scenderanno in campo in forze, facendo diventare Latina, un ballottaggio tra due destre.

Latina il luogo dove il sud comincia nelle pratiche e nei meccanismi diffusi.

Il PD che fa?

Ad oggi l’unico candidato è Moscardelli. Consigliere regionale eletto a marzo si candidò a sindaco anche nel 2002. Nel 2005 è entrato in Regione, quindi senza finire il mandato di opposizione, insomma niente di nuovo.

Claudio Moscardelli risulta firmatario del cosiddetto progetto di legge Tarsia sui consultori, uno degli attacchi più biechi alla legge 194, contro il quale tutte le donne del Lazio sono mobilitate.

Prima domanda alle donne del Lazio. Siamo d’accordo sul fatto che Moscardelli rappresenti il nostro partito a capo di una delle più importanti città della nostra regione o come al solito alziamo grandi polveroni contro la destra, ma poi nessuna riesce a mandare a quel paese il proprio capo corrente? Non sarà il caso che uno che ha firmato la legge Tarsia senta tutto lo sdegno, tutta la contrarietà delle donne del PD del Lazio? O siamo donne anche noi solo quando dobbiamo occupare posti in quanto donne?

Seconda domanda ai laici del Lazio. Sono allergica alle correnti quando sono luoghi di spartizione di poltrone. Eppure mi sento ancora oggi una mariniana di ferro perché nei contenuti della mozione “Marino” mi riconosco al 100%. Nei metodi politici così come nei contenuti. Ecco che trasalisco quando l’allora riferimento pontino della mozione Marino, Titta Giorgi, dichiara che le primarie a Latina non servono e appoggia Moscardelli, campione di clericalismo e attualmente, per me, persona che mette in pericolo la salute delle donne del Lazio. Siamo laici solo quando dobbiamo prendere i voti dei laici? E nella pratica?

Domando a me stessa e ai tutti i miei coetanei “rottamatori” o rinnovatori: a cosa serve riempirci la bocca di parole come rinnovamento o laicità, se a Latina nessuno di noi scende in campo e punta i piedi? Più che vedersi a Firenze, più che tessere rapporti fuori e dentro il partito, è ora che le maniche ce le rimbocchiamo per fare battaglie difficili. Quelle che magari fanno incazzare i perpetui. Quelle che magari ci porteranno a discutere con i compagni di viaggio al congresso passato. Le nostre facce al posto di quelle di Veltroni o di D’Alema non saranno di grande utilità al Paese. Sarà il cambio di passo che distinguerà il cambiamento. Il coraggio di dire no o di proporre un’alternativa.

Chi è che scende in campo a Latina, al di là delle correnti, al di là di tutto? Chi è vuole cominciare a lavorare per liberare il sud dalla mafia magari cominciando proprio dalla città di destra per antonomasia?

Saremo giudicati dalle cose che faremo. Non da quelle che diremo.

A Latina stiamo lavorando ad un’alternativa credibile. Chi è che se la mette in spalla per il bene della città di Latina e solo e soltanto per questo?

La forma della crisi.

A settembre 640 mila lavoratori in cassa integrazione.

Chi ricorre alla CIG rispetto al 2009: +99% di aziende che falliscono,+121% in concordato preventivo, +100% in amministrazione straordinaria. Scarse le richieste per ristrutturazione o per conversione aziendale.

Ovviamente il nord è la zona più colpita, considerando la percentuale di lavoratori nel settore industriale.

[fonte osservatorio CIG della CGIL].

Qui l’ansa.

Sono dati che dimostrano che le imprese non stanno ricorrendo alla CIG per risparmiare. Nemmeno per riconvertirsi e poi riassorbire.

Qua le aziende falliscono o chiudono.

Ma qualcuno li SA leggere questi dati?

L’unico partito che contiene il germe di questa sintesi, questa volta è il PD. Ancora timidamente, ancora in modalità contrapposte che convivono, ma la strada è quella. Lo stesso motivo per cui Bersani non ha manifestato con la FIOM, ma ha mandato collaboratori (io avrei marcato le differenze, ma sarei andata, ma non è questo il punto).

E’ proprio per questo che è necessario rivedere le forme di lotta e rivoluzionare l’approccio al mondo del lavoro, soprattutto da sinistra. Se vogliamo lavoro dobbiamo crearlo.

Sarò banale, ma in 50 anni dalla nascita della repubblica nessuno ha mai messo mano ad un serio piano industriale complice l’instabilità delle legislature. Berlusconi governa praticamente da 16 anni, il più longevo dopo Mussolini, e non ha stravolto di un millimetro il paese se non per degradarlo culturalmente e impossessarsene mediante nepotismo e corruzione.

La nostra responsabilità, nel costruire un’alternativa è banalmente avere la consapevolezza che non ci basterà mandare via Berlusconi. Non un solo posto di lavoro guadagneremo mandandolo via. Il lavoro si crea con un’idea. Ci vuole un’idea di Paese. Prima di un’alleanza. Ecco, questo anche il PD fatica a coglierlo. Ma è l’unico che può comprenderlo.

Oltre le differenze (w la Radio)

Questo programma è troppo forte.

Qui il loro spot . E questo sì che è uno spot!

E qui la bella intervista che mi hanno fatto.

 

Non ricandidabili.

Stando allo Statuto (del PD), art. 22 comma 2 e, cioè:

Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati.

Se volete sapere chi sono li trovate qui.
Praticamente il ricambio generazionale con un solo colpo.

La nostra presenza alle manifestazioni.

La verità è che non possiamo avere il processo più democratico del Paese per eleggere il segretario del PD e poi arrampicarci sugli specchi per spiegare come mai il segretario (solo in questo caso Bersani) non partecipa alle manifestazioni ma manda i suoi strettissimi e sconosciuti collaboratori, che sia il Gay Pride o la manifestazione di oggi. La verità è che dobbiamo sciogliere i nodi. Così non va.

Il segretario, dice, deve avere posizione di sintesi.

La domanda, infatti é: abbiamo una sintesi tra Ichino e Damiano?

Abbiamo una sintesi tra Concia e Fioroni?

Esiste il luogo dove si cerca a calci e pugni e logica questa sintesi?

Perché altrimenti a Napoli facciamo Varese Bis e liquidiamo “tutta quella roba lì” dove dentro poi, se vai a vedere bene, c’è anche che anche sul Lavoro non sappiamo mica tanto bene. Che anche sui finanziamenti alle scuole private non abbiamo sciolto nodi.

Nei circoli queste discussioni si fanno, anche addivenendo, spesso a buone idee. E proveremo a “farlo” anche in quel gruppo di rivoltosi che si vedrà al Circolo del PD di Donna Olimpia lunedì alle 19:00. Dobbiamo parlare. Sviscerare. E votare e “nascere”.

Tutte queste pippe sul segretario-non-va-ma-manda-fedelissimo le capiamo in 10. Gli altri non capiscono e nel frattempo noi badiamo alla “forma”, gli altri ci vanno e fanno “immagine” e nessuno porcapaletta,  bada alla sostanza delle cose.

Che diavolo di idea abbiamo per il Lavoro come PD?

Che diavolo di idea avrà la coalizione di centro-sinistra per il Lavoro?

Questi nodi vengono persino prima di decidere UDC sì, UDC no. Al netto della questione morale (ehm) e del fatto che sono degli estremisti.

 

Bolzano. Dove nascono i bambini.

Ci sono i servizi. E i bambini nascono. Lapalissiano, banale, bello da sentire perché è la dimostrazione che come la pensiamo da sempre, qui (ne abbiamo parlato a bizzeffe per anni), FUNZIONA.

I servizi costano? Bolzano è a statuto speciale? Però, forse, i soldi li sanno usare. Non voglio più accettare di sentirmi dire: non ci sono le risorse. Per Roma, nel 2013, dobbiamo pensare non a come mantenere un sistema, ma a come rivoluzionarlo.

E’ così che si difende la Famiglia (o le famiglie per chi come noi non è estremista). In nessun altro modo al mondo.

Per rifarvi gli occhi e ritrovare la speranza, leggete qui.

Informazione di servizio ai lettori di questo blog.

Purtroppo da questo momento in poi i commenti a questo blog saranno oggetto di controllo preventivo. Che non significa censura.

La Redazione si occuperà di leggerli e di approvarli nel più breve tempo possibile per dare modo al dibattito (sempre vivace e libero) possa avvenire con la velocità che compete al web.

Purtroppo da quasi un anno questo blog è “oggetto” di attenzioni particolari di ignoti che stanno rasentando la molestia e che vengono cancellati nei tempi concessi ad una persona che lavora e che non sta appiccicata al PC 24 ore su 24.

Motivo per cui mi trovo costretta a prendere questo provvedimento, sperando che la persona che si sta divertendo, la smetta, visto che non sarà più letta da tutti voi.

E’ un provvedimento che prendiamo a malincuore, sapendo che i vostri “click” ci hanno fatto scalare le classifiche ed oggi siamo tra i primi 10 blog LGBTQ d’Italia (il quarto a dire la verità).

Eppure i lettori di questo blog sono tanti, ma discreti. Raramente si è arrivati agli insulti e spesso, qui, sono nate bellissime amicizie. Mai avuto troll troppo fastidiosi, insomma, questa è e resta la mia isola felice.

Non so quando tutto tornerà normale e vi chiedo scusa. Voi continuate pure a commentare, io, come sempre vi leggerò tutti, uno per uno e vi risponderò come sempre, pubblicandovi appena vi leggo io o chi mi darà una mano nell’operazione di cernita.

Vi assicuro che MAI nessun commento “politico”, anche forte, anche “contro”, come sempre è accaduto fin ora, verrà censurato.

Cristiana.

La Guerra.

Quando studiavo filosofia, al liceo, leggevo Eraclito che discettava sui contrari. Non c’è pace senza guerra. Eraclito, come gli uomini del suo tempo, era uno pacato, non un fanatico futurista che invocava la guerra come purificazione, concetto poi cannibalizzato dal fascismo che si dissociò dal socialismo proprio su questo. La guerra come evento traumatico e risolutore, come rivoluzione che consente al proletariato di fare un passo avanti collettivo e storico più rapido che in tempi di pace.

Eraclito leggeva la storia come un ciclo continuo con il cinismo laico del suo tempo. Il politeismo greco consentiva una libertà di pensiero e di osservazione della realtà più complessa di quella che venne dopo. Un filosofo poi divenuto santo tagliò il cerchio del tempo e decise per tutti che il tempo è una linea.

Un giorno pensai che avessero entrambi in qualche modo ragione e che in realtà il tempo è una spirale, lo spazio in cui si muove quel tempo è a 3 dimensioni (ne avevamo già parlato qui, tanto tempo fa) e quindi ci sono cose che si ripetono simili, ma mai uguali, perché comunque il tempo scorre insieme a tutto il resto.

Panta Rei, per restare al caro Eraclito.

Perdonatemi la digressione, ma quando si parla di guerra non si può che parlare di storia, non si può che tentare di trovare quel filo che unisce il tempo, i mutamenti e le riflessioni filosofiche che su quei mutamenti sono avvenute.

Cinicamente, osservando la natura umana, persino in mezzo al traffico, non credo che esisterà mai un mondo senza guerra.

Le guerre di oggi sono diverse. Non si invade per conquistare una geografia, ma per diventare padroni dei luoghi senza dirlo e quando siano già state percorse tutte le strade per “avere” senza “possedere”, come se l’evoluzione della civiltà abbia instillato una sorta di pudore. Voglio il tuo petrolio, voglio i tuoi diamanti, voglio il tuo gas, ma non governerò il tuo paese. E’ persino meno etica la guerra, meno “fisica”. Conquista i beni. Diffonde prodotti. Ma non mischia culture se non quelle che proliferano attraverso il consumismo.

Si facevano le guerre perché si era troppi. Ci si spostava in massa a conquistare luoghi in cui stare, coltivare . Forse l’ultima guerra così è quella che si combatte in Palestina, dove una terra che non c’era è stata creata e gli israeliani più sfigati e ultimi “tornati” vengono spediti a colonizzare terre che non dovrebbero appartenergli, in un atto di pura prepotenza nei confronti di un altro popolo, offeso ed ora prigioniero del fondamentalismo che sopravvive sul conflitto.

Tante altre cose potremmo dire sulle guerre in Africa e sui confini tracciati con il righello ai tempi del colonialismo.

Non solo. Nel novecento è nata l’industria della Guerra che ha bisogno della Guerra. Una volta gli Stati si armavano. Oggi le industrie armano gli Stati. La Guerra non è più solo strumento, ma persino un mezzo per foraggiare casse in ogni caso private.

Ma c’è l’altro aspetto della Guerra.

La manodopera. Gli esseri umani.

Un tempo il divario sociale era enorme. La forza lavoro militare era poverissima e veniva guidata dalla nobiltà. E andando ancora più indietro, al tempo dell’antica Roma, ai soldati di ritorno dalle guerre puniche veniva data la terra. E’ così che il sud divenne terra di scambio, latifondo arido, terra di soggiacenza gerarchica.

Ci riprovò in parte Mussolini, reduce della prima guerra mondiale, socialista fulminato sulla via della Guerra, imbevuto di retorica da trincea che gli restituiva autostima.

E’ di qualche settimana fa quel video di Tor Bella Monaca in cui due ragazze intervistate dichiarano di volersi arruolare. L’esercito è il luogo più facile, oggi, dove trovare uno stipendio dignitoso con tanto di contratto. E legale. Ma la cosa che sconvolge più di tutto è che comincio ad avere conoscenti che fanno lo stesso pensiero. Non è disperazione. E’ resa. Resa ad un Paese in cui l’onestà è un percorso difficile. Il merito non esiste. Il sud è di proprietà altrui, appaltato. Non è un caso che dei 4 alpini della Julia 3 fossero del sud.

Esiste una statistica su chi si arruola ed è disposto a partire per i luoghi a rischio? Da dove viene? Cosa ha studiato? Oggi scopriremo che ci sono anche laureati, magari. Secondo me negli ultimi due anni qualcosa è cambiato. Impensabili, ci pensano, di partire.

E’ questo oggi la Guerra? Un ammortizzatore sociale da una parte ed un business fortissimo dall’altra, al quale faremo sempre più appello, per l’incapacità di trasformare l’economia, di pensare nuove strade? A scapito di popolazioni lontane? Alla conquista di cosa?

Bersani e il buco. Anzi direi la voragine sui diritti civili

Non ne parla mai di spontanea volontà.

Mai.

Solo se interrogato e messo alle strette risponde e a mezza bocca, ricordandosi di essere di sinistra, direi sforzandosi, si dichiara per il riconoscimento delle coppie di fatto (ogni volta cambiando formula, non avendo minimamente in testa cosa vuole riconoscere) e contrario alle adozioni.

Va a trovare Arcigay, ma ormai lo fanno tutti, persino Alemanno e Polverini vanno al GayVillage o fanno i premiatori sponsor ad iniziative sportive gay. Come Alemanno e Polverini fa il simpatico quando sta in mezzo a noi e poi, dove si decide, dove si danno le direttive per l’azione politica, il silenzio più assoluto.

Parla alla festa dell’Unità e tocca argomenti come l’economia cinese o lo scioglimento dei ghiacci polari, ma in mezzo alla gente, di noi non c’è traccia.

Interrogato da me nel luglio 2008, al Lingotto, non toccò l’argomento, non rispose alla domanda. Mentre Franceschini e Marino lo fecero. Entrambi.

Non ci riesce. Non gli esce. Zero totale. Lo avete sentito rilasciare dichiarazioni su Bertone che ci dava dei pedofili? No. Persino Veltroni ha tuonato in quella situazione. LO avete sentito vergognarsi qualche settimana fa quando una coppia di gay sposati regolarmente è stata massacrata di botte a Frosinone? Niente. Zero.

Ma che problemi ha il nostro segretario su questi temi?

Ha paura di perdere consenso tra gli operai? Lo ha capito che la questione omosessuale non sposta un voto (in negativo, a sinistra)? Anzi se andiamo avanti così li sposta a destra. Anzi, forse qualche gay ricomincia a votare, visto che il web è stracolmo di coppie che dichiarano che dopo la storia dei Dico non hanno più votato.

Guarda, segretario, che nessuno ti chiede di metterti a fare il paladino della causa omosessuale. Basterebbe contemplarla nel tuo programma anche perchè nel TUO programma c’è!

Coraggio, segretario.

Ma che credibilità abbiamo su tutti gli altri temi se non abbiamo le palle per dire come pensiamo l’Italia, a tutto tondo. Stai escludendo. La sinistra non esclude. Te lo ricordi? Chi, se non il segretario del PD, può spiegare all’Italia che dare diritti ai gay significa avere un Paese più giusto e non togliere qualcosa alla causa del LAVORO! Il Lavoro, il Lavoro, il Lavoro, come ripeti in continuazione.

Io dico che tutti noi, omosessuali del PD (il partito che ha più omosessuali dichiarati in percentuale nel Paese!), dobbiamo inchiodarlo stavolta. E non da soli. Il Pd è molto più avanti del suo segretario su questo e il suo segretario ha il dovere di rappresentare la posizione del partito.

Persino D’Ubaldo ha ammesso che le coppie omosessuali vanno regolamentate. Se lui lo ha almeno ammesso, tu, Bersani devi crederci.

Mi sa che su questi temi ti devi proprio rimboccare le maniche e noi dobbiamo aiutarti a superare questo blocco. Noi, tra di noi, la chiamiamo omofobia interiorizzata.

Navigazione degli articoli

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 212 follower

%d bloggers like this: