NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

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Quando vi dicevo che Grillo era fascista

Era maggio del 2011.

Oggi lui si smaschera, citandolo, dimostrando che la sua è davvero una strategia:  ha studiato il bignamino del Paese, crede di sapere come sollevarlo, indirizzarlo, condurlo.

Io spero che il doppio ventennio in meno di un secolo abbia lasciato qualcosa.

E so bene che la colpa di questa deriva è dei partiti che non si rinnovano, come lo fu allora ai tempi di Duce. Quindi so benissimo con chi prendermela, un secondo prima che con Grillo, un secondo prima che con chi non ricorda. Lo so benissimo.

Matrimonio gay, Grillo ne approfitta subito.

E mentre noi cincischiamo, inciampiamo sulle parole, rimandiamo, qualcuno ne approfitta.

Però oggi vi dico che ieri chiedere il matrimonio è stata la cosa giusta.

Perché abbiamo usato la parola più forte, che ha risuonato in tutto il Paese e ha misurato la rabbia non solo dei gay e delle lesbiche, ma anche di un bel pezzo di Paese. E ha costretto finalmente persino Grillo (che almeno qualche cosa di dinamica del consenso la conosce) a schierarsi. Anche se nel pezzo che ha scritto sul suo blog fa una confusione madornale tra Pacs, Dico e Matrimonio, segno evidente che le idee chiare non ce l’ha ma ne ha compreso la portata mediatica, assurdamente più forte della questione primarie che invece, stabilendo un principio per la scelta della classe dirigente, è la battaglia da fare anche per avere il matrimonio, per dire.

Abbiamo fatto bene: anche la posizione di Grillo adesso sposta l’asse nella direzione giusta.

Ora riprendiamoci il partito che abbiamo fondato e trasformiamolo in quello che vogliamo. Oppure ognuno torni al proprio lavoro e alla propria vita privata.

Nessuno di noi è nel PD per altro se non per cambiare il Paese.

La colpa è comunque nostra.

Che resti ai posteri, riflessione notturna.

Se i partiti non sono permeabili la colpa è nostra. Se i partiti non sono contendibili la colpa è nostra. Se i partiti sono ammuffiti la colpa è nostra. Se restiamo a guardare la colpa è nostra.

Grillo – di cui non ho alcuna stima, come è noto – riempie la voragine che noi abbiamo scavato.

L’abbiamo scavata, cacciando le persone. Non usando il merito. Truccando i congressi perché: ” mejo pochi, ma boni”.

Forse potremmo cominciare a pensare che potremmo anche essere alternativi a Grillo e al resto. La butto lì, così.

La terza via.

La mafia è meglio dei partiti. (Beppe Grillo)

Che non sa che la Mafia è la prima causa del disastro in questo Paese e forse è rimasto a qualche raccontino sulla mafia del 1800.

In ogni caso questa frase riscuote tutto il mio più profondo schifo.

Qui, il post di Giulio Cavalli con il video integrale per chi, come tutti noi, all’inizio non ci aveva creduto.

La maschera antidemocratica di Grillo.

Noi lo diciamo da un pezzo. Lettura interessante.

Di tutta un’erba un Grillo.

Il mio post per IMille Magazine sul circolo vizioso delle democrazie malate da Mussolini a Grillo. E delle nostre enormi responsabilità.

Le bufale di Beppe Grillo che il Movimento 5 Stelle non vuole leader ma fa salire sul palco a fare il promoter

(che sono buoni tutti a fare il capo quando fa comodo).

In ogni caso Alessandro Capriccioli ci ricorda un po’ di belle cose, qui.

p.s. questo blog è autorizzato a fare le pulci. Primo: perché siamo in democrazia e se vi candidate accettate critiche e dubbi come tutti. secondo: perché non siete al di sopra delle parti. terzo: perché qui le facciamo a tutti. sottoscritti compresi.

“At Salut, Buson.”

Così Beppe Grillo a Nichi Vendola.

Attendiamo Marcia su Roma dei grillini. Puah.

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