quattro e gli alberi in lontananza

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Ed ora i Fannulloni a scaldare le sedie ovvero l’ipocrisia di Brunetta

Luglio 18, 2008 · 15 Commenti

Continua l’operazione di pulizia mediatica del governo Berlusconi ovvero cavalca il luogo comune dell’uomo medio e fagli sembrare che tu sia il sogno, che tu sia l’incarnazione del suo pensiero perfetto. Dalle impronte ai bambini Rom che risolveranno tutti i mali del mondo (mai più furti, mai più scippi, mai più lavavetri ai semafori) passando per i consigli dei ministri a Napoli fino ad approdare alla guerra che Brunetta ha lanciato contro i cosiddetti fannulloni.

Per carità, sono la prima che in certi casi detesta il garantismo sindacale che da difesa di un diritto è diventato difesa di un privilegio (ovviamente senza toccare la sacca di precariato e di lavoro nero), però questa è pura ipocrisia.

Dicono le statistiche che ci sono state il 20% in meno di assenze in questi 4 mesi vs il pari periodo dell’anno.

Ma scusate: se questi se ne stanno in ufficio a scaldare le sedie e a non fare un cazzo, pensate che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo? No, anzi, abbiamo fatto un pessimo servizio all’economia: perchè se qualcuno lavora in nero ora non ha più quel guadagno e quindi spenderà di meno e perchè la visita medica fin dal primo giorno di malattia ci costerà un occhio dell testa (magari l’appalteremo a qualche privato amico del governo????).

Quello che Brunetta dovrebbe fare è:

1) dare OBJ chiari ai manager della Cosa Pubblica

2) rendergli conto alla fine dell’anno del raggiungimento dei suddetti.

3) premiarli in caso di efficienza, mandarli via in caso di fallimento

Questo sistema virtuoso (che parte dalla testa e non dalla coda…vedi vecchio proverbio…il pesce puzza sempre dalla testa) costringerà i capi a fare lavorare quelli sotto, a stimolarli, ad incentivarli a partecipare al processo produttivo.

Una cosa è indubbia: o i dipendenti pubblici sono troppi oppure non sono bene utilizzati. Una bella mappatura delle risorse umane per una eventuale ricollocazione sulla base delle competenze non guasterebbe…come dicevo in un vecchio post (del 6 giugno 2007): istituire il Ministero delle Risorse Umane.

Quello che sta facendo Brunetta è demagogia pura, ipocrisia pura, coadiuvata ancora una volta dal potere markettaro (da Marketing) di questo governo. E ancora una volta nessun giornalista interviene (Ichino dove sei????) e noi non siamo abbastanza forti (o abbiamo paura di dire qualcosa di impopolare?) da smascherare l’ennesima finzione.

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La solitudine del padre di Eluana, le suore e la ubris del TG1.

Luglio 16, 2008 · 32 Commenti

Da giorni volevo scrivere di questo, ma tutti i blog ne parlavano e mi sembrava di affrontare un tema tanto per mettermi in scia all’attualità . Poi incoraggiata da un commento di Peter Pan e dal TG della sera, qui, nella pancia della lucciola, non posso fare altro che esprimere sdegno e schifo. Vi tralascio tutti i cattivi pensieri che ho fatto sull’oblio mentale e malato che la religione induce (attenti: non il sentimento religioso), però il servizio di oggi che intervistava la suora dove Eluana è ospite la quale affermava che Eluana riconosce la suora che si occupa di lei, era al limite della decenza. Anzi, la travalicava con tanta di quella ubris (la tracotanza stavolta è stata verso l’Uomo, non verso il divino…peggio…molto peggio) che Ulisse in confronto era sano di mente quando valicò le colonne d’Ercole.

E’ scandaloso l’uso che viene fatto del desiderio di credere al “dopo” della gente, l’uso della probabile solitudine esistenziale pregressa di queste suore votate ad una causa evanescente, figlie femmine mal accettate, storte per un matrimonio, mantenute dall’8 per mille per servire un organismo che le tiene ai bordi, che non le fa officiare, che le nasconde nelle clausure della vita, che ne umilia la probabile intelligenza. E’ assurdo che un telegiornale mandi in onda tali fandonie degne di Vanna Marchi, dopo che un team di medici, le autorità preposte, ha periziato la situazione e concesso ai magistrati di prendere una decisione: Eluana non sente niente. Se in questo luogo apparentemente assopito attorno ad uno dei milioni di chiostri ornati di vegetazione, ci sono solitudini che trovano la loro utilità nell’assistere un vegetale in più, io ho pietà di loro. Ho pietà delle loro storie e dei loro abbandoni e delle loro scelte. Ma non ho pietà per chi ci ha portato una telecamera.

Come si fa a lasciare che nelle nostre case entri quel ricatto sottile, detto con quella voce suadente e finto_santa, così femminile e rassicurante: “Chiediamo al padre di Eluana che la lasci qui con noi.” Come se il senso di quanto sta accadendo sia un padre che vuole disfarsi di una figlia. E tralascio disquisizione su quanti genitori si disfano dei figli. Vogliamo pensare a quelli, di figli? E’ più facile espiare le colpe di una vita accanto ad una morta che nel fango dei campi Rom o tra i lebbrosi del Madagascar. Abbiamo anche le suore radical-chic, adesso.

Allora portate la telecamera in un ospedale psichiatrico e chiedete a qualcuno che vaga per i corridoio le voci che sente o le cose che vede. Gli credereste? No. Avreste pietà. Solo pietà. Cosa cambia se gli mettete una tonaca e vi parlano del soprannaturale? Che volete crederci?

Care suorine volete un consiglio? Abbandonate il vostro chiostro, le vostre ricotte fresche, il fresco oblio della dimensione surreale nella quale vi siete rifugiate fuggendo da rifiuti atavici e culturali e fate quello che vi chiederebbe il vostro Padre: andate ad incatenarvi fuori da un CPT o alla Capitaneria di porto di Lampedusa. E’ lì che muoiono gli ultimi del mondo. E’ solo lì. Sdraiatevi fuori da un campo Rom e abbracciate i bambini sporchi e maleducati che vi prenderanno a calci e a parolacce. Altrimenti state fingendo una finzione. Io non vi credo.

Alla Politica dico: avete lasciato solo un cittadino. Avete fatto linciare un cittadino dal potere mediatico ecclesiastico senza difenderlo. Veltroni dì qualcosa. Dillo subito.

Sarà un caso che ancora una volta c’era la magistratura accanto al cittadino?  Questo è un altro di quei silenzi ingombranti, un altro enorme modo di stare immobili nel modo sbagliato.

Categorie: IMPOLITICO · VELTRONI

Ottaviano Del Turco e l’inquientante acquisto

Luglio 15, 2008 · 19 Commenti

Fermo restando che non penso più che siamo i detentori della questione morale dall’epoca del compagno G. (all’anagrafe Primo Greganti) passando per Unipol e ribadendo che, al contrario delle molte voci che oggi si sono sollevate contro i giudici anche da sinistra, ho fiducia nella magistratura, la cosa più inquietante mi sembra la motivazione per cui giravano questi soldi:

“Mi disse che Del Turco aveva bisogno di quei soldi per mettere in difficoltà Boselli e portare con sé 8 senatori dello Sdi nel Pd”

Questa frase rappresenta meglio di altre, meglio di Grillo, meglio dell’astensione elettorale, la sofferenza in cui versa la politica. Non siamo meglio di altri perchè usiamo i soldi per “pompare” la politica invece che per festini, orge, yacht o case alle Maldive. Siamo peggio perchè abbiamo abdicato al Politica, siamo peggio perchè stiamo cercando di truccare le carte, di gonfiare il consenso comprando pacchetti di voti.

Abbiamo abdicato per paura, perchè anche noi, come Berlusconi, abbiamo cercato la via più veloce, la scorciatoia, abbiamo speculato (cito uno dei miei commentatori), come se la politica, il paese, fosse un pezzo di terra edificabile. Se fosse vero dovrebbe esserci una pena “morale” per gli otto senatori corrotti. Comunque voglio sapere i nomi e li voglio fuori da qualsiasi incarico politico. Non mi importa quanti voti spostano. Non mi importa quanti favori hanno fatto. Carcere e quando finisce il carcere lavori socialmente utili. Devono perdere la pensione maturata al Senato. Voglio davvero vedere cosa succede, fermo restando i tempi della giustizia.

E intanto il Paese di desertifica. Davvero abbiamo l’obbligo della resa dei conti prima delle Europee. Ora o mai più.

Categorie: IMPOLITICO · PD

Documento finale de IMille

Luglio 14, 2008 · 2 Commenti

Lo trovate qui.

Categorie: IMPOLITICO

Per avere il matrimonio gay: riprendersi il sud

Luglio 13, 2008 · 19 Commenti

Questo il senso più profondo che voglio portarmi a casa dall’assemblea de IMille. Stare 3 giorni chiusi in una stanza ad “ascoltarsi” e non solo a parlarsi addosso, ti lascia la soddisfazione ingorda che fare politica davvero è possibile. Se non riprendiamo il Sud, non vinceremo mai le elezioni e difficilmente la comunità GLBT potrà contare su una sinistra progressista maggioritaria che possa accompagnare il Paese verso la modenità.

Non mi va di farvi un riassunto tecnico o emozionale, mi va invece di linkarvi il meglio di questi 3 giorni, ricordandovi che ieri mattina per la prima volta alcuni dei più auterovoli rappresentanti del movimento GLBT erano nella ex sede della Margherita, a parlare di omogenitorialità e di cose da fare. Non il primo mattone, ma la prima vangata nella terra arida di un partito ancora troppo ambiguo. C’è da fare e molto. Astenersi prego parlatori, eterni allenatori della nazionale, gente che “io ho fatto, io ho detto…io sono anni che…” . Non c’è bisogno che ci dite chi mettere, c’è bisogno solo che ci mettiate…voi stessi.

Qui i 25 oratori per 5 minuti. Consiglio di ascoltare quello di Diego Bianchi, quello di Chiara Lalli sull’omogenitorialità, quello di Giuseppe Civati, quello di Paolo Masini, il mio del pomeriggio se volete, quello della brillantissima Irene Tinagli, ma sopra tutti quello di Giuseppe Provenzano, giovanissimo siciliano ricercatore a Pisa che è tornato nella sua terra, per “fare” qualcosa. Tenetelo d’occhio, fa venire i brividi e fa anche un pò temere per la sua incolumità.

Qui tutta la sessione sulla diversità…guardatela e poi ditemi cosa ne pensate. Sappiate che da ieri moltissime persone presenti mi hanno confessato l’utilità di avere affrontato certi temi, per molti lontani o sconosciuti. Anche questa è “alta formazione” politica. Domani, tornati ognuno nel suo circolo, la questione GLBT avrà un pò di cittadinanza in più.

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