NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

nemmeno costruendo una canoa.

Archivio per il tag “m5s”

Che cosa è successo?

Provo a scriverlo per Imille, qui.

In particolare:

I ragazzi del M5S sono quelli più simili a me (a me che non li ho votati) e non posso fare a meno di vederlo, toccarlo. Sono i miei colleghi, sono i miei amici, i miei ex studenti, i miei vicini di casa. Non somigliano per niente ai miei compagni di partito. Non a tutti. Non a quelli che comandano per capirci. Sono antropologicamente (almeno per ora) normali. Come è possibile che la % di persone candidate nel PD con un lavoro che non sia dentro una fondazione, un’azienda pubblica, una segreteria di partito siano pochissimi? Come è possibile che il professionismo politico sia più importante della vita reale? Come possiamo pensare di rappresentare il Paese con convegni e candidati simbolo se dentro il nostro partito chi ha un lavoro vero non può nemmeno parteciparvi perché gli incontri sono sempre alle 16 del pomeriggio per potere mandare “le agenzie”? Provate ad iscrivervi alla mailing list del M5S del Lazio. Guardate a che ora si incontrano. E capirete. Eppure hanno fatto tanti voti quanto noi senza circoli, senza sedi, senza agenzie, senza giornalisti servi che elidono notizie quando non le ignorano. Questo non significa che il PD ha sbagliato tutto o che è tutto sbagliato dentro il PD: significa che manca un pezzo.

Non a caso il PD di Bologna.

Non è un caso che il primo PD a mettere in campo una forma di selezione dei propri parlamentari sia quello di Bologna. Bologna e tutta l’Emilia Romagna sono la regione rossa per antonomasia, quella dove siamo abituati a vincere da sempre, così tanto da avere preso in questi anni qualche scoppola di troppo (vedi Guazzaloca a Bologna e vedi Parma). L’Emilia Romagna è anche il luogo dove appare più maturo e persino dissidente il M5S e quindi dove il bisogno concreto di partecipare e la maturità degli elettori non è più aggirabile. Insomma da Bologna e dal PD di Bologna una bella lezione di come si risponde all’antipolitica. Mi auguro che i criteri di accesso e selezione siano davvero aperti. Bene.

Sicilia, il M5S ci pensi su.

Lo dico chiaro.

Ha vinto Grillo. O meglio, ha vinto quel ragazzo, Cancelleri, della mia età.

Ha vinto la voglia di uscire dallo schema rigido dei partiti, quella roba che molti di noi hanno deciso di combattere da dentro e non da fuori. Quella roba che gli asserragliati nella torre (la nostra dirigenza) non hanno compreso: perché loro sono convinti di sapere cosa fa bene al Paese anche quando il Paese non è d’accordo. L’anti-democrazia totale.

Cancelleri ci pensi bene e – provocatoriamente – offra appoggio a Crocetta sulla base del proprio programma, senza snaturarsi. Impedisca di passare dalla parte del torto e di ricreare una sorta di Lombardo bis. Meglio un Crocetta ostaggio del M5S che del PDL.

Se fossi Bersani chiederei a Crocetta una legislatura breve in cui si cambia la legge elettorale e si restituisce il voto alla Sicilia. Questa alleanza PD, UDC e probabilmente PDL significa impalare la Sicilia, non so davvero come faccia Crocetta a pensare di scrivere una qualsiasi storia con questi numeri. Veramente, siamo seri. Far passare tutto questo come un vittoria ci fa perdere di credibilità e non offre opportunità a chi si vuole astenere e si asterrà anche a maggio.

 

Grillo e il sistema padronale.

Lo dice Favia, uno dei suoi eletti.

(non Bersani all’Unità, per capirci)

Le pulci al M5S

Le abbiamo fatte in buona fede e, mi pare bene, su imille.org:

1) università e ricerca

2) Energia

3) Stato e Cittadini

Aggiornerò i prossimi capitoli.

p.s. E’ un’operazione per parlare di contenuti, non per sparlare di grillini. Quindi mettetevi comodi e leggete.

La colpa è comunque nostra.

Che resti ai posteri, riflessione notturna.

Se i partiti non sono permeabili la colpa è nostra. Se i partiti non sono contendibili la colpa è nostra. Se i partiti sono ammuffiti la colpa è nostra. Se restiamo a guardare la colpa è nostra.

Grillo – di cui non ho alcuna stima, come è noto – riempie la voragine che noi abbiamo scavato.

L’abbiamo scavata, cacciando le persone. Non usando il merito. Truccando i congressi perché: ” mejo pochi, ma boni”.

Forse potremmo cominciare a pensare che potremmo anche essere alternativi a Grillo e al resto. La butto lì, così.

La terza via.

Navigazione degli articoli

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 212 follower

%d bloggers like this: