NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il tag “Grillo”

Se la democrazia non è consenso e viceversa.

Voglio dire una cosa a tutti noi: non è che chi ha consenso allora è anche buono e bello. Chi ha consenso accede agli strumenti della democrazia. Poi si verifica nel tempo se quel consenso è sano (si chiama studio della Storia vedere i casi Hitler, Mussolini) o se è illegale (vedere chi si compra le preferenze, i casi di conflitti di interesse, uso di risorse improprie). Esistono in democrazia delle cose che si chiamano: dissenso e magistratura. Servono per impedire le dittature, per questo sono sempre le prime cose ad essere “soppresse”: nei partiti, negli Stati. Insomma “consenso” non significa allora “devo essere d’accordo con te” perché tanta gente è d’accordo con te. Non compite mai questo errore né dentro i partiti, né con Grillo, (che considero in alcuni casi in antitesi agli eletti del M5S, cosa che nel tempo verrà a galla ed e già accaduta) né con Berlusconi (vedere alla voce Bicamerale). Il male è banale ed è molto organizzato. Ricordatevi che la vera rivoluzione è organizzare il bene che è sempre caotico, anarchico. In questo la sua bellezza e i suoi limiti.

Io continuerò ad elencare gli errori che il PD (per esempio) ha fatto non parlando con chi ha votato M5S e non cogliendo quell’esigenza. Ma continuerò a credere che chi pensa di abolire i partiti (la costituzione li prevede come il momento più meravigliosamente antifascista del suo contenuto, più ancora delle norme transitorie sull’apologia del fascismo) non faccia parte della mia cultura profondamente democratica. Sia la via facile, ma brevissima al cambiamento. Continuo a preferire la via complessa e tortuosa che si muove dentro la dinamica della democrazia. Quella democrazia difettosa, imperfetta, fallace che consente a tutti – però – di poter esistere politicamente (dove quella parola assuma il suo senso etimologico più profondo).

Teniamo la barra dritta. Tra D’Alema-Berlusconi e Grillo esiste una meravigliosa terza via.

Che cosa è successo?

Provo a scriverlo per Imille, qui.

In particolare:

I ragazzi del M5S sono quelli più simili a me (a me che non li ho votati) e non posso fare a meno di vederlo, toccarlo. Sono i miei colleghi, sono i miei amici, i miei ex studenti, i miei vicini di casa. Non somigliano per niente ai miei compagni di partito. Non a tutti. Non a quelli che comandano per capirci. Sono antropologicamente (almeno per ora) normali. Come è possibile che la % di persone candidate nel PD con un lavoro che non sia dentro una fondazione, un’azienda pubblica, una segreteria di partito siano pochissimi? Come è possibile che il professionismo politico sia più importante della vita reale? Come possiamo pensare di rappresentare il Paese con convegni e candidati simbolo se dentro il nostro partito chi ha un lavoro vero non può nemmeno parteciparvi perché gli incontri sono sempre alle 16 del pomeriggio per potere mandare “le agenzie”? Provate ad iscrivervi alla mailing list del M5S del Lazio. Guardate a che ora si incontrano. E capirete. Eppure hanno fatto tanti voti quanto noi senza circoli, senza sedi, senza agenzie, senza giornalisti servi che elidono notizie quando non le ignorano. Questo non significa che il PD ha sbagliato tutto o che è tutto sbagliato dentro il PD: significa che manca un pezzo.

Una banalità su Piazza San Giovanni

E comunque quella piazza era la nostra piazza. E con molta umiltà, con molta fatica da lunedì, comunque vada anche se vinciamo e governiamo in autonomia, con quel pezzo di Paese deluso e tradito noi abbiamo l’obbligo assoluto di parlare e di rispondere a molte istanze giuste. Non possiamo lasciare quel palco alla rabbia, alla violenza, all’epurazione, alla distruzione totale. Abbiamo il compito di cambiare il rapporto tra politica e Paese, di spendere bene, di non rubare, di avere cura del Bene Comune.

p.s . mi ha impressionato pensare che noi eravamo chiusi in 300 all’Ambra Jovinelli, tra di no,  e nella nostra piazza c’era il pienone come ai vecchi tempi solo che sul palco c’erano Grillo e Casaleggio.

I candidati di Grillo, per esempio nel Lazio.

Io non sottovaluterei molto i candidati di Grillo anche se i numeri dei votanti sono ridicoli (circa 35mila rispetto ai nostri 3 milioni).

Non li sottovaluterei soprattutto a sinistra.

Ho ascoltato qualcuno di loro, non avevo l’impressione di essere in un altrove rispetto a noi.

Potevo essere in un centro sociale, in un’ erboristeria, in una comune nostalgica.

Insomma c’è qualcosa di deluso da noi qui dentro.

Vi giro i candidati della circoscrizione Lazio. La nostra. Ditemi cosa ne pensate.

(certo se guardo loro e guardo cosa siamo capaci di fare noi nelle liste……leggo cosa ha scritto 15 ore fa la terza di lista nel Lazio, Roberta Lombardi:  ”ho ricevuto una valanga di sms, messaggi facebook, telefonate, mail etc etc…. piano piano risponderò a tutti e scusatemi fin da ora per il ritardo ma tra lavoro e bimbo non ce la faccio a seguire tutto!” e penso che somiglio più a lei che a qualsiasi deputato PD (a parte pochissime e rare eccezioni) e mi chiedo quanti si ritroveranno in questa semplicità…giusto o sbagliato che sia).

Non è che ci voleva un genio comunque.

Non è che ci voleva un genio comunque sulla questione della legge elettorale. Io lo dico da luglio che qualcuno vuole far fuori Grillo per non cambiare nulla. Sveglia.

Sicilia, il M5S ci pensi su.

Lo dico chiaro.

Ha vinto Grillo. O meglio, ha vinto quel ragazzo, Cancelleri, della mia età.

Ha vinto la voglia di uscire dallo schema rigido dei partiti, quella roba che molti di noi hanno deciso di combattere da dentro e non da fuori. Quella roba che gli asserragliati nella torre (la nostra dirigenza) non hanno compreso: perché loro sono convinti di sapere cosa fa bene al Paese anche quando il Paese non è d’accordo. L’anti-democrazia totale.

Cancelleri ci pensi bene e – provocatoriamente – offra appoggio a Crocetta sulla base del proprio programma, senza snaturarsi. Impedisca di passare dalla parte del torto e di ricreare una sorta di Lombardo bis. Meglio un Crocetta ostaggio del M5S che del PDL.

Se fossi Bersani chiederei a Crocetta una legislatura breve in cui si cambia la legge elettorale e si restituisce il voto alla Sicilia. Questa alleanza PD, UDC e probabilmente PDL significa impalare la Sicilia, non so davvero come faccia Crocetta a pensare di scrivere una qualsiasi storia con questi numeri. Veramente, siamo seri. Far passare tutto questo come un vittoria ci fa perdere di credibilità e non offre opportunità a chi si vuole astenere e si asterrà anche a maggio.

 

Grillo e il sistema padronale.

Lo dice Favia, uno dei suoi eletti.

(non Bersani all’Unità, per capirci)

Piccolo vademecum per dirigenti PD.

Piccolo vademecum per dirigenti PD: alla domanda è meglio votare Grillo o PDL, si risponde è meglio votare PD. Punto.

(poi discutiamo su quale PD e come farlo migliore, sì…e potremmo riflettere sul fatto che molti grillini sono nostri elettori delusi e incazzati e potremmo farli ragionare su Grillo e migliorarci…proviamo, dai. Ma dire che è meglio votare PDL che Grillo è una minchiata.)

Teniamo la barra dritta, non scuffiamo, grazie.

Io invece tra un ragazzino del M5S e uno del PDL che ha appoggiato B. in questi 20 anni non avrei alcun dubbio. Voterei il primo. Ma risposta è sbagliata lo stesso. Voglio votare PD e vorrei che anche i grillini potessero farlo.

Dipende da noi però…non da loro.

La democrazia iperdiretta ovvero la dittatura.

La democrazia iperdiretta che declama Grillo e’ la strada con cui sono iniziate le peggiori dittature, nate sul non ricambio di democrazia rappresentative.

Se i partiti NON cambiano saranno i primi responsabili dell’ennesimo ventennio. Sia chiaro. La colpa non è di Grillo, ma di chi si ostina a non vedere.

Benito Mussolini in un’epoca simile a questa, maestro di scuola, bestemmiava Dio e faceva il giornalista in un Paese per più della metà analfabeta. Il 28 gennaio del  1924, Mussolini lancia il #LISTONE aperto a chiunque voglia collaborare con il fascio “al di fuori, al di sopra, e contro i partiti”.

Insomma niente di nuovo sotto il sole.

Tenetelo a mente: i partiti sono i più grandi responsabili dell’epoca che verrà.

Grillo è oggi un blogger come una volta Mussolini era un reduce di guerra, ex maestro di scuola. Lui fa il su0 mestiere insieme al suo Guru di Casaleggio: si infila nella voragine.

Banalmente: la democrazia iperdiretta è quella cosa che avviene sulla foga emotiva, che sceglie tra Barabba e Gesù, che plaude alla cosa più semplice. Una democrazia sana ed adulta è una democrazia che sceglie dei rappresentanti, li delega e poi li giudica per il loro operato e, nel caso, li manda a casa. Il problema dell’oggi è una democrazia infantile ed oligarchica che non è nè diretta nè adulta, ma che vede se stessa nelle mani di pochi e sempre degli stessi. Come accadeva ai tempi di Giolitti al tempo in cui Mussolini era il nuovo. Come lo era al tempo del CAF + PCI/PDS quando Berlusconi e Bossi erano il nuovo. Insomma, Grillo è il Gattopardo italico che torna e ritorna per cambiare tutto e non cambiare nulla.

Attenzione, ci tengo a dirlo. Grillo. Non chi – cacciato a pedate dal sistema partitico italiano – ha trovato cittadinanza solo nel Movimento 5 Stelle. Confondere Grillo e Casaleggio con le persone incazzate coi partiti sarebbe come dire che Mussolini non andava confuso con chi, allora, era incazzato con un sistema Italia burocratico, clientelare e corrotto. Tutto vero. Peccato che il fascismo, come il berlusconismo, come il bossismo sono diventati – poi- parte integrante e peggiore dello stesso sistema che erano nati per distruggere.

Vi prego: studiate la storia. Oggi la strada giusta è abbattere il dalemismo (metafora del tempo post-berlusconiano), senza cascare nel grillismo.

p.s. A me dei sondaggi non me ne frega niente. Un tempo anche Berlusconi ha avuto consenso diffuso. Anche Mussolini. Non starei dalla parte di Grillo nemmeno se avesse il 50 +1 dei consensi. Come non sto dalla parte di D’Alema. Cerco una via diversa tra una democrazia malata con le piaghe da decubito ed una democrazia diretta che tende alla dittatura. Desidero ed esigo una democrazia normale, basata sulla rappresentatività, sulla delega e sul giudizio dell’operato di chi serve lo Stato e sulla sua breve permanenza nei luoghi di governo in modo da non incancrenire le relazioni tra cittadini e stato. Punto.

Altre vie sono solo forme dittatoriali con sfumature diverse.

Nietzsche, Freda e Alemanno (trova l’intruso)

Tempo mezzo pomeriggio ed Alemanno ha ritirato il patrocinio alla presentazione del libro di Freda. Che dite? Cosa avrà vinto? Che Franco Freda è uno di quelli che secondo la Cassazione è implicato in Piazza Fontana (forse qualcuno finalmente glielo ha ricordato?) o che Nietzsche era un filosofo anticlericale che considerava qualsiasi religione un danno per l’umanità? (forse finalmente qualcuno gli ha spiegato Nietzsche?).

Ma soprattutto, vorrei le dimissioni di chi distribuisce patrocini come se fosse niente. Come se Roma non fosse Roma. Come stiamo cadendo sempre più in basso.

Ah, a proposito…sempre per ribadire una piccola questioncina sul fascismo e su Grillo, nel 1963 Freda scrive Il Manifesto di AR:

[...] Noi siamo: contro i partiti politici. Dagli attuali partiti politici appaiono solo posizioni politiche al crepuscolo, che possono costituire il supporto per il successo di gruppi oligarchici, non certo inserite nel nostro modo generale d’essere. Noi siamo antidemocratici: sui feticci delle democrazie capitalistiche e bolsceviche ricade la responsabilità del crollo dei valori politici e del trauma morale che ha disintegrato degli individui alienandoli dalla vita organica dello Stato. [...]

Poi ditemi che non ho ragione ad essere spaventata da Grillo e soprattutto dall’abissale ignoranza e tendenza all’oblio della memoria del nostro Paese.

Grillo e la liquidità.

Un Giovanni Sartori perfetto e condivisibile fino all’ultima parola su Grillo, sui partiti e sull’infantilismo politico.

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