NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivi per il mese di “febbraio, 2011”

Asilo nido: un diritto della città

Ne parliamo l’otto marzo perché noi non vogliamo essere banali e soprattutto siamo consapevoli che le famiglie si difendono così e non sparando idiozie sui gay e perché se non ci sono i diritti di tutti non ci sono i diritti per nessuno. Venghino.

Il delta che ci separa dall’Europa, anche dalla destra dell’Europa

Lo potete misurare riflettendo che se in Italia avessimo dei politici così la rottamazione a destra e sinistra sarebbe avvenuta in queste ore…ieri una coetanea di D’Alema, mi diceva che siamo noi a doverli scalzare e che se non governiamo la colpa è solo nostra che siamo dei bamboccioni…mi chiedo cosa deve accadere oltre a questo, cosa ci sia oltre la decenza, la dignità, la vergogna.

Torino ha vinto.

Non me ne vogliamo gli juventini se uso una frase di Totti per celebrare il successo delle primarie. Una delle poche città che ha visto superare l’affluenza dei votanti dalle ultime primarie a dimostrazione che la città ha sentito le primarie e ha voluto partecipare. 53 mila votanti è come se a Roma, alle prossime primarie, andassero a votare circa 163 mila persone.

Non so se mi spiego.

Torino ha vinto per tanti motivi che i commentatori della carta stampata con molta difficoltà hanno colto, legati anche loro alla narrazione (ehm) tradizionale della politica.

Ha vinto perché la politica è uscita dalle sedi di partito, si è connessa alla città. Ieri notte tutti i candidati hanno girato per i locali della città a farsi conoscere, locali che hanno aderito e partecipato al momento di democrazia. A Roma, forse, mi verrebbero in mente non più di 3 o 4 luoghi disposti a fare una cosa del genere.

Ha vinto perché il PD ha preso il 75% dei consensi tra i due candidati, ma nessuno di noi si sogna di rivendicare una vittoria di partito come viene fatto quando il PD le perde.

Ha vinto perché ha isolato gli estremismi e il risultato parla chiaro anche su altri temi.

Avrebbe vinto meglio se a prendere il testimone della continuità (perché Torino è un luogo dove il modello funziona ed è giusto dargli seguito) fosse stato un giovane assessore, meglio una donna che c’era e che ora speriamo sia cardine, anche in futuro, della politica della città.

Si rileva, anche se non sarebbe il momento delle polemiche, la grande assenza di Vendola che ha lasciato solo il candidato Passoni (assessore uscente al Bilancio), fortemente sostenuto da tutti i ragazzi di SeL a Torino e che avrebbe meritato un risultato migliore, ma a volte il lavoro duro è meno premiato di una lunga storia o della pretesa di essere “gggiovane”.

Si rileva l’assenza dalle primarie (come in ogni città) dell’IDV.

L’unica cosa a cui dovete dare atto tutti, al PD, è che (esclusa la Puglia dove andrebbe fatta una bella tabula rasa di chi sappiamo tutti) le primarie si fanno perché il PD le organizza e le promuove, il PD non sta a guardare e quel coraggio deve diventare il metodo su tutto, anche il metodo di prendere decisioni (e ne abbiamo di strada da fare).

Adesso Fassino faccia la squadra, valorizzi chi ha fatto un passo indietro e anche chi non lo ha fatto e si è battuto con coraggio, lo dico a costo di essere tacciata di cerchiobottismo, Gariglio compreso.

La democrazia è questa.

Quel laboratorio che va dal giovane democristiano (43 anni, giovane vabbé), all’ ex segretario DS (sicuramente vecchio) passando per la Fiom (al 3,86%) sia il luogo dove il centro sinistra senza UDC possa rielaborarsi e costruire un’alternativa: valida, delineata, convincente, funzionante.

Brava Torino.

Vogliamo le dimissioni dal senato del senatore PD Tedesco.

Sono solitamente contraria a gruppi su FB…ma vorrei che facessimo sentire tutta la nostra indignazione stavolta, dimostrando che noi non siamo come gli elettori o i fan del PDL. Siamo elettori, iscritti e dirigenti consapevoli e che vogliono che il PD sia diverso. Aderite e fate aderire.

Siamo iscritti, dirigenti al PD, elettori del PD che si sentono profondamente offesi a sentirsi dire: siete tutti uguali. Vogliamo che il PD sia diverso, che la legge sia uguale per tutti, che le parole di Enrico Berlinguer facciano davvero parte del nostro DNA e non siano solo parole da ricordare negli anniversari.

Apprezziamo le parole del vicepresidente del PD, Ivan Scalfarotto:

“…io credo che il Senatore Tedesco, che nel frattempo si è autosospeso dal partito, dovrebbe ora anche dimettersi anche dal suo seggio senatoriale – ottenuto peraltro perché subentrato all’unico parlamentare in carica che il PD abbia eletto alle scorse elezioni europee (si era stabilito che i parlamentari non potessero nemmeno candidarsi) – e dimostrare la sua estraneità ai fatti come un qualsiasi altro cittadino. Penso anche che sulla selezione di una classe dirigente trasparente, limpida e al di sopra di ogni sospetto si giochi la credibilità del PD, soprattutto nelle regioni del sud. Anche a costo di perdere del consenso elettorale, quello clientelare. E’ un lavoro duro, lo so, ma bisogna farlo e da subito.”

Il senatore Tedesco si è sospeso dal partito, ma dal partito è stato candidato quindi se rispetta il partito deve dimettersi da senatore. La legge farà il suo corso e il partito sarà pronto a sostenerlo qualora fosse dichiarato innocente, ma oggi noi dobbiamo distinguerci. Non possiamo pretendere che Berlusconi si faccia giudicare, manifestare in favore della giustizia quando grida al complotto e poi comportarci nello stesso modo. Il seggio parlamentare è un servizio, non un luogo dove nascondersi.

Il segretario Bersani, la dirigenza tutta, chiedano le sue dimissioni dal Senato e votino compatti affinché la legge faccia il suo corso.

La Questione Morale, trent’anni dopo.

Rileggere ogni mattina ed ogni sera prima di andare a dormire.

“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.”

E’ inutile che lo ricordiamo se poi facciamo l’esatto contrario:

Sono certa che il senatore Tedesco ripone massima fiducia nella Magistratura e chiederà ai suoi colleghi di concedere l’autorizzazione a procedere.
Sono convinta che chi lo ha fatto senatore lo inviterà a chiederla, come lo faranno sia la senatrice Finocchiaro, Presidente dei senatori Pd e tutti i suoi colleghi senatori, sia il segretario Bersani. Bisogna essere diversi: ADESSO. Insisto.


Il PD sia “diverso”

Se vogliamo essere diversi il senatore PD Tedesco, ex assessore alla Sanità in Puglia e ora senatore, rinunci subito all’impunità e dichiari che non userà alcun privilegio per evitare di confrontarsi con la giustizia. Qualora dovesse essere innocente il partito gli garantisca il sostegno e il ritorno. Ma dobbiamo essere diversi.

Dobbiamo.

 

La svolta di Obama. Ora l’onda non si ferma più (tic tac tic tac)

“Non difenderemo più nelle corti federali il “Marriage Act”, la legge sul matrimonio, che riconosce come tale solo quello tra un uomo e una donna.”

Ma Obama va oltre è definisce il Marriage Act, anticostituzionale.

La striscia di dittatori che proteggeva l’Europa

Non mi intendo di politica estera. Lo ammetto.

Oggi siamo tutti scandalizzati perché Berlusconi bacia le mani di Gheddafi e forse ha imparato da lui il Bunga Bunga in una specie di esercizio antico, in cui si i re si scambiavano usi e costumi.

Ma lo stesso rapporto di amicizia lo ha tenuto anche Massimo D’Alema.

Anche Craxi che in Tunisia, addirittura, ha finito i suoi giorni.

Da giorni un sedicente cattolico tempesta il mio profilo di FB avvertendoci che il crollo delle dittature rovescierà orde di disperati e terroristi sulle nostre coste. Che la democrazia (se mai accadrà, io ho alcuni dubbi su chi gioverà di queste rivoluzioni) comporterà che non si potrà più sparare o rimandare indietro i camminatori della speranza.

Già.

Ma cosa accade, dietro quella striscia? Siamo tutti attaccati al nord Africa, perché il web riesce a parlarcene.

In Eritrea, dove molti imprenditori lombardi da anni fanno affari con cognomi illustri (Berlusconi, per esempio), da tempo ci sono truppe sul confine che sparano a chi vuole uscire dall’Eritrea.  Ho le prove. Ieri una famiglia italiana piangeva una cugina morta sul quel confine. E’ tutto vero. Accade.

E’ così che si contiene l’immigrazione, miei cari concittadini.

E’ questo lo scotto umano che i nostri governanti di ogni colore hanno pagato per la nostra ricchezza?

Cosa faremo adesso? Metteremo un’altra striscia “amica” a contenere l’esodo? Profughi che fuggono di dittatura in dittatura fino a sbarcare a Lampedusa? Dittature, come quelle eritree, nemmeno riconosciute dal nostro Paese e non solo?

Non si potrebbe stabilizzare il nord Africa? Offrire aiuto ed istituire una specie di corridoio della felicità dove costruire case, infrastrutture ed ospitare i profughi? Insegnare loro un mestiere, ridare loro la vita in attesa di poter tornare a casa loro o di scegliere, sulla base di un mestiere e di un’identità dove andare?

La soluzione va trovata e va trovata subito. Attendere è pericoloso per tutti. Per l’Africa e per l’Europa.

 

 

Gli amici di Gheddafi.

Non solo Berlusconi.

Perché io questo NON lo dimentico.

Nel frattempo in Eritrea….

Continua il regime che noi non riconosciamo. Ed oggi una famiglia italiana (ITALIANA) è in lutto per una morte avvenuta al confine, nel tentativo di venire qui.

E indovinate chi fa affari con l’Eritrea? Indovinate.

 

Primarie a Torino: chissenefrega che non è del PD.

Anche perché è uno che Chiampa ha voluto con tutte le sue forze, quindi fa parte dei risultati ottenuti da un’amministrazione virtuosa di cui il PD può andare fiero (e deve continuare a poterlo essere anche dopo…argh)

Se fossi a Torino voterei Passoni.

Navigazione degli articoli

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 212 follower

%d bloggers like this: