NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

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PD: Astenersi finti giovani o vecchi rottami

Dovete perdonarmi se non ho scritto nemmeno una parola sull’assemblea del PD. Sul tema ho le idee molto chiare e le ho comunicate a chi da tesserata mi rappresenta in assemblea:

1) reggenza breve con impegno a NON candidarsi per chi farà il reggente

2) appena possibile primarie aperte come da statuto

3) forma partito leggera ma non liquida (Sul tema non ho capito Bettini che vuole far morire il PD per far rinascere il PD, basterebbe la pensione di molte teste non solo anagraficamente vecchie…il PD già c’è perché cambiargli di nuovo nome e per di più usando gli stessi metodi sbagliati con cui lui ed altri hanno traghettato PDS in DS e poi in PD cambiando tutto per non cambiare nulla?)

4) identità tra segretario e premiership (Sul tema Consiglio di leggere anche Vassallo e Ceccanti.)

Aggiungo: che il segretario non deve secondo me avere altro ruolo (sindaci o capogruppo alla camera li lascerei dedicati alla loro attività) e non mi importa se sarà giovane o vecchio, l’importante che sia giovane ed innovativo nell’anima. Astenersi finti giovani o vecchi rottami.

Ho deciso di non candidarmi.

Ho deciso di non candidarmi.

I motivi sono tanti. In minima parte la questione riguarda i numeri e la competizione e il tempo.

In grande parte però riguarda il fatto che in questi anni e mesi e settimane ho fatto percorsi politici, su più livelli, con delle bellissime persone e disperdere le forze non ha nessun senso e il dilemma del prigioniero lo tengo sempre nella testa quando faccio delle valutazioni soprattutto quando hai l’imbarazzo della scelta e delle candidature in campo che mi piacciono. Giovanni Bachelet dopo un solo mandato ha deciso di non ricandidarsi e sarebbe stata la mia unica meravigliosa scelta. Considero queste primarie la seconda tappa delle primarie nazionale, un viaggio che non è finito il 2 dicembre, e darò una mano a Lorenza Bonaccorsi che ha guidato silenziosamente un gruppo molto eterogeneo a fare il risultato migliore possibile a Roma contro tutti e con lei a Roberto Giachetti, parlamentare uscente che ha fatto un lungo sciopero della fame per chiedere il cambio della legge elettorale (appunto). Vi chiedo di andare nei circoli a firmare per la candidatura di Lorenza.

Il meglio deve ancora venire.

Non a caso il PD di Bologna.

Non è un caso che il primo PD a mettere in campo una forma di selezione dei propri parlamentari sia quello di Bologna. Bologna e tutta l’Emilia Romagna sono la regione rossa per antonomasia, quella dove siamo abituati a vincere da sempre, così tanto da avere preso in questi anni qualche scoppola di troppo (vedi Guazzaloca a Bologna e vedi Parma). L’Emilia Romagna è anche il luogo dove appare più maturo e persino dissidente il M5S e quindi dove il bisogno concreto di partecipare e la maturità degli elettori non è più aggirabile. Insomma da Bologna e dal PD di Bologna una bella lezione di come si risponde all’antipolitica. Mi auguro che i criteri di accesso e selezione siano davvero aperti. Bene.

D’Alema e Bersani si amano ancora, tranquilli.

Ha ragione Chiara Geloni. E’ una montatura giornalistica. In realtà non è successo niente:

Bersani: “Io non chiederò a D’Alema di candidarsi. Io non chiedo a nessuno di candidarsi. Io non sono quello che nomina i deputati. Io farò applicare la regola, chi ha fatto più di quindici anni per essere candidato deve singolarmente chiedere una deroga alla direzione nazionale”

D’Alema: “Sono del tutto d’accordo con Bersani: ha giustamente ricordato una procedura che mi è nota, cioè che è l’organismo collegiale che decide. Ha ragione, non spetta a lui e d’altro canto non mi ero rivolto a lui ma al partito”.

p.s. ma non abbiamo altro di cui parlare in Italia? Lo dico ai giornalisti…..Bersani non rottama D’Alema, non può. Sarà l’assemblea del PD a dare o no la deroga a D’Alema. L’assemblea cammellata di tanti dalemiani, quindi state sereni: o si fa da parte o sarà candidato. Amen.

 

Fascistoide è l’indispensabilità.

Oggi Michele Prospero dice che:

“La rottamazione è un arnese del populismo contemporaneo che scommette sull’istintualità irriflessiva del pubblico e sull’oblio della ragione critica: in nessuna democrazia si ingiuria la propria classe dirigente, per affidare la continuità della Repubblica a Bossi, Berlusconi, Cicchitto, Casini, Fini, La Russa, Gasparri, Tremonti.”

E definisce la rottamazione una cosa fascistoide.

No, caro Prospero, la natura fascista sta nella supremazia dei singoli, nel loro considerarsi indispensabili. Mai concetto di destra, superomista è apparso così incarnato nella nostra natura italica. Se poi si sposa nel suo essere prevalentemente maschile raggiunge livelli di fascismo arcaico ineguagliabili.

Il ricambio è democrazia. E se questo ricambio non è possibile, da che mondo e mondo si fa la rivuluzione. Oggi con l’anima riformista la chiamiamo rottamazione. Guarderei lo stato delle cose se fossi un bravo analista politico. Oggi Bossi e Berlusconi sono quelli che in questi venti anni hanno governato più dei Veltroni e dei D’Alema. Forse solo Prodi ci ha salvato dall’oblio politico totale. E Prodi somiglia più a Monti che alla classe dirigente del PD, se proprio vogliamo guardare in faccia la realtà. Quindi chi è che ha consegnato gli ultimi venti anni in mano a Berlusconi? Renzi?

E su.

Disponibile a sfidare D’Alema.

D’Alema dice: corro solo se me lo chiede il Partito.

Gli piace giocare facile dopo averne cooptato buona parte.

Io direi che dovrebbero chiederglielo gli elettori. E per farlo: o sfida qualcuno alle primarie interne (sono disponibile ad uno contro uno nel suo collegio di residenza romano) oppure si fa un banale giro per i mercati senza truppe cammellate che gli ostruiscono la realtà.

Ovazione per Veltroni (contestualizzata)

Ovazione per Walter Veltroni non perché se ne va, ma perché forse ha compreso responsabilmente che può essere a disposizione delle nuove generazioni in modo diverso e più credibile.

Lo fa nel giorno del compleanno del PD che più di ogni altro ha contribuito a creare e su cui però pesano tante responsabilità per l’avere ceduto alle correnti e avere lasciato sul più bello. Lasciato a quelli che rimpiangono il PDS e forse il PCI, per lo meno nei metodi.

Come dicono in molti anche lui sta al non so qualche numero di mandato parlamentare, con una parentesi da sindaco non del tutto opinabile. Discutibile in alcune logiche (non ho mai risparmiato critiche al modello Roma di Veltroni e Bettini), ma almeno una logica ce l’aveva, soprattutto confrontata con il disastro Alemanno.

Un’ovazione però perché se ne va nel momento in cui D’Alema invece non se va più (pappapero) per far dispetto (infantile) al ragazzo di Firenze e si aspetta un seggio ed anche un ministero. E come ci ricorda Pubblico lancia la raccolta di firme tra i dalemasessuali per chiederne la candidatura (lo sappiamo tutti che sono numerosissimi, non c’è bisogno che vi contate).

Insomma, contestualizzando: bravo Uòlter.

Se SeL è una corrente del PD

Questo post non vuole essere affatto offensivo. Vuole solo registrare un dato: la Carta di Intenti della coalizione è praticamente quasi identica alla Carta di Intenti del PD. Questo significa che dentro il PD le istanze di SeL ci sono già sui macrotemi che apparentemente distinguono SeL dal PD: lavoro e diritti. Nel PD c’è la posizione sui matrimoni gay come c’è la posizione schiacciata sulla FIOM. E’ per questo che alla fine la carta di intenti di coalizione rappresenta il compromesso interno di un partito che ancora non c’è sulla carta ma sta nascendo e questa è l’unica bella notizia della giornata di ieri. Così il partitone delle alleanze di stampo dalemiano non è niente altro che un partito a vocazione maggioritaria di veltroniana memoria. Sarà difficile oggi per Vendola venirci a dire in cosa è diverso da Bersani. La battaglia, a volerla guardare con coraggio è tra Bersani e Vendola da una parte e Renzi dall’altra. E ridurla ad una battaglia tra la destra del partito che ancora non c’è e la sua sinistra, sarebbe leggerla con gli occhiali del secolo scorso.

Mi permetto di sottolineare di nuovo l’incongruenza tra un Vendola che dichiara il liberismo da rottamare (incarnandolo in Renzi impropriamente e non vedendo i tratti socialdemocratici di quel liberismo) e poi firma una carta d’intenti in cui la coalizione di cui fa parte si impegna a cercare alleanze di legislatura con un centro liberale. Il tutto in chiave europeista che non può non far pensare che l’agenda Monti, seppur non nominata, è lì.

E mi permetto di far notare che se la Carta di Intenti del PD parlava di riconoscimento giuridico delle coppie di fatto io mi sarei aspettata che l’allargamento a SeL avrebbe comportato una frase ancora più coraggiosa, altrimenti il compromesso dove sta? La verità è che la discussione interna al PD aveva già esaurito anche la posizione di SeL, ma questo la dice lunga a questo punto sul senso di essere due partiti invece che uno.

Non è una critica a SeL, figuriamoci. E’ una riflessione che vuole accelerare quel processo di evoluzione in senso maggioritario della nostra democrazia. Che non vuole carte di intenti firmate all’ultimo momento tra partiti per vincere le elezioni, ma programmi costruiti lungamente, discussi e infine digeriti che diventano dna comune e quindi politica applicabile sulla pelle delle persone, insomma: governo.

Ne avevo parlato lungamente qui, a proposito di IDV, tema quanto mai attuale dopo il recente arresto di Maruccio che sfata ogni mito di superiorità morale, definitivamente.

Per vostra cultura personale qui trovate la Carta di intenti del PD e qui la Carta di Intenti di coalizione.

Deja vu

Dice Claudio Velardi: “1/2/1994. Occhetto: “E’ una bellissima giornata”. 13/10/2012. Bersani: “E’ una bella giornata”. C’è un passo avanti.”

E Claudio Petruccioli fornisce la documentazione.

Niente di nuovo sotto il sole.

Il biscotto di Vendola e Bersani

E’ stata firmata oggi la carta d’intenti (vedi sotto l’errata corrige) tra i segretari del centro sinistra tra cui due candidati alle primarie, Vendola e Bersani.

Presumo verrà chiesto anche a Renzi di firmarla e che qualsiasi dubbio venisse sollevato da parte sua farà gridare allo scandalo, alla rottura, alla presunzione, al poco rispetto per il proprio partito e via dicendo.

Vedo già alcune cose che non sono propriamente quello che mi aspetterei da una coalizione di centro-sinistra, in particolare da Vendola.

Ve le elenco:

Sulle alleanze.

“Qui vive la ragione che ci spinge a cercare un accordo di legislatura con le forze del centro moderato.” Cioè noi facciamo le primarie tra di noi e poi cerchiamo alleanze con l’UDC? Registro che malgrado questa frase, Casini si è lamentato che non ci fosse nemmeno un accenno all’agenda Monti. In effetti suona strano che sia considerato dal PD tutto da buttare visto che da 10 mesi lo stiamo votando. E’ un po’ schizofrenico. No?

ERRATA CORRIGE: nel link di cui sopra c’e’ la Carta di Intenti di qualche settimana fa del solo PD. Qui trovate quella di coalizione firmata anche da Vendola in cui a pag.2 si parla di centro liberale e non piu’ moderato (“Qui vive la ragione più profonda che ci spinge a cercare un terreno di collaborazione con le forze del centro liberale. Per questo i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze, sulla base della loro ispirazione costituzionale ed europeista e di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico, unico ed eccezionale, che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nei prossimi anni. Collocare il progetto di governo italiano nel cuore della sfida europea significa costruire un progetto alternativo alle regressioni nazionaliste, anti-europee e populiste, da sempre incompatibili con le radici di un’Europa democratica, aperta, inclusiva.”) Sono sempre piu’ confusa. Ma Vendola non ha esordito dicendo che il liberismo e’ roba da rottamare?

Sui gay.

“Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico.” Scusate non ho capito. Vendola è per i matrimoni e per le adozioni. Renzi per le Civil Partnership nei primi 100 giorni e per aprire dibattito su matrimoni e adozioni, Bersani per il modello alla tedesca anche se non ha mai specificato quale delle fasi del modello tedesco….e allora perché siamo stati così vaghi? Sempre in ottica di alleanza con l’UDC?

Le regole delle primarie.

“b) la registrazione, dal 4 novembre fino al giorno del voto, con la sottoscrizione dell’Appello pubblico, l’iscrizione all’Albo delle elettrici e degli elettori, e la consegna a ciascun elettore, ai fini dell’esercizio del voto, del “Certificato di elettore del centrosinistra per l’Italia Bene Comune”. Tale registrazione dovrà avvenire con procedure distinte dalle operazioni e dall’esercizio del voto. Le iscritte e gli iscritti all’Albo costituiranno la base elettorale delle primarie e avranno automaticamente diritto di voto all’eventuale secondo turno.  Il Collegio dei Garanti disciplinerà le modalità di iscrizione all’Albo da parte di coloro che si sono trovati  nell’impossibilità di  registrarsi nel periodo dal 4 al 25 novembre.” Cioè fatemi capire. Posso pagare le tasse via internet, avere i referti medici, usare il mio conto in banca…ma non posso iscrivermi on-line alle primarie del PD e magari mi fate andare ad iscrivere (a me che ho la tessera) in un posto diverso da quello dove devo votare. Dobbiamo vincere le elezioni, non le primarie! Ve lo immaginate l’elettore mandato via alle primarie poi come sarà contento di votarci? Ma sì, perché la cosa importante non è vincere le elezioni ed usare queste primarie come volano elettorale. La cosa fondamentale è arginare Renzi, anche a costo di perdere le elezioni. E poco importa che fino ad ora ad usare pulmann prezzolati di extracomunitari disperati, truppe cammellate di gente del PDL siano stati anche ed in parte quelli che oggi votano Bersani (vedi Napoli, vedi Lazio e poi….).

Il quadro è chiarissimo a chi vuol vederlo. Vendola e Bersani sono alleati, voteranno l’uno per l’altro in caso di doppio turno, sono già d’accordo per allearsi con l’UDC, sostanzialmente con un partito clericale e liberista in stile confindustria (non liberale). Il nemico è uno solo, quello che se vince cambia tutto e modifica la prospettiva. Quello che continuiamo a dire che è di destra, liberale e via dicendo. Insomma meglio Casini di Renzi, ci stanno dicendo Vendola e Bersani.

Mi perdonate vero se preferisco votare uno che dice le cose chiare, anche quando sono scomode sul tema del lavoro, dei gay e di altro. Almeno so che se lo voto farà esattamente quello e posso discutere con lui anche quando non sono d’accordo. Meglio questo che tanti bei programmi socialisti che verranno disciolti nell’acido clericale e confindustriale dell’UDC il giorno dopo le elezioni.  Sempre che poi si possa governare una buona volta oltre che vincere.

p.s. per me oggi la questione centrale è la questione morale. Prima del lavoro. Prima di ogni altra cosa. E questa passa anche per il superamento di un’intera classe dirigente collusa in qualche modo con il ventennio passato. Abbiamo bisogno di occhi nuovi, anche ingenui che possano ricostruire un tessuto di relazioni sano, pulito, nuovo. Senza di questo qualsiasi promessa, qualsiasi programma, qualsiasi carta d’intenti è carta straccia.

Perché parliamo di regole delle primarie del centro sinistra.

Due righe per chi si lamenta che si parla di regole delle primarie e non della mancanza di lavoro, del precariato, di altro.

A parte che non è vero.

A sfidarsi programmi che in alcuni aspetti e soluzioni su come risolvere i problemi di cui sopra sono diversi e quindi potete leggerli, giudicarli e scegliere.

Inoltre le regole con cui si scelgono le persone che andranno (si spera) al governo è la base di ogni democrazia. Se vi annoiate vi state facendo fregare da chi vi racconta un sacco di fuffa e nel frattempo magari paga 50€ per farsi votare e poi invece di fare quello che vi ha promesso si intasca i soldi pubblici che servivano a fare una riforma.

Inutile negarlo. E’ vero che tra liberismo e socialismo c’è una differenza abissale di intendere il mondo (anche se secondo me alla fine della fiera è il giusto peso tra le due e quindi una sana socialdemocrazia ad essere la via giusta), ma oggi in Italia abbiamo urgenza di avere gente che fa quello che dice e soprattutto onesta. Quindi la parte principale per mettere in cantiere i prossimo 20 anni è scegliere la nuova classe dirigente.

Detto questo nel prossimo post parlerò delle regole che il centro sinistra si sta dando per fare le primarie.

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