quattro e gli alberi in lontananza

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Il mio amico albanese che vota PDL…

Maggio 4, 2008 · 20 Commenti

dice che noi “di sinistra” pensiamo che chi vota a destra non sia bene informato e sia anche un pò stupido ed egoista. Oggi a pranzo mi ha lasciato ammutolita. Va bene che sto facendo tanta autoanalisi, forse più di molti altri, ma il maccherone al pomodoro mi è rimasto a metà tra l’essere divorato e il cadere di nuovo nel piatto, anch’esso metafora del ma_anchismo che pervade il Partito.

Sul tavolo giace con un segno a buona metà un libro di Biagi che sta leggendo la sua compagna. La sua compagna ha votato PD.

Lui è cresciuto al confino sui monti dell’Albania, perchè il padre italo-albanese era considerato un oppositore del regime. Una sua foto in groppa ad un asino potrebbe essere quella di qualche nostro bisnonno, almeno mio, tra le campagne di Alcamo. Certo non della mia infanzia.

Proviamo, siamo in tre a dirglielo, a dire che in Italia c’è scarsità di informazione. Risponde che non si può avere la perfezione, che ci sono paesi che stanno peggio di noi. Provo a dirgli, elencandoli, tutti i reati prescritti al futuro prossimo ennesimo premier, Berlusconi. Dice che sono questioni di principio e mi cita le leggi per non fare pagare le tasse alle coop. Mi ricorda che il primo governo Prodi la legge sul conflitto di interessi poteva farla. Sto zitta un’altra volta.

Mi dice che a sinistra siamo arroccati sui privilegi, che apprezza Veltroni per il coraggio, ma si fida più del PDL. Berlusconi non gli piace, lui è finiano. Sì, se ne è accorto che è un eterno secondo e che per l’ennesima volta sembrava volesse farsi avanti e poi si è nascosto di nuovo dietro qualcun altro. Si fida più della PDL perchè pensa che possa fare una politica più incisiva sulle cose che gli stanno a cuore: flessibilità del lavoro - mi fa notare che siamo i meno flessibili, gli faccio notare che qui flessibilità, spesso significa disoccupazione o impossibilità di fare figli, comprarsi casa, insomma, le solite argomentazioni - sicurezza. Qui cerco di colpirlo e gli faccio notare che oggi tocca ai rumeni, ma non si ricorda quando toccava agli albanesi? Se fossi mussulmano, saresti contento delle cose che dice Calderoli? Ridacchia. Dice che sono tutte frasi per tenere buoni i suoi, quelli più estremisti, ma poi la politica della Lega è molto più moderata. Così finisco per ricordare che il consulente di Maroni, si chiamava Marco Biagi, cresciuto a codice del lavoro e falce e martello.

La sua vita italiana, scuole medie e superiori e università l’ha passata a Bologna, ironia della sorte, per uno vissuto in una famiglia accusata di essere anti-comunista.

Vado via con le orecchie basse. Un’altra lezione, anche oggi. L’Italia vuole risposte e non principi. Passa sopra le battute, le corna di Berlusconi, le sue battute sulle donne. Va oltre. Non gliene importa, quelle sono cose per noi che sembriamo quelli di “tutti da Fulvia il sabato sera” (metafora infinita del salottismo di sinistra, leggere qui per credere e vomitare) e con la panza piena possiamo pensare anche ad un pò di formalità, signora mia.

La verità che uno così, spontaneo, così mediamente italiano, così difettoso (un pò di evasione, una bustarella lì, una spintarella là)  è più affidabile di chi cena con George Clooney e si scrive con Obama. Che fa tanto figo, ma fa tanto Maria Antonietta e le sue brioche.

E oggi me lo doveva ricordare un albanese che la fame l’ha sofferta da bimbo (e mi torna in mente la teoria dei bisogni primari) e oggi vorrebbe solo vivere in paese dove sia facile mettere su un’impresa, dove funzionino gli uffici pubblici, dove ci sia sicurezza. Solo questo e quando buttò lì la questione gay, lui fa un gesto con la mano, sembra un vecchino del sud. Ridacchia e dice: “Vedi che Fini si comporta meglio lui con i gay che i tuoi amici di sinistra. Pensaci.” E come dargli torto.

Alla fine ho fatto il bis di maccheroni e ho guardato le partite con lui. La Roma ha vinto, l’Inter ha perso. Almeno oggi una buona notizia normale.

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Anche Ezio Mauro nella trappola del dito.

Aprile 29, 2008 · 22 Commenti

Mi stupisce che un abile commentatore come Ezio Mauro indichi (qui) nella sconfitta di Rutelli al Campidoglio un’inclinazione suicida della sinistra che decide di punire il PD, attraverso Rutelli, per averla fatta scomparire. Se così fosse stato il popolo di sinistra non si sarebbe nemmeno recato alle urne e avrebbe punito tutti, quale migliore occasione di punire un ex-margheritino e un ex-ds in un colpo solo!

 

Rutelli ha perso perchè personaggio ambiguo ed inaffidabile. Rutelli ha perso sulla questione della laicità, non perchè chi non l’ha votato abbia a cuore quei temi, ma perchè su quei temi Rutelli è stato ondivago, tradendo se stesso, dimostrando di non poter essere più affidabile (come lo era stato da sindaco e fino al 2000) e di non poterlo essere nemmeno sui grandi temi: per esempio la sicurezza.

 

Chi scrive fa parte della costituente del PD e quando Rutelli disse di voler ascoltare la città gli ha scritto ben due lettere, di cui una pubblicata sull’Unità rimasta senza risposta, e ha raccolto in 3 giorni quasi 500 firme di pareri contrari alla sua candidatura, sondando il terreno, ascoltando la città. Erano firme di persone di sinistra, moderate, di elettori del PD, di giovani che incredukli si chiedevano: ma possibile che in questi 15 anni non sia cresciuto nessuno nell’humus culturale di questa città?

 

Nessun giornale compreso il vostro ha voluto dare rilievo a questa iniziativa, perchè non aveva alcun cappello politico, era semplicemente una “robba” popolare e magari considerata persino populista dai salotti bene dei nostrani commentatori politici che, oggi più di allora, mi sembrano lontani anni luce dal respiro del Paese e persino da quello di Roma, eppure ce lo avete sul collo quel fiato, ci abitate.

 

Eravamo ancora in tempo, se la petizione avesse raccolto molto consenso a dire a chiare lettere che Rutelli era inadatto. Un giornale non dovrebbe fare questo? Dare voce al Paese? O deve fare il contrario? Dare voce ai salotti per imbonire il Paese?

Il sito internet di Rutelli che lanciava un’iniziativa “racconta la tua città” censurava gli interventi non graditi.

 

E’ così che la libera stampa progressista aiuta la democrazia?

 

Non ho paura di una decina di persone che fanno il saluto romano per festeggiare Alemanno, subito ripresi dai fotografi di tutto il mondo, perchè ovviamente la cosa fa notizia.

 

E’ fascismo dire che i gay sono malati, come afferma ogni giorno la senatrice sponsorizzata da Rutelli. E’ fascismo avere affossato una legge per le unioni civili, dicendo che la priorità sono le famiglie, come se i gay fossero meno degni. Il fascismo non è una croce celtica portata per ricordo sotto la camicia. Non è nemmeno un saluto romano. Io a 16 tenevo appesa la bandiera dell’URSS e oggi me ne vergogno, ma non la butto, è un ricordo. Il fascismo è uno stato delle essere, è intolleranza ed esclusione e tutto questo non avviene sotto una bandiera, ma dentro ognuno di noi.

 

Un giornale come Repubblica dovrebbe vigilare su questo. E dovrebbe passare al Paese un messaggio di riappacificazione. Un Paese maturo è anche quello che consente all’avversario la dignità dell’esistenza. Perchè crucciarci quando Berlusconi ci chiama ex comunisti se anche noi non facciamo altro che dire di Alemanno che è un ex - fascista?

 

La vittoria di Alemanno va vissuta come un’opportunità, Veltroni deve ammettere gli errori e farsi garante del ricambio che da qui a 5 anni deve portare una grossa forza di sinistra riformista al governo, senza indulgere in posizioni estreme di centro, ma ritrovando semplicemente la nostra natura.

 

 

 

 

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Walter, domani devi ricordarti chi ti ha votato.

Aprile 14, 2008 · 67 Commenti

Già. Perchè il voto moderato non lo hai avuto. In Veneto non c’è stato l’effetto Calearo. L’effetto teodem sui moderati non c’è stato.

Allora sai che c’è? Dobbiamo ricordarci che ci ha votato il popolo di sinistra. Non dobbiamo dimenticarlo mai.

Dobbiamo essere coraggiosi. E di sinistra.

Cominciamo a pensare ad un partito socialdemocratico che faccia una sintesi anche con chi sta a sinistra di noi e non è scomparso, c’è. C’è nel fatto che il PD è il primo partito e solo per un giochino di sponda non avrà il premio di maggioranza, perchè in qualsiasi altro paese civile la PDL non esisterebbe, perchè è un accrocchio di roba in contraddizione con se stessa. La sinistra c’è, non avrà rappresentanza, ma ti ha votato, Walter. Questo te lo ricorderò ogni giorno che sarò dentro questo partito.

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