Se l’IDV non esiste.
(Aggiornamento del 29 marzo: riporto un link interessante sulla provenienza di chi compone l’IDV)
Sembrerebbe strano fare le pulci ad un altro partito dal pulpito del PD e mi rendo conto che queste mie osservazioni potrebbero sembrare inopportune. A mia discolpa si consideri la mia vocazione maggioritaria inclusiva – nel senso del desiderio di un grande partito che elabori faticosamente ciò che accadrebbe in una grosse koalition all’italiana. Non per intenderci, una vocazione maggioritaria che lasci fuori qualcuno. Mi si perdoni se considero IDV e SeL come altre due correnti da aggiungere al mio partito, solo più libere, questo mi capita perché dentro il PD ci sono delle componenti politicamente simili a SeL ed IDV e, non avendo il senso dei confini del marchio, ma il desiderio di governo, non riesco a mantenermi dentro i confini delle sigle. Non mi riesce proprio.



Quello che manca al PD sono altre 2 correnti! E’ proprio indispensabile!
ce ne sono cosi poche!
Esiste Esiste.
E se trova la quadra con Sel e i comunisti vi sotterra. Dagli ultimi sondaggi voi state poco sopra il 25 e loro, uniti, poco sotto. Fai te.
Sei proprio del Pd, Cristià, invece di trovare soluzioni al pastone postlusiano criptocattolico, proponi l’allargamento dell’orgione correntizio.
Solito copione. La vostra supponenza indispettisce gli alleati, le coalizioni traballano e i governicchi di centrosinistra durano 6 mesi.
Tafazzi forever.
No Cristiana, è proprio il punto delle correnti che a me non piace, e che ha già rovinato il PD. Immergere SEL ed IDV nel PD vorrebbe dire toglier loro il potere di bilanciare le storture del PD. Ammesso che esista il PD (si lo so, purtroppo esiste, e vive di lotte intestine)
A parte che il dilaniamento (in percentuale) c’e’ in tutti i partiti…continuo a non capire come volete governare. Facciamo che siamo al governo. Ditemi sul lavoro e sui diritti che accade. Poi vi dico la mia. Notte.
@Cristiana, la mia visione è abbastanza semplice (troppo semplice): una coalizione di governo si basa su un programma semplice e chiaro. E’ sul programma che ci si confronta e si accetta di allearsi, è in quella fase che ognuno mette in gioco il proprio peso elettorale. E’ ovvio che ognuno di noi come persona, ed ogni gruppo di persone come gruppo, ha una serie di idee e di priorità. Ci si mette insieme se, e solo se, una parte (una buona parte) delle idee è comune e poi, su quelle che non sono comuni, si negozia per arrivare a compromessi che siano accettabili. Altrimenti non ci si allea.
Sulle unioni omosessuali, tanto per fare un esempio, una cosa è dire: io sono parte del PD, ma il 51% del PD non vuole le unioni omosessuali, quindi , dove aver verificato i numeri, io come minoranza non posso che accettare (siamo in democrazia) la volontà della maggioranza, fermo restando il mio diritto di lottare per diventare maggioranza. Altro è dire (sempr eper fare un esempio) io sono di SEL e mi alleo con te solo se tu PD, nonostante il tuo 51% non le voglia, accetti di sostenere le unioni omosessuali, accettando di contro il mantenimento dei patti lateranensi (che io vorrei eliminare). Si chiama negoziazione
Ancora più facile:
Se si firma un programma di coalizione non c’è spazio, tassativamente, per l’obiezione di coscienza (che è poi di portafogli).
Ma questo, in teoria, doveva originariamente essere applicato anche al PD. E mentre te e pochi altri fanno la proposta dell’armata brancaleone,D’Alema continua a tampinare Casini e palazzinari vari. Essù cristià, te hai una vocazione maggioritaria (una volta ancora ed è tormentone) e fai parte della corrente della corrente dei mariniani. Altro che percorso unitario. Manco dal bagno all’ingresso.