Chi ha pagato la Marcia per la “vita”?

14 maggio 2012 § 1 commento

Chi ha dato 40 euro al giorno ai dialogatori che dovevano raccogliere fondi? E chi ha pagato tutti i manifesti abusivi che hanno imbrattato la città? E tutti questi soldi poi a chi andranno? In cosa saranno impiegati?

Ma per esempio usare queste risorse (che vuoi vedere che sono pubbliche, comprese le multe non elevate per i manifesti abusivi e la tassa non pagata) per aprire più asili nido?

L’inchino di Alemanno

13 maggio 2012 § 5 commenti

Ieri la citta’ ha formalmente marciato con Forza Nuova, con Militia Christi. Si e’ inchinata davanti ad una religione quando dovrebbe incarnare tutti i credo ed anche gli altri, Ieri la citta’ incarnata dal suo sindaco con la fascia si e’ macchiata di vergogna. E’ gravissimo quello e’ successo ieri e spero che ci siano degli atti formali e politici di condanna.

 

Per schifarsi meglio potete guardare tutto il video:

Aborto: Bersani smentisca la Garavaglia.

11 maggio 2012 § 12 commenti

La senatrice Garavaglia partecipa “per il PD” alla conferenza stampa in senato che lancia la II Marcia per la Vita.

Attendo smentite da parte di Bersani in persona.

E spero che in realtà sia andata come segue: la Garavaglia, spero, ha partecipato alla conferenza stampa come singola cittadina, comunque mettendo in imbarazzo il Partito. Perché se sei da sola contro tutti non vai per il PD. Vai da sola alla manifestazione. In privato. Non in mio nome, eh no.

L’aborto si combatte senza criminalizzare le donne (che altrimenti per abortire ricorrono alle mammane). Non si chiudono i consultori. Non serve a debellare il fenomeno. Non si fa in modo di occupare gli ospedali di obiettori. L’obiezione è un sacrosanto diritto. Ma anche abortire lo è. Si finanziano asili. Alemanno che cachio ci va a fare alla Marcia. Aprisse gli asili piuttosto. 

Attendo smentita, magari oltre che da Bersani anche da parte della Consulta delle donne del PD. Scusate se sono dura, ma è una roba scandalosa.

Cose da sapere sull’aborto.

28 febbraio 2012 § Lascia un commento

“Nell’autunno del 1957 il corpo di una ragazza di diciassette anni veniva adagiato su un tavolo anatomico, nella penombra di una stanza dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Palermo. La giovane, in fin di vita, era stata trasportata dal suo piccolo paese nell’interno siciliano in un disperato tentativo di salvarla, ma era morta lungo la strada provinciale.”

E poi

L’aborto e l’uso terroristico delle parole

25 gennaio 2009 § 1 commento

Ieri “La Stampa”, giornale che stimo moltissimo, titolava in prima pagina: Obama riabilita l’aborto.

Oggi, in piazza San Carlo, una banda suonava, circondata da famigliole con palloncini con su scritto “W la vita“.

Ridare dignità ai luoghi dove una donna può scegliere di porre fine ad una gravidanza per milioni di motivi è riabilitare l’aborto? Soprattutto senza considerare che Obama, nello stesso tempo, si è impegnato (in linea con il senso della legge italiana, per esempio) a mettere in campo strumenti per diminuire il più possibile il ricorso all’aborto. Non è che l’aborto è una festa da riabilitare. Semplicemente si consente alle donne di potervi accedere con dignità e senza il marchio infamante dell’epoca Bush.

Quelli di “W la vita” sono centri in cui si aiutano le donne a non abortire…sottile però è il limite delle parole, diabolica l’accusa. Come se una donna che abortisce non sia capace di amare la vita. Sbattere in faccia così una distinzione al posto di una comprensione. E’ terrorismo.

Se provassimo ad usare le parole rispetto, comprensione e dignità?

Dove sono?

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