Ancora sugli antiabortisti patrocinati da Alemanno.
Mi chiede un uomo di Alemanno cosa c’e’ di male a marciare per la Vita. Non capisce perche’ definisco questi metodi, violenti.
La violenza antiabortista e’ “criminalizzare” le donne. Chiudere i consultori. incentivare l’obiezione nella sanita’. Voi, non fate marce per la famiglia. Marciate per limitare la liberta’ di scelta, il libero arbitrio che dovrebbe essere fondamento della vostra religione.



Soprattutto: quanto costa poco, da tutti i punti di vista, usare il tema ‘aborto’ per dire e fare NIENTE. Mi fanno schifo, quando non sanno come darsi una visibilità mettono in mezzo temi come l’aborto, la Vita (con la V maiuscola, non sia mai venisse scambiata con la vita-non-intesa-come-valore-assoluto) e tutto quello che può essere usato strumentalmente, purché sia gratis: parole marce. ‘Marcia’ è solo un aggettivo, in questo caso. Che merde!
“La violenza antiabortista e’ “criminalizzare” le donne. Chiudere i consultori. incentivare l’obiezione nella sanita’”
La violenza abortista invece è l’ omicidio e vietare l’ obiezione.
Scusami se preferisco essere violento nel primo senso.
“Marciate per limitare la liberta’ di scelta, il libero arbitrio che dovrebbe essere fondamento della vostra religione.”
Certo che è limitare la libertà di scelta, ma se la scelta in questione è uccidere non vedo perchè io non dovrei impedirla.
Non voglio affatto vietare l’obiezione. Voglio ospedali dove ci siano anche i non obiettori obbligatoriamente. Invece la chiesa sta occupando gli ospedali…vedere la Lombardia.
È abbastanza evidente che su tutti questi temi non ci può essere nessun genere di accordo. Per la Chiesa e per i credenti pretendere il diritto di abortire è pari pari a quello che sarebbe per te chiedere il diritto di uccidere. Anche chiedere la presenza obbligatoria di medici non obiettori è lavorare a favore del diritto all’omicidio, per il loro punto di vista, quindi non accetteranno mai niente del genere. Non è una questione su cui sia possibile alcun genere di mediazione, è più probabile che la chiesa annunci il matrimonio dei preti o il sacerdozio femminile che una qualsiasi concessione in fatto di aborto. È il caso tipico in cui l’unico che vince è il più forte.
Mica vero. La Chiesa è favorevole all’omicidio di stato.
Considerazione questa mutuata persino dal cardinele Antonelli che in occasione della conferenza stampa a margine dell’incontro del Papa con i vescovi amici del Movimento dei Focolari, ha così dichiarato:
“La Chiesa – ha spiegato – ritiene che l’uccisione diretta di un innocente sia sempre un delitto. Ma non si sente di dire teoricamente che la pena di morte per gravissimi delitti e in alcune circostanze sia in contraddizione con il Vangelo”.
Opinioni simili ai piani altissimi:
« Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell’aborto e dell’eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull’applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la santa comunione. Mentre la Chiesa esorta le autorità civili a perseguire la pace, non la guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell’applicare una pena a criminali, può tuttavia essere consentito prendere le armi per respingere un aggressore, o fare ricorso alla pena capitale. Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all’aborto e all’eutanasia [1] »
Joseph Ratzinger nel Memorandum per la conferenza episcopale degli Stati Uniti
Capito com’è?
E a pensarci bene la pena di morte non danneggia pecuniariamente la Chiesa. Non esistono associazioni, cliniche, ospedali, orfanotrofi cattolici che vengono defraudati dalla possibilità di guadagnare per ogni esecuzione capitale.
Ma è arcinoto, per lor signori alcune vite sono più importanti di altre.