quattro e gli alberi in lontananza

Entries categorized as ‘PD’

Ottaviano Del Turco e l’inquientante acquisto

Luglio 15, 2008 · 19 Commenti

Fermo restando che non penso più che siamo i detentori della questione morale dall’epoca del compagno G. (all’anagrafe Primo Greganti) passando per Unipol e ribadendo che, al contrario delle molte voci che oggi si sono sollevate contro i giudici anche da sinistra, ho fiducia nella magistratura, la cosa più inquietante mi sembra la motivazione per cui giravano questi soldi:

“Mi disse che Del Turco aveva bisogno di quei soldi per mettere in difficoltà Boselli e portare con sé 8 senatori dello Sdi nel Pd”

Questa frase rappresenta meglio di altre, meglio di Grillo, meglio dell’astensione elettorale, la sofferenza in cui versa la politica. Non siamo meglio di altri perchè usiamo i soldi per “pompare” la politica invece che per festini, orge, yacht o case alle Maldive. Siamo peggio perchè abbiamo abdicato al Politica, siamo peggio perchè stiamo cercando di truccare le carte, di gonfiare il consenso comprando pacchetti di voti.

Abbiamo abdicato per paura, perchè anche noi, come Berlusconi, abbiamo cercato la via più veloce, la scorciatoia, abbiamo speculato (cito uno dei miei commentatori), come se la politica, il paese, fosse un pezzo di terra edificabile. Se fosse vero dovrebbe esserci una pena “morale” per gli otto senatori corrotti. Comunque voglio sapere i nomi e li voglio fuori da qualsiasi incarico politico. Non mi importa quanti voti spostano. Non mi importa quanti favori hanno fatto. Carcere e quando finisce il carcere lavori socialmente utili. Devono perdere la pensione maturata al Senato. Voglio davvero vedere cosa succede, fermo restando i tempi della giustizia.

E intanto il Paese di desertifica. Davvero abbiamo l’obbligo della resa dei conti prima delle Europee. Ora o mai più.

Categorie: IMPOLITICO · PD

Uccidere il padre…

Giugno 27, 2008 · 21 Commenti

…ed anche il fratello primogenito.

Il dibattito, all’alba dell’Assemblea de Imille impazza. Da Francesco Costa a Marco Simoni, a Ivan Scalfarotto fino a Gianni Cuperlo, il tema è: ricambio generazionale attraverso il parricidio. Ieri sera leggevo un intervista a Franco Marini, il quale, relativamente all’argomento del ricambio generazionale diceva: i giovani si facciano sotto, si facciano vedere, non aspettino di essere cooptati.

Ma cosa significa farsi sotto? Farsi sotto significa ogni tanto dire: caro Partito, cari dirigenti, sapete che c’è? Io non sono d’accordo. A costo di farsi guardare male da tutti e di passare per i soliti rompiscatole. In questi mesi qualcuno si è pure alzato a dire: non sono d’accordo. Ha pure ucciso il padre (per esempio non votando Rutelli), oppure cercando di provocare una posizione chiara del PD sui temi GLBT, oppure organizzando una manifestazione per l’8 luglio prima che il partito si svegli da solo, contro le leggi canaglia che il centro destra ci sta infilando a guisa di supposta.

Il fatto è che, come dice Cuperlo,  dopo la svolta dell’89 il partito ha rimosso il tema del conflitto interno per paura della scissione. In poche parole il dibattito interno è morto. Così D’Alema non lavora dentro il partito per trascinarlo verso le sue idee, ma fonda i Reds e va a chiacchierare delle cose sue altrove. SE tutti lo facciamo, sto dibattito, lontano dal cuore del partito, più che un parricidio è un suicidio di massa.

Non basterà comunque uccidere il padre. Bisognerà uccidere anche il fratello primogenito, quel giovane cooptato che è messo lì a dire che il ricambio c’è…e quindi voialtri perchè diavolo vi lamentate?

La prima cosa da fare è organizzarsi. Il nuovo del partito c’è, ma è disintegrato. Loro, la Sacra Famiglia piddina fatta di padri e vassalli sono legati tra di loro da un patto di sangue che prevede anche l’eliminazione del dissenso.

Guardate la questione GayPride: tutto tace. Nessuno protesta perchè questo potrebbe danneggiare il Partito. Invece io dico: Veltroni sbagli se pensi che mentre ti occupi di tasse e di leggi non puoi anche aderire al Pride. Sbagli grossolanamente. Ti sembra una cosa furba mandarci la ministra ombra, in una sorta di panacea ma_anchista, invece sbagli.

Continui a coltivare sulle pietre e lasci stare il campo già concimato. E questa è miopia.

Categorie: IMPOLITICO · PD · VELTRONI

La potenza dell’ESSERCI

Maggio 30, 2008 · 12 Commenti

Entrambi i circoli PD a cui faccio riferimento: il PD Obama  (il primo circolo on line del PD) e il tradizionale circolo PD Portuense hanno aderito oggi al Gay Pride romano.

Stiamo parlando di due circoli che rappresentano quasi 2000 persone.

La potenza dell’esserci.

Categorie: GAYPRIDE · IMPOLITICO · PD · ROMA

Il mio amico albanese che vota PDL…

Maggio 4, 2008 · 20 Commenti

dice che noi “di sinistra” pensiamo che chi vota a destra non sia bene informato e sia anche un pò stupido ed egoista. Oggi a pranzo mi ha lasciato ammutolita. Va bene che sto facendo tanta autoanalisi, forse più di molti altri, ma il maccherone al pomodoro mi è rimasto a metà tra l’essere divorato e il cadere di nuovo nel piatto, anch’esso metafora del ma_anchismo che pervade il Partito.

Sul tavolo giace con un segno a buona metà un libro di Biagi che sta leggendo la sua compagna. La sua compagna ha votato PD.

Lui è cresciuto al confino sui monti dell’Albania, perchè il padre italo-albanese era considerato un oppositore del regime. Una sua foto in groppa ad un asino potrebbe essere quella di qualche nostro bisnonno, almeno mio, tra le campagne di Alcamo. Certo non della mia infanzia.

Proviamo, siamo in tre a dirglielo, a dire che in Italia c’è scarsità di informazione. Risponde che non si può avere la perfezione, che ci sono paesi che stanno peggio di noi. Provo a dirgli, elencandoli, tutti i reati prescritti al futuro prossimo ennesimo premier, Berlusconi. Dice che sono questioni di principio e mi cita le leggi per non fare pagare le tasse alle coop. Mi ricorda che il primo governo Prodi la legge sul conflitto di interessi poteva farla. Sto zitta un’altra volta.

Mi dice che a sinistra siamo arroccati sui privilegi, che apprezza Veltroni per il coraggio, ma si fida più del PDL. Berlusconi non gli piace, lui è finiano. Sì, se ne è accorto che è un eterno secondo e che per l’ennesima volta sembrava volesse farsi avanti e poi si è nascosto di nuovo dietro qualcun altro. Si fida più della PDL perchè pensa che possa fare una politica più incisiva sulle cose che gli stanno a cuore: flessibilità del lavoro - mi fa notare che siamo i meno flessibili, gli faccio notare che qui flessibilità, spesso significa disoccupazione o impossibilità di fare figli, comprarsi casa, insomma, le solite argomentazioni - sicurezza. Qui cerco di colpirlo e gli faccio notare che oggi tocca ai rumeni, ma non si ricorda quando toccava agli albanesi? Se fossi mussulmano, saresti contento delle cose che dice Calderoli? Ridacchia. Dice che sono tutte frasi per tenere buoni i suoi, quelli più estremisti, ma poi la politica della Lega è molto più moderata. Così finisco per ricordare che il consulente di Maroni, si chiamava Marco Biagi, cresciuto a codice del lavoro e falce e martello.

La sua vita italiana, scuole medie e superiori e università l’ha passata a Bologna, ironia della sorte, per uno vissuto in una famiglia accusata di essere anti-comunista.

Vado via con le orecchie basse. Un’altra lezione, anche oggi. L’Italia vuole risposte e non principi. Passa sopra le battute, le corna di Berlusconi, le sue battute sulle donne. Va oltre. Non gliene importa, quelle sono cose per noi che sembriamo quelli di “tutti da Fulvia il sabato sera” (metafora infinita del salottismo di sinistra, leggere qui per credere e vomitare) e con la panza piena possiamo pensare anche ad un pò di formalità, signora mia.

La verità che uno così, spontaneo, così mediamente italiano, così difettoso (un pò di evasione, una bustarella lì, una spintarella là)  è più affidabile di chi cena con George Clooney e si scrive con Obama. Che fa tanto figo, ma fa tanto Maria Antonietta e le sue brioche.

E oggi me lo doveva ricordare un albanese che la fame l’ha sofferta da bimbo (e mi torna in mente la teoria dei bisogni primari) e oggi vorrebbe solo vivere in paese dove sia facile mettere su un’impresa, dove funzionino gli uffici pubblici, dove ci sia sicurezza. Solo questo e quando buttò lì la questione gay, lui fa un gesto con la mano, sembra un vecchino del sud. Ridacchia e dice: “Vedi che Fini si comporta meglio lui con i gay che i tuoi amici di sinistra. Pensaci.” E come dargli torto.

Alla fine ho fatto il bis di maccheroni e ho guardato le partite con lui. La Roma ha vinto, l’Inter ha perso. Almeno oggi una buona notizia normale.

Categorie: IMPOLITICO · PD · PDL

Anche Ezio Mauro nella trappola del dito.

Aprile 29, 2008 · 22 Commenti

Mi stupisce che un abile commentatore come Ezio Mauro indichi (qui) nella sconfitta di Rutelli al Campidoglio un’inclinazione suicida della sinistra che decide di punire il PD, attraverso Rutelli, per averla fatta scomparire. Se così fosse stato il popolo di sinistra non si sarebbe nemmeno recato alle urne e avrebbe punito tutti, quale migliore occasione di punire un ex-margheritino e un ex-ds in un colpo solo!

 

Rutelli ha perso perchè personaggio ambiguo ed inaffidabile. Rutelli ha perso sulla questione della laicità, non perchè chi non l’ha votato abbia a cuore quei temi, ma perchè su quei temi Rutelli è stato ondivago, tradendo se stesso, dimostrando di non poter essere più affidabile (come lo era stato da sindaco e fino al 2000) e di non poterlo essere nemmeno sui grandi temi: per esempio la sicurezza.

 

Chi scrive fa parte della costituente del PD e quando Rutelli disse di voler ascoltare la città gli ha scritto ben due lettere, di cui una pubblicata sull’Unità rimasta senza risposta, e ha raccolto in 3 giorni quasi 500 firme di pareri contrari alla sua candidatura, sondando il terreno, ascoltando la città. Erano firme di persone di sinistra, moderate, di elettori del PD, di giovani che incredukli si chiedevano: ma possibile che in questi 15 anni non sia cresciuto nessuno nell’humus culturale di questa città?

 

Nessun giornale compreso il vostro ha voluto dare rilievo a questa iniziativa, perchè non aveva alcun cappello politico, era semplicemente una “robba” popolare e magari considerata persino populista dai salotti bene dei nostrani commentatori politici che, oggi più di allora, mi sembrano lontani anni luce dal respiro del Paese e persino da quello di Roma, eppure ce lo avete sul collo quel fiato, ci abitate.

 

Eravamo ancora in tempo, se la petizione avesse raccolto molto consenso a dire a chiare lettere che Rutelli era inadatto. Un giornale non dovrebbe fare questo? Dare voce al Paese? O deve fare il contrario? Dare voce ai salotti per imbonire il Paese?

Il sito internet di Rutelli che lanciava un’iniziativa “racconta la tua città” censurava gli interventi non graditi.

 

E’ così che la libera stampa progressista aiuta la democrazia?

 

Non ho paura di una decina di persone che fanno il saluto romano per festeggiare Alemanno, subito ripresi dai fotografi di tutto il mondo, perchè ovviamente la cosa fa notizia.

 

E’ fascismo dire che i gay sono malati, come afferma ogni giorno la senatrice sponsorizzata da Rutelli. E’ fascismo avere affossato una legge per le unioni civili, dicendo che la priorità sono le famiglie, come se i gay fossero meno degni. Il fascismo non è una croce celtica portata per ricordo sotto la camicia. Non è nemmeno un saluto romano. Io a 16 tenevo appesa la bandiera dell’URSS e oggi me ne vergogno, ma non la butto, è un ricordo. Il fascismo è uno stato delle essere, è intolleranza ed esclusione e tutto questo non avviene sotto una bandiera, ma dentro ognuno di noi.

 

Un giornale come Repubblica dovrebbe vigilare su questo. E dovrebbe passare al Paese un messaggio di riappacificazione. Un Paese maturo è anche quello che consente all’avversario la dignità dell’esistenza. Perchè crucciarci quando Berlusconi ci chiama ex comunisti se anche noi non facciamo altro che dire di Alemanno che è un ex - fascista?

 

La vittoria di Alemanno va vissuta come un’opportunità, Veltroni deve ammettere gli errori e farsi garante del ricambio che da qui a 5 anni deve portare una grossa forza di sinistra riformista al governo, senza indulgere in posizioni estreme di centro, ma ritrovando semplicemente la nostra natura.

 

 

 

 

Categorie: IMPOLITICO · PD · PDL