Tempo fa, esercitando l’arte del cinismo e dimenticandomi delle regole della legge elettorale regionale, avevo visto nella candidatura di Emma Bonino l’argine alla fuga di voti da sinistra verso la Polverini e, pur pensando personalmente di votarla, ritenevo che il PD dovesse trovare un candidato da 35-40 punti % che poi al ballottaggio potesse allearsi con la Bonino.
Posto che la legge regionale NON prevede ballottaggio, anche un solo candidato in più rispetto alla Bonino significa consegnare la regione Lazio alla Polverini la cui foto, a braccetto con Gasparri, mi ha messo definitivamente paura più della disquisizione sul rigonfiamento di tessere dell’UGL.
Alcune considerazioni:
1) le primarie hanno senso quando sono vere. Cioè quando c’è in campo una vera competizione (vedi Vendola-Boccia di 5 anni fa, vedi Obama-Clinton, vedi il congresso del PD). Hanno senso quando c’è una vera competizione, non quando si chiama palesemente a ratificare ciò che anche le pietre gridano.
2) Le primarie devono essere fatte nei tempi richiesti dalla politica. NON due mesi dopo che l’avversario è già in campo
3) Per questi suddetti motivi, pur trovando alcune dichiarazioni di Pannella fuori luogo (ma ognuno ha il suo D’Alema-padrone ingombrante) ritengo che Emma, all’alba delle elezioni abbia fatto bene a candidarsi
4) La responsabilità della mancanza di primarie è da imputare tutta alla nostra incapacità di essere leader di una coalizione. Nostro compito d’ora in poi condurre la coalizione a livello nazionale ad accettare alcune regole di reciproca convivenza e soprattutto, un programma ben definito che non sia “vincere contro Berlusconi”.
5) L’UDC ci ha menato per il naso. Glielo abbiamo lasciato fare. Ricordarselo cortesemente.
Alcune proposte:
1) una conferenza programmatica immediata in cui Emma Bonino possa confrontarsi con tutte le parti sociali. Penso ad un teatro enorme, un’intera giornata. Emma è una perfetta candidata laica, ma ha dei punti delicatissimi da risolvere (o da chiarire o da evolvere, comunque da discutere) sulla questione “welfare”.
2) Una squadra da metterle attorno che rappresenti il buono che in Regione è stato fatto fino ad oggi e un’evidente ricambio generazionale e di genere pescando in tutti i partiti nuova “forza”, quella piantata nel 2010, consapevole dei problemi sociali di oggi. Giovani e donne alle prese con la precarietà e con l’impossibilità di mettere su famiglia.
3) Una task force dedicata alle maggiori fragilità della Regione, in primis la Sanità. Pochi definitivi punti: cosa fare per i piccoli ospedali. Cosa per le prestazioni convenzionate: in che forma, in che misura, con quale controllo qualitativo?
Noi (PD) conosciamo meglio di tutti i problemi e i punti di forza di questa regione. Mettiamoci al servizio di Emma, guidiamo la comunicazione di questa campagna, facciamo capire che Emma rappresenta il giusto “cambio” dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi, ma anche la giusta valorizzazione per ciò che di buono è stato fatto.
Secondo me…vinciamo e può essere una vittoria che cambia gli assetti: cioè che può vincere una candidata laica se preparata perché gli elettori quello vogliono e che si può vincere anche senza l’UDC.
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