NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il giorno “maggio 4, 2012”

Forza Nuova? No, gli scout.

Leggo questo pezzo di Marco Pasqua e resto senza parole.

Sarebbe dannoso avere capi scout gay? Siamo dei depravati e possiamo essere educati all’eterosessualita’? O comunque si puo’ educare la gioventu’ scout all’eterosessualita’? Quindi i nostri genitori sono stati con noi dei cattivi genitori? Questo state dicendo. (Qui gli atti del convegno.)

Ho amici scout e ho appoggiato Bachelet come candidato segretario al PD Lazio che e’ scout da sempre e che si e’ dichiarato a favore di matrimoni gay ed adozioni.
Per questo mi rifiuto di pensare che gli scout siano riconducibili solo a questo intervento oscurantista e razzista. Purtroppo e’ una certa deriva clericale che coinvolge il Paese e l’Europa e rifiuta di accettare che esistono famiglie gay e che l’omosessualita’ come l’eterosessualita’ non si insegna. Anche se lo negano vogliono far passare l’equazione che l’omosessualita’ e’ vicina alla pedofilia.
E’ gravissimo e chiedo con rispetto e fermezza a tutti gli scout di dissociarsi.

Sono certa che lo faranno isolando questo pensiero di minoranza. Anzi, sarebbe molto bello organizzare un incontro ufficiale tra la comunita’ glbt e gli scout. Forse visto che tutti abbiamo a cuore la serenita’ e il sano sviluppo degli adolescenti possiamo lavorare insieme per evitare i tanti suicidi tra adolescenti che, ve lo dico chiaro, nascono proprio dalle parole come quelle di questo intervento che per me e’ istigazione pura al suicidio.

P.s. A quelli che dicono: perche’ in fondo si dovrebbe dire di essere etero o omo? La risposta che vi do’ e’ questa: voi non dite mai che siete andati a fare la spesa con vostra moglie? La nascondete? Fate finta di non viverci insieme? Il coming out non ha a che fare con il sesso, ma con l’affettivita’. Che voi volete che noi nascondiamo. Non si tratta di ostentare. Ma di vivere.

 

L’urlo di Munch, la premonizione del XX secolo.

E’ terribile che L’Urlo di Munch sia in mano di privati. Dipinto nel 1893 racchiude premonitore Simbolo del malessere tutto il dolore del secolo successivo, e’ una di quelle opere che dovrebbe essere patrimonio dell’Umanita’. Speriamo lo abbia acquistato un Museo. Speriamo.

« Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una ‘palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura. »

P.s. Aggiornamento…confesso la mia ignoranza…non sapevo esistessero 4 versioni dell’Urlo, una delle quali si trova nel museo di Oslo. E non riesco a trovare le “differenze” tra le versioni e quale sia stata dipinta prima di ogni altra.  

Roma non si vende. Punto.

Manifesti abusivi e le cose che (a capocciate) cambiano (piano)

Ce ne hanno dette di tutti i colori.

Che c’erano altre priorità, che: o smettono tutti o nessuno, che siamo dei rompicoglioni e che lo facciamo solo per la nostra visibilità. Siamo andati dritti come carri armati perché abbiamo visto come sono le altre città europee e vogliamo che Roma sia all’altezza. Su questo come su altre cose, ma questa battaglia ci univa tutti.

Ma siccome in fondo le brave persone sanno che noi abbiamo ragione e visto che Roma è tempestata di “Giornate del Decoro” promosse da orde di comitati di cittadini incazzati che abbiamo intercettato anche grazie alla campagna Abusivo Non ti Voto (il 5 maggio in 18° municipio e il 17 maggio con l’evento Retake che coinvolge 100 ragazzi romani mobilitati alla pulizia della città manifesti abusivi compresi, l’appuntamento è alla Stazione Giustiniana) cominciano ad accadere cose positive e che ci fa piacere elencare:

1) accade che la sezione di SeL Testaccio si scusi per avere affisso manifesti sui muri condominiali della sezione e ripulisca tutto.

2) accade che il Partito Democratico di Roma lanci una campagna per il manifesto della prossima festa dell’Unità preannunciando lo studio di una exit strategy dall’abuso di manifesti abusivi per promuovere la festa. (Nel comunicato si legge: “Vogliamo sperimentare forme di comunicazione nuove, meno invasive e meno inquinanti” )

Ancora molto presto per cantare vittoria (d’altronde i muri della città sono sotto gli occhi di tutti), ma qualcosa si muove e qualcuno si è accorto che si può comunicare in altri modi, più ecologici, meno abusivi e meno tutte le cose che abbiamo scritto nel manifesto.

Ora la domanda è: quale partito romano arriverà primo nella gara di emancipazione dalla carta abusiva? Staremo a vedere. Intanto osserviamo soddisfatti le prime minuscole vittorie.

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